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Noli, i 15 quesiti del giudice Acquarone e la ‘esemplare’ cronistoria di via Belvedere

Noli – C’è chi suona le trombe e chi le campane nella stessa cittadella della Giustizia.  “La Stampa” di giovedì 6 Settembre comunica che: ” l’Ing. Riccardo Berardi è stato incaricato dal giudice Luigi Acquarone di dipanare, a livello tecnico l’intricata vicenda del crollo di Via Belvedere a Noli“. “Terminata la causa penale, infatti, resta in piedi il procedimento civile” per la quale  il giudice Acquarone pone ben 15 quesiti (a mio avviso non solo tecnici) al perito che è convocato a giurare il 23/10/2012 (Leggi….).

E’ a conoscenza di tutta l’opinione pubblica che segue l’intricata vicenda, oltre che dei diretti interessati, l’esito della procedura penale con la sentenza emessa il 4 Luglio da parte del G.U.P. Dott.ssa Fiorenza Giorgi: tutti assolti gli otto imputati (progettisti, imprenditori, esecutori dei lavori) dal reato di “disastro colposo” – “frana colposa” per i quali era stato richiesto rinvio a giudizio da parte del P.M. Chiara Maria Paolucci.  La quale, a sua volta, e con la controfirma del Procuratore Dott. Francantonio Granero, il 3 Gennaio  aveva chiesto l’archiviazione per altri tre inquisiti: Sindaco, Vice Sindaco e Dirigente dell’Ufficio Tecnico Urbanistico.

Archiviazione accettata da G.I.P. Dott.ssa Donatella Aschero. Attenzione però, il G.U.P. sentenzia che l’Ing. Giovanni Delfino dece essere rinviato a giudizio per “falso ideologico” in riferimento ad una sua perizia giurata del 14 Ottobre, sempre del 2009.

Ma andiamo per ordine per cercare di capire, documenti alla mano, cosa sia realmente successo nella tempistica dei fatti succedutisi, dei relativi comportamenti degli attori di questa tragedia che m’inducono a formulare una domanda.

I palazzi lesionati di via Belvedere

Il 24 Aprile 2009 il Sindaco di Noli  Ambrogio Repetto emette ordinanza di sgombero dell’abitazione del Sig. Introini abitante in Via Belvedere 16  a seguito ed a convalida del fonogramma inviato il giorno precedente dai Vigili del Fuoco nel quale si paventava un presumibile cedimento delle fondazioni.

Il 28 Aprile il Sindaco riceve una raccomandata (ancora oggi inevasa ma giustificata già nelle indagini preliminari della Procura) da parte del condominio del civ. 18, sempre di Via Belvedere, laddove si illustra  in maniera circostanziata l’esistenza di crepe nel caseggiato e che si ingrandiscono …a vista d’occhio giorno per giorno.

A metà Giugno, su incarico della Sig.ra Maria Letizia Introini che ha inteso fare opposizione al T.A.R. contro l’ordinanza del Sindaco, il Geologo Alessandro Mirenghi e l’Ing. Enrico Pozzi depositano una  perizia asseverata che attesta il non riscontro di cedimenti di terreno di fondazione dell’edificio o in generale problemi da un punto di vista di instabilità del versante e pertanto dal punto di vista geologico.

Di conseguenza il T.A.R. a metà Luglio annulla l’ordinanza sindacale.  Questo giustifica i mancati ulteriori interventi preventivi, (sempre richiesti anche in seguito), nella memoria difensiva del Sindaco e del suo Vice, avvallato dai P.M. in fase istruttoria e quindi prosciolti con archiviazione. Per completezza della verità documentale, la perizia ordinata dalla Procura di Savona ai Prof.  Andrea Del Grosso  e Roberto Passalacqua riporta di ulteriori denunce al Sindaco, rimaste inevase, indagini del Geologo Dott. R. Garbarino già espletate dal Febbraio 2009 non certo rassicuranti.

Tre mesi dopo il Sindaco, in presenza di reiterate richieste di controllo della situazione da parte degli aventi causa dei danni in continua accelerazione (anche verbali, come da interrogatori verbalizzati della P.G.) ed a seguito di ultimissimi, evidentissimi riscontri della anormale situazione di sicurezza nella zona, ritiene  di far intervenire il responsabile dell’Area Tecnica Urbanistica, Arch. Raffaello Riba.

