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WSL: scoperto per caso fungo, nuovo genere per la scienza. Cosa significa la scoperta per il bosco?


WSL: scoperto per caso fungo, nuovo genere per la scienza.

di Alesben B. 

L’abete rosso o peccio] (Picea abies (L.) H.Karst., 1881) è un albero appartenente alla famiglia Pinaceae, ampiamente diffuso sulle Alpi, nonché nel resto d’Europa.

Essendo gimnosperme non fanno fiori. Gli sporofilli, detti anche coni, maturano in aprile-maggio.

  • Macrosporofilli: formano coni sessili nella parte apicale dei rami, riuniti in genere in 3-4, appaiono dapprima eretti poi penduli. Sono le strutture riproduttive femminili, che dopo l’impollinazione danno origine agli strobili, detti comunemente pigne; sono cilindrici, penduli, lunghi 100–200 mm e larghi 20–40 mm, dapprima di color verde o rossiccio, poi marroni (in autunno). Cadono interi a maturità. La fruttificazione è tardiva (20-50 anni).
  • Microsporofilli: formano coni lunghi 10 mm all’estremità dei rami dell’anno precedente, nella parte superiore della chioma. Sono le strutture riproduttive maschili, generalmente si sviluppano alla base dei coni femminili.
  • Utilizzatissimo per impieghi silvicolturali e come albero ornamentale. In Italia è presente allo stato spontaneo sulle Alpi, dalla Liguria (con un nucleo relitto in alta Val Tanarello) alle Alpi Giulie; ne sono conosciuti anche alcuni popolamenti relitti nell’Appennino Tosco-Emiliano (valle del Sestaione presso il Passo dell’Abetone); altrove il peccio è stato diffusamente coltivato per rimboschimenti.
  • Nell’arco alpino l’abete rosso forma boschi di notevole estensione solo a partire dalla sezione nord-occidentale delle Alpi Marittime (Vallone del Boréon), ma fino alla Valle d’Aosta è spesso subordinato all’abete bianco nell’orizzonte montano ed al larice in quello subalpino. Le peccete si estendono maggiormente nelle Alpi centrali ed orientali, dove questa specie approfitta di condizioni climatiche per essa ideali, soprattutto estive (caldo
    moderato e precipitazioni regolari nel trimestre estivo), fattori che nei settori alpini orientali appaiono maggiormente distribuiti.
  • Sulle Alpi è specie tipica dell’orizzonte montano medio e superiore e di quello subalpino inferiore, trovando condizioni climatiche ottimali tra i 1200 e i 1800 m di altitudine, anche se in casi particolari può scendere fino a soli 600–800 m di altitudine, come nel Tarvisiano, oppure risalire fino a 2100–2200 m, come in alcune località dell’Alta Valtellina (Bormio).

Picea abies var. acuminata (Beck) Dallim. & A.B.Jacks. – endemica delle Alpi, del Giura, dei Carpazi e del sud della Norvegia. Ha coni lunghi 12-16 cm con scaglie rombiche dalla punta elongata e acuminata.La Microstrobilinia castrans (cupola nera) è l’unico fungo conosciuto che attacca esclusivamente i fiori maschi di abete rosso e li rende sterili. Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL) sda-ats. Questo contenuto è stato pubblicato il 15 febbraio 2023 – 14:2815 febbraio 2023 – 14:28. (Keystone-ATS)

Spettacolare scoperta per puro caso da parte di un membro dell’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL) che, durante una passeggiata nella pausa pranzo, ha individuato un fungo finora sconosciuto alla scienza. Si tratta di un parassita che si nutre del polline dell’abete rosso e ne distrugge i fiori maschili. Non è chiaro se sia una specie introdotta, indica un comunicato odierno dello stesso WSL.

Per la verità non ha operato solo il caso: l’autore della scoperta, Andrin Gross, è infatti un esperto micologo. La fortunata vicenda risale al 2018, praticamente sulla soglia del suo ufficio: il ricercatore ha visto piccole cupole grigio-beige sui fiori maschili di un abete himalayano nel vivaio del WSL. Un nuovo genere per la scienza-Il team di micologi dell’istituto ha in seguito condotto una ricerca approfondita negli archivi fungini e nelle banche dati genetiche di tutto il mondo, che non ha portato alla scoperta di funghi simili. Ora è chiaro: non si tratta solo di una nuova specie, ma persino di un nuovo genere.

Nella classificazione del mondo vivente, la specie è un insieme di individui simili tra loro, in grado di riprodursi e generare prole fertile. Il genere, invece, raggruppa specie simili tra loro. I ricercatori hanno battezzato l’organismo ignoto alla scienza Microstrobilinia castrans (dove Microstrobilinia designa il genere) e l’hanno ora presentata alla comunità scientifica sulla rivista Mycological Progress. “È raro scoprire un nuovo genere fungino in Svizzera o addirittura in Europa”, afferma, citato nel comunicato, il ricercatore del WSL Ludwig Beenken, specializzato in piccoli funghi e primo autore della pubblicazione.


Parassita castrante – Il nome della specie castrans indica l’insolito modo di vivere del fungo: decompone il tessuto dei fiori maschili e si nutre del polline. Non è presente su altre parti degli alberi. Dopo il primo ritrovamento sull’abete himalayano, gli esperti del WSL hanno avviato una ricerca, con l’aiuto di volontari. “Ho persino esaminato gli abeti rossi durante le mie escursioni in vacanza”, racconta Beenken, che lavora presso il gruppo di consulenza del WSL Protezione della foresta svizzera.

