Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Albenga, ospedale: ha staccato la spina (pensione) la dr.ssa Rainisio, 36 anni tra i pazienti

In pensione dal 1° ottobre. Di fatto ha ‘staccato la spina’ dall’ospedale di Albenga, dove prestava servizio da 6 anni, da sabato 24 settembre. La Dott.ssa Cesarina Rainisio (Endoscopia Digestiva) dipendente Asl2 (prima Usl) per 36 anni.

Apprezzata e stimata per professionalità, dedizione e scrupolo, umanità con i pazienti. Nonostante la ‘lotta’ quasi impari e mortificante con la ‘burocrazia cartacea” e gli ‘indici di produttività’ che l’apparato amministrativo sollecita, le incombenze al desk. Una sorta di ‘fabbrica’ dove si finisce inghiottiti dal cartaceo, forse disincentivati. C’è chi si lascia sopraffare e chi combatte con le proprie forze. Chi subisce e si rassegna. E’ lo specchio molto meno noto del mondo ospedaliero delle Asl. Noi conosciamo quello ligure di ponente, leggiamo della fuga dei medici, della migrazione di pazienti per interventi chirurgici, dei paradossali tempi di attesa per visite specialistiche ed esami diagnostici. Conosciamo la celerità, quando chi può pagare, dell’intramoenia. Tac e Risonanza magnetica le più diffuse.

La dr.ssa Rainisio potrà dedicarsi ai suoi hobby (mare) e forse ad un paio di ambulatori privati di Albenga. Il ponente savonese privo (fino alla sostituzione) della ‘endoscopia’ e ‘impedenzometria esofagea 24 ore’ (diffusa malattia da reflusso gastrico) affidata proprio alla Rainisio. Le richieste ora vengono trasmesse al San Paolo. Neppure al S. Corona.

Nessuno, purtroppo, ha mai dato conto, con certosina completezza, di quanti siano i servizi ospedalieri di cui  cittadini del ponente savonese sono stati privati e quanti medici specialisti, prima o dopo la pensione, hanno lasciato la sanità pubblica per quella privata, quasi sempre convenzionata, soprattutto in Piemonte e Lombardia. Quanti e quali siano gli accertamenti diagnostici soppressi per residenti nel ponente savonese, con il suo vasto bacino turistico, con l’entroterra e quello montano, costretti a raggiungere gli ospedali San Paolo o Imperia (pneumologia, ad esempio). Si pensi agli anziani che devono spostarsi, all’aiuto e ai sacrifici dei famigliari accompagnatori. Si pensi al personale infermieristico che assiste impotente ai disagi. E le silenziose testimonianze che si raccolgono,  soprattutto al nosocomio di Albenga,  sono eloquenti. Finora le proteste popolari sono finite contro un muro di gomma. Non mancano quanti sostengono che, nonostante tutto, bisogna essere ottimisti nel lavoro della giunta Toti e della ‘squadra di esperti’ (pagati) che consigliano e operano per il futuro bene della Sanità ligure. A partire dalle ‘Casa di comunità’. Con gli ospedali di Albenga e Cairo (promessa di Toti) che non saranno più privatizzati.

Il Secolo XIX del 1 settembre 2019 titolava: “Dibattito la festiva dell’Unità di Albenga su ospedali, privati e carenza di medici. Lunardon va all’attacco: Sanità ligure allo sfascio“. Dimenticando, manco a dirlo, che le prime decisioni di depontenziamento dell’ospedale e del Pronto Soccorso  ingauni sono state opera della giunta Burlando, centro sinistra. Lunardon parla di ospedali, medici di base e sullo sfondo l’abbraccio letale con il ‘modello Lombardia‘. Si annunciava “l’offensiva  sulla sanità ligure che parte da Albenga“. Allora era attiva la convenzione  con il Policlinico di Monza che “dovrebbe essere assorbito dal Galeazzi”. “E sono prevedibili (come accaduto) ulteriori ricorsi”. Lunardon esponente Pd savonese e ligure di primo piano annunciava “Lo sfascio della sanità pubblica ligure e lo shopping di gruppi privati che cercano in Liguria nuovi mercati”.  Il sindaco di Pietra ligure, Luigi De Vincenzi, ex consigliere regionale di minoranza della prima giunta Toti,  denunciava che al Santa Coronamancano 13 primari e chiedeva che i quattro ospedali savonesi tornino ad avere ruoli ben definiti”. E il segretario provinciale del Pd di allora, Giacomo Vigliercio, medico ospedaliero, confessava: “Devo fare la notte  e con gli organici attuali  non sono riuscito a trovare un cambio”. E che dire della carenza di anestesisti che già nel 2019 imponeva all’ospedale di Cairo Montenotte solo due giorni in settimana di attività chirurgica.

