Trucioli

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I luoghi del Cuore Fai. Savona, Giardini del San Giacomo: “Amati ma a grave rischio e due chiostri in condizioni tragiche”. 2 / Convento di San Domenico a Taggia. 3 / Oratorio dei Santi Giacomo e Filippo di Albenga


I Giardini del San Giacomo di Savona sono tra I Luoghi del Cuore del FAI 2026. Si può votare fino al prossimo 15 dicembre. “Ci sono luoghi che amiamo, e che rischiamo di perdere”.

di Ezio Marinoni

Savona ex convento di San Giacomo

Luoghi che custodiscono e raccontano la nostra storia personale e collettiva, che incarnano la nostra civiltà, e che invece sono abbandonati o dimenticati nei territori più fragili e isolati, o trascurati e degradati per incuria, mancanza di conoscenza e di attenzione. Tante sono le cause che minacciano piccole chiese di provincia, borghi spopolati, dimore storiche disabitate, aree agricole incolte o spazi di natura che sempre più soffrono gli effetti del cambiamento climatico o del dissesto idrogeologico: luoghi che meritano di essere salvati.

Per raccogliere le voci delle tante persone che amano questi luoghi e vogliono restituirgli un futuro, il FAI, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, lancia la XIII edizione de “I Luoghi del Cuore”, programma dedicato alla cura e alla valorizzazione del patrimonio, unico a livello nazionale e in Europa. Al via la fase di censimento, il più importante strumento che i cittadini hanno a disposizione per partecipare in concreto a salvaguardare e tramandare i beni culturali e ambientali che hanno a cuore. ». Così leggiamo sulla home page del FAI, Fondo Ambiente Italiano, all’avvio della XIII edizione dei Luoghi del Cuore, nella quale potremo votare i Giardini del San Giacomo di Savona e altri beni del patrimonio storico, artistico e architettonico ligure. Il censimento sarà attivo fino al 15 dicembre 2026.

Prendiamo, a esempio, il bene savonese: con un semplice clic dal computer di casa possiamo contribuire a valorizzare il Giardini del San Giacomo di Savona.

“I Luoghi del Cuore” è una campagna del FAI, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, che invita i cittadini a segnalare e votare luoghi culturali, storici o naturali che desiderano proteggere e valorizzare. Il progetto, attivo dal 2003, ha raccolto ad oggi oltre 13 milioni di voti e più di 39.000 luoghi segnalati.

Tre anni fa ho raccontato la storia del complesso savonese del San Giacomo, che nel 2022 aveva compiuto 550 anni, con l’inaugurazione dell’area verde, affidata alla Associazione Amici del San Giacomo, in un auspicabile tentativo di rinascita della struttura (Trucioli, Anno XI – Numero 37):

https://trucioli.it/2023/05/11/savona-nuova-luce-per-il-complesso-religioso-san-giacomo-area-verde-affidata-allassociazione-amici-del-san-giacomo/

Nel corso dell’anno precedente, il 28 aprile 2022, Danilo Bruno – attuale Presidente della Società Savonese di Storia Patria – aveva acceso i riflettori sul San Giacomo (Trucioli,  Anno X – Numero 83):

https://trucioli.it/2022/04/28/savona-chiesa-di-san-giacomo-grazie-alla-ricerca-del-comitato-amici-il-priamar-e-non-solo/

Per avere la completa visibilità dei luoghi che si possono scegliere e votare, occorre collegarsi al link: https://fondoambiente.it/il-fai/grandi-campagne/i-luoghi-del-cuore/

Nel 2026 il FAI ha inserito i Giardini del San Giacomo fra i “Luoghi del Cuore”.

In Provincia di Savona, questo bene è già il più votato: le 3088 preferenze espresse al 20 settembre lo collocano al 40.mo posto in Italia.

I giardini del convento di San Giacomno a Savona
Savona giardini di San Giacomo

Un altro bene ligure, il convento di San Domenico a Taggia, in provincia di Imperia, si trova ancora più avanti: al 14.mo posto con 6099 voti raccolti sinora. Questo parziale risultato rappresenta un riconoscimento per un luogo dalla storia secolare. Fondato nel 1460 dal domenicano Beato Cristoforo da Milano, il complesso diventa presto un punto di riferimento per viaggiatori, predicatori e studiosi che attraversano le terre di confine.

Convento di San Domenico a Taggia

Nel corso dei secoli il convento ha attraversato momenti difficili, tra cui l’attacco dei corsari nel 1564 e la soppressione degli ordini religiosi, che ha portato alla dispersione di parte del patrimonio. Nonostante le vicissitudini, il complesso conserva ancora oggi un’importante collezione di polittici, affreschi, dipinti e sculture, testimonianze del passaggio tra Medioevo, Rinascimento e Barocco, con opere legate ad artisti come Ludovico Brea, Giovanni Canavesio e Parmigianino. Di particolare pregio è il chiostro tardogotico, con affreschi dedicati alla vita di San Domenico. La candidatura è sostenuta dal comitato “Amici del Convento dei Domenicani di Taggia”, nato con l’obiettivo di promuovere la tutela e la valorizzazione del complesso e del suo patrimonio artistico.

Sempre nel savonese, l’Oratorio dei Santi Giacomo e Filippo di Albenga si colloca al 44.mo posto con 2960 voti.

