Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Imperia Museo Navale da felicità Scajola: sorprese dal sopralluogo. Sciagura tra reperti unici in Italia. Ignorata l’opera e fatiche di Serafini e non solo. I responsabili? Elenco certosino

In un primo sopralluogo avvenuto nella serata del 20 luglio ed in quelli successivi, abbiamo potuto rilevare quanto segue.

di Associazione Amici del Museo Navale

(ANSA) – IMPERIA, 20 GIUGNO 2022 – “Oggi si apre il planetario, che è il più moderno che c’è in Italia e il terzo come dimensioni e riapriamo il Museo navale, completamente rinnovato».
E’ felice il sindaco Claudio Scajola per una operazione che per il Planetario ha ottenuto un finanziamento di 600 mila euro hoc del Ministero della Cultura. All’inaugurazione è intervenuto Franco Malerba, 75 anni, primo astronauta italiano. “Malerba è l’astronauta che ha fatto più giri intorno alla Terra, con 126 orbite. Questa è una giornata molto importante per la storia marinara della nostra città e anche per vedere meglio le nostre stelle”. Con la sua cupola full dome e 62 posti a sedere, il planetario permetterà ai visitatori di viaggiare tra le stelle e conoscere meglio lo spazio con spettacoli in 2D e 3D.

Biblioteca – Gli armadi contenitori di volumi ( con fototeca ed archivio storico) erano stati disposti in modo da creare uno spazio separato e riservato per i fruitori con i tavoli da studio che solo temporaneamente erano adibiti a supporti di modelli destinati ad altre sale. Ogni armadio era contrassegnato da diverse tematiche. Parte degli stessi sono stati  trasferiti nella sede destinata alla Associazione A.M. dopo  essere stati aperti e manipolati. Sarà un problema quando si tratterà di aggiornare l’inventario.

Nella biblioteca sono stati sistemati dei piccoli e bassi tavolini per bambini di 4/6 anni ( scuola materna?) dimenticando che per la didattica giovanile è previsto l’Atelier del Modellista al piano terreno dell’area ovest, come avvenuto in alcuni Musei Navali del Nord Europa. Un tavolo con  antichi documenti armatoriali (Manuel Gismondi) è stato soppresso, sostituendolo con un diorama del porto di Oneglia, che invece dovrà essere esposto nella Sezione “Portualistica”.

Marina da Guerra – Completamente eliminata con la scomparsa di uniche e preziose bandiere risorgimentali e stendardi, sciabole e pistole da abbordaggio ( compresa la camicia rossa del Capitano dei Mille Gastaldi), oltre a numerosi reperti personali e modelli navali e memorie della presenza della Marina Italiana in Cina all’epoca della rivolta dei Boxers, l’unica in Italia. Detta rimozione, unitamente a dipinti a olio di  navi a vela della Real Marina, resta assolutamente inspiegabile, grave ed arbitraria! La vetrina con i modelli militari risulta spenta e aperta.

Transatlantici – E’ completamente sparita la vetrina del Rex con i cimeli personali del Com.te Tarabotto! Incredibile! Eliminata la bacheca con una intera collezione dei primi transatlantici a ruota a pale! Gli stessi, privati dalle bacheche, sono rimasti sul pavimento nell’area di ponente per diversi mesi.

Mezzi d’ Assalto della Marina- Una parte delle vetrine e dei tavoli espositivi è stata rimossa! L’ angolo nord della sala è completamente oscurato a causa di un proiettore non allineato. Il video del Ferraro non è in funzione (proiettore non attivato).

Sala Sommergibilisti – Manca sempre la cupola di plexiglas di protezione del portello dello Scirè. La visione al periscopio è stata inspiegabilmente cambiata.

Palombaristica- E’ stata manipolata la sequenza storica degli scafandri da palombaro mischiandoli con quelli da operatori subacquei ed inspiegabilmente eliminato il tavolo ed il tabellone dedicato alla gloriosa storica locale delle imprese dell’Artiglio, oltre a diversi quadri esplicativi. Ricordiamo che in quel locale dovrà essere conservato lo scafandro Neufeldt& Kuhnke, l’unico esistente al mondo. Sparita una antica pompa da palombaro.

