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Liguria e Basso Piemonte

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Finale Ligure da non credere. Dal 2008 non si onora l’accordo contrattuale tra 4 firmatari per Museo Storico della Piaggio, Centro per la Ricerca. La favola ‘Collegio di Vigilanza’

La “Piaggio Aerospace”, dal passato  finalese che non si deve dimenticare, al futuro con la necessaria produzione di aerei ecosostenibili.

di Gabriello Castellazzi*

Piaggio Aerospace”, oggi operativa nelle sede di Villanova di Albenga, non può dimenticare le solide radici in campo aeronautico, rafforzate nel tempo in Finale Ligure a partire dagli inizi del secolo scorso e universalmente riconosciute . Tra gli aerei più noti e popolari non si può dimenticare il famoso P136, monoplano con ala alta, a gabbiano, che rappresentò la caratteristica dei bimotori “Piaggio” fino all’attuale notissimo P180 Avanti.

Tra i primi progettisti del P136 ricordiamo l’ing. Alberto Faraboschi (molto noto a Finale Ligure) che, assunto dalla Società Piaggio nel 1931, svolse attività fino al 1975 collaborando con Corradino D’Ascanio, famoso nel mondo per aver realizzato intorno al 1930 il primo elicottero che gli procurò riconoscimenti internazionali.

Purtroppo di questo passato finalese rimangono solo gli edifici in stato di grave degrado mentre gli accordi contrattuali ( il 5/6/2008) non sono ancora stati onorati a distanza di molti anni dal trasferimento dell’azienda nell’albenganese. Al punto G (pag.21) dell’ “Accordo di programma” stipulato tra Regione Liguria, Comune di Finale Ligure, Presidente della Provincia di Savona e Piaggio Aeroindustries è inserito l’impegno di “ mettere a disposizione i materiali (disegni, modelli, documenti) e collaborare con il Comune di Finale Ligure per la formazione del “Museo Storico della Piaggio” nell’ambito delle aree oggetto di PUO (Piano Urbanistico Operativo) e/o, comunque, nel territorio del Comune di Finale Ligure, in coordinamento con la previsione di spazi espositivi nello stabilimento di Villanova d’Albenga”.

A pag. 22 dell’Accordo si legge ancora “la Regione di impegna a partecipare al cofinanziamento di progetti di innovazione tecnologica attuati nel settore della progettazione e produzione aeronautica”[…] “a tal fine sarà attivato il Centro per la Ricerca e l’Innovazione (con il coinvolgimento dell’Università e degli altri Centri di Ricerca) che avrà sede nel Comune di Finale Ligure”.

Nella conclusione viene infine precisato che al corretto adempimento di questi obblighi provvederà un “Collegio di Vigilanza” composto da rappresentanti di tutti i soggetti firmatari per la tempestiva e corretta attuazione dell’Accordo  (pag, 30). La tradizione storica e l’esperienza in campo aereonautico della Piaggio è di valore indiscusso e su queste basi si potranno impostare progetti che guardano al futuro. Per questo prendiamo oggi in seria considerazione i programmi  che guardano ad un futuro ecosostenibile:

Antonio Sollo “ Chief Technological Officer” della “Piaggio Aerospace” ha recentemente dichiarato che l’azienda sta progettando un aereo a “zero emissioni inquinanti” (in grado di debuttare entro il 2030 sul mercato internazionale) utilizzando tecnologie che associano “fuel cell” e idrogeno liquido. La notizia riportata anche sulla rivista “Flight Global” precisa che nel nuovo aereo le celle a combustibile e i relativi serbatoi per l’idrogeno, saranno incorporati in modo nuovo ed equilibrato nelle strutture portanti dell’aereo.

La “Piaggio” nella definizione del nuovo piano tecnologico guarda alle opportunità di finanziamento offerte dal programa europeo “Clean Aviation”, oltre che al PNRR (Piano Nazionale  di Ripresa e Resilienza), perchè l’ Italia ha previsto investimenti proprio nel settore dell’idrogeno,  con finanziamenti per lo sviluppo sostenibile fino a 3,2 miliardi di Euro, finalizzati  ad accelerare il processo di transizione dai combustibili fossili alle fonti di energia pulita.

Anche le società “Airbus” e “Boeing” stanno lavorando alla realizzazione di prototipi con “turbine a gas modificati” (idrogeno liquido come combustibile) con l’ intento di mettere in commercio, entro  dieci anni, aerei ecologici capaci di trasportare fino a 200 passeggeri (autonomia di 2000 miglia) in grado di operare a livello intercontinentale.

E’ naturale che la “Piaggio Aerospace”  si inserisca in queste nuove produzioni dato che l’intera “Unione Europea” sostiene i progetti e considerato che la stessa Presidente Ursula von der Leyen ha recentemente dichiarato: “l’Europa deve guidare il cambiamento, è la nostra ultima occasione per fermare la crisi climatica” e “la lotta ai cambiamenti climatici richiederà un impegno a investire in soluzioni per la decarbonizzazione del trasporto aereo”.

Già negli “Accordi di Parigi” del 2015 per la riduzione dei gas serra era scritto: “Bisogna concordare un approccio efficace di misure globali per l’aviazione internazionale, rendendo sostenibile tutto il settore”. Oggi l’impatto ambientale del trasporto aereo (come emissioni di CO2) è aumentato del 5,2% nel solo anno 2019 ed è necessario trovare un equilibrio tra la crescente domanda di viaggi aerei e la crisi climatica.

Secondo l’ “EEA” (European EnvironmenteAgency) la riduzione dei danni derivanti dal traffico aereo  sarà il risultato di “politiche attente all’implementazione tecnologica”, quindi la nuova  “Piaggio Aerospace” ha la concreta possibilità di inserirsi in una logica di progresso, facendo affidamento su quelle solide esperienze tecniche che hanno radici nell’indimenticabile passato, e guardando al suo futuro in una  prospettiva di produzioni ad alta tecnologia nell’ambito del trasporto aereo civile.

Gabriello Castellazzi – Europa Verde – Verdi del Finalese

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