Scrive il FAI, sul suo sito, in relazione a questa campagna 2026:

Oratorio dei Santi Giacomo e Filippo di Albenga

« L’oratorio dei Santi Giacomo e Filippo è un piccolo scrigno medievale di arte e spiritualità, sede dell’omonima Confraternita dei Disciplinanti. Situato nella frazione di Salea d’Albenga, incastonato tra uliveti e muretti a secco tipici del paesaggio ligure, è molto più di una semplice struttura: è un simbolo di spiritualità, di aggregazione e di una tradizione secolare che unisce generazioni. Per secoli, infatti, è stato un punto di riferimento per la vita religiosa e sociale del paese: qui le famiglie si ritrovavano, condividevano valori e trasmettevano la cultura della nostra terra in un’atmosfera di quiete e raccoglimento. Oggi il luogo è utilizzato per incontri culturali promossi dalla cittadinanza e dalle istituzioni pubbliche. Nel 2023, grazie a una campagna di restauro fortemente voluta dalla comunità, sono emersi sotto vari strati di intonaco affreschi risalenti al XVI secolo: una grande Crocifissione, scene sacre, santi e allegorie dei Vizi capitali. Questi affreschi, restaurati con cura, non solo ci riportano indietro nel tempo, ma ci ricordano quanto la bellezza e la devozione possano convivere e ispirarci ancora oggi. L’oratorio è diventato ancora più un simbolo di fede e di arte, da proteggere e valorizzare. Finora è stato possibile intervenire solo su un lato della struttura ma molto c’è ancora da fare e da scoprire dato che nelle altre pareti sono presenti solo dei saggi. L’obiettivo è consolidare ciò che è già emerso, valorizzarlo e indagare ulteriormente l’estensione degli affreschi sulle altre superfici. Immaginate i giovani che entreranno qui, i visitatori che scopriranno la nostra storia, le future generazioni che avranno un punto di riferimento per comprendere le radici di Salea d’Albenga. »

Dopo i voti già accumulati, si può fare ancora di più, parafrasando una canzone di successo di Morandi – Ruggeri – Tozzi.

Torniamo a Savona. Votare per i Giardini del San Giacomo è semplice, basta un “clic” al seguente link: https://fondoambiente.it/luoghi/giardino-di-san-giacomo?ldc

L’espressione di voto sarà un riconoscimento al lavoro svolto dagli Amici del San Giacomo ODV: un comitato di cittadini che amano il complesso del San Giacomo di Savona: la chiesa, il convento e il giardino. L’associazione da anni si prende cura del giardino e lo ha riqualificato e riaperto al pubblico grazie anche ad un contributo della Fondazione Agostino De Mari.

Riassumiamo, in breve, la storia del San Giacomo.

Il complesso conventuale sorge a partire dal 1470 in seguito alla donazione di un “oratorium, sive aedicula”, con terreni annessi da parte dell’Ospedale della Misericordia in favore dei Frati Minori Osservanti, in una zona dove erano già esistevano altre chiese e istituzioni religiose.
Dopo la costruzione del ponte a quattro archi voluto da Papa Sisto IV, eretto nel 1479 in funzione del convento, la zona risulta agevolmente collegata alla città.
A prova dell’importanza del San Giacomo come centro culturale, sappiamo che nel 1563 il Vescovo Giustiniano manda a Filippo II Re di Spagna manoscritti per la biblioteca dell’Escorial. Nel 1647 fra Dioniso da Genova descrive un convento con due dormitori, un chiostro, refettorio e biblioteca fornitissima, perfetto in ogni parte per la vita monastica, abitato da 25 frati tra cui studenti di filosofia e di teologia; ancora lui descrive la facciata ornata da un rosone con vetrata colorata donata da Oberto D’Oria nel 1476 (forse è la data di completamento della costruzione).
Dal sito della Associazione Amici del San Giacomo (www.amicidelsangiacomo.org) si ricavano queste ulteriori informazioni: « La chiesa consiste in un’aula rettangolare coperta da un tetto ligneo a capriate su mensole di legno con cappelle laterali sui due lati, in un vano quadrangolare voltato a crociera e in un abside con coronamento poligonale. Il pontile (lectorium) è coperto da tre crociere su esili colonne.
Una bolla di Innocenzo IV concede nel 1250 di seppellire nelle chiese non solo chi abita nel convento, ma anche i fedeli che lo richiedano; da ciò la ripartizione interna che rivela la motivazione di accogliere le spoglie di membri della classe mercantile che commissionano polittici nelle cappelle laterali, sei per lato, (cappella Sacco decorata dal Mazone, cappella Boccalandri, cappella Chiabrera decorata dal Brea, cappella Multedo decorata dal Fasolo, cappelle Pozzobonello, Catullio, Salineri, Scarella, Soldano, Grasso, …), con un’aula pubblica divisa dal presbiterio, separazione sottolineata dal pontile.
I volumi del convento sono raccolti intorno a due chiostri, solo in piccola parte ristrutturati dal comune di Savona per quanto riguarda le coperture ed il campanile, e da privati quali il centro di ricerca Solar Technology Group per i locali che affacciano su due lati del primo chiostro ed il Circolo Artisti negli spazi e volumi a levante del convento.
Le restanti parti sono in condizioni a dir poco tragiche: la copertura della chiesa è seriamente danneggiata, e i raggi del sole penetrano all’interno dagli squarci della falda a sud; le arcate nord del secondo chiostro sono crollate negli ultimi due anni, e le altre parti del porticato versano in condizioni precarie. »

L’ingresso ai Giardini avviene esclusivamente da via Bonifacio del Vasto 2.

Le foto a corredo sono tratte dal sito del FAI.


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Ezio Marinoni

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