Marina Mercantile- Completamente rimossi i numerosi modelli sistemati nei pressi del ponte di comando del Sestriere, modelli che erano ospitati solo temporaneamene in attesa che si liberasse un apposito locale. Le quadrerie in questa area sono completamente state rimosse, vanificando l’esposizione destinata ad illustrare l’evoluzione delle navi mercantili ( carrette e  petroliere). Accanto alla Stazione Radio è stata rimossa la vetrina con i cimeli marconiani (valvole e tasti originali).

Sala Yachting- Nell’attesa del grande locale destinato a questa Sezione ( tuttora inagibile), nella sala erano esposti tavoli espositivi con crest, magliette di imbarcazioni d’epoca, la copiosa letteratura e reperti di imbarcazioni storiche.

Sala Archeologia subacquea- In un tavolo espositivo erano disposte due ancore litiche  e ceppi in piombo tuttora  privi di appropriate didascalie. La carta dell’Alto Tirreno con la posizione dei relitti che attiravano l’attenzione dei visitatori è scomparso.

Navigazione antica: ( prima sala) –In questa sala erano previste, tra le altre, alcune carte nautiche storiche come da elenco fornito a suo tempo al dott. Trigona e prima ancora (2011) alla Direzione Regionale Soprintendenza: Mediterraneo Occidentale del Saettone ( Municipio di Albisola Marina) – Carta del Mediterraneo dal Portolano di J. Van Keulen ( Ist.Idrografico Marina) – Atlante Catalano ( Ist. Idrogr. Marina) – Riproduzione Carta del Mediterraneo di D. HomenCarta mappamondo di F. Mauro.

Navigazione a vela ( seconda sala )- Mancano importanti riferimenti alla Marineria locale, le quadrerie dei velieri locali e la provenienza dei reperti, vincolo assoluto previsto dai termini delle donazioni. In questa area molti strumenti nautici  e modelli appaiono fuori contesto! Il trittico colombiano è privo delle rotte seguite nei quattro viaggi,  consegnate a suo tempo e di alcuni reperti presenti all’Esposizione Colombiana del 1892 ( elmo spagnolo). La vela dell’albero di maestra è stata sostituita. La musica in sottofondo del De Andrè è fuori luogo, quasi dissacrante! L’esistenza del navigante velico, oltre alle privazioni di una vita sempre nel pericolo, e’ costellata di tante tragedie!

I gravi danni al brigantino goletta ( manovre del bompresso) del modellista Fissore, dimostrano la poca cura ed attenzione di chi ha movimentato i modelli!

Sala strumenti della navigazione ( terza sala)-Manca una sequenza sulla tipologia storica degli strumenti nautici impiegati nel corso dei secoli. I modelli navali ( Vespucci e Palinuro) sono fuori contesto e, come navi scuola, dovrebbero  essere riposizionati nella Sala Didattica della Vela. La “galleria dei ritratti”  dovrebbe essere più opportunamente spostata nella Sala precedente dedicata alla Marineria Velica Imperiese. Una lampada a soffitto è spenta proprio sulla verticale di un tavolo espositivo il cui contenuto non è leggibile.

Sala ex Voto- Ottimo l’allestimento. Gli ex voto provenienti dal Santuario di Montegrazie dovrebbero essere separati da tutti gli altri. Altri ex voto appaiono fuori contesto nel corridoio. Sugli ex voto marinari in questione esiste una tesi di laurea pluripremiata con borse di studio e i cui testi sono stati pubblicati in differenti momenti (compreso il volume corale edito Umberto Allemandi sul Santuario di Montegrazie). Forse si poteva chiedere a Sara Serafini, autrice della suddetta tesi, di curare la redazione dei testi (magari lo avrebbe fatto gratis). Alcuni modelli appesi al soffitto non sono ex voto.

Corridoio quadrerie- Diversi dipinti  di grandi velieri dovrebbero essere riposizionati nella Sala Cape Horners, unitamente a modelli di velieri al lungo corso. Manca un estintore e la telecamera.

Sala Capo Horn- Impresentabile! Troppe vetrine vuote con gigantografie inutili e banali. Manca l’elemento uomo e l’iconografia fondamentale della storia della navigazione a Capo Horn! Alcuni angoli e tavoli espositivi sono bui, unitamente alla  carente originale illiminazione delle vetrine. Nella Sala  era previsto un touch screen e molte immagini del Capo Horn. Incomprensile e non adeguato il sottofondo acustico. La polena, tuttora murata nella vecchia sede, dovrà quanto prima essere trasferita.

