Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Pietra Ligure: dossier villa ex sindaco che, rasa al suolo, diventa palazzina di 14 alloggi. E strano ‘svincolo’ cimeteriale

Un corposo dossier che dovrebbe discutere il ‘parlamentino’ pietrese. Tutto centrato sulla sorte dell’antica villa (primi ‘800 e restaurata nel 1889) dove risiedeva anche l’ex sindaco compianto Aldo Morello. Un edificio storico che dovrebbe essere raso al suolo per far posto ad un parcheggio pertinenziale ma soprattutto ad una palazzina  di 14 alloggi (seconde case?).

In una zona già poverissima quanto a viabilità e criticità (pure idrogeologiche): la salita del Trabocchetto. Ma c’è tanto altro nella mozione presentata dal consigliere Mario Carrara che merita di essere portata a conoscenza della comunità tutta. Compresa la sorte di una grotta-caverna che verrebbe ignorata dal permesso a costruire e dalla convenzione approvata dalla giunta comunale dove siede pure un geologo.

Intanto si ha notizia della costituzione di un comitato (Salviamo le ville antiche) di cittadini che si sono riuniti nella loro prima assemblea ed hanno designato presidente Eleonora Galliano affiancata da Elvina Pastorino. 

Inoltre, a  quanto sembra, nei giorni scorsi ci sarebbe pure stato un ‘sopralluogo’ di tecnici della Soprintendenza di Genova in seguito all’istanza (ed ad una prima trasmissione di documentazione) da parte dello stesso consigliere Carrara. Mentre su altro articolo del blog pubblichiamo l’intervento del WWF. Atteso pure quello di Italia Nostra.  Leggi l’articolo che ha scritto, sempre Carrara, sulle speculazione edilizia immobiliare che caratterizza la città con l’avvento, nel corso degli anni, del sindaco Luigi De Vincenzi.

Polo di Centrodestra per Pietra

 Lista Civica dei Pietresi – Gruppo Consiliare “Centrodestra” Mario Carrara

Al Presidente del Consiglio comunale di Pietra Ligure

MOZIONE CONSILIARE

Lo scandaloso “piano casa” del Trabocchetto che prevede l’abbattimento di due ville antiche per farne volumi maggiorati, tali da costruire di nuovo un palazzo di minialloggi.

Operazione immobiliare o speculazione edilizia? 

Stiamo constatando  una proliferazione dei  “Piano casa”, cioè l’applicazione della L.R.49/2009, a Pietra Ligure.

Tra tutti gli interventi di questo tipo, ce n’è uno, ancora “in itinere“, in corso di approvazione, ma che, tuttavia, sta avendo un iter di approvazione rapidissimo, col “favore del vento in poppa” (e che…vento!), verso la fase finale del rilascio del permesso a costruire. Ciò, nonostante le gravi perplessità, i rilievi, le obiezioni, le contestazioni che suscitano le varie operazioni previste dalla sua progettazione; stiamo parlando del “piano casa” progettato sulla proprietà ex Morello-Pellegrini, sul Trabocchetto, che interessa ed investe l’antica villa Rocca e la sua dependance .

Esso, per la progettazione della demolizione degli edifici storico-architettonici, la successiva ricostruzione e traslazione dei volumi da essi derivanti maggiorati degli incrementi volumetrici, per le conseguenze di carattere viario e viabilistico che il nuovo carico insediativo comporterà e per altre questioni di non minore rilevanza, sta destando forte allarme nel quartiere, per cui siamo stati sollecitati ad intervenire, interessandoci direttamente della questione.

Il fatto più grave e eclatante in questo caso, è rappresentato dallo scellerato abbattimento delle due case antiche dell’ex proprietà Morello-Pellegrini, cioè la villa, denominata “villa Rocca” e la sua dependance, posta a lato.

