Alla cortese attenzione di Trucioli.it. TARI, accertamenti e diritto di difendersi: la mia esperienza di cittadino a Ceriale.

Il 4 agosto scorso Vi avevo segnalato la mancata risposta del Comune di Ceriale a una mia PEC con la quale chiedevo una riduzione della TARI per un appartamento e box utilizzato solo per uno o due mesi all’anno. Voi gentilmente mi avevate scritto che avreste pubblicato la lettera e se al rientro a settembre non avessi avuto ancora un contatto con il Comune di comunicarveLo che avreste sollecitato direttamente l’assessore competente.
La risposta l’ho avuta dopo essermi recato personalmente in Comune allo sportello Tari e segnalato alla persona presente che avevo inviato una Pec a questo ufficio e che non avevo ancora avuto una risposta in merito. La responsabile presente mi disse che appena rientrava il responsabile della parte Tari gli avrebbe segnalato il mio passaggio. In effetti tre giorni dopo ricevo via Pec la risposta alla mia richiesta. “Le sue richieste di riduzione Tari da Lei presentate consultando il regolamento Arera ( autorità di regolazionereti e ambiente) non sono contemplate nel ns regolamento Tari interno”.
In breve la mia richiesta era: non risiedo 365giorni all’anno a Ceriale e chiedo pertanto di valutare la possibilità di avere una riduzione sul totale da Voi oggi quantificato. La presenza effettiva è facilmente verificabile consultando le bollette di luce gas annuali. Mentre per il box auto chiedevo l’annullamento completo perché il box viene da me usato solo per rimessaggio senza possibilità di produrre rifiuti.
Preso atto di questa posizione del Comune, ho consultato il regolamento comunale e ho verificato che effettivamente non sono previste agevolazioni per le abitazioni utilizzate saltuariamente. Nello stesso regolamento, però, ho trovato un articolo applicabile al mio caso: l’esenzione dalla tassazione di locali privi di potenziale produzione di rifiuti.
Ho quindi inviato una nuova PEC chiedendo la cancellazione della TARI relativa al box, allegando fotografie del locale completamente vuoto e una dichiarazione firmata di usare il box solo esclusivamente per ricovero autovettura.
Questa volta due giorni dopo il mio invio ricevo due raccomandate per posta contenenti accertamenti TARI relativi agli anni 2020 e 2021 per omessa denuncia più sanzioni e interessi.
Potete immaginare la mia sorpresa. Da cittadino avevo chiesto una riduzione e mi sono ritrovato destinatario di una sanzione economica che supera di gran lunga qualsiasi beneficio che speravo di ottenere. Ho immediatamente contestato entrambi gli accertamenti inviando via PEC all’attenzionedel responsabile dei tributi Tari e al Sindaco la richiesta di “autotutela” chiedendo di annullare questi due accertamenti accompagnando la domanda con fotocopie di pagamenti, modulo denuncia Tari dove sono presenti le date di prima registrazione.
Gli accertamenti sono riferiti all’omessa denuncia 2020-2021 anni che non combaciano con la mia denuncia Tari del novembre 2021 ed accettata dal Comune. Di conseguenza l’accertamento ha superato i cinque anni stabiliti di legge. Ragione ancor più inammissibile è accettare la denuncia Tari da me inviata per poi aspettare cinque anni e inviare un accertamento con multe e interessi non è certamente un comportamento etico e di buona fede tra cittadino e PA.
Ma il problema che desidero evidenziare non riguarda soltanto il merito della vicenda tributaria.
Riguarda soprattutto il diritto del cittadino di potersi difendere. Io ho fatto immediatamente richiesta di autotutela ma sono passati 30 giorni e non ho ancora avuto il piacere di una risposta. Sono in apprensione perché si deve pagare prima dei 60giorni per non incorrere in ulteriori maggiorazioni fino a possibili pignoramenti. Evidenzio che non solo nessuna risposta del ricorso ma nemmeno la risposta alla richiesta di riduzione Tari per il box auto mi è ancora arrivata.
Per bloccare la scadenza dei 60 giorni esiste un’altra possibilit: bisogna inviare il ricorso alla Corte di giustizia tributaria di primo grado della Regione. Sotto a una certa cifra non serve avvalersi di un avvocato ma si può inviare attraverso una piattaforma dedicata“Sigit” il ricorso.
Ma per una volta nella vita che uno ha bisogno di fare una domanda di ricorso serve avere SPID,PEC, FIRMA DIGITALE tutti programmi a pagamento. Per di più c’è da affrontare il programma SIGIT dove non avendo dimestichezza ogni richiesta di inserire date o dati diventa un grattacapo spesso non immediato e quindi blocchi di programma e riavvii. Quando pensi di essere arrivato alla meta rimani bloccato perché i programmi hanno dei limiti di richieste di accesso e per sbloccare devi passare attraverso richieste di supporto non certo immediate pertanto passi giornate in attesa di un segnale.
Mi sono ritrovato a combattere non contro il contenuto degli accertamenti ma contro procedure tecniche che si bloccano, sistemi che non riconoscono i dati inseriti,autenticazioni, firme digitali e richieste informatiche che molti cittadini anziani faticano a comprendere.
E qui mi pongo una domanda molto semplice. Se un Comune è in grado di notificare un accertamento, perchè il cittadino incontra cosi tante difficoltà quando vuole contestarlo? Perchè difendersi deve essere molto più complicato che ricevere una richiesta di pagamento?
Non sto chiedendo privilegi e nemmeno trattamenti di favore. Sto chiedendo che un cittadino possa ottenere in tempi accettabili risposte alle propriePEC. Possa conoscere chiaramente le ragioni dei provvedimenti che riceve e possa esercitare il proprio diritto di difesa senza dover diventare esperto di procedure digitali o rivolgersi necessariamente a professionisti.
Un’altra considerazione riguarda il diverso trattamento tra categorie di contribuenti. Leggendo qua è la, scopriamo che alle attività stagionali, negozi, attività balneari e quant’altro i Comuni concedono agevolazioni Tari per il soli mesi di attività perché invece ai non residenti gli viene inserito d’ufficio 365 giorni di permanenza nel Comune?
Naturalmente la decisione spetta al legislatore e ai regolamenti Comunali, ma il tema merita almeno una discussione pubblica. La mia vicenda è iniziata con una semplice richiesta di chiarimenti e di riduzione dellaTARI. Si è trasformata in una lunga esperienza fatta di silenzi, attese, accertamenti e ostacoli burocratici. C’è un aspetto che mi lascia amareggiato è la sensazione che per un normale cittadino è sempre più difficile essere titolare di diritti.
Non mi aspetto miracoli. Mi auguro soltanto che qualcuno si domandi se sia normale che un cittadino debba attendere mesi per ricevere una risposta e debba affrontare un percorso tanto complicato per poter far valere le proprie ragioni.
Cordiali saluti. Piero….