Sala Scoperte e viaggi di esplorazione: (Sala Viglieri/ Ghersi)Impresentabile! Tutti i cimeli  della Spedizione in Tibet devono essere esposti ed appaiono privati delle didascalie esistenti.

Sala Idrografia: (Sala Capasso) – Impresentabile! E’ stata rimossa la Sezione storica degli scandagli meccanici ( l’unica in Italia e che hanno scritto la storia dell’Idrografia), la variegata tipologia in uso delle diverse carte nautiche, la vetrina dedicata al Prof. Capasso, oltre  ai lavori idrografici degli Imperiesi in servizio dell’Istituto Idrografico della Marina, ai modelli delle navi idrografiche ed ai processi evolutivi della produzione cartografica. E’ stato soppresso anche il quadro dell’Ammiraglio Magnaghi, il fondatore della moderna Idrografia Italiana. Era anche previsto un touch screen con la descrizione dell’attività dell’Istituto Idrografico della Marina nella realizzazione delle carte nautiche. Molti strumenti idrografici non appaiono nella vetrina assegnata, compreso il Circolo del Borda che era stato danneggiato di chi ha operato la cernita nella più assoluta incompetenza! A tal proposito, ricordo che il danneggiamento di reperti soggetti a vincolo, prevede sanzioni da C.P. Un tavolo dedicato al prof. Capasso è fuori posto ( terza sala della Vela).

Galleria- Impresentabile!- Completamente svuotata dalle imbarcazioni in attesa di essere trasferite nel futuro Padiglione Imbarcazioni Storiche al piano terra della corte interna. Ora si presenta  praticamente vuota e contornata alle pareti da cartellonistica ( peraltro imprecisa) con l’indicazione degli Enti/persone che hanno seguito gli allestimenti; gli stessi potrebbero essere più opportunamente disposti nella hall di ingresso dell’Audiorium. La Galleria dovrebbe invece essere destinata ad ospitare i modelli storici di grandi dimensioni. Il più significativo modello di estremo interesse storico e didattico, il veliero proveniente dall’Istituto Nautico, è stato relegato in un angolo buio e fuori dal percorso museale, addossato ad una parete che ne impedisce la visione su entrambi i lati. Una decisione arbitraria che non valorizza, ma  penalizza il reperto! Un vero capolavoro di semplicioneria e superficialità! Sempre in Galleria dovrebbe essere riposizionata la piccola scrivania dell’Associazione, posizione strategica per il controllo del flusso dei visitatori ai quali possono essere fornite informazioni utili.

 Osservazioni- Allo stato dell’apertura del 20/6/2022 il Museo negli attuali allestimenti si presenta  ben lungi dal ritenersi completato. Limitato ed insufficiente l’impianto didascalico che tra l’altro è privo delle indicazioni di provenienza dei reperti che molto spesso appaiono disposti fuori contesto di sala o vetrina. Mancano sempre gli allestimenti delle Sezioni Cantieristica, Atellier didattico deloriginali modellista, Padiglione Imbarcazioni Storiche, Arte della Marineria, Portualistica e Pesca., ripetutamente segnalate in passato. Per queste due ultime Sezioni sono disponibili gli ex uffici Salso e molte delle vetrine tuttora rimaste nelle vecchia sede sono reimpiegabili, decisamente migliori di quelle originali con scarsa tenuta alla polvere per guarnizioni difettose. Nel gennaio 2018 avevamo suggerito di eliminare le porte a vetro e le vetrate della zona “Calma di vento” per le tre Sezioni ancora mancanti. Con queste premesse si finirà per creare un Museo abortito e mutilato.

Persiste l’annoso problema del condizionamento. Il sistema di climatizzazione risulta ancora difettoso in tutti gli ambienti come segnalato dai termometri di precisione disposti in vari locali; solo nella Sala Lamboglia la temperatura è accettabile. Alcuni estintori non sono visibili perchè coperti tabelloni.

Il sistema di videosorveglianza dei locali interni risulta non ancora attivato ed operativo e non è dato di sapere se i giovani operatori della Reception siano in grado di utilizzarlo. Le telecamere esterne non sono ancora posizionate, così quelle del nuovo corridoio di collegamento (area ex uffici Salso).