Esse, circa la loro età, nella relazione tecnica allegata alla progettazione, vengono definite come risalenti “all’anteguerra” e basta: senza nessun’altra indagine; tuttavia, tale definizione, volendo dir tutto e niente e senza aver approfondito ed aggiunto alcuna notizia di carattere storico più dettagliata, le fa apparire soltanto “vecchie”, prive di dignità storica, prive di pregio architettonico. Cosa che, però, non è vera. La documentazione fotografica ed il loro stato attuale di integrità strutturale ed estetica, constatabili “a occhi vedenti” raccontano un’altra storia.

Villa Rocca ha un’età che si aggira sui due secoli. Essendo stata costruita ai primi anni dell’800, fu abitata dall’ultimo “Maire” durante il dominio francese che, successivamente, divenne il primo Sindaco della storia di Pietra Ligure, il notaio Ignazio Borro, al quale, per le sue benemerenze, la città dedicò l’intitolazione di una via; successivamente venne abitata da un altro Sindaco, Luigi Pegollo, detto “u pittū” che, infatti, decorò con affreschi murari una delle sue stanze, rappresentando paesaggi e panorami liguri e di Pietra Ligure dell’800…(!!!). Pressoché introvabili. Quindi, a fine secolo XIX e nei primi anni del XX⁰, venne abitata dall’ing. Egidio Pellegrini, uno dei due garibaldini Pietresi che parteciparono alla spedizione dei Mille e combatté nella decisiva battaglia del Volturno contro le truppe borboniche.

La villa Rocca è stata costruita secondo uno stile eclettico che si rifà al medioevo inglese e che era di “moda” nell’epoca romantica del primo 800. Le sue finestre ad arco gotico ne sono una testimonianza; così pure lo è il fatto che sia stata costruita interamente in pietre “faccia a vista”, con le sue facciate rimaste pressoché integre; venne, quindi, assoggettata ad un restauro o ristrutturazione sul finire dell’800. La data “1889” impressa sulla calce di un punto della sua facciata, sta ancora lì ad attestarlo. Sono presenti strutture portanti “ad arco”. È pure presente una grande cisterna per la captazione dell’acqua piovana, costruita magistralmente nell’incavo della roccia e coperta anch’essa da copertura a volta di mattoni pieni.

Nel piano seminterrato della villa vi è una lunga caverna accessibile dall’esterno, che nei secoli, per la temperatura costante della grotta, ospitò animali come stalla.

Tutto questo con “semplicità, faciloneria e, soprattutto, a quanto pare “in fretta”, deve “sparire” in quanto per recuperarne la volumetria relativa, maggiorata della volumetria “premiale” prevista dalla legge del “piano casa”, le ville antiche e tutto quanto è ad esse collegato, si vuole che siano demolite. Al loro posto hanno progettato la costruzione di un parcheggio per posti auto, in piano, di pertinenza del nuovo palazzo che vorrebbero costruire a fianco.

Ma ci chiediamo: il Sindaco De Vincenzi che è vissuto sempre a Pietra Ligure,  che ha gestito l’ufficio dell’edilizia privata del Comune per decenni, che ha gestito e sta gestendo le deleghe urbanistiche da tredici degli ultimi 18 anni e quindi conosce bene la situazione urbanistica ed edilizia della città, non si è posto il problema di far effettuare ricerche, indagini, studi più approfonditi circa la storicità, il valore, il pregio architettonico di queste ville antiche prima di accertarne con “nonchalance” e sostanziale disinteresse ed indifferenza la loro “condanna  a morte”, come pure, studiare e istruire più approfonditamente tutta la pratica? Possibile che tutto, ma proprio tutto, anche abitazioni antiche di pregio che sono testimonianza di altre epoche e di coloro che le hanno abitate, venga considerato solo come cemento, calce, mattoni e “volumetria”? Come materia grezza da riciclare e ricomporre?  È  già abbastanza sconsolante constatare gli effetti rovinosi per l’ambiente architettonico di Pietra Ligure l’applicazione “diffusa” se non  “selvaggia” del “piano casa”: i suoi effetti visivi sul paesaggio si stanno rivelando disastrosi; ma in questo caso, del progetto di “piano casa” sul Trabocchetto, che prevede la distruzione delle ville antiche per farne “volumetrie” da utilizzare “maggiorate”, così da farne nuovi palazzi di minialloggi, adatti per le seconde case, si è veramente “passato il segno”.

