UN LUPO HA CERCATO DI PREDARE UNA BAMBINA! (il filmato diffuso dall’emittente su RaiNews o su ANSA Video.) Lo abbiamo scritto tante di quelle volte che è quasi pleonastico, se si può dire anche di un’idea, doverlo ribadire oggi e sostenerlo con il classico: noi lo avevamo detto!
di Franco Zunino*
In realtà che il lupo possa essere pericoloso anche per l’uomo e non solo per gli animali domestici è cosa tanto ovvia quanto è stupido negarlo. E chi ha sempre negato il fatto non si senta offeso, e si chieda piuttosto come mai abbia sempre voluto andare contro la logica delle cose e del comportamento animale.
Di bambini “predati” da lupi è piena la storia, e le stesse storie risalenti a quando di lupi ce ne erano tanti – eppure forse anche meno di quanti ce ne sono oggi -, e fatte passare per fole del passato per pura comodità di sostegno alle proprie idee, è sempre stata semplicemente un’ottusità negarle.
Negli ultimi anni notizie di aggressioni di lupi all’uomo se ne sono sentite e lette tante, sempre smentite o sminuite dai soliti lupofili basandosi sul fatto che raramente se ne trovava poi tracce inconfutabili. Oggi (10 luglio 2027) un fatto eclatante che più eclatante non si può, con tanto di filmato e numerosi testimoni, è avvenuto ad Arrone (Terni). Non stiamo neppure a raccontarlo tanto se ne è scritto su molti media, bastando le seguenti poche parole essenziali: «addentandole la maglietta, facendola cadere a terra e trascinandola per un paio di metri. L’intervento della madre e di altre persone lo hanno fatto subito fuggire. Per fortuna la piccola ha riportato solo dei graffi anche se è rimasta sotto choc per diverso tempo.»
La bambina che ha rischiato il “rapimento” era di soli 4 anni: l’età ideale per una preda da cappuccetto rosso. Quello che fa meraviglia è invece l’aver letto che: «L’obbiettivo ora è catturare il lupo, preferibilmente con una gabbia, e portarlo in una zona boschiva lontana da centri abitati.»
Una domanda sorge quindi spontanea: se il fatto fosse successo non ad Arrone (Terni), ma nello Yellowstone National Park (Wyoming), i Ranger avrebbero fatto la stessa cosa? La domanda non merita risposta, essendo notorio quale sarebbe stato il loro comportamento; un comportamento messo in atto fin da quando i lupi sono stati reintrodotti in quel Parco e in altre limitrofe zone delle Rocky Mountains! Da noi sicuramente si spenderanno invece non pochi soldi per catturalo, per esaminarne il DNA e per stabilire, magari, che non di lupo puro si tratta, ma di un ibrido; e così cercare di “cadere in piedi”: come se ci fosse diversità comportamentale tra un lupo geneticamente puro ed un lupo geneticamente ibrido!
E, A PROPOSITO DI LUPI E YELLOWSTONE- Alcuni autorevoli studiosi si sono smentiti l’un l’altro. Gli uni, avevano “scientificamente dimostrato” che in base ai loro studi fu la reintroduzione dei lupi nello Yellowstone (ed aree limitrofe) ad aver contribuito a far aumentare «la presenza e lo stato di salute del pioppo tremulo, riportando l’equilibrio nell’ecosistema», avendo inciso essi sulla predazione della popolazione di cervi del Parco (i famosi Wapiti), per cui riducendone il numero avrebbero contribuito ad abbassarne il loro brucamento delle giovani pianticelle.
Gli altri, confutandoli sostenuto che per ottenere questa, per i primi, prova, avevano utilizzato dei calcoli e modelli matematici discutibili, per cui «nella realtà biologica non sarebbe avvenuto alcun cambiamento importante», mettendo quindi in dubbio il fatto che i pioppi di Yellowstone «siano davvero aumentati vertiginosamente negli ultimi trent’anni.». Ma non solo, sostenendo che in fondo a ridurre i cervi avrebbe anche contribuito la caccia nelle aree esterne del Parco (Aree Wilderness super-protette, ma non chiuse alla caccia!), aspetto che i primi studiosi avevano invece ignorato (volutamente, ci chiediamo noi?). Con ciò, non negando l’indiretta influenza dei lupi sulla vegetazione, ma almeno solo che il loro effetto fu solamente “sovrastimato”.
Una guerra tra studiosi in cui non vogliamo entrare, ma usando la logica ci sembra il caso di far presente che forse la ragione primaria dell’esplosione delle foreste di pioppo tremulo nello Yellowstone non è affatto stato l’effetto della predazione dei lupi sulle popolazioni di cervidi, ma più semplicemente il grande incendio che negli anni ’70 del secolo scorso interessò una gran parte delle foreste di alberi delle specie pinacee del Parco (bruciarono per mesi!). Questo per dire come a volte gli autorevoli studi dei ricercatori forse sono meno autorevoli di quanto si vuole spesso far credere, ed anzi i loro studi sono, almeno qualche volta, manipolati per sostenere le idee e/o i desiderata dei ricercatori!
Ricordiamoci che anni prima, anche gli studi e le analisi del DNA con cui si voleva attestare la presenza della Lince in un’area del nord-ovest USA, risultarono poi essere stati manipolati per poter dimostrare quello che i ricercatori volevano dimostrare! Quando si dice di una ricerca che già prima di iniziare sa già cosa scoprirà!
*Franco Zunino
(segretario generale di AIW)
