Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Bene il treno estivo per Nizza, ma al Ponente ligure serve ben altro


Una buona notizia per la prossima estate. Fondazione Fs proporrà un treno di lusso da Milano a Nizza, attraverso la Riviera di Ponente, colmando così una lacuna che da qualche anno affligge il valico internazionale di Ventimiglia, dove, a causa del mancato accordo tra Ferrovie Italiane e Francesi, i passeggeri diretti in Costa Azzurra sono sempre costretti a cambiare convoglio.

di Massimo Ferrari*

Ing. Luigi Cantamessa. Trucioli.it lo scorso numero ha pubblicato: Plauso da parte dell’Amministrazione Comunale di Alassio per il nuovo treno per la Riviera dei Fiori e la Costa Azzurra, grazie al sen. Giovanni Berrino….

Dopo aver riaperto per gli escursionisti molte linee “sospese” in varie regioni della Penisola –  soprattutto in Piemonte – e dopo aver rilanciato il treno notturno Roma – Calalzo (per Cortina), rispolverando i fasti di quando si poteva viaggiare in vagone letto, con carrozza ristorante al seguito, il vulcanico ing. Luigi Cantamessa, Direttore di Fondazione Fs, pensa adesso alla Riviera dei Fiori.

Tutto bene, dunque, anche se per questa relazione occorrerebbe ben altro che qualche corsa stagionale pensata per una clientela esclusiva (non si conoscono ancora i prezzi, ma certamente non saranno popolari). La Genova – Ventimiglia – Nizza non è una linea secondaria frequentata dai nostalgici del buon tempo andato. Basta enumerare le località disseminate lungo il tracciato per rendersi conto delle potenzialità turistiche della costa: Loano, Alassio, Sanremo, Bordighera e, oltre il confine, Mentone, Montecarlo, Villefranche, solo per citare le più note.

Eppure, in attesa del completamento del raddoppio i cui lavori si prolungano da decenni – per di più con scelte opinabili quali l’eliminazione di molte fermate e lo spostamento di altre a chilometri di distanza dall’abitato – Trenitalia ha pesantemente penalizzato i residenti ed i villeggianti del Ponente ligure. Se, forse, sono migliorati i collegamenti pendolari nella tratta più prossima a Genova, i tempi di percorrenza sono incrementati. Basti pensare che nel 1975 – quasi mezzo secolo fa – si poteva viaggiare con il TEE Ligure da Milano a Sanremo in 3h20′ (partenza alle 8.00, arrivo alle 11.20).

Oggi bisogna partire dal capoluogo lombardo alle 7.10 per giungere nella città del Festival alle 10.40: una manciata di minuti in più, nonostante i raddoppi nel frattempo attivati. Ed allora si poteva proseguire senza cambi fino ad Avignone, mentre oggi si deve scendere a Ventimiglia, mentre, per arrivare a Marsiglia, bisogna cambiare almeno due volte. E non si può dare la colpa ai voli low cost, che su altre tratte più lunghe hanno sottratto clienti alla ferrovia. Neppure all’autostrada, già in funzione nel 1975 e meno intasata dai Tir, che adesso si spingono fino alla Spagna ed al Portogallo. Una situazione destinata ad incancrenirsi ulteriormente?

Qualche speranza che le cose possano mutare prima della fine del corrente decennio in realtà c’è.

Non tanto per il raddoppio di cui nessuno si azzarda a pronosticare il completamento. E neppure per iniziative pure lodevoli come quella del treno di lusso. Il tutto potrebbe cambiare in forza dell’attivazione del “Terzo Valico” tra Tortona e Genova, i cui lavori, pur ritardati dalle criticità delle imprese appaltatrici, dovrebbero ragionevolmente concludersi (trattandosi di infrastrutture italiane è sempre opportuno usare il condizionale) tra pochi anni.