E il Sindaco De Vincenzi, che gestisce (o “sgestisce”) le deleghe urbanistiche, ne ha la responsabilità più grande perché non sembra proprio che con il suo atteggiamento, che pare proprio “permissivo”, stia tutelando l’interesse pubblico.

Infatti, si ha proprio l’impressione fondata che egli veda.., diciamo così…: “con benevolenza” questo tipo di progettazioni che stanno stravolgendo l’assetto del territorio. Perché?

È incredibile come il progetto di “piano casa” che riguarda la demolizione delle stesse case antiche e la traslazione del loro volume, maggiorato del 35%, stia avendo un iter dai tempi “rapidissimi” e dal “favor” dimostrato dal Comune e dai suoi organi nell’esame della pratica, non eccependo mai “nulla”, pur trattandosi di un caso molto “delicato”; nonché dei “colpi di pura, casuale fortuna” di cui la pratica ha, pure, beneficiato, consentendo che l’iter stesso proseguisse senza alcun intoppo e rallentamento.

Da quando il progetto è stato presentato, pur essendo pieno di problematiche, è  stato una “marcia inarrestabile”.

Per quanto riguarda il “favor” di cui la pratica del “piano casa” sul Trabocchetto in argomento ha potuto “godere”, ne è riprova l’esame effettuato in data 16 Settembre 2022 dalla Commissione edilizia comunale, che lo ha approvato esaminandolo in pochi minuti; approvazione effettuata senza nulla eccepire (se non un’inezia: la posizione di una scala esterna del nuovo edificio che si vorrebbe costruire con i volumi delle demolizioni, cioè “hanno visto il bruscolino anziché la trave conficcata nell’occhio”, di evangelica memoria) in una seduta durata 45 minuti, in cui sono state trattate altre quattro pratiche. Inoltre, altro caso, nell’approvazione poco subito dopo, il 15 Novembre 2022 da parte della Giunta comunale della relativa convenzione urbanistica che farà parte integrante della pratica; anche in questo caso senza esprimere alcun rilievo in merito.

Colpo di pura, casuale fortuna” per la pratica edilizia in questione è stato rappresentato dal fatto che, addirittura, il Consiglio comunale della città lo scorso 15 Novembre 2022, si sia riunito per approvare (con i voti della sola maggioranza), la riduzione  di m150 della distanza di rispetto dovuta all’area cimiteriale, ridotta da 200 metri al minimo di legge, cioè soli 50 metri.

Un “colpo di pura, casuale fortuna“, ma duplice perché se il Consiglio comunale non avesse deliberato in questo senso, l’operazione edilizia progettata NON sarebbe stata assolutamente possibile! Perché di fronte al vincolo del rispetto cimiteriale non c’era deroga di “piano casa” che tenesse. Inoltre, e qui sta il secondo “colpo di pura casuale fortuna“, il fatto che, nonostante la riduzione di tale distanza di rispetto a soli 50 metri dal cimitero, il nuovo insediamento edilizio venga a ricadere proprio sul limite della stessa area di rispetto; esattamente sul confine con l’area ancora vincolata. Se solo la riduzione fosse stata ridotta, ad esempio, a 60 metri anziché al minimo di legge di 50, tutta l’operazione di abbattimento e trasferimenti dei volumi NON sarebbe stata possibile.

Un vero “colpo” di casuale fortuna!

Diversi sono i punti di criticità e perplessità che questa progettata operazione immobiliare presenta, rappresenta e comporta:

  • In punto: “antichità” degli edifici.

Gli edifici da abbattere, circa la loro età, nella relazione tecnica vengono definiti come risalenti: “all’anteguerra“, come se fossero “soltanto” edifici “vecchi”. E basta. Ciò, non tenendo in alcun conto del pregio architettonico di entrambi, né della loro evidente antichità, la quale, in questo caso, avrebbe meritato di essere ben più approfonditamente indagata e relazionata, in modo da dare a chi avesse esaminato  il progetto ed i suoi atti allegati, maggiore contezza sugli eventuali titoli o meno, che fossero stati vantati dagli edifici stessi in merito alla loro tutela e preservazione.