Infatti, il 12 Ottobre, con una lettera raccomandata alla Società Z&R S.r.l. ed al Direttore dei lavori, l’Ing. Delfino,  lo stesso impone l’ordine di comunicare entro quattro giorni  una perizia giurata ed asseverata che attesti “l’attuale stabilità e le condizioni statico-strutturali dei luoghi sia dell’area di cantiere che a monte dello scavo e che scongiuri ogni fenomeno progressivo di dissesto.  Tutto ciò al fine di confutare le obiezioni avanzate dai privati che, con esposti promossi in diverse sedi (Provincia, Comunità Montana, Corpo Forestale della Stato e Comune) hanno accusato le operazioni di scavo e l’infiltraggio di tiranti come causa di fessurazioni e dissesti negli immobili privati ubicati a monte dello scavo dell’autorimessa”. Nel contempo ordina il fermo del cantiere.

Confutare. Dal vocabolario della lingua italiana: “ Ribattere – Ributtare – Dimostrare falsa, erronea argomentazione, opinione.  Credo che questo verbo dimostri palesemente da che parte sta l’imparzialità richiesta ad un vertice di un’Amministrazione Comunale….per lasciare poi la responsabilità prevista dalla legge inerente il dovere amministrativo demandato al Sindaco sulla sicurezza dei propri cittadini, come constateremo di seguito.

Intanto, il 14 Ottobre, l’Ing. G. Delfino attesta: ” la stabilità del versante, le condizioni di stabilità statico-strutturali dei luoghi sia dell’area di cantiere sia di quella situata a monte dello scavo e che non vi sono fenomeni di dissesto in atto dovuti all’esposizione delle opere per la realizzazione delle autorimesse di cui all’oggetto”.

Il 16 Ottobre il responsabile dell’area Tecnica Settore Urbanistica, Arch. R. Riba, nel prendere atto della dichiarazione giurata ed asseverata, permette la riapertura del cantiere e nel contempo scrive: “Il Comune pertanto si manleva da ogni responsabilità attuale e futura circa ogni accadimento riguardante lo stato attuale e futuro dei luoghi e più precisamente da ogni dissesto e/o collasso dovessero sorgere in occasione della ripresa dei lavori di escavazione nell’ambito di cantiere escluso dal vincolo idrogeologico a danno di altre proprietà confinanti”.

Riecco i Ponzio Pilato … Siamo proprio in buone mani… Volutamente o no? Questo è il dilemma.

Il 14 Dicembre i Vigili del Fuoco fanno evacuare tutti i residenti della zona dei civici 12,14, 16, 16 bis, 18; il Sindaco  Repetto emette di conseguenza il giorno dopo ordinanza  di convalida tutt’oggi in forza, quella e le seguenti che hanno determinato un groviglio di tutti contro tutti. Cose scritte da me a suo tempo, cose che vengono oggi dimostrate.

Quindi riepiloghiamo: fine Aprile denuncia di pericolo; metà Giugno dichiarazione di non pericolo; metà Ottobre dichiarazione di non pericolo con identiche motivazioni, metà Dicembre sempre del 2009 evacuazione con sigilli sulla zona. Dal 2010 in avanti progetto approvato anche dalla Procura per la messa in sicurezza, ma che forse verrà modificato…modificando l’ambiente … con garages esterni (con più profitto?).

Così come le decisioni emesse dalla Magistratura ” in nome del popolo italiano” e sempre da rispettare, mi viene da chiedere “in nome del popolo nolese” quale differenza passa tra la perizia di Metà Giugno e quella di metà Ottobre: la prima che orienta il TAR ad assumere sentenza contro l’ordinanza sindacale di fine Aprile, quindi a permettere indisturbati i lavori di scavo del cantiere; la seconda che, invece, è oggetto di rinvio a giudizio per “falso ideologico“, pur descrivendo le stesse situazioni!

Forse il perito Ing. Riccardo Berardi con le sue indagini/analisi sarà in grado di ancor più approfondire il suo lavoro già portato a termine come A.T.P. nominato dal Tribunale di Savona per il civ. 14  ( di cui avevo già scritto sul blog www truciolisavonesi.it il 26/02 ed il 17/06/2012)  attualmente acquisito agli atti dal Giudice Luigi Acquarone.

Carlo Gambetta

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