La storia come bussola del presente: la IV Settimana della Cultura Italiana nelle Canarie celebra Lanzarotto Malocello e la missione francescana.
di Alfonso Licata*
Mancano pochissimi giorni all’apertura ufficiale della IV Edizione della Settimana della Cultura Italiana nelle Isole Canarie, una rassegna promossa dal Comitato della Società Dante Alighieri con il sostegno della Sede Centrale e dell’Ambasciata d’Italia in Spagna. L’evento, in programma nel mese di ottobre 2026, si snoderà tra le isole di Tenerife e Fuerteventura, offrendo un viaggio affascinante nelle radici storiche dell’arcipelago. Al centro della manifestazione vi saranno due grandi direttrici: la riscoperta oceanica guidata dal navigatore genovese Lanzarotto Malocello e il contributo umano e spirituale dell’Ordine Francescano.
Il programma: dall’inaugurazione a La Laguna al cammino a Fuerteventura- Il calendario degli appuntamenti unirà la riflessione accademica all’esperienza sul campo: 5 e 6 Ottobre 2026 (Tenerife): L’inaugurazione solenne della rassegna si terrà lunedì 5 ottobre nella cornice storica di San Cristóbal de La Laguna, città patrimonio dell’umanità e cuore culturale dell’isola. I lavori proseguiranno martedì 6 ottobre, con dibattiti e presentazioni dedicati all’eredità storica e al “laboratorio atlantico” dell’arcipelago.
16 Ottobre 2026 (Fuerteventura): La manifestazione riprenderà sull’isola di Fuerteventura con un’iniziativa ad alto valore simbolico: un vero e proprio cammino dal vivo lungo un percorso francescano, ripercorrendo a piedi i luoghi legati alla presenza e alla testimonianza dei Frati Minori.
La sessione conclusiva: La sera del 16 ottobre, a coronamento dell’itinerario, si terrà una sessione di sintesi storica volta a proiettare le lezioni del passato nelle dinamiche dell’attualità contemporanea.
Un laboratorio atlantico nell’VIII Centenario Francescano- L’edizione di quest’anno acquisisce una rilevanza simbolica ancora più profonda, coincidendo con le celebrazioni per l’VIII Centenario della morte di San Francesco d’Assisi (1226–2026). Il programma mette in luce il ruolo decisivo che i frati minori e la presenza italiana ebbero nella prima evangelizzazione e, soprattutto, nella tutela della dignità dei popoli aborigeni dell’arcipelago.
L’epopea risalente al 1312 con lo sbarco di Lanzarotto Malocello non segnò soltanto l’apertura delle rotte atlantiche e la trasformazione delle Canarie da mito della cartografia a realtà geografica, ma rappresentò anche l’avvio di un vero e proprio “laboratorio atlantico“. In un’epoca segnata dall’urto tra la cupidigia dei primi conquistatori e la ferocia delle incursioni schiaviste, la presenza francescana e l’intervento della Sede Apostolica – attraverso le celebri bolle pontificie di Eugenio IV (Creator Omnium nel 1434 e Sicut Dudum nel 1435) – sancirono principi rivoluzionari: la libertà naturale degli aborigeni e l‘illegittimità della loro riduzione in schiavitù, ponendo le basi del diritto delle genti.

In occasione della manifestazione verrà inoltre presentato il volume “La Spada di San Francesco. Il mistero di ‘Telden’ e il laboratorio Atlantico nelle Isole Canarie”, firmato da Alfonso Licata, Mauro Poggi e Sabrina Di Sepio, un’opera che ripercorre le tappe di questo dialogo tra culture, fede e diritti umani.
La storia di un popolo: faro e bussola per le sfide di oggi- Oltre al rigore della ricostruzione storiografica, la Settimana della Cultura Italiana intende lanciare un messaggio universale: la storia non è un semplice deposito di memoria, ma una bussola attiva per orientarsi nella complessità contemporanea.
Le vicende del Trecento e del Quattrocento canario testimoniano come l’incontro con l'”Altro” e il superamento dei confini psicologici e geografici possano generare due diversi modelli di civiltà:
La via della sopraffazione: il mero sfruttamento economico, che riduce l’essere umano a risorsa da dominare.
La via del dialogo e del diritto: incarnata dalla logica lulliana e dalla fraternità francescana, capaci di riconoscere la dignità universale dell’uomo prima ancora del colore della pelle o delle differenze di fede.

In un’epoca moderna spesso caratterizzata dallo smarrimento d’identità, dai conflitti identitari e dalle incertezze globali, voltarsi indietro e comprendere la storia del popolo canario e delle sue radici mediterranee significa ritrovare il faro che guida il nostro cammino. Dalla “mancha muda” del planisferio di Carignano del 1312 fino alla difesa della libertà del XV secolo, il passato ci ricorda che l’Oceano non è mai stato un muro, ma un ponte.
La IV Settimana della Cultura Italiana invita residenti, studiosi e appassionati a riscoprire questa eredità comune: una memoria preziosa che, dalle strade storiche di La Laguna ai sentieri di Fuerteventura, continua a indicare alla società contemporanea la rotta per costruire un futuro di convivenza, fratellanza e rispetto della dignità umana.
Alfonso Licata
*Presidente della Società Dante Alighieri-Comitato delle Isole Canarie
*Presidente del Comitato Internazionale del VII Centenario della riscoperta di Lanzarote e elle Canarie da parte del navigatore italiano Lanzarotto Malocello (1312-2012)
*Corrispondente Consolare d’Italia in Lanzarote