Tuttavia, questo primo punto importantissimo di carattere “dirimente” rispetto a tutto il progetto, si ha l’impressione che sia stato “liquidato” in modo frettoloso e superficiale.

Su questo stesso punto, vista l’evidenza, la Commissione edilizia avrebbe dovuto sospendere l’esame della pratica e chiedere maggiori delucidazioni integrative in merito. Cosa che non ha fatto.

Così, pure, la stessa cosa avrebbe potuto fare “chi”, nell’ambito dell’Amministrazione comunale, gestisce “l’urbanistica” e “l’edilizia privata”, sostituendosi alla mancanza della Commissione edilizia o ancor prima che la Commissione edilizia venisse investita dell’esame della pratica. Di certo, villa Rocca ha sui 200 anni d’età, la qual cosa meriterebbe già di per sé la considerazione o, almeno, la maggior attenzione dovuta ad un’opera architettonica antica, o, comunque risalente nel tempo.

Perché a questo proposito non è stata “coinvolta” la Sovrintendenza ai monumenti della Liguria? Perché non è  stato chiesto il suo intervento affinché quest’ultima verificasse la sussistenza o meno dei titoli per l’esercizio di una sua azione di tutela e preservazione del bene e di compatibilità con le volontà demolitorie degli immobiliaristi neoproprietari?

Villa Rocca risale al primo ‘800 ed è stata restaurata o ristrutturata già nell’anno 1889, come attesta un’iscrizione impressa sulla sua facciata, ove quell’anno è stato tracciato, che è tutt’oggi visibile ed in evidenza.

  • In punto: caverna accessibile esistente al di sotto di villa Rocca Rocca e rilevata cartograficamente

Al di sotto di villa Rocca è  esistente una caverna, accessibile dall’esterno,  di dimensioni tali da consentire di potervi camminare in modo eretto. Perché, essendo pur stata rilevata e riportata cartograficamente, alla tavola n⁰3, di essa poi non si sa che fine faccia? In merito non ne viene sprecata neanche una parola nella relazione tecnica? Domanda: poiché essa sussiste al di sotto della villa e quest’ultima è progettata in demolizione, ne segue la sorte? Viene fatta saltare? Viene interrata? O che cosa? Tenuto conto che nello stesso spazio ove essa insiste,  è stato progettato un parcheggio?

Anche in questo caso c’è da chiedersi il motivo per cui la Commissione edilizia non abbia chiesto nessuna spiegazione e l’acquisizione di maggiori dettagli in merito, considerata la “peculiarità” di questo bene naturale, soprattutto per il fatto indubitabile che, essendo stata riportata cartograficamente, la stessa Commissione non poteva non sapere della sua esistenza. Si ripropone qui  lo stesso quesito posto a proposito della “storicità” della villa: perché non è stata coinvolta la Sovrintendenza ai monumenti per valutare il “valore” di tale sito naturale e la sua tutelabilità o meno? E non si venga a dire che sia stata fatta una valutazione “a priori” da parte di qualcuno – valutazione di cui peraltro non c’è traccia – che  l’abbia considerata “priva di valore” per cui non meriti di essere conservata, in quanto  l’unica istituzione competente ad esprimersi in merito è solo la Sovrintendenza ai monumenti.

  • In punto: “accessi viari al nuovo insediamento“.

Non esiste un piano, uno studio, una cartografia che spieghi, illustri come sia risolta l’accessibilità alla nuova edificazione, che passerebbe dagli attuali 3 appartamenti ai nuovi progettati 14. Non esiste una dimostrazione di alcun tipo che dimostri come possa sostenersi nella zona il traffico veicolare che  produrrà il nuovo carico insediativo, che può prevedersi intorno alle 40/50 persone. Non si vede, infatti, come un forte incremento del traffico possa essere sostenuto dalle uniche  vie esistenti accessibili, via Aldo Morello e Salita al Trabocchetto, due stradine dove può passare una sola autovettura per volta, gravate pure dal divieto di transito per i mezzi superiori ai 3,5 q.li., con un unico accesso sulla via della Cornice (strada a due corsie), già di per sé angusto, dalla difficoltosa visuale di immissione nella carreggiata e per di più in salita; dall’altra parte di Salita al Trabocchetto c’è la scalinata delle scuole elementari.