Al personale della Reception è stato raccomandato un maggior controllo dei visitatori e la modalità di comportamento: divieto di accesso ai cani, deposito di borse e zaini per i quali non esistono ancora armadietti di sicurezza. La vigilanza interna necessita comunque di un numero maggiore di  presenze di addetti alla vigilanza delle sale. Manca un campanello all’ingresso lato banchina.

E’ raccomandabile l’uso di un interfonico nella Reception per avvisare il pubblico sull’ora di chiusura  o per allertarlo in caso di emergenza. Ad allestimenti ultimato, sarà opportuno utilizzare il sistema delle audio guide, molto più utili alla comprensione dei visitatori al cospetto dei singoli reperti.

 Interventi strutturali- Si auspica siano state eliminate quelle infiltrazioni piovane che in passato avevano provocato la caduta dei pannelli dal soffitto dell’Auditorium. Non ci risultano interventi alle grondaie interne della corte che in caso di pioggia allagavano dall’alto i due corridoi dell’ area di ponente. I soffitti in cristallo (Galleria e Sala Didattica della Vela) restano tuttora privi di pellicole oscuranti adesive per ridurre gli effetti dell’insolazione. Delle vecchie, a suo tempo  sistemate pe il mancato utilizzo di cristalli opacizzati o bruniti, non c’è più traccia. Dovrà essere quanto prima smurata, smontata e riposizionata la polena tuttora nella vecchia sede, unitamente alla stele ed alla ruota di timone dell’ingresso, alle due antiche bocche da fuoco presenti nel porticato e ai quattro grandi modelli storici rimasti nella vecchia sede.

All’ingresso, lato banchina, dovrà essere murata l’ancora sulla sinistra della porta come in tutti i Musei Navali del mondo e non relegarla dietro  un angolo ( invisibile). Le bocche da fuoco dovranno essere posizionate ai lati della scalinata centrale.

Per il nuovo percorso museale si rende necessario l’adeguamento e la risistemazione delle strisce pedonali per i non vedenti. Diverse aree sono penalizzate da insufficiente illuminazione.

La sezione maestra dell’antico leudo e la sega a nastro del Cantiere Terrizzano, entrambe soggette a vincolo e tuttora ospitate all’aperto dovranno essere quanto prima ricoverate nei depositi. Occorre informare l’ufficio competente affinchè l’area di parcheggio a fronte del Museo, abbia una limitazione oraria per facilitare i visitatori che vengono da fuori città ed impedire che molti abitanti del Borgo Marina occupino i posti per settimane!

Occorre ripristinare davanti alla scalinata di ingresso l’invito di pietre di Corsica che un tempo lastricavano il selciato della banchina e che sono tuttora depositate presso lo scheletro della palazzina nel porto turistico. Il Sindaco e la Soprintendenza erano stati  a suo tempo  informati. Sulla scala dovrebbe  altresì  essere posizionata una ringhiera a duplice corsia (sul tipo di quella di Via Carducci) per facilitare la salita alle persone anziane o claudicanti.

La lettera inviata dal Sindaco Luigi Sappa allo Stato Maggiore della Marina (20/8/2007) con la richiesta di un sommergibile di prossima radiazione, non ha avuto ulteriore seguito. Da rilevare l’incremento del 38% dei visitatori ai Musei di  Genova e Milano  dopo la presenza di detti sommergibili.

La recente scomparsa del dott. Francesco Longanesi, P.R. di Prada, col quale siamo stati in contatto in tutti questi anni, potrebbe creare problemi sul possibile recupero di Luna Rossa prevista nel  Padiglione Imbarcazioni Storiche.

Rapporti con l’Associazione A.M.- Nella vecchia sede del Museo (1980/2016) e nella nuova (2017/2020) l’Associazione ha continuato a svolgere i suoi compiti istituzionali: contatti con Scuole e Università, CNR, Soprintendenza, Laboratorio di Storia Marittima e Navale dell’Università di Genova, organizzazione di convegni, riunioni, contatti con donatori, realizzazione di volumi storico/ tecnici, stampa di una prima edizione di una Guida del Museo (oggi superata e con presentazione del Sindaco), restauro reperti e modelli navali, contatti con Associazioni di Modellismo, subacquei, scambi di esperienze con altri Musei Marittimi e Navali, relazioni con l’Ufficio Cultura del Comune, studio e migliorie dei mezzi espositivi, aggiornamento sulle normative di sicurezza e degli standard museali, ecc.