Come è noto, la nuova linea sotto l’Appennino comporterà la riduzione dei tempi di percorrenza tra Milano e Genova di circa mezz’ora. Si dovrebbe scendere ad un’ora (o poco più, perché occorre anche potenziare il segmento fino a Pavia) tra la Madonnina e la Lanterna. Un beneficio comparabile si estenderebbe ai treni provenienti da Torino. Insomma, i tre poli di quello che un tempo era definito “il triangolo industriale”, saranno finalmente molto vicini (tra Milano e Torino già già funziona l’Alta Velocità). Il triangolo – per il quale era stata coniata la sigla GeMiTo – sarà allora davvero corto. Anche se le industrie da tempo hanno chiuso i battenti o traslocato altrove.

I nuovi collegamenti, dunque, dovranno essere pensati in funzione delle esigenze del terziario: sarà possibile lavorare a Milano, mantenendo la casa a Genova (o viceversa). E, naturalmente, in funzione del turismo. Le coste liguri costituiscono da almeno un secolo il mare dei milanesi e dei torinesi. Ma recentemente ho trascorso un fine settimana a Rimini, impiegando col Frecciarossa 2h15′ da Milano, non molto più di quanto richiesto da un Intercity qualche settimana prima per raggiungere Genova. Anche se la distanza con la città romagnola è più che doppia. Quindi si pone una domanda legittima: sarà possibile migliorare sensibilmente il tempo di viaggio e la frequenza delle corse, grazie al Terzo Valico? Certo: della mezz’ora risparmiata per chi proviene da Milano e da Torino dovrebbe beneficiare sicuramente Genova, che nel frattempo sta rispolverando meritoriamente le sue doti di “città d’arte”, poco valorizzate al tempo dell’enfasi industriale.

Quindi i vantaggi dovrebbero estendersi a cascata verso i centri della Riviera di Levante, come Recco, Camogli, Santa Margherita, Rapallo, Chiavari e Sestri Levante. Senza contare le Cinque Terre, che negli ultimi anni stanno conoscendo un tale successo da metterne in crisi le deboli strutture ricettive. E poi oltre fino a La Spezia, alla Versilia, a Pisa e Livorno, visto che la via alternativa e più breve rappresentata dalla Pontremolese non viene valorizzata per i passeggeri.

Meno scontata è la prospettiva per il Ponente Ligure. Infatti, finora il Terzo Valico è stato concepito principalmente per facilitare il passaggio delle merci verso il Nord Europa, attraverso le gallerie di base del Lotschberg e del Gottardo per le quali gli svizzeri hanno investito ingenti capitali. Ma, proprio l’incidente occorso la scorsa estate sotto le Alpi, dove un treno merci è deragliato tranciando le rotaie per dodici chilometri, ha acceso l’allarme sulla fragilità della relazione tra il Mediterraneo ed il Mare del Nord. Le odierne tensioni nel Mar Rosso, che hanno già provocato il dimezzamento del traffico mercantile attraverso il Canale di Suez, fanno il resto.

Perciò, pur senza rinunciare alla funzione primaria del Terzo Valico, sarebbe bene pensare anche al traffico passeggeri. La nuova galleria sotto l’Appennino è diretta al porto di Voltri, ma è possibile, attraverso una bretella per altro contemplata, istradare treni diretti senza passare per Genova. Non si tratta, ben inteso, di “tagliare fuori” il capoluogo ligure, che sarebbe comunque servito da molti altri convogli. Ma obbligare ogni corsa diretta da Milano verso Ventimiglia a fare scalo nella stazione di Piazza Principe significa – tenuto conto del tempo necessario per il “cambio di banco”, ossia per l’inversione di marcia – perdere almeno mezz’ora, vanificando gran parte dei vantaggi del Valico.

Viceversa, istradando qualche treno diretto a Ponente via Voltri, si potrebbe ottenere un tempo di viaggio di 1h30′ da Milano a Savona; quindi, senza correre e pur con alcune fermate intermedie (Albenga, Alassio, Imperia), in 2H30′ fino a Sanremo. E, a quel punto, anche il traffico internazionale tornerebbe competitivo. Dovrebbero bastare 3h30′ da Milano a Nizza, pur fermando a Ventimiglia, Mentone e Monaco/Montecarlo. Insomma, una valida alternativa all’autostrada congestionata. Ovviamente bisognerebbe prevedere anche altri treni veloci con origine a Genova.

