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Liguria e Basso Piemonte

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Il parco di 132 ettari nel Comune di Urbe. Le due torri eoliche e La Riserva dell’Adelasia. Cosa insegna alluvione e morti delle Marche

Alla fine il Comune di Urbe ha ottenuto di fare entrare nel Parco 132 ettari del suo territorio. Sono tutti felici, amministratori e ambientalisti. Ma felici di che? I primi certamente sì, perché contano di poter presto godere di finanziamenti pubblici, ed è comprensibile.

di Franco Zunino*

Fabrizio Antoci sindaco

I secondi non si capisce di cosa visto che è lo stesso Sindaco Fabrizio Antoci (riconfermato) ad aver dichiarato che “La nuova perimetrazione non comporta alcun ulteriore misura vincolistica né per i proprietari di terreni ed immobili, né per gli operatori del comparto forestale o per la raccolta dei funghi”. Allora, per chi all’ambientalismo serio crede veramente, a che serve quest’altro pezzetto di Parco, visto che l’unico vincolo che sicuramente è scattato è quello di caccia? Se era per questo, non era più semplice delimitarvi una zona di Rifugio? Misteri del moderno ambientalismo italiano, che tutto è meno che conservazionista!

  1. Come già in passato, di nuovo Franco Zunino ha dovuto scrivere una lettera di precisazione e critica ad un servizio sull’Orso marsicano apparso sul numero di Settembre della rivista National Geographic (versione italiana), scritto da un redattore affatto super-partes come di solito usa fare la National Geographic Society per la sua rivista madre. Ovviamente dell’Orso marsicano si danno le solite trite notizie di parte, dove l’unico nemico sembra solo essere il solito “bracconiere (che poi per chi scrive è come dire il cacciatore!), ed anche il fenomeno di addomesticamento non si capisce mai a chi lo si debba addebitare. E l’unico problema da risolvere è l’ampliamento delle aree protette! Peccato, che fattane la versione italiana, i loro editori si siano subito adattati al nostro mondo sociale e politico, perdendo quella serietà che ha reso famosa la rivista e la Società a livello mondiale. Purtroppo, questa è la seconda volta che Franco Zunino ha ritenuto di avanzare critiche per i servizi italiani di questa rivista; l’altra volta fu ai primi tempi della sua edizione, per il fatto che in Italia sul numero fotocopia non fosse mai apparso un servizio a favore della caccia che invece era apparso sulla rivista originaria.
  2. Certo che è strana la posizione di Mario Tozzi sul nucleare. Posizione che peraltro sta divenendo di tanti antinuclearisti che cercano sempre di cadere in piedi di fronte al rischio di un sconfitta sociale delle loro posizioni. In pratica succede come chi, convinto di fare una scelta giusta pur di fronte a critiche e proposte contrarie e allerte sull’errore che si sta commettendo, ad errore riconosciuto, si scusa dicendo, bè, sì avevate ragione, ma ormai e tardi per prendere il provvedimento che voi ritenevate giusto e che è effettivamente tale! Almeno, questo è quello che si capisce dall’ultimo intervento di Mario Tozzi sul nucleare, apparso in La Stampa del dell’11 settembre scorso, dove riconosce tutte le validità all’idea del nucleare (“…i vantaggi del nucleare, cioè che non produce gas serra, inquina poco o per nulla, produce relativamente poche scorie, è teoricamente inesauribile alla scala umana, permette ricadute scientifiche e tecnologiche di rilievo e riduce la dipendenza energetica estera”), ma poi anziché riconoscere di avere sbagliato a portare avanti la campagna oscurantista contro il nucleare, ci viene a dire: però ormai è tardi e ci vuole troppo tempo per realizzare nuove centrali o rimettere in moto le vecchie (tempo che quelli come lui hanno fatto perdere!); esiste un problema mai risolto delle scorie (perché sempre loro hanno impedito di risolverlo: peraltro lasciando le vecchie scorie là dove stanno a rischio e pericolo!); ma se le ricostruiamo avremo poi il problema irrisolvibile delle scorie (che proprio loro si sono sempre opposti al fatto di risolverlo!); come facciamo a trovare il sito giusto per le scorie, se non si riesce a trovarlo per le opposizioni dei locali (opposizioni che sempre loro hanno cavalcato, fomentato e sostenuto!). E conclude anche dicendoci e poi: “chi non vorrebbe una forma di energia sicura, inesauribile, che non inquini, che costi poco e che venga realizzata in tempi brevissimi?”