In questi anni l’Associazione si è  impegnata nell’incremento ragionato delle raccolte, secondo criteri fissati negli atti di liberalità, a migliorare costantemente i servizi espositivi e didattici, a promuovere e realizzare studi e ricerche. Attualmente il Museo, avendo destinato un grande locale a bookshop e bar, è privo, contrariamente a tutti i grandi musei, di un locale per le mostre interne.

La presenza dei Soci è sempre stata costante, specie negli orari di apertura del Museo a beneficio e supporto degli stessi visitatori. Ciò è servito a compensare la scarsa disponibilità del personale del Settore Cultura. Con la presenza di  maggiori spazi espositivi,  la presenza della Associazione è diventata indispensabile. Si è cercato anche di incrementare detta presenza con nuovi soci, sempre più difficile nel ricambio generazionale. Negli ultimi tre anni i conflittuali ed ostili rapporti con il Settore Cultura del Comune non hanno certo giovato a migliorare la situazione. Si è sempre cercato, talvolta inutilmente, specie negli ultimi tre anni, di essere coinvolti nei processi decisionali e travasare la nostra esperienza ai dipendenti pubblici.

Allo stato attuale, per il completamento degli allestimenti è auspicabile ed indispensabile, anche a tutela e salvaguardia della propria immagine e  professionalità, il coinvolgimento indifferibile della Associazione A.M., senza il contributo della quale, non è realizzabile il perfezionamento del concetto espositivo legato essenzialmente a criteri tecnici, storici e scientifici.

Fundraising- Il fundraising tanto sbandierato dal funzionario incaricato a suo tempo  dall’Amministrazione ( dott. Sacchetti) non ha avuto seguito. Il Museo necessita di un aggiornato sito web e  di una Guida ( pubblicazione per la quale abbiamo da tempo selezionato immagini ad alto profilo) e di due touch screen  indispensabili ( Sala Capo Horn e Sala Idrografie). Occorrerà trovare fondi per la ristrutturazione dei locali interni ( piano terra dell’area di ponente dell’ex Salso) con un progetto che possa valorizzare un vasto ambiente in degrado da anni e finalizzato al completamento di alcune fondamentali esigenze museali (Cantieristica, Padiglione Imbarcazioni Storiche, Atelier del modellista, Sala mostre, ecc) in ottemperanza a quanto previsto dal Piano Regolatore Portuale (2002) della Regione Liguria ed al progetto (pagato) dell’arch. Redaelli ( 22/10/2012) alla Soprintendenza ed al Comune di Imperia.

 “ Inaugurazione del Museo Navale” ( la quarta e, purtroppo, neanche l’ultima, diciamo noi ! ) 

Così recita l’invito a firma del Sindaco anche se nell’inaugurazione  viene aggiunta la parola “Planetario”. Non si comprende il motivo di tanta urgenza blindando perentoriamente una data per l’inaugurazione del Planetario ( apparecchiature pronte da molto tempo) !) e rimediare nel contempo una gratuita figuraccia  mondiale nel presentare un Museo tuttora incompleto con allestimenti nei quali viene previlegiato un discutibile concetto estetico a scapito di quello tecnico, storico e scientifico. Procediamo con ordine.

Dal febbraio 2021 è stato precluso con pretesti sibillini l’accesso ( furtivo cambio di serratura prima e presenza ditte esterne dopo) al Museo  dell’Associazione A.M. che chiedeva di consultare la biblioteca e l’archivio per ultimare due volumi previsti dalla Collana delle pubblicazioni museali. Ritardi che non possiamo giustificare con gli Editori. Il motivo ostativo veniva rappresentato dalla sicurezza del cantiere interno che non prevedeva la presenza di “estranei” anche se il locale  biblioteca  non era interessato all’area lavori. Come vedremo più avanti, le motivazioni erano altre, squisitamente pretestuose e politiche !