Altri sviluppi. Il fungo è stato individuato in circa 130 siti, sia su abeti rossi himalayani (Picea smithiana), sia serbi (Picea omorika) piantati in aree di insediamento, sia autoctoni (Picea abies) in pascoli e foreste di montagna nel Giura, nelle Alpi e nella Foresta Nera (Germania). Finora non è stato trovato su altre specie di abete rosso. Importato o indigeno? I ricercatori sono ancora perplessi sull’origine dell’organismo, che appartiene ai cosiddetti funghi tubolari, un grande gruppo che comprende anche muffe, spugnole e tartufi. Alcuni ipotizzano che finora sia stato semplicemente trascurato.

Beenken, tuttavia, sospetta che sia stato introdotto con alberi da parco. La ragione principale che adduce è che negli ultimi 200 anni i funghi sono stati cercati così assiduamente in Europa che un fungo a coppa così vistoso e piuttosto grande difficilmente sarebbe rimasto sconosciuto.

Inoltre, gli abeti rossi dell’Himalaya, di cui esistono solo pochi esemplari nei parchi della Svizzera, sono stati tutti colonizzati da questo fungo. “Può darsi che il fungo sia passato da questo all’abete rosso autoctono o, se è autoctono, che si sia diffuso solo di recente, favorito dai cambiamenti ambientali”.

Protezione della foresta svizzera monitora le malattie e i parassiti degli alberi e così farà anche con Microstrobilinia castrans, spiega Beenken, sempre citato nel comunicato. Non si sa mai se un fungo possa causare improvvisamente problemi seri, ad esempio se possa diffondersi maggiormente con il riscaldamento globale. La Microstrobilinia castrans, tuttavia, non rappresenta attualmente una minaccia per gli abeti rossi poiché il fungo su un albero attacca solo alcuni fiori.

Scoperto fungo che castra i fiori di abete rosso. Un ricercatore dell’Istituto federale di ricerca WSL individua un fungo finora sconosciuto alla scienza. Il parassita si nutre del polline dell’abete rosso e ne distrugge i fiori maschili. Non è chiaro se si tratti di una specie introdotta.

L’esperto di funghi Andrin Gross ha fatto una scoperta straordinaria nel 2018, praticamente sulla soglia del suo ufficio: ha visto piccole cupole grigio-beige sui fiori maschili di un abete himalayano (Picea smithiana) nel arboreto dell’Istituto federale di ricercaWSL. Il team di micologi del WSL ha in seguito condotto una ricerca approfondita negli archivi fungini e nelle banche dati genetiche di tutto il mondo, che non ha portato alla scoperta di funghi simili. Ora era chiaro: non si tratta solo di una nuova specie di fungo, ma anche di un nuovo genere.

I ricercatori l’hanno battezzata Microstrobilinia castrans e l’hanno ora presentata alla comunità scientifica. “È raro scoprire un nuovo genere fungino in Svizzera o addirittura in Europa”, afferma il ricercatore del WSL Ludwig Beenken, specializzato in piccoli funghi e primo autore della pubblicazione. Il nome della specie castrans indica l’insolito modo di vivere del fungo: decompone il tessuto dei fiori maschili e si impossessa così del polline nutriente. Non è presente su altre parti degli alberi.

Gli scopritori del fungo. Fig. 1 – L’abete rosso dell’Himalaya nel arboreto del WSL di Birmensdorf e gli scopritori del fungo, Ludwig Beenken (a sinistra) e Andrin Gross. Foto: Gottardo Pestalozzi (WSL)

Dopo il primo ritrovamento sull’abete himalayano, gli esperti di funghi del WSL hanno avviato una ricerca, con l’aiuto di volontari. “Ho persino esaminato gli abeti rossi durante le mie escursioni di vacanza”, racconta Beenken, che lavora presso il gruppo di consulenza Protezione della Foresta Svizzera. L’operazione di ricerca ha individuato il fungo in circa 130 siti, sia su abeti rossi himalayani chee serbi (Picea omorika) piantati in aree di insediamento, sia su abeti rossi autoctoni (Picea abies) in pascoli e foreste di montagna nel Giura, nelle Alpi e nella Foresta Nera. Finora non è stata trovata su altre specie di abete rosso.

I ricercatori sono ancora perplessi sull’origine della Microstrobilinia castrans, che appartiene ai funghi tubolari, un grande gruppo di funghi che comprende anche muffe, spugnole e tartufi. Alcuni ipotizzano che finora sia stato semplicemente trascurato. Beenken, tuttavia, sospetta che sia stato introdotto con alberi da parco. La ragione principale che adduce è che negli ultimi 200 anni i funghi sono stati cercati così assiduamente in Europa che un fungo a coppa così vistoso e piuttosto grande difficilmente sarebbe rimasto sconosciuto.

Inoltre, gli abeti rossi dell’Himalaya, di cui esistono solo pochi esemplari nei parchi della Svizzera, sono stati tutti colonizzati da questo fungo. “Può darsi che il fungo sia passato da questo all’abete rosso autoctono o, se è autoctono, che si sia diffuso solo di recente, favorito dai cambiamenti ambientali”.

Cosa significa la scoperta di un nuovo fungo per il bosco? “Protezione della foresta svizzera monitora le malattie e i parassiti degli alberi forestali. Ecco perché teniamo d’occhio il maggior numero possibile di organismi che possono danneggiare gli alberi delle foreste“, spiega Beenken. Non si sa mai se un fungo causi improvvisamente problemi maggiori, ad esempio se si diffonde maggiormente con il riscaldamento globale. La Microstrobilinia castrans, tuttavia, non rappresenta attualmente una minaccia per gli abeti rossi, poiché il fungo attacca solo alcuni fiori di un albero.

Alesben B


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