Questa scelta dovrebbe essere ovvia, ma purtroppo in Italia non bisogna dare nulla per scontato ed il fatto che finora si sia parlato molto poco di questa prospettiva non lascia dormire sonni tranquilli.

Il servizio ferroviario ha tempi lunghi di pianificazione, anche solo per l’approntamento dei mezzi e dei turni di personale. Se si vuole davvero velocizzare i treni verso il Ponente ligure e, possibilmente, ripristinare il servizio internazionale con la Costa Azzurra, bisogna cominciare a pensarci fin da ora. Altrimenti l’unica alternativa all’auto resterà il Flixbus che non tutti gradiscono.

Infine, c’è un’ulteriore considerazione che mi suggerisce la lettura dell’orario del 1975, di cui ho rinvenuto una copia nei miei scaffali. Allora erano in servizio tutti i giorni alcune corse dalla capitale fino a Ventimiglia e oltre (Marsiglia, Port Bou, Lourdes). C’era, per esempio, un vagone letto che partiva dalla capitale alle 23.20 ed approdava a Cannes dopo le 9.00 del mattino seguente. Ora, senza rimpiangere le relazioni a lunghissima percorrenza, una corsa notturna per Sanremo, Montecarlo e Nizza siamo proprio sicuri che non avrebbe successo? Il treno speciale da Roma per il Festival potrebbe costituire allora un interessante revival.

*Massimo Ferrari

Presidente UTP/Assoutenti

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – 6 FEBBRAIO 2024 –

CERRI (LISTA TOTI): “IL FRECCIAROSSA PER SANREMO NON SOLO DURANTE IL FESTIVAL”

“Perché Sanremo è Sanremo tutto l’anno. Ecco perché il Frecciarossa da Roma, che Trenitalia ha istituito una tantum in occasione del Festival, deve essere precursore di un servizio definitivo, che raggiunga tutte le principali località della Riviera dei Fiori”.

Chiara Cerri, consigliere regionale della Lista Toti, ha presentato un’interrogazione all’assessore regionale ai Trasporti, Augusto Sartori, per chiedere se intenda avviare un confronto con Trenitalia per chiedere la conferma di un Frecciarossa che raggiunga la Riviera.

“Accogliamo con favore l’arrivo del Frecciarossa Roma-Sanremo in occasione del Festival perché dimostra come la linea Genova-Ventimiglia possa essere percorsa anche da convogli di nuova generazione – prosegue Chiara Cerri -. Auspichiamo che possa essere stato anche un test da parte dell’azienda per valutare la linea. Di certo non mancherebbe sia il gradimento della clientela, sia la voglia di Liguria di tanti italiani che, specie dalla Lombardia, dal Piemonte e da altre regioni vicine, vorrebbero raggiungere in treno le nostre città. In particolare durante l’estate, verso la Riviera dei Fiori registriamo un grande afflusso di turisti: avere un treno veloce e comodo è senza dubbio un’occasione per tutto l’indotto della filiera turistica, come chiesto anche dalle associazioni di categoria e dagli albergatori, ma anche un utile servizio per chi si sposta per lavoro. Una soluzione se possibile ancora più importante in un momento in cui, a causa dei necessari cantieri di ammodernamento della rete autostradale, il traffico automobilistico comporta pesanti disagi per il ponente ligure. Tutte considerazioni che mi hanno spinto a presentare questa interrogazione all’assessore regionale Augusto Sartori. Credo che una sua interlocuzione proficua con Trenitalia, magari con il supporto dei parlamentari liguri, possa rendere permanente un servizio che sarebbe strategico non solo per il ponente, ma per tutta la Liguria”.


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M. Ferrari

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