. Ecco, descrive quasi, ma non indica, il nucleare come fonte più vicina a questo desiderio (ha solo mancato di aggiungervi che ha grande potenziale di produzione ed il minor rischio di interruzione). Tutto questo senza concludere dicendoci cosa bisogna fare per ottenere tutto quello che di positivo hanno le centrali nucleari e che lui stesso riconosce! Ha solo omesso di citare il rischio di incidenti (rivelatisi meno dannosi di quanto si è sempre fatto credere, sempre meno probabili – neppure sotto le bombe di una guerra, la quale sta dimostrando che in fondo nessuno ha interesse, anche in guerra, a spararsi sui… c…..ni!); in pratica, la classica posizione di chi si fascia la testa per tutta la vita perché potrebbe inciampare! Ecco, questo atteggiamento degli antinuclearisti ha una sua ben precisa definizione: incoerenza! La stessa incoerenza di vita che hanno gli animalisti quando si oppongono ad ogni forma di uccisione animale. Evidentemente c’è gente predisposta all’incoerenza! Ma si può guidare un Paese con l’incoerenza, le mistificazioni, le bugie; ovvero senza un pizzico di moralità? Per concludere ed essere più chiari: è la posizione di chi dopo aver ucciso tutte le sue galline per l’ingordigia di mangiarle – leggasi, rovinare il paesaggio e fare scempi ambientali per fare girare i danari – poi si lamenta di essere rimasto senza uova e si giustifica asserendo che con la morte della gallina (che lui ha ucciso!) non può più avere uova. E quindi per averle non gli resta che comprarle da chi le galline non le ha uccise tutte e ne ha in abbondanza appena fuori dai nostri confini (leggasi Francia, Svizzera, Slovenia)! Oppure con la sintesi: ormai il danno è stato fatto, il tempo è irrecuperabile, quindi tanto vale proseguire sulla strada sbagliata! E così perdere altro tempo! Oliver Stone, santo subito!
  3. Poco lontano dai confini della Riserva Naturale dell’Adelasia stanno terminando i lavori per l’allestimento di altre due torri eoliche vanamente contestate dall’AIW, che ne ha ottenuto solo un lieve spostamento. Leggendo le notizie di cronaca riportate da La Stampa, colpisce il fatto di come il vero valore ambientale leso ed il vero danno arrecato (quello paesaggistico) non vengano neppure citati, limitandosi ad avanzare che: “Si tratta di cantieri particolarmente imponenti, che in più di un’occasione hanno suscitato la perplessità degli ambientalisti perché le operazioni di disboscamento sono state imponenti sia per realizzare le piazzole, sia per allargare i sentieri che consentono di raggiungere tutti gli aerogeneratori, sia per la posa dei cavi dell’energia. C’è chi contesta anche il fatto che ormai tutti i crinali delle montagne savonesi siano contraddistinti dalla presenza delle pale eoliche e che queste possa mettere in pericolo il passaggio degli uccelli migratori. C’è, infine, chi contesta l’utilità pratica dei nuovi impianti, visto che i costi per l’energia continuano a salire vertiginosamente.” Ecco, colpiscono quei termini diminutivi “perplessità” (opposizione feroce!), “allargare i sentieri” (quasi autostrade!), “passaggio di uccelli migratori” (l’ultimo dei problemi!).
  4. Dopo il nubifragio delle Marche e la tragedia dei morti che si è portato appresso, ora aspettiamoci i soliti lai su cambiamenti climatici, responsabili di tutto. Che sarà anche vero, almeno fino ad un certo punto, ma è anche vero le vallate si sono create con questi fenomeni (lo hanno scritto ancora ieri in America dopo il similare nubifragio dello Yellowstone). Ma resta sempre il fatto che quando succedono, c’è sempre stato un tempo e delle persone coinvolte, e che se dal cielo cade, come ha dichiarato Fabrizio Curcio il capo della Protezione civile, tant’acqua in poche ore quanto “un terzo di quella che cade in un intero anno”, c’è ben poco da fare. E che l’unica prevenzione possibile non è combattere la CO2 ma smantellare tante opere costruite dove non si doveva, ed evitare che ve ne costruiscano altre!

Franco Zunino (segretario generale AIW)

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