Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Albenga, l’intervista-ricordo. Papà e nonno Bruno Lantero. Quando giocava a calcio nella San Filippo Neri e Loanesi

L’Amministrazione comunale ha diffuso un comunicato stampa: “Lutto ad Albenga per la scomparsa di Bruno Lantero. Lo ricorda il sindaco Riccardo Tomatis: ‘Albenga perde un uomo di grande valore umano e morale, legato alla nostra città in modo indissolubile, depositario della nostra storia, quella storia non scritta, fatta di persone, di episodi, di aneddoti, che ogni volta aveva il piacere di raccontartii’
Un personaggio “Ricco di suggerimenti, ironico, allegro, diretto, ogni volta era un piacere incontrarti. Ciao Bruno. P.S. Come mi hai suggerito la pista ciclabile la faccio, la vedrai da lassù, buon viaggio.”

L’anziano cronista che dal 1967 segue le vicende di questa provincia ed proprio ad Albenga aveva mosso i primi passi del mestiere, aveva intervistato un cittadino della cui amicizia molti andavano fieri. Per la cronaca diciamo che le persone che meritano bisogna soprattutto onorarle e rispettare da vivi. Nel nostro piccolo cerchiamo di dare il buon esempio. Ecco che riproponiamo un articolo- intervista a Bruno Lantero pensionato.

L’11 FEBBRAIO DEL 2016 TRUCIOLI INTERVISTAVA BRUNO LANTERO

Albenga e nonno Bruno, 83 anni:
quanta nostalgia per Angioletto Viveri !

Vecchia Albenga quanto ci manchi !  Bruno Lantero per 20 anni autonoleggiatore ad Albenga, per 20 tassista, poi agricoltore per passione a Leverone. In città, giovani a parte, conosce tutti ed ogni angolo, strada per strada, le famiglie e la loro storia. E’ rimasto uno dei nostalgici di Angioletto Viveri sindaco. Primo cittadino per 8 volte (16 anni in tutto), 5 con l’emblema del Pci, 3 come lista civica Alternativa Democratica

Bruno Lantero ripreso nel centro storico, è tra le memorie storiche di Albenga, il suo ‘idolo’ era Angioletto Viveri
Bruno Lantero al centro della foto con amici albenganesi commentano un articolo di giornale (foto archivio Trucioli.it)

Un pensionato 83enne, con lo spirito e la vitalità della prima ‘terza età’. Bruno Lantero attraversa il ‘suo centro storico’ dove ha vissuto quasi una vita a passo felpato. Gli anni non li dimostra, la saggezza ed il peso delle parole sono un’altra caratteristica. Piazza San San Francesco è stata per anni il suo luogo di lavoro, gestiva un’autorimessa. Oggi  la piazza è uno degli angoli più frequentati e caratteristici della città, anche per via di locali pubblici e commerciali ( è qui che si svolge la tradizionale festa di Santa Lucia patrona della comunità sicula- albenganese), ristrutturazioni di antiche case, c’è anche un ospitale Bad  & breakfast, una trattoria tipica ed originale, e ultimo , ma non meno rinomato le delizie della cantina di ‘Re Carciofo’, Norcinoteca apprezzatissima.

Chiusa l’autorimessa, Bruno è passato alla vita di tassista, alla stazione ferroviaria ed inizialmente in piazza del Popolo.  Un’esperienza forse unica per una persona tranquilla e ricca di valori famigliari. Nuove conoscenze, viaggi brevi e lunghi, in Italia e all’estero, lavoro di giorno, ma anche diurno, più che parlare quando si è al volante si ascolta. Tante storie, a volte da non credere. Imparare è sempre utile. Accresce il bagaglio, la memoria storica. Scambio di idee, di ricordi.

runo Lantero parla volentieri di tre cose che continuano ad affascinarlo. La sua ‘carriera’ giovanile sui campi di calcio. Non era un fuori classe,  si distingueva, un mastino tenace e svelto. “Ho giocato a pallone nell’Albenga San Filippo Neri – ricorda con un lampo di gioia che avvolge il volto per nulla segnato dagli anni – , anzi pure nella squadra della Croce Bianca. Da militare ero titolare nell’Orvieto calcio, poi nella Loanesi, con me ricordo in quell’epoca Vignola, il gigante buono di Pietra Ligure. Ora non mi resta che la campagna, la mia seconda passione.  E la famiglia che occupa manco a dirlo il primo posto, proprio avvicinandosi il viale del tramonto: due figli, cinque adorati nipoti “.

Un’altra passione è quella che lo ha legato per qualche decennio con il mondo politico – amministrativo locale. “Sono sempre stato un simpatizzante di Angioletto Viveri, quasi un renziano ai nostri giorni.  E non era soltanto il mio idolo, credo sia stato l’unico che fosse capace a coinvolgere, a creare entusiasmo, a confidare nel valore della tenacia e del coraggio, che con la sua maestria sapeva insegnare. Errori e limiti, soprattutto nella vita privata. Come primo cittadino, per me, resta ineguagliabile.  E’ stato l’unico sindaco a lasciare un’impronta di attivismo, opera pubbliche, realizzazioni proiettate verso il futuro della città, una visione molto lungimirante in una realtà che non sfuggiva alla politichetta, ai personaggi di bassa lega, alle banderuole, ai traditori e voltagabbana. Basti pensare a cosa accadde quando si intestardì per la realizzazione del ponte Viveri sul fiume Centa. Se n’è andato senza arricchirsi”.