Si va, in pratica, ad aggravare in modo estremo la situazione viaria di una strada e di un quartiere, quello, appunto,  della Salita al Trabocchetto, che ha problemi di viabilità irrisolvibili già con il carico insediativo esistente oggi. Problemi di circolazione e di percorribilità della strada che diventerebbero senz’altro insostenibili con l’aggravamento dell’inevitabile aumento del traffico causato dalle nuove case.

Perché non è stato chiesto un parere in merito al competente ufficio della Polizia locale? E se è stato chiesto qual è stato il suo riscontro? E perché non se ne trova traccia nella pratica? Peggio ancora se, con la “leggerezza” che si ritrova in questa pratica, non fosse stato richiesto nulla. Fa davvero specie che non sia stata neanche presa in considerazione l’alternativa di una accessibilità viaria  di collegamento con via della Lombardia, tramite la nuova strada d’accesso alle costruzioni del PEEP della località Cravero. PEEP che è finitimo con i terreni interessati dall’intervento edificatorio progettato.

Perché non lo si è fatto?

È certo senz’altro economicamente più conveniente e “risparmioso” per chi ha intenzione di costruire il nuovo edificio di “piano casa” con 14 appartamenti, far passare tutta la gente che vi andrà ad abitare per una strada angusta, stretta ed inadeguata, la cui percorribilità è già ora problematica, che, però, ha il grande vantaggio di non costare nulla; ovviamente, i costi di costruzione di una nuova  “bretella” di collegamento con la strada del PEEP sarebbero certo superiori e “di più” rispetto al “nulla” che costerebbe far passare tutto il traffico su l’angusta  stradina via Salita al Trabocchetto.

La commissione edilizia non si è accorta di questa grave lacuna della progettazione? Prima ancora dell’esame in sé del progetto di un edificio, non dovrebbe essere prioritario aver chiaro come esso possa essere raggiunto ed accessibile? Se, ancora una volta, non ha avuto niente da rilevare  la Commissione edilizia, perché non è intervenuto  “chi” nell’Amministrazione comunale segue e cura l’urbanistica e l’edilizia privata? Perché non ha sentito il dovere di “fermare” un progetto edilizio che prevede di costringere il traffico veicolare del suo nuovo carico insediativo in un vero “imbuto” viario, già di per sé gravato di proprie criticità?

  • In punto: trasferibilità e traslazione del volume demolito di villa Rocca e della sua dependance, cui si somma l’incremento volumetrico relativo del 35%, ex L.R.49/2009 e s.m.i.

Essendo decaduti i vincoli di inedificabilità assoluta che sussistevano sull’area ove si è  progettato di costruire il nuovo edificio, già destinata a ” zona servizi comunali” con indice “0”, si applicherebbe la normativa prevista dalla finitima zona “S” delle vigenti norme di attuazione dello strumento urbanistico generale che, all’art.24,  disciplinano la “Ricomposizione architettonica di volumi esistenti “.

Nelle “condizioni” dallo stesso articolo enunciate, per potersi procedere ad una traslazione di volumi è scritto e prescritto, testualmente: “che il volume accorpato e traslato non sia superiore a 1000 mc“;  nel caso di specie, tuttavia, è progettato il trasferimento e la traslazione di volumi esistenti che sarebbero già pari a mc. 1225,86 più mc. 429,05 (incremento del 35%), per un totale di mc 1654,91.

Da ciò risulta evidente il contrasto tra il progetto e la prescrizione summenzionata dell’art. 24 delle norme di attuazione, in quanto il volume totale oggetto della progettazione risulta superiore di ben mc 654, 91, oltre il limite consentito di mc 1000, prescritto dalla stessa norma prefata. Norma che pur essendo stata integralmente riportata a pag. 5 della relazione tecnica è  stata ignorata e disattesa.

