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Liguria e Basso Piemonte

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Hotelles zone, ultima sortita degli strateghi turistici loanesi

L’ultima sortita degli strateghi turistici  loanesi: “Zona alberghiera senza alberghi” –   The Bernardino’s  large metallic placard.

Parlare di turismo agli strateghi dei poteri forti (si fa per dire) loanesi, acculati alla moribonda ideologia (si fa sempre per dire) berleghista,  è come lavare la testa all’asino. Non solo non se ne ricava nulla, ma si scatena una rumorosa reazione all’interno della quale la parola  perde ogni significato proprio, assumendo una beota e volgare colorazione   Essi credono infatti che sia sinonimo di “speculazione, bordello, cementificazione, spremitura degli ospiti, schiamazzo autorizzato, invasione e privata appropriazione degli spazi pubblici et similia”.

Nel solco di tali scelte, oggettivamente in contrasto con i più elementari aspetti della civile convivenza, si annovera quella della eliminazione delle attività alberghiere, professionalmente qualificate, per far spazio alle ristrutturazioni speculative della peggior specie e ciò, dopo la chiusura di numerosi Alberghi cittadini, addirittura nella porzione di territorio destinato dal piano urbanistico a “Zona Alberghiera”.

La soppressione degli “Alberghi” nella nostra città è stata esemplare, da manuale. Il fatto che ciò sia avvenuto con la copertura di un sostanziale silenzio, nell’ambito di decisioni meramente privatistiche e speculative, malgrado le deboli leggi del settore o forse anche per tale debolezza, quasi come se la “risorsa” Turismo fosse un optional, è sintomatico di una carenza strutturale della nostra politica nazionale,  regionale e comunale in questa materia.

Il  cosiddetto “vincolo alberghiero” è semplicemente insensato, ridicolo e superabile attraverso i noti canali delle contraddittorie carenze normative.

Ben diverse sono le iniziative da intraprendere. Come ha scritto su  “Left” 20/10/2012, Filippo Donati, albergatore Presidente nazionale Assohotel  Confesercenti, “Pensiamo ad un provvedimento semplice come la detassazione del valore aggiunto della vendita degli alberghi dal proprietario all’affittuario…alla detrazione fiscale del 55 per cento su lavori di ristrutturazione o di straordinaria manutenzione negli hotel.”

E, aggiungiamo noi, perché non incentivare –alla svedese- le iniziative alberghiere proposte da giovani imprenditori, diplomati dagli Istituti Alberghieri,  finanziandole e fiscalizzando imposte e oneri sociali per i primi tre anni di attività con l’impegno alla restituzione degli importi, graduale, ad avviamento avvenuto ? Non è con assurdi,  controproducenti  ed impotenti vincoli che si costruisce una strategia turistica, ma con incentivi ed aiuti  concreti al merito. I costi iniziali del rilancio alberghiero verrebbero compensati con ampio margine dalla rimessa in moto della macchina turistica. Non è necessario essere economisti patentati per comprenderlo.

Sennonché il gruppo di privati che, con un documento presentato lo scorso febbraio 2012 all’Amministrazione comunale, ha dimostrato interesse al Piano Particolareggiato della “Zona alberghiera”- T1- del Piano Regolatore loanese, ha in primis proposto di variarlo  conl’eliminazione dell’obbligo di destinare a uso albergo una quota di camere  previsto nel 15% ”.   Pare che l’amministrazione comunale sia d’accordo.                                                 

            ADDIO ZONA ALBERGHIERA. Come si fa a non prevedervi neppure una quota del  15% di camere ? Che razza di zona alberghiera potrà mai essere codesta?

Ma non si dica che i nostri pubblici amministratori non s’impegnano almeno a favore dell’ambiente e dell’estetica urbana.  Con un soffuso, quasi affettuoso, paternale, accorato appello, l’assessore competente Bernardino Tassara, ha fatto erigere, nelle vie e negli spiazzi, alti elementi rettangolari metallici prodotti  da  “Tecnica srl”  di Albenga,  infissi saldamente al suolo  (roba da concessione edilizia !), realizzando ampie superfici sulle quali ha fatto distendere una lenzuolata di richiami ai gentili cittadini. Si invita a collaborare per la bellezza e la bontà dell’ambiente loanese evitando di gettare carta per terra, di lasciare sul suolo le deiezioni canine, di lasciare parcheggiate nella strada le autovetture che non consentono al mattino l’attività di pulizia delle strade cittadine, con i noti rumorosissimi aspira immondizie.

Ora, noi sollecitiamo i nostri quattro lettori a considerare attentamente la “Grida” di questo volenteroso giovinotto il quale, evidentemente, con il richiamo ad alcune frequenti infrazioni elementari della buona educazione civica, ha voluto esemplificare.   Forse avrebbe fatto meglio a dirlo “Per esempio…”

 Sì, perché i comportamenti che rendono, specialmente d’estate, in piena stagione turistica, in pieno centro storico, mefitico, sconvolto ed inquinato l’ambiente loanese sono (senza omettere quelli) molti altri . Ne diremo noi alcuni (sempre per esempio) : “L’uso improprio, a tutte le ore del giorno e della notte, degli amplificatori  che impestano a volumi intollerabili tutta la zona a mare del centro storico, eruttando stupidaggini e frastuono sonoro; lo scorazzamento in bicicletta sulla passeggiata a mare; la velocità illecita e il rombo delle motociclette lanciate –a tutto gas- in corso Roma e in corso Europa; il lezzo della spazzatura sversata nelle cosiddette ‘Isole ecologiche’, realizzate cervelloticamente nel corpo della passeggiata a mare,  a ridosso dei dehors di  ristoranti e bar; l’attentato all’igiene e al turismo che quanto sopra comporta;  il caruggio inteso come pisciatoio canino sui passi delle abitazioni  e dei negozi; le cicche dei fumatori in uscita dai bar  sparse davanti agli ingressi di abitazione del caruggio stesso ecc.

Il tutto mentre la Polizia Municipale brilla per la sua assenza, tanto da farci pensare che sia stata abolita, per risparmiare.

Signor Assessore Bernardino, per piacere, non veniamo a fine ottobre a scassare la già malferma pavimentazione urbana con impiantati metalliferi elementari richiami ai cittadini, cerchiamo di intervenire a tempo debito contro la mole degli inquinamenti acustici, spazzaturai e circolatori che ammorbano le nostre beneamate contrade e degradano il centro storico in piena stagione.  Dia  magari un’occhiata anche all’infestazione del tratto di mare  da balneazione, provocata  dai  materiali di risulta con i quali è stata malamente pasciuta la cosiddetta “diga soffolta” che sembra un gruviera. Semmai le prestiamo una barca e una muta con mascherina.  Acclari, acclari, creda a noi. Siamo in tempo a andar sott’acqua, la temperatura  del mare è ancora buona. E poi siamo ai “Santi” e, come lei certamente sa, da buon ligure, “ A stâe di Santi se a nô vegne doppô a vegne avanti.”

                                                                                       BELLAMIGO

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