Ha almeno lasciato alla vedova una piccola pensione da consigliere regionale. Le proprietà della famiglia, fratello incluso, sono state travolte dai guai di operazioni spericolate e non certo da trafficante ed affarista. Per Angioletto prima di ogni cosa c’è la sua Albenga, il coinvolgente fervore che sconfinava nell’esaltazione. Non è stato un caso se i suoi funerali passeranno alla storia per una grande folla, la presenza di sindaci di ogni colore politico, cittadini agitati e poveri, umili, commozione e lacrime che hanno persino coinvolto uno degli oratori, il compagno e avvocato Franco Vazio, tra i seguaci che grazie  pure all’eredità viveriana ha raggiunto il Parlamento. Terzo parlamentare nella storia di Albenga. Dopo il marchese Marcello Amero D’Aste Stella (nominato senatore da re Vittorio Emanuele III) e Bartolomeo Bolla, l’agricoltore democristiano, originario di Stella, il paese di Sandro Pertini.

Luciano Corrado

ALBENGA: LA GENEROSITA’ DELL’ASSOCIAZIONE ALPINI-

COMUNICATO STAMPA – Grande generosità da parte dell’Associazione Alpini sezione di Albenga che decidono di devolvere il ricavato delle castagnate effettuate in occasione di diverse manifestazioni e iniziative ad associazioni che operano sul territorio e al tavolo dell’emergenza sempre attivo per aiutare le famiglie bisognose.
Si tratta di ben 3250 euro che gli Alpini hanno suddiviso: 750 euro per il Tavolo dell’Emergenza, 1000 euro per l’associazione Basta Poco Onlus, 1000 euro alla Croce Bianca di Albenga, 500 euro all’ADSO.

Afferma l’assessore alle politiche sociali Marta Gaia: “Un grande esempio di solidarietà e sinergia tra le associazioni del territorio. Voglio cogliere questa importante occasione per ringraziare Ass.ne nazionale Alpini, sezione di Albenga, per il costante supporto non solo al Comune ma a tutta la città .Sono sempre presenti durante sia nel sociale sia in tutte le iniziative portando il loro prezioso e concreto contributo.Con questo gesto di generosità dimostrano ancora una volta il loro grande cuore “.

ALBENGA – sabato 10 dicembre è in programma a Palazzo Oddo. Un incontro dedicato al valore dei beni culturali per la comunità con Mons. Carlos Moreira Azevedo. L’incontro si svolge nell’ambito della mostra Onde barocche, prorogata fino all’8 gennaio 2023 al Museo Diocesano di Albenga e all’Oratorio della Ripa di Pieve di Teco.

Mons. Carlos Moreira Azevedo, Delegato del Pontificio Comitato di Scienze Storiche, sarà protagonista dell’incontro “Il valore dei beni culturali per l’identità comunitaria”. L’evento si svolge nell’ambito della mostra Onde barocche – Capolavori diocesani tra 1600 e 1750 ed è organizzato dalla Diocesi di Albenga-Imperia in collaborazione con il progetto di valorizzazione dei beni artistici Formae Lucis, con Fondazione Oddi e con Fondazione Agostino De Mari. L’ingresso è libero e gratuito.

La mostra Onde barocche. Capolavori diocesani tra 1600 e 1750, dallo scorso aprile al Museo Diocesano di Albenga, all’Oratorio della Ripa a Pieve di Teco (IM) e in numerosi siti diffusi sul territorio diocesano, è prorogata fino all’8 gennaio 2023. Durante il periodo festivo seguirà i seguenti orari: Albenga: Lunedì 14:30 – 18:30 (su prenotazione), da martedì a domenica 9:30 – 13:00 | 14:30 – 18:30; Pieve di Teco: apertura sabato e domenica 9.30 – 13.00 e 14.30 – 18.30. Nei giorni infrasettimanali e previa prenotazione sono possibili aperture straordinarie per gruppi di almeno cinque persone). Questo il dettaglio dei giorni festivi:

  • 8 dicembre: aperto
  • 25 dicembre: chiuso
  • 26 dicembre: aperto tutto il giorno
  • 1 gennaio: chiuso al mattino
  • 2 gennaio: aperto tutto il giorno
  • 6 gennaio: aperto tutto il giorno 

Onde barocche porta sotto i riflettori la ricchezza del patrimonio barocco: le sale del Museo Diocesano accolgono capolavori tra i più importanti e affascinanti di questa fase artistica. Tra i protagonisti della mostra, che dà spazio a opere pittoriche con alcuni splendidi esemplari di scultura, Guido Reni, Giovanni Lanfranco, Domenico Fiasella, Luciano Borzone, Giulio Benso, i De Ferrari, Gioacchino Assereto, Giovanni Battista Casoni, Domenico Piola e Anton Maria Maragliano. Non solo un’esposizione di tesori artistici, ma un percorso che unisce storia, cultura e itinerari invitando alla scoperta di alcuni tra gli esempi più significativi del periodo compreso tra il 1600 e il 1750 e diffusi sul territorio. La mostra incoraggia l’approfondimento di una stagione altissima dell’arte di tutti i tempi attraverso lo stupore e la meraviglia.

 

 

 

 

 

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