  • In punto: nuovi posti auto pertinenziali.

Al posto della villa storica, che si vorrebbe demolire, è progettato di costruire un parcheggio pertinenziale con 10 posti auto. Tuttavia, le unità abitative progettate sono 14. Perché non è stato previsto un numero di posti auto almeno corrispondente al numero degli appartamenti progettati, cioè 14?

Ma nessuno della Commissione edilizia e dell’Amministrazione comunale si è  accorto di questa mancanza ed ha agito affinché vi fosse posto rimedio?

Se, per ipotesi, a compensare la mancanza di un numero equivalente di posti auto fossero anche calcolati e ricompresi vecchi posti auto già esistenti della proprietà Pellegrini, sembrerebbe ancora una volta, considerata  l’enorme disponibilità di terreno del lotto su cui è  stato progettato l’intervento edilizio, solo un ulteriore escamotage per far risparmiare l’impresa, nel solo “interesse” dell’impresa stessa. Tale “compensazione” con i vecchi posti auto della proprietà “Pellegrini” ribadiamo che in questa sede viene soltanto  “supposta” perché non se ne fa riferimento in alcun documento progettuale, per cui resta a tutti gli effetti la discrepanza tra il numero degli appartamenti progettati ed il numero dei loro posti auto pertinenziali.

  • In punto cessione area a verde pubblico.

Nel progetto è prevista la cessione al Comune di una porzione del terreno di proprietà pari a mq 520.

A parte il fatto che si rileva un contrasto tra le cartografie prodotte: la tavola n⁰1, all’estratto di mappa fg.3, che indica i mappali interessati dall’intervento edilizio e la tavola n⁰11, planimetria generale che indica “l’urbanizzazione”, per cui nella seconda appare che i confini dell’ambito di intervento non corrispondano con quelli indicati nella prima. In questo contesto, la porzione di terreno che verrebbe donata al Comune non è stata ancora frazionata con un proprio numero di particella catastale, ma SI DEDUCE solo che sia una piccola porzione di una particella catastale più ampia la n⁰1189, senza che, però, nemmeno venga illustrata con una documentazione fotografica. Si PRESUME solo che sia una fascia del terreno, ma in pratica non si sa quale e COSA il Comune dovrebbe accettare in donazione.

Fatta questa osservazione, non di poco conto, circa la stessa   donazione di terreno, perchè c’è da chiedersi come abbia potuto la Giunta approvare una convenzione urbanistica che contiene una donazione al Comune di una “parte” di un immobile che, allo stato degli atti, è ancora indeterminata, viene scritto nel progetto che detto terreno dà “donare” è “in continuità con il parco comunale in essere a valle dell’area di intervento “.

Poiché, nella “lacunosità” generale di questa progettazione, manca anche una planimetria “in pianta”, che illustri l’inserimento del progetto nel contesto generale di zona di tutto quello che lo circonda e, quindi, molte cose di questo progetto si devono “dedurre”, non siamo in grado di affermare “dove” questo collegamento “di continuità ” col parco sia effettuato. A prima vista, (poiché, ripetiamo, non ci sono punti di riferimento cartografici) dopo essere andati di persona a fare un sopralluogo presso i confini del parco, sembrerebbe che quest’area in gentile “donazione” confini (“SE” confina…) col parco pubblico Offenburg solo per “un’unghia” di pochi metri, ma che, sostanzialmente, non costituisca per il parco stesso nessun allargamento o incremento di superficie; ciò, perché la “gran massa” del terreno ai confini con il parco medesimo e che si interpone tra l’area in donazione ed il parco resta tutta di proprietà privata. Infatti, il terreno di 520 mq in donazione sembra sostanzialmente “un francobollo”, un’isola di verde pubblico a “sé stante”; “un’isola” che sarà ben difficilmente usufruibile dalla pubblica comunità perché altrettanto ben difficilmente  “individuabile”, prima ancora che raggiungibile.

