Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Pietra Ligure, il Trabocchetto zona carsica tutelata, costellata di grotte e cavità naturali. Ecco le immagini. 2/Pierino Traverso compie 90 anni: auguri!


Pietra Ligure: la collina del Trabocchetto è una zona carsica soggetta a tutela perché è costellata di grotte e cavità naturali. 2/Il mitico pietrese Pierino Traverso compie 90. Auguri, ringraziamenti ed ammirazione anche da Trucioli.it.3/L’assessore regionale all’Urbanistica Marco Scajola e il sindaco di Pietra Ligure Luigi De Vincenzi hanno effettuato un sopralluogo sul cantiere per la realizzazione del nuovo sottopasso tra via XXV Aprile e il lungomare Partigiani. Il costo dell’opera è di 780 mila €, di cui 200 mila finanziati da Regione.

di Mario Carrara, consigliere comunale

Abbiamo letto su un atto tecnico “ufficiale”, allegato ad un progetto “ufficiale”, quello che riguarda la demolizione delle due ville antiche piano casa del Trabocchetto,  che in quella zona della stessa collina del Trabocchetto “non sono, comunque, segnalate grotte o cavità che rappresentino significative forme carsiche ipogee…”; in altre parole, che, nella zona, non vi sono, appunto:  …grotte, caverne, crepacci o quant’altro.

Ebbene questa è una grande “fregnaccia“, come direbbero a Roma, in quanto TUTTA la stessa collina del Trabocchetto ne è, invece, piena. Ivi compresa proprio la zona della quale la relazione, invece, lo esclude in modo supponente e lapidario.

Lo “storico” di Pietra Ligure,  per antonomasia, il Prof. don Vincenzo Bosio già nel 1886, nel suo libro: “Memorie antiche e moderne di Pietra Ligure“, scriveva: “Le sue infime falde, a mare come a levante, ti presentano come altrettanti trabocchi di roccie a picco, origine questi, crediamo, ed etimologia del suo nome, detto perciò “trabocchetto”. Questo nome è giustificato anche da smisurati burroni e da un ammasso di rupi scoscese…In mezzo ai torreggianti colossali macigni sprofondansi orridi precipizi. Qua e là grotte e scoscendimenti. A destra ed a sinistra dei vani profondi, fra le crepe più o meno aperte della roccia, mettono le radici, spuntano e verdeggianti sterpi e rovi in mezzo all’edera cadente a festoni“.

Ed infatti, proprio la zona interessata a quella relazione, cioè i terreni “ex Morello -Pellegrini” interessati da una spaventosa progettazione di cementificazione edilizia, di grotte e “cavità ipogee” ne presentano, addirittura, ben due: una, che giace proprio al di sotto, di una delle due case antiche che si vorrebbero demolire, la dependance, e che gli “antichi” adibirono a stalla, per le ideali condizioni di temperatura costante nel corso dell’anno; l’altra, una quindicina di metri in linea d’aria poco più sopra, ora semicoperta, come descrive don Vincenzo Bosio, da sterpi, rovi ed edera… Ma c’è.

Sempre nella stessa parte della collina del Trabocchetto e, precisamente al di sotto della Salita al Trabocchetto e della maggioranza delle case che su di essa prospettano, ve n’è un’altra di dimensioni “smisurate”, sconosciuta ai più, ma “esplorata” da una sola persona, più di sessanta anni fa.

“L’esploratore” – speleologo è Pierino Traverso, che ci ha raccontato la circostanza in cui questa ricognizione avvenne. Siamo a metà degli anni ’50, quando si stanno costruendo le prime case sulla Salita al Trabocchetto. Una di esse, un edificio di 4 piani, era basato sul terreno sottostante alla strada per una ventina di metri, e si alzava, con tre piani appoggiati alla collina, “emergendo” dalla Salita al Trabocchetto per un unico piano soltanto. Sussisteva l’esigenza di trovare una via di scarico delle fognature, che non costringesse a dover essere obbligati all’uso perpetuo di pompe che “tirassero su” le acque al livello, ben alto, della fognatura esistente sulla quota di Salita al Trabocchetto. Una richiesta alternativa di realizzare una nuova conduttura che passasse attraverso i terreni sottostanti e che convogliasse le acque “per caduta”, fu respinta dalle relative proprietà, per cui non rimaneva altra strada che “la pompa” od un’improbabile altra soluzione imprevista.

Fu così che il proprietario della casa in costruzione, avendo constatato che, nelle fasi di sbancamento, si erano aperte delle ampie crepe nella roccia della montagna, chiese a Pierino Traverso, che, all’epoca, era l’unico che a Pietra si cimentasse nell’esplorazione speleologica, se fosse stato disponibile a “calarsi” in uno degli squarci aperti della roccia, per vedere cosa ci fosse sotto e, eventualmente, la sua “idoneità” a riceverne le acque di scarico.

