Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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I boschi e area delle Navette a chi appartengono? 2/Sciacarée, l’Outdoor è in festa nel Parco Naturale Regionale Alpi Liguri

Chi sono i proprietari delle mitiche Navette e dell’incontaminato bosco? Nino Manfredi diceva che erano molti enti. Leggi anche: dal 25 giugno al 7 agosto, con le risorse del progetto Alcotra Mito 5 “Esperienze Outdoor”. Sciacarée, l’Outdoor è in festa nel Parco Naturale Regionale delle Alpi Liguri. Sette località, sette week-end, quattordici date, un centinaio di eventi.

Il bosco delle Navette (foto G. Cristiani)

Un ex guardia dei Manfredi, Giampaolo, ha riferito i nomi dei Comuni proprietari: Carpasio, Mendatica, Pornassio (dove si trova la casetta Manfredi), Montegrosso Pian Latte, Cosio, Tenda (riserva di caccia della famiglia Carli). Il Comune di Briga Alta ha gli usi civici sul territorio.

Per quanto riguarda il divieto al pascolo delle