Questo appezzamento di “verde pubblico” che è posto proprio al di sotto del nuovo edificio progettato sembra, invece, se venisse accettato dal Comune, molto “utile e vantaggioso” per l’operazione immobiliare perché consentirebbe di poter vantare un giardino sotto le case, che servirebbe principalmente solo a loro, dove non andrebbe nessun estraneo a disturbare, ma, essendo “pubblico”, con l’obbligo di curarlo e mantenerlo da parte dei giardinieri comunali. In pratica: un’area verde a servizio  e beneficio per il nuovo condominio, ma curata dal personale del Comune e di nessuna utilità per la collettività. Questa  è la “gentile donazione“.

Da questa “donazione” il Comune non ha niente da guadagnare, ma solo da spendere e da perdere. Ed ha, invece, tutto da guadagnare chi fa l’operazione immobiliare. Sembra una delle tante “furbate” di questo progetto e di questa operazione immobiliare che si delinea sembrando veramente come “ignobile“.

  • In punto: verifiche di carattere geologico.

Mentre si rimane quantomeno perplessi nel leggere dalla relazione geologica n⁰6, p.9, che “la zona non sia interessata da falde acquifere di significativa importanza e estensione” in quanto proprio l’immediatamente sottostante cimitero è stato ed è interessato da una significativa “invasione” di acque provenienti dalla sovrastante collina,  che negli ultimi anni hanno dato gravi problemi al servizio cimiteriale, tant’è vero che in un campo per inumazione (il n⁰12) non potevano più essere seppellite le salme per la presenza delle acque, prima totalmente inesistente; inoltre,  ad ogni ora, in modo pressoché continuo nell’intercapedine dell’ampliato cimitero stesso scorre più o meno forte, ma sempre costante, un getto d’acqua proveniente dalla collina. Ci chiediamo a questo punto, come possa affermarsi con sicurezza una cosa del genere, cioè  che “la zona non sia interessata da falde acquifere di significativa importanza ed estensione” visto che, forse causati da scavi del recente passato per la costruzione di agglomerati di case di edilizia economico convenzionata, sono sicuramente avvenuti nel tempo dei cambiamenti o dei movimenti nei percorsi delle acque ipogee della collina del Trabocchetto e del Cravero. La prova “empirica” rappresentata dall’acqua nel sottostante cimitero, acqua che prima non esisteva,  né  aveva mai dato problemi, dimostra che “qualcosa” sia avvenuto e che le acque del sottosuolo, in effetti, ci siano ed abbiano preso diversi percorsi rispetto al passato.

Inoltre, è nota la presenza nella zona di cavità carsiche, grotte e caverne ed a questo proposito,  a conferma della sua particolare natura “carsica”, sta il fatto che non esiste solo la caverna ubicata al di sotto della villa antica, della quale si è dissertato più sopra, ma ne esiste pure un’altra sita sempre nella sua prossimità, nella parte sovrastante della proprietà. Per di più, la “tradizione orale” che riportiamo vorrebbe che sussistesse pure una grotta o qualche cavità ipogea proprio nel sito ove si  intenderebbe costruire il nuovo edificio, che venne, a suo tempo, coperta ed interrata quando il terreno venne sistemato a “fasce”.

Altri aspetti preoccupanti  sono rappresentati da due fatti: 1) che, nonostante l’edificio sia progettato sul limite esterno dell’area vincolata al rispetto cimiteriale, lo stesso risulterebbe “gravare” con la sua massa, proprio sovrastare, il sottostante cimitero; 2) poiché il nuovo palazzo in progetto è di consistenti dimensioni e peso, è stata “sicuramente” accertata la sostenibilità del terreno su cui andrebbe ad essere costruito, in relazione al grave fatto specifico che esso è pure posto, sul suo lato est, al margine di un vero “precipizio“? Infatti, da quel lato, il “sostegno” del terreno è rappresentato unicamente da rocce scavate di cava che aggettano nel vuoto (nel sito ove, nel 1700, vi vennero estratte le pietre necessarie per costruire la basilica parrocchiale; nello stesso spazio oggi vi è ubicato l’ecocentro);  non vi sono muri di sostegno che garantiscano la stabilità del terreno sovrastante, ma solo roccia.

