Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Primarie PD: lische di pesce, lacci e tagliole. I comitati savonesi e i socialisti

Si dice che ‘l’esperienza acquisita nel tempo è dovuta alla somma degli errori passati’, bella frase se non fosse che il concetto, nella politica e nello specifico nei nostri politicanti amministratori, è continuamente dissatteso dal peggio di ieri, ‘tangentopoli’, al molto peggio di oggi ‘depredopoli‘.
Tutto ciò, per rappresentare la similitudine, in riferimento alla disfida, primarie PD, che ancora risente di pericolose scorie del passato e metodi  illiberali che, nel 2012, non hanno ragione di essere oltre che mortificanti.
La stampa di questi giorni, sia in chiave nazionale che in chiave locale (provincia di Savona) riporta dei comitati in fase organizzativa, pro Bersani, Renzi, Vendola e compagnia: ovviamente del tutto leciti e opportuni per una partecipazione fortemente sentita e motivata.
‘L’asino casca,’ come si suol dire, quando alcune segreterie/sacrestie di partiti satelliti al PD, dichiarano pubblicamente, tout court, l’appoggio a Tizio o Caio, facendo intendere una unità di convergenza da parte di tutti i loro iscritti: come, ad esempio, se il PD in toto, dichiarasse pubblicamente l’appoggio al solo Bersani: fatto improponibile oltre che disgregante, impensabile che donne e uomini, giovani e anziani, rinuncino allo loro volontà di scelta, di opinione e quant’altro in piena libertà di pensiero e coscienza.
Tutto ciò si palesa come una mossa, ‘tanto sciocca quanto speculativa’, come ‘schiacciare l’occhiolino a una bella donna’ sperando di essere corrisposti almeno con un sorriso’, cioè sperando che ad eventuale vittoria del candidato sponsorizzato, questi contraccambi poi con qualche ‘lisca di pesce’.
In chiave locale (provincia di Savona),  ‘Futuro è Socialismo’, ‘Azione Riformista’, convergenti nel ‘Movimento’, aderenti al ‘Gruppo di Volpedo’, hanno convenuto che ogni iscritto ha facoltà di votare chi meglio desidera, senza per altro dare adito ad alcuno coinvolgimento diretto, o peggio ancora interessato, delle proprie associazioni: ‘socialisti non si diventa ma si nasce, impegnati in un percorso politico e moderno a prefigurare un mondo più giusto e più limpido, senza lacci e tagliole.’
 
Ilaria Barberini 
Gianni Gigliotti 
VELTRONI IL ROMANZIERE 
Veltroni ha deciso di non candidarsi alle Politiche del 2013, un passo indietro a chiudere il periodo della Sua vita di politico e Parlamentare: tutto sommato una buona notizia, fermo restando che non rinuncerà, e si godrà, i circa novemila euro mensili di vitalizio, poco più poco meno di quanto un operario ha diritto dopo quarant’anni di lavoro in fabbrica, magari minato dalla silicosi, con moglie a carico e figli disoccupati.
La notizia meno buona, anzi preoccupante, e che avendo Veltroni molto più tempo a disposizione, tra un salto nella ‘Sua Africa’ e qualche rassegna cinematografica da presenziare, avrà modo di dedicarsi con più intensa lena a scrivere nuovi romanzi mettendo ullteriormente ‘a disagio la già insignificante rappresentanza della letteratura italiana post moderna’.

Gianni Gigliotti

I ROTTAMATORI   –  Siamo diventati tutti ‘rottamatori’, l’Italia delle greggi telecomandate segue l’andazzo, qualche pecora si è suicidata volontariamente, Veltroni; altre sono sul ciglio del baratro, Berlusconi, Formigoni, Polverini; altre ancora sono a rischio, Dalema e la Bindi, tenacemente abbarbicati a qualche cespuglio per cercare di non precipitare.
Si bruciano i vecchi prati e si aprono nuove praterie: che la politica, in fondo, è stimolante, basta avere l’accortezza di rinnovarsi proponendo un ricambio generazionale, nascono infatti, come funghi porcini, ‘significative formazioni politiche, a opera, per l’appunto, di giovani entusiasti e fortemente motivati‘,  da Emilio Fede a Giulio Tremonti (con la benedizione del giovanetto Rino Formica), Flavio Briatore a sorpresa, nell’attesa che Montezemolo sciolga il voto di castità della sua ‘Italia Futura’.
PECORECCIO –  Elezioni in Lombardia, tanti clamori e insinuazioni sulla bella Minetti: che invece, a ragion veduta, visto il marcio affiorato, è probabilmente una delle poche che il posto in Consiglio Regionale se l’è conquistato meritatamente e con sudore, nessun voto di preferenza in cambio di denaro, quindi ‘si vergogni chi pensa a qualcosa di diverso’.
Gianni Gigliotti
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G.Gigliotti

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