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Liguria e Basso Piemonte

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Sassello, lode ai cacciatori. Liguri e piemontesi sulla buona strada ‘gestione’ e ‘protezione’

Finalmente almeno alcuni cacciatori liguri-piemontesi hanno cominciato a capire che “gestione” a volte deve anche voler dire protezione! E protezione voler dire rinunciare a cacciare quando le specie sono a rischio.

di Franco Zunino*

O quanto meno necessitano di essere lasciate libere di svilupparsi anche  e più di quanto magari inizialmente sembrerebbero soddisfare la loro predazione; ovvero, mettere le popolazioni veramente in sicurezza e solo dopo dare inizio a moderati e controllati prelevamenti. Lode ai cacciatori del paese di Sassello (Savona) che con una raccolta di firme hanno chiesto al loro ATC (Ambito Territoriale di Caccia SV1) di provvedere a stabilire un divieto di caccia alla Pernice rossa (Alectoris rufa) che almeno dalle loro parti si sta riproducendo spontaneamente e, cosa interessante, in zona del suo areale originario. Se si facesse così anche da altre parti, questa specie potrebbe ritornare ad occupare tutta la zona dell’alta Langa e colline dell’alto Monferrato senza che si debba ogni anno provvedere con lanci artificiali, i cui animali finiscono per divenire polli di allevamento che durano neppure il tempo di una stagione. Si spera che l’ATC dia loro retta e non si lasci condizionare magari da chi viene a cacciare da fuori e, quindi, interessato solo al carniere di una stagione o di una sola volta.

Intanto gli allevatori del Nord e tedeschi stanno organizzando una manifestazione di protesta per l’eccesso di difesa del lupo che le autorità, per evidente timore dell’opposizione animalista, evitano di regolamentare (cosa che avviene in tutto il mondo dove esistono popolazioni di lupo!). Ma soprattutto per il disinteresse dalle stesse dimostrato per le lamentale del mondo agro-zootecnico, sulla cui economia i lupi incidono in modo sempre meno sopportabile, e che antidemocraticamente nessuno tutela: costretti a pagare a proprie spese per un valore sociale e culturale che appartiene a tutta la collettività. La manifestazione che si terra il 30 settembre in tutta Europa ha per titolo “Europa dei pascoli o Europa dei lupi? L’allevamento pastorale ha ancora posto in un Europa che sta scegliendo il rewalding?”. Purtroppo, a causa del continuo disinteresse dei politici e delle autorità, essa è esasperatamente volta al rifiuto totale alla presenza dei grandi predatori nelle zone montane. Un errore politico che ne indebolisce le ragioni, sebbene ai loro occhi giustificati dall’inerzia e dal disinteresse della politica, sensibile solo e proprio a chi vorrebbe difendere il lupo ad ogni costo. Errore madornale che proprio il lupo rischia di pagare le conseguenze!

Greta Thunberg ha infine scoperto l’acqua calda! Per anni ci ha scassati… sulle energie rinnovabili per combattere il cambiamento climatico; e tutto era valido, compreso lo sfregio del Pianeta sotto ogni forma, taglio delle foreste compreso per sfruttare le biomasse e sciupio dei paesaggi per le centrali eoliche e solari. E noi lì a strillare che esistono anche dei valori spirituali da difendere, come la bellezza della natura, delle foreste e dei paesaggi. Ora ha infine scoperto (o forse più logicamente qualcuno gli ha dato la sveglia!) che anche tagliare gli alberi, specie quelli maturi e vetusti, è peggio che bruciare carbone! E, soprattutto, che a piantare “milioni di nuovi alberi” non serve assolutamente a niente, salvo fare arricchire chi ne gestirà le operazioni; peraltro che arrecheranno altri danni al Pianeta! Ed ora si è lanciata in quest’ultima battaglia. Diamogli tempo, e verrà il momento che “scoprirà” che il nucleare è la fonte più ecologica di tutte! E magari anche che forse a cambiare il clima non siamo affatto noi, e sciupare il Pianeta nell’illusione di impedirlo è solo fare il gioco delle grandi imprese che sui passaggi dal petrolio all’elettrico in tanti ci guadagnano! Cambiamenti industriali e commerciali piuttosto che climatici!

Intanto a Venezia pare che stiano avendo grande successo due pellicole “ecologiche” vere. Una è il film Chiara di Susanna Nicchiarelli su Santa Chiara che, almeno a leggere le notizia di stampa, dovrebbe esaltare la spiritualità ambientalista (ma allora si parlava solo, e più giustamente, solo di Natura e della sua bellezza e dei suoi valori vitali!) dei seguaci di San Francesco, ben lungi dagli interessi economici e materialistici che oggi stanno dietro ai sostenitori del suo pensiero, Papa Francesco compreso! L’altro è il docufilm Nuclear di Oliver Stone sul valore dell’energia nucleare salvifica per il Pianeta! Con l’augurio che con la loro visione, quanto qui commentato debba poi risultare veritiero e non illusorio di un cambiamento sociale ancora lungi da venire!

Franco Zunino (segretario generael AIW)

 

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