Non pare che la perizia geologica affronti, sviluppi e risolva queste tematiche e queste problematiche specifiche che qui solleviamo, dando rassicurazioni in modo apodittico circa la non sussistenza di pericoli in merito, riguardo eventuali sommovimenti del terreno o smottamenti o slavinamenti dello stesso in seguito al sovraccarico edilizio costituito dal peso dell’edificio. Per tutto quanto sopra descritto, è chiaro che questa operazione edilizio/immobiliare di applicazione della legge reg. 49/2009 e s.m.i., presenta tali e tante vistose, evidenti criticità e problematiche, da imporne una profonda riconsiderazione.

Tutto quanto scritto e considerato, lascia attoniti e sbigottiti, lo ribadiamo e sottolineiamo, il fatto che la Giunta comunale, lo scorso 15 Novembre, abbia approvato, con delibera n⁰174, la Convenzione urbanistica relativa al progetto del “Piano casa” in questione in località Trabocchetto, ex proprietà Morello/Pellegrini, senza aver nulla da rilevare ed obiettare; forse, in modo troppo facile e frettoloso, così come forse aveva già fatto la Commissione edilizia comunale quando il 16 Settembre u.s., ha dato parere favorevole a questo complesso progetto, senza aver nulla da obiettare, in una riunione durata 45 minuti in cui, oltre al progetto in argomento, ne sono stati esaminati altri quattro.

In un contesto come quello finora descritto, l’approvazione da parte della Giunta della Convenzione di un progetto “siffatto” sembra proprio preordinato solo a “spianare” tutti i passaggi burocratico-amministrativi, per poter giungere il più celermente possibile all’atto finale del rilascio del permesso a costruire. L’impressione che se ne ha, comunque, porta a formulare due ipotesi tra loro alternative e, delle due: una: o la Giunta il progetto e la convenzione non li ha neanche guardati e li  ha approvati frettolosamente,   “a scatola chiusa”; oppure, li ha “ben esaminati” e, pur conscia di tutte le problematicità contenute, ha dato ugualmente la sua approvazione alla relativa convenzione, “spianando” così la strada verso il rilascio del permesso a costruire con tutto ciò  che esso comporta. Ma ciò sarebbe veramente uno sfacciato atteggiamento di favore nei confronti del privato immobiliarista che vuol fare l’operazione edilizia e che ha presentato un progetto che fa sorgere innumerevoli dubbi, perplessità e, a questo punto, farebbe sorgere anche sospetti.

Poiché non vogliamo credere che la seconda eventualità sia vera, chiediamo che il Consiglio comunale approvi la seguente mozione secondo il dispositivo che segue:

Il Consiglio comunale di Pietra Ligure impegna la Giunta ed il Sindaco a:

1) Revocare la delibera n⁰174 del 16 Novembre 2022, di approvazione della convenzione urbanistica relativa a: “Progetto relativo ad interventi di demolizione di edifici siti in loc. Trabocchetto -a catasto Fg. 3 Mapp.169 e 982, da ricostruire e ampliare su terreno – a catasto Fg. 3 Mapp.1186 ai sensi legge 49/2009 e s.m.i.

2) Reistruire la pratica edilizia e risottoporla a nuovo esame, approfondito, della stessa.

Impegna, inoltre, particolarmente il Sindaco quale “ufficiale di governo” e detentore delle deleghe all’urbanistica ed all’edilizia privata ad informare e coinvolgere formalmente la Sovrintendenza ai monumenti della Liguria affinché essa si esprima in merito e, qualora essa valuti i beni interessati da questa operazione edilizia, di carattere storico-artistico, architettonico e “naturale”, suscettibili di tutela, assuma i provvedimenti che essa riterrà più appropriati ed opportuni.

1⁰ Dicembre 2022

Mario Carrara, consigliere comunale 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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