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Albenga due nuove lapidi, una…sbagliata

Finalmente, Roberto Di Ferro non è più ridotto a una posticcia strisciolina di marmo, aggiunta sotto la lapide delle altre Medaglie d’Oro albenganesi. Alla vigilia del 25 Aprile il Sindaco Giorgio Cangiano ha scoperto due nuove e più degne lapidi in quella che si chiama, appunto, Via delle Medaglie d’Oro. Una lodevole iniziativa sulla quale, tuttavia, il marmista ha voluto lasciare a imperitura memoria la sua improvvida firma, equivocando con una O al posto di una A. Camandone, cui è intitolata anche la caserma di Diano Castello, già sede del 26° reggimento Fanteria “Bergamo”, è diventato Comandone nella targa posta all’inizio della via, appena varcata Porta Molino.

La lapide sbagliata, Camandone è diventato Comandone

La lapide con il nome effettivo, Camandone


Per i loro atti di valore, furono insigniti dell’onorificenza l’ammiraglio Alessandro D’Aste Stella, deputato nel collegio di Albenga per sei legislature; il capitano Bruno Camandone, caduto a Cerkowo sul fronte russo; il sottotenente Aldo Turinetto caduto a Niksic, in Montenegro e il partigiano Roberto di Ferro, ribattezzato Baletta dai compagni di lotta, per la sua tenera età. Di Ferro è stato fucilato a Pieve di Teco dai nazifascisti all’alba del 28 marzo 1945, tre mesi prima di compiere 15 anni, dopo due giorni di strazianti torture che non valsero, tuttavia, a scioglierli la lingua. E’ il più giovane fucilato d’Italia. Ne hanno mantenuto vivissima la memoria, commemorazioni da parte delle Associazioni Partigiane, iniziative dei Sindaci di Albenga e di tutti i Comuni della Valle Arroscia e il ricordo affettuoso delle sorelle Mariella e Wanda.

Un contributo importante è venuto anche da un piccolo, ma prezioso, libro di Daniele La Corte Diventare Uomo, la Resistenza di Baletta con prefazione di Alessandro Natta. Giunto ormai alla terza edizione, continua a esser richiesto nelle librerie e in occasione delle celebrazioni del settantesimo della Liberazione è stato distribuito nelle scuole, su iniziativa di Claude Acasto, Presidente dell’ANPI di Albenga. Curiosa coincidenza di tempi. Appena due ore dopo lo scoprimento della nuova lapide delle Medaglie d’Oro albenganesi, all’auditorium della Biblioteca civica di Alassio si teneva la prima presentazione del quinto libro di Daniele La Corte, La casa di Geppe, romanzo dalla trama intrigante e ricca di colpi di scena che porta come sottotitolo…un percorso nella Resistenza. Una straordinaria partecipazione ha messo a dura prova la bella struttura in faccia al mare, intitolata all’ex bibliotecario e operatore culturale alassino Roberto Baldassarre. Anche il libro sta incontrando interesse di critica e di pubblico. Ieri è stato presentato a Sanremo da Marino Magliani, il mese prossimo aprirà il 14° Festival della Cultura Mediterranea – Fiera del Libro di Imperia, con la presentazione da parte dello scrittore portorino Giuseppe Conte, infine sarà la volta di Roma.

                                        Spillo

Post Scriptum: Errare. Repetita (non) iuvant. C’è un precedente non lontano nel tempo che trucioli.it aveva ripreso da Rivisto, un articolo di Domenico Gaia, sul clamoroso ‘fallo’ del Monumento al Carabiniere. Una h, aggiunta a…Hai fratelli….Si è provveduto raschiando, i segni restano. Come l’interrogativo: a chi il ‘merito’ del controllo e disattenzione. E’ vero che anche il parroco sbaglia dicendo Messa, ma con i monumenti non ci possiamo permettere di cadere nel ridicolo per colpa del ‘marmista’, dello scultore e di chi è pagato anche a tutela del buon nome.



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