Si legge sul sito dell’ASL 2- Medicina Interna 2 P.O. Ponente. Struttura Complessa Medicina Interna 2 P.O. Ponente afferente al Dipartimento medico

Direttore f.f.: dott.ssa Anna Maria Rebuttato. Coordinatori: Rosanna Leonardi.
Staff- Dott.ssa Raffaella Bonetti, Dott.ssa Maria Federica Crotti, Dott. Roberto Durante, Dott.ssa Eva Ferrari, Dott.ssa Gabriella Elena Mauceri, Dott. Dimitri Paola, Dott.ssa Cesarina Rainisio (Endoscopia Digestiva), Dott. Youssef Saleh.

Ospedale S. Maria di Misericordia di Albenga, piano 2 e 3.

Si legge sul sito Qsalute: ti aiutiamo a trovare la cura migliore. Il reparto di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell’Ospedale Santa Maria di Misericordia di Albenga  ha come Direttore il Dott. Massimo Conio. Il reparto è una Struttura Semplice afferente a quella Complessa di Medicina Interna. Attività Day Service: attività diagnostica di pazienti con patologie del fegato e dell’apparato digerente gestita direttamente dal medico ospedaliero. Attività Ambulatori: attività diagnostica e follow up di pazienti con patologie del fegato e dell’apparato digerente. Equipe medica: Giuseppe Barbera, Linda Bruzzone, Nadia Campo, Lorenzo Del Nero, Alfredo Greco, Salvatore Lupo, Maria Rita Magnolia (resp. S.S. Endoscopia digestiva), Sara Milazzo, Cesarina Rainisio.

COMUNICATO STAMPA DEL COMUNE DI ALBENGA – 27 SETTEMBRE 2022

Albenga lotta per il suo Pronto Soccorso. Prefetto contatta la Regione per un tavolo condiviso sul tema sanità. Il territorio continua a impegnarsi per l’Ospedale Santa Maria di Misericordia. Dopo la manifestazione pro ospedale dello scorso 11 marzo – alla quale hanno partecipato migliaia di persone, le associazioni, i sindacati e i sindaci del comprensorio, della Valbormida e dell’imperiese – il comitato spontaneo #senzaprontosoccorsosimuore ha portato avanti una raccolta firme da allegare alla lettera al Prefetto volta ad illustrare la situazione sanitaria in provincia di Savona. Nella missiva si sottolineava: l’assoluta necessità dell’Ospedale di Albenga (nuovo ed efficiente) e l’importanza di avere un reparto di emergenza sul territorio anche tenendo presente la situazione viabilità nel ponente ligure e le evidenti difficoltà determinate dal sovraffollamento del Pronto Soccorso del Santa Corona di Pietra Ligure. Le firme nei giorni scorsi sono state consegnate al sindaco di Albenga Riccardo Tomatis che le ha inoltrate al Prefetto di Savona Enrico Gullotti.

Afferma il primo cittadino di Albenga: “Abbiamo ricevuto riscontro da parte del Prefetto Gullotti che ringrazio sentitamente anche a nome di tutti i miei concittadini per essersi tempestivamente attivato in risposta alla richiesta di aiuto proveniente da tutto il comprensorio (le firme, infatti, sono state raccolte, non solo ad Albenga, ma in tutti i comuni interessati da questa difficile situazione. Spiace invece costatare che la Regione, in persona del suo Presidente e assessore alla sanità Giovanni Toti, sia rimasta ancora una volta sorda. Nessuna risposta, infatti, alla disponibilità mostrata dal Prefetto di ospitare un tavolo di confronto sul tema sanità. Credo che tra le caratteristiche imprescindibili di un politico debbano esserci quella dell’ascolto delle esigenze del territorio che è chiamato ad amministrare, dell’apertura al dialogo e al confronto e del rispetto per le istituzioni. Per questo mi auguro che il Presidente Toti, se ancora non lo ha fatto, possa rispondere presto e positivamente alla proposta del Prefetto Gullotti e che si possa avviare un dialogo sul tema sanità in un apposito tavolo di confronto in Prefettura.” “Se, come da recenti notizie apparse sui giornali, dovesse essere nominato prossimamente un nuovo assessore alla sanità – conclude il sindaco Tomatis – mi auguro che possa fare quello che fino ad oggi non è stato fatto e cioè che sia disposto ad ascoltare il grido che sta arrivando da tutto un comprensorio e che sia disponibile a dialogare per trovare, attraverso il confronto, una risposta alle esigenze esistenti”.

Il tema Ospedale di Albenga e Pronto soccorso non è passato inosservato anche al giornalista d’inchiesta Sigfrido Ranucci che in occasione della consegna del Premio Fionda di Legno ha visitato la città e notato i numerosi manifesti e striscioni con i quali si richiede di essere ascoltati sulla fondamentale necessità di avere un punto dove trattare le emergenze sul territorio. Ranucci ha preso ha preso a cuore il tema che sarà approfondito durante un’inchiesta di Report sul tema sanitario in tutta Italia.

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