Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

Settimanale d’informazione senza pubblicità, indipendente e non a scopo di lucro Tel. 350.1018572 blog@trucioli.it

Val Bormida riconversione industriale. In che modo il ruolo delle ferrovie trasformerebbe l’economia della valle?


Il dibattito sulla riconversione industriale della Valbormida ruota attorno al contrasto tra l’eredità dei vecchi poli produttivi, la difesa dei posti di lavoro locali e la spinta verso un nuovo modello di sviluppo territoriale:

di Paolo Forzano

  • I siti storici e l’eredità ambientale: La valle è stata uno dei più importanti poli chimici, siderurgici e manifatturieri del Nord Italia, attraversando poi una fase di crisi e riconversione. Tra gli insediamenti al centro delle discussioni figurano l’ex ACNA di Cengio (chiusa per il grave inquinamento del fiume Bormida e oggi sito ad elevato rischio ambientale), la Ferrania a Cairo Montenotte (diventata area di archeologia industriale e progetti di rigenerazione) e la Italcoke.
  • Polo produttivo regionale contro comitati locali: La Regione Liguria vede la Valbormida come una risorsa strategica per nuovi insediamenti produttivi, data la grande disponibilità di spazi rispetto alla fascia costiera. Tuttavia, si registra una forte opposizione dei comitati locali contro progetti impattanti, in particolare l’ipotesi di realizzare un termovalorizzatore regionale in aree industriali dismesse o esistenti (come ex ACNA, Ferrania o Italcoke).
  • Il dilemma dell’occupazione: Il dibattito evidenzia una forte tensione sociale: molte famiglie dipendono strettamente dal lavoro industriale locale. Si discute quindi se sia opportuno riconvertire impianti esistenti (ad esempio sostituire l’Italcoke con un termovalorizzatore) pur di preservare l’occupazione.
  • Superamento del modello “chiuso”: Una parte del territorio sostiene la necessità di superare la sola logica della fabbrica locale per trasformare la Valbormida in un polo a vocazione turistica e residenziale. In questa prospettiva, la valle diventerebbe un luogo attraente in cui vivere, consentendo ai residenti di pendolare verso i grandi centri urbani (come Torino o Savona) grazie a trasporti moderni

La transizione industriale e ambientale della Valbormida, un’area storicamente legata a poli chimici e siderurgici oggi affronta le ultime sfide legate alla riconversione dei siti inquinati.

Esiste un problema assai “frenante”: gli abitanti e le istituzioni si trovano divisi tra la necessità di mantenere i livelli occupazionali, attraverso nuovi impianti come i termovalorizzatori, e l’aspirazione a una nuova identità turistica e residenziale e di industria pulita.

E’ assai poco evidenziato come il superamento di questa crisi dipende in modo cruciale dal potenziamento delle infrastrutture stradali autostradali e ferroviarie, attualmente obsolete e inefficienti: “CONNETTERE” la Valbormida è la PAROLA CHIAVE”!


In sintesi, lo sviluppo futuro del territorio richiede una visione che unisca la tutela ambientale a una mobilità più veloce capace di connettere efficacemente la Liguria al Piemonte.

In che modo il ruolo delle ferrovie trasformerebbe l’economia della valle?

Una linea ferroviaria moderna tra Savona e Torino trasformerebbe la valle in un nodo strategico d’interscambio, favorendo il pendolarismo verso le grandi città e migliorando l’accesso a servizi essenziali come la sanità: trasformerebbe l’economia della Valbormida superando l’attuale modello “chiuso” —incentrato solo sulla conservazione dei posti di lavoro locali — per aprire la valle a una nuova dinamica regionale:

  • Nuova mobilità lavorativa e residenza decentrata: Un’infrastruttura adeguata ridurrebbe i tempi di percorrenza da una media attuale di 3 ore a circa 1 ora e 15 minuti per la tratta Savona-Torino, e a solo 1 ora per la tratta Cairo Montenotte-Torino. Questo permetterebbe ai residenti della valle di lavorare a Torino facendo i pendolari, e al contempo incentiverebbe lavoratori piemontesi a scegliere la Valbormida come luogo di residenza.
  • Sviluppo turistico e ricettività abitativa: Sfruttando la posizione geografica e i collegamenti veloci, la Valbormida potrebbe sviluppare una forte vocazione turistica e di accoglienza abitativa (“venire ad abitare qui, e lavorare un po’ più in là”).
  • Integrazione commerciale e territoriale: La nuova linea a doppio binario collegherebbe in modo capillare i principali centri della valle (Altare, San Giuseppe/Carcare, Cairo Montenotte, Millesimo e Cengio) sia tra di loro, sia con Savona, il Piemonte (Ceva, Mondovì, Torino) e il resto della Liguria. Questo bacino d’utenza esteso e con maggiore traffico potenziale darebbe impulso al commercio, alle opportunità di studio, all’accesso ai servizi di sanità e alle relazioni economiche complessive.
  • Il casello autostradale Albamare contribuirebbe a mitigare l’impatto del depotenziamento della sanità locale in Valbormida.
  • Poiché la struttura sorgerebbe in posizione adiacente all’Ospedale San Paolo di Savona, garantirebbe ai residenti della valle un collegamento stradale diretto e rapido verso il principale presidio ospedaliero della costa. In questo modo, le conseguenze dei tagli o del ridimensionamento dei servizi sanitari all’interno della valle peserebbero meno sulla popolazione

Paolo Forzano


Avatar

Trucioli

Torna in alto