Quando Pierino si calò giù, racconta che rimase, ad un certo punto, sospeso nel vuoto e dovette scendere per molto, lungo la corda, in questo antro che si dimostrava profondo. Toccata terra, si ritrovò in una grotta veramente molto grande e spaziosa. Racconta che c’era dell’acqua e, durante l’esplorazione, percepì lo scroscio, all’esterno, di acqua che scorreva e, distintamente, il rumore tipico di una motozappa di quei tempi. Tornato in superficie, raccontò cosa aveva visto al proprietario, un segretario comunale, che lo attendeva e lo fotografò proprio mentre “riemergeva” dalle viscere della terra.

Pierino Traverso può testimoniare tutto quanto. Quel che è  certo è che le case di Salita Al Trabocchetto sono costruite sulla “crosta” di una grotta enorme, loro sottostante. Un probabile indizio esterno della sua esistenza (e di un’eventuale occlusa colleganza) è dato dalla grotta della Madonna di Lourdes, nel parco Offenburg,  che si apre proprio su quella parete laterale di roccia “esterna” alla grotta.

Non sappiamo, poi, che successe con le fognature; ma la cosa,  a noi del 2023, con una maturata e profonda coscienza ecologica, non deve né sorprendere, né indignare, quando solo  si pensi che le stesse vicine scuole elementari e l’edificio dell’attiguo asilo infantile, scaricavano le loro fognature nelle cavità del Trabocchetto, cui si pose rimedio, con il collegamento alla rete fognaria solo una trentina di anni fa. E lo stesso asilo infantile, a fianco, della sua entrata,  lato Ponente, presenta l’ingresso di una profonda grotta, vedi foto, ove le suore durante la guerra andavano a rifugiarsi durante i bombardamenti. E pochi lo sanno, ma un’apertura laterale su un muro di sostegno su via della Cornice, proprio poco più sopra l’edificio dell’asilo infantile, anziché essere un semplice tombino “un po’ più grande”, rappresenta, invece, l’ingresso di un’altra grotta che entra nelle viscere della montagna.

Che TUTTO il Trabocchetto sia un “florilegio” di grotte e cavità naturali, poi, è  confermato da un’interessante pubblicazione di Gilberto Calandri, “Le acque carsiche del Finale e della Val Maremola”, dove a pag. 89, trattando proprio di Pietra Ligure, scrive, tra l’altro: “La grotta del Trabocchetto (sviluppo circa 150 m) ed altre cavità minori evidenziano geomorfologie fossili di falda freatica carsica, indicativamente cenozoiche. Ecc.

La evidenza della “particolarità” e dell’interesse dell’area del Trabocchetto come abbisognevole di particolare tutela, ha concorso al suo inserimento nella cartografia allegata alla legge regionale n⁰39, del 6 Ottobre 2009, “Norme per la valorizzazione delle geodiversità, dei geositi e delle aree carsiche della Liguria” abbia inserito tutta la zona del Trabocchetto, come zona “SV-27” tra quelle assoggettate a tutela da parte della legge, con sanzioni anche rilevanti per chi ne violasse, deturpasse, distruggesse i siti. Come, invece, purtroppo si è constatato che qualcuno, in nome del “dio danaro”, tenti, con connivenze e benevoli sostegni, di fare.

Quindi, che si dica che in qualche zona del Trabocchetto, quindi nessuna esclusa, non ci sono grotte, è solo “una fregnaccia“, strumentale solo per “disegni” che hanno ben altro scopo.

Mario Carrara

Pierino TRAVERSO compie 90 anni.

di Mario Carrara

Pierino Traverso compie la “veneranda” età di 90 anni. Uomo ed artista eclettico, versato in ogni genere dell’ingegno artigianale, dell’inventiva, dell’arte, sia pittorica che scultorea, in modo speciale del legno, ha saputo farsi apprezzare per la sua capacità e disponibilità ininterrotte, profuse con sempre totale generosità. Celebri sono i suoi presepi e “sepurti” nelle chiese cittadine.

Nella sua vita professionale è stato imprenditore nella cantieristica navale di yachts e panfili.

Ma non solo: più volte campione del mondo nei motoscafi “off shore”, che pure costruiva,  ha ricevuto diversi premi e riconoscimenti sportivi, tra i quali quello del Presidente della Repubblica Italiana.

Qualità che, purtroppo, MAI, gli sono state riconosciute ufficialmente dalla sua città, che, pure, si è mostrata generosa nel dare premi e riconoscimenti anche a persone ai più semisconosciute.

Tra le sue ultime opere, da “quasi novantenne“, il CROCIFISSO ligneo intagliato, oggi nella chiesa di San Bernardo di Ranzi e un dipinto raffigurante “L’UOMO VITRUVIANO” di Leonardo Da Vinci.

Pierino verrà  festeggiato dagli amici sabato sera alle 17,30 in salita al Trabocchetto e domenica mattina alle 11 in piazza San Nicolò da quanti vorranno essergli vicini e riconoscenti.


URBANISTICA: SOPRALLUOGO AL CANTIERE DEL NUOVO SOTTOPASSO DI PIETRA LIGURE. ASSESSORE SCAJOLA: “UN INTERVENTO IMPORTANTE PER LA CITTA’, PARTE DEL PROGRAMMA REGIONALE DI RIGENERAZIONE URBANA”

COMUNICATO STAMPA – L’assessore regionale all’Urbanistica Marco Scajola e il sindaco di Pietra Ligure Luigi De Vincenzi hanno effettuato oggi un sopralluogo sul cantiere per la realizzazione del nuovo sottopasso tra via XXV Aprile e il lungomare Partigiani. Il costo complessivo dell’opera è di 780 mila euro, di cui 200 mila finanziati da Regione Liguria tramite il Fondo Strategico, all’interno del Programma Regionale di Rigenerazione Urbana. L’intervento prevede la costruzione di un sottopasso pedonale sotto la linea ferroviaria Genova-Ventimiglia, nell’area del parco pubblico intitolato alla memoria del generale di brigata “Giuseppe Perotti”, al fine di creare un collegamento diretto tra la zona antistante l’ospedale Santa Corona e la passeggiata mare. I lavori permetteranno di eliminare la via d’accesso attualmente utilizzata dai pedoni, il sottovia idraulico in corrispondenza del Rio Ranzi. Il termine degli interventi è previsto per l’autunno del 2023; accordi presi con Rfi permettono di consentire i lavori sotto il sedime ferroviario, in modo da non avere ripercussioni sul transito dei treni.
“Un intervento atteso, realizzato con la finalità di abbattere le barriere architettoniche, mettere in sicurezza il territorio e valorizzare l’accoglienza turistica di Pietra Ligure –  afferma l’assessore regionale all’Urbanistica Marco Scajola – Il sottopasso, inoltre, consente un agevole accesso al mare anche per i parenti dei degenti dell’ospedale Santa Corona. Il progetto di Pietra Ligure è un tassello del più ampio Programma Regionale di Rigenerazione Urbana, grazie al quale stiamo cambiando il volto della Liguria: a ottobre 2020 ad oggi, infatti, abbiamo investito oltre 14 milioni di euro per 76 progetti sul territorio ligure, tutti terminati o in fase di esecuzione. A marzo – continua l’assessore – erogheremo nuovi finanziamenti grazie al Fondo Strategico Regionale per realizzare nuovi interventi finalizzati al miglioramento della qualità abitativa, l’assetto urbanistico e paesaggistico della Liguria, sempre prestando attenzione al consumo di suolo.”
“Con la realizzazione del sottopassaggio pedonale di accesso al lungomare Partigiani raggiungiamo un risultato veramente importante che va a completare un intervento di rigenerazione e riqualificazione urbana di tutta la zona a ponente che ha già visto, l’anno scorso, il riordino e messa in sicurezza delle strutture e infrastrutture a mare, compreso il completamento della stessa passeggiata a mare – dichiara il sindaco di Petra Ligure, Luigi De Vincenzi – L’intervento che presentiamo oggi va nella direzione del continuo miglioramento delle infrastrutture a servizio della nostra comunità, nell’ottica di un potenziamento dell’attrattività turistica della nostra cittadina ma anche di una sua maggiore vivibilità, fruibilità e di sicurezza. Un’opera attesa e fondamentale – continua il sindaco – nel processo di sistemazione dell’assetto urbanistico del nostro territorio e della sua messa in sicurezza che, insieme ad un “pacchetto” di altre circa venti opere pubbliche in itinere o comunque già finanziate, dà un segnale molto forte del nostro impegno continuo che, attraverso una grande opera di programmazione, sta letteralmente cambiando l’immagine di Pietra Ligure da ponente a levante, con opere pubbliche importanti che vanno dalla messa in sicurezza contro il rischio idrogeologico, passando per la difesa del litorale, fino al restyling urbanistico e viario e al riordino di aree disorganiche e poco funzionali. Insieme all’assessore ai lavori pubblici Francesco Amandola, ringraziamo Regione Liguria e l’assessore Marco Scajola per l’attenzione prestata al nostro territorio con questo importante stanziamento di risorse dal Fondo strategico regionale che, cofinanziando questa infrastruttura, supporta il grande lavoro che stiamo facendo per dare risposta alle criticità del territorio e si va ad aggiungere alle risorse che continuiamo a destinare alla sistemazione del territorio e alla sua messa in sicurezza”.
In allegato alcune foto del sopralluogo. 


M.Carrara

M.Carrara

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