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Quei pionieri della corriera Pieve di Teco – Albenga: Paolo, Luigi e Marco Lengueglia

Quattro anni fa, a fine novembre, si spegneva la vita di Marco Lengueglia, sindaco democristiano di Pieve di Teco dal 1985 al 1990. Poi primo cittadino di Cisano sul Neva, assessore ad Albenga, presidente della SAR risanata. Prima di lui se n’era andato il fratello Luigi (Ginetto) e papà, nonno Paolo, capostipite e pioniere che ebbe l’intuizione di acquistare la prima corriera, inaugurare i collegamenti tra Pieve di Teco, i paesi della bassa valle e Albenga  (vedi articolo…).  Pagine di storia che onorano Pieve di Teco, da tramandare ai posteri, con il patrimonio umano e morale. Una famiglia di imprenditori, esempio di spirito di iniziativa, virtù, operosità, ingegno, posti di lavoro.

Dall’album storico: era il 1909 quando nasceva l’azienda di trasporti Alptur, con Paolo Lengueglia, capostipite

Del rag. Luigi Lengueglia avevamo scritto, ricordandolo, come meritava, la caratura imprenditoriale del personaggio. Non era stato invece possibile dedicare spazio al fratello Marco. Non è questo il momento delle ricorrenze e delle celebrazioni. Le feste di Natale irrompono. Può essere non superfluo,  nel quarto anniversario della scomparsa del commendator Marco, rivolgere un pensiero alle istituzioni e alla comunità di Pieve di Teco.  E’ trascorso oltre un secolo, 106 anni, dalla nascita dell’Alptur di Paolo Lengueglia, cittadino pievese. Accadeva nella capitale della vallata che allora contava 3500 residenti (oggi 1400) e a pochi anni dalla prima Grande Guerra dove sul fronte del Piave hanno combattuto e perso la vita tanti giovanissimi, strappati alle famiglie, a volte a giovani spose. Un contributo altissimo anche dalla Valle Arroscia, con tanti eroi al fronte per la Patria.

Il pioniere Paolo Lengueglia iniziò l’attività con una corriera assurta a cimelio e che  le immagini tramandano. Pieve di Teco e i paesi dell’Arroscia ricche di valori patriotici e religiosi, tradizioni, costumi, a lungo poverissimi di infrastrutture viarie e mezzi di trasporto pubblici e privati. Iniziava, all’epoca, un’era di sviluppo, con paesi e frazioni popolate, presidiati da una popolazione attiva e intraprendente. Un’economia quasi interamente agricola e silvo pastorale. In questa realtà è nata, cresciuta, si è sviluppata l’azienda Alptur, dalla corriera singola, al servizio di linea, ai pullman dell’ultima generazione per le escursioni, al turismo organizzato, le trasferte per le partite di calcio, i pellegrinaggi, mete italiane, ma anche europee. Con quel marchio, con quei protagonisti che non hanno mai dimenticato le origini, la terra natia. I figli della seconda generazione, Ginetto e Marco, che hanno saputo farsi onore, coronare traguardi e successi, lasciando un messaggio di rettitudine a esempio di vita,  lavoro, altruismo, rispetto, onestà. Non è un azzardo sostenere che Pieve di Teco ha quantomeno un debito morale verso questi suoi figli, così come ha ricordato e ricorda altri concittadini meritevoli, sarebbe una scelta intelligente e lodevole, un segnale qualificante, rendere omaggio ai Lengueglia pionieri. Si scelga e si concordi con la terza e la quarta generazione delle famiglie quale sia il modo migliore.

Marco Lengueglia quando ricopriva la carica di sindaco di Pieve di Teco (1985- 1990)

Un messaggio anche verso quanti hanno solcato e solcano il mondo della politica. La Stampa, dando notizia della morte di Marco Lengueglia, esordiva ricordando che ” aveva rilevato la presidenza della Sar sull’orlo della bancarotta e l’aveva lasciata con un bilancio attivo al momento  della fusione con la savonese  Acts. Marco si occupava, negli ultimi anni, del settore assicurativo Toro e a Pieve di Teco aveva un sub agente, e tanti affezionati clienti.  ”E’ stato un Mario Monti ante- litteram, anche nello stile sobrio e pacato, mai rissoso o irascibile, rispettoso degli avversari – ricordava l’ex sindaco di Albenga, avvocato Antonello Tabbò.  L’ex presidente della provincia di Savona, Alessandro Garassini, lo definiva  galantuomo, competente, serio e che alle parole preferiva i risultati”. E l’avvocato  Franco Maria Zunino ricordava che  Marco Lengueglia aveva superato a testa alta gli anni bui  della commistione tra interessi pubblici e privati “con rettitudine e probità, senza a scendere a compromessi, seppur uomo di partito, manteneva la barra dell’umanità e della tutela degli interessi sociali”.  Un saggio, con una predilezione per la concretezza e la sostanza. Nell’imperiese aveva conosciuto e frequentato quasi tutta la classe emergente del mondo politico, della Dc in particolare, anche dell’opposizione, a sinistra come a destra. Marco ha mantenuto buoni rapporti, all’insegna della franchezza, con il pievese Doc Manfredo Manfredi e con il big di sempre Claudio Scajola, il fratello Alessandro. Non è il caso di invocare nessuno e nulla, solamente testimoniare ciò che, per la storia, è dovuto.

I CITTADINI ILLUSTRI da Wikipedia

La prima foto in alto, il sindaco Marco Lengueglia stringe la mano a Giobatta Carnaglia, decano degli amministratori comunali pievese. A fianco gli allora vigili urbani Pietro Cavalleri e Fazio Maggiorino, con  Domenico Zaccuri. Nella seconda foto il prof. Luchino Visconti (amministratorecomunale dal 1970 al ’75) , Giocondo Caregnato, assessore nella giunta Lengueglia, il maresciallo dell’Arma Bellacicco che comandava la locale casserma. Il divano fa parte dell’arredamento di Palazzo Borelli sede del Municipio

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