Riceviamo da un lettore- Nelle elezioni calabresi hanno votato 22 elettori su 100. 2/ Allarme rosso. Lo lancia in prima pagina Libero quotidano di Antonio Angelucci della Lega di Salvini:”La sinistra vuole prendersi le nostre case”.
Quindi avere “trionfato” con più del 50% dei votanti significa essere stato scelto da poco più di 11 cittadini su 100. Gli altri 89 non hanno gradito. E chiamarsi campo larghissimo e rappresentare circa 8 cittadini su 100 dovrebbe spingere a cambiare l’aggettivo in campo”strettissimo“.
Pure gli esultanti futuristi (vanacciani) hanno raccolto l’approvazione di poco più di 2 cittadini su 100. Questi sono i conteggi veri, non quelli somministratici dai politici per poter parlare sempre di trionfi, vittorie (vedi i commenti Tv di Tajani e Salvini ndt), affermazioni anche quando perdono.
La triste e amara realtà è il crescente distacco della gente che è stata portata a non credere più nei partiti, con l’esclusione dei tifosi irriducibili. La classe politica sa di non rappresentare più i cittadini, ma non molla “l’osso” assai redditizio e per questo si arrabatta vergognosamente nel cercare una legge elettorale che ne garantisca i privilegi.
Vedi le liste con i capolista già eletti prima ancora delle elezioni e scelti non per merito o capacità, ma per la sudditanza verso i capi. Un po’ come i “grandi” giornalisti, soprattutto televisivi, che oggi fanno carriera in base alla loro disponibilità alla propaganda. Davvero triste.
Gino Rapa (Albenga)
2/’LIBERO’ E’ IL QUOTIDIANO CONTROLLATO DA ANTONIO ANGELUCCI, PARLAMENTARE DELLA LEGA DI SALVINI CHE SI DISINGUE PER IL 99% DI ASSENZE ALLE SEDUTE DEL PARLAMENTO. I sindaci leghisti di Loano e Borghetto S.Spirito, Lettieri e Canepa, tranquilizzino gli elettori prima che “scoppi la rivoluzione civile” anticomunista.

La famiglia Angelucci, come imprenditori, operano nella sanità attraverso il Gruppo San Raffaele, che gestisce l’IRCCS San Raffaele Pisana di Roma e numerose cliniche private convenzionate con il Servizio sanitario nazionale. Direttore di Libero è Alessandro Sallusti, già direttore de IL GIORNALE di Silvio Berlusconi e che ora ha come editore lo stesso Angelucci, il quale possiede anche IL TEMPO di Roma e diversi quotidiani provinciali nel centro e sud Italia.
Non è un mistero – le fonti sono più di una e anche da istituti di ricerca stranieri – che l’80 per cento dei quotidiani e settimanali, oltre alle TV degli eredi Berlusconi, alla Rai governativa (ma lo era anche con il centro sinistra al governo)-, non è un mistero, dicevamo, che sostengano il governo Meloni, la ‘democrazia’ del governo Netanhiau, la ‘nuova democrazia’ del presidente Trump e del popolo ‘Maga’ composto principalmente da elettori della classe lavoratrice bianca, ceti industriali tradizionali, conservatori, nazionalisti e cristiani evangelici. Tra i loro nemici c’è il Papa statunitense Robert Francis Prevost (Leone XIV).
Trump ha criticato le posizioni del Papa sulla pace, accusandolo di mostrare indulgenza verso l’Iran (anche sul programma nucleare) e di aver criticato gli interventi militari statunitensi, come quelli in Venezuela e Iran. Il presidente USA ha definito il pontefice vicino alla sinistra radicale e debole nella gestione della sicurezza e della criminalità. Nelle uscite successive, Trump ha pure sostenuto che le posizioni papali stiano mettendo a rischio molti cattolici. Trump ha inoltre polemicamente sostenuto che il Papa debba la sua posizione in Vaticano al suo stesso operato e alla sua presidenza.



La famiglia Angelucci, come imprenditori, operano nella sanità attraverso il Gruppo San Raffaele, che gestisce l’IRCCS San Raffaele Pisana di Roma e numerose cliniche private convenzionate con il servizio sanitario nazionale. Direttore di Libero è Alessandro Sallusti, già direttore de IL GIORNALE di Silvio Berlusconi e che ora ha invece come editore lo stesso Angelucci. Il quale possiede IL TEMPO di Roma e diversi quotidiani provinciali nel centro e sud Italia.
Non è un mistero – le fonti sono più di una e anche da istituti di ricerca stragranieri – che l’80 per cento dei quotidiani e settimanali, oltre alle TV degli eredi Berlusconi, alla Rai governativa (ma lo era anche con il centro sinistra al governo)-, non è un mistero che sostengano il governo Meloni, la ‘democrazia’ del governo Netanhiau, la ‘nuova democrazia’ del presidente Trump e del popolo ‘Maga’ composto principalmente da elettori della classe lavoratrice bianca, ceti industriali tradizionali, conservatori, nazionalisti e cristiani evangelici. Tra i loro nemici c’è il papa statunitense Robert Francis Prevost (Leone XIV).
Trump ha criticato le posizioni del Papa sulla pace, accusandolo di mostrare indulgenza verso l’Iran (anche sul programma nucleare) e di aver criticato gli interventi militari statunitensi, come quelli in Venezuela e Iran. Il presidente USA ha definito il pontefice vicino alla sinistra radicale e debole nella gestione della sicurezza e della criminalità. Nelle uscite successive, Trump ha anche sostenuto che le posizioni papali stiano mettendo a rischio molti cattolici. Trump ha inoltre polemicamente sostenuto che il Papa debba la sua posizione in Vaticano al suo stesso operato e alla sua presidenza.