Vorremmo solo ricordare per chi ha la memoria corta, che nel  2015/2016 l’Associazione si è fatta carico con propri automezzi , del  gravoso trasloco della quasi totalità dei reperti ( compito  che da accordi scritti era riservato all’Amministrazione) e che il risultato di tanto lavoro è servito ad evitare la restituzione dei fondi assegnati proprio allo scadere del 30 gennaio 2017, giorno della “terza” inaugurazione. Mai una parola in tutti questi anni di apprezzamento o ringraziamento verbale o scritto, neanche quando l’Associazione si è adoperata a recuperare e donare le scaffalature metalliche indispensabili al Deposito!

In una sola occasione (febbraio 2021) il Com.te Serafini è stato invitato a presenziare agli allestimenti nella nuova area di ponente quando già era avvenuta  ( a nostra insaputa) la movimentazione dei reperti da manodopera dell’Amministrazione (Settore Cultura) non qualificata ed incompetente in materie storico navali. ! I risultati di questa scriteriata azione sono apparsi subito evidenti con alcuni danneggiamenti, come testimoni possono confermare. Contemporaneamente anche l’area di levante ( non ancora completata) era oggetto di trasformazione con la motivazione ( parole testuali  riportate in Consiglio Comunale dell’Assessore Roggero) che le sale si presentavano  con una “catasta di roba messa li a caso”, nonostante  il placet ed i complimenti  dei funzionari regionali di controllo alla presenza del Dirigente alla Cultura, ing, Beppe Enrico. Altro motivo dirimente degli interventi, era costituito da bacheche e tavoli espositivi “non  in linea” con quelli originariamente forniti dalle ditte fornitrici. Basterebbe osservare come in tanti Musei Navali ( Lisbona, Barcellona, Parigi, ecc.) siano presenti mezzi espositivi eterogeni utilizzati in tempi diversi. D’altronde, il fabbisogno di mezzi espositivi era ben noto in relazione ai reperti presenti, senza bisogno di mortificarli e relegarli in deposito. In questo smantellamento strisciante non si è avuto il buon senso, la modestia o l’umiltà di convocare l’Associazione, chiedere un parere, discutere o cercare eventualmente un compromesso espositivo! Si è proceduto “manu militari” ad eliminare modelli, quadrerie, tavole esplicative e vetrine senza la minima competenza in materia.  Tra l’altro nella vecchia sede sono rimaste  costose vetrine ,frutto dei contributi di Enti pubblici che in alcuni settori del Museo dovrebbero essere riutilizzate. E’ già in corso un contenzioso  con molti donatori che danneggerà l’immagine del Museo e della Città. Senza contare che la movimentazione dei reperti comporterà un lungo aggiornamento dell’ Inventario Generale che prevede l’annotazione della precisa ubicazione degli stessi nelle sale.

Nella sua nuova “veste” il Museo presenta un panorama impietoso, arido e spoglio, asettico e privo di suggestioni, “non parla al pubblico” attraverso i suoi standard museali.E’ il parere diffuso di molti visitatori che non nascondono sbigottimento e delusione! Appare subito evidente ed immediata l’idiosincrazia per le quadrerie con le  molte pareti spoglie  e senza riferimenti, non tenendo conto che sono proprio le quadrerie, in tutti i musei, la trave portante del successo espositivo, specificatamente per quelli marittimi e navali. Le stesse quadrerie erano già state accortamente divise nei rispettivi settori tematici.

Non credo che i vari Assessori alla Cultura che si sono succeduti in questi anni e con i quali sono intercorsi continui rapporti corretti e collaborativi ( Baudena, Nattero, M.Scajola, Strescino, S. Serafini, Podestà), avrebbero mai avallato una scelta così infelice ed avventata! Da rilevare inoltre, che il Comandante Serafini, con un curriculum di tutto rispetto che può fare a meno di titoli accademici, è sino ad oggi l’unico imperiese che ha seguito (a sue spese) alla Bocconi di Milano ed all’Università di Pisa, corsi di management sui sistemi museali!

Il Museo, fiore all’occhiello della Città, si presenta tra i più completi al mondo ed è citato nella monumentale monografia sui Musei Navali e Marittimi, opera del Com.te Serafini. Può appartenere alla categoria dei “ Musei Scientifici” e nel contempo  presenta le sue funzioni didattiche, etnografiche e storiche.

Associazione Amici del Museo Navale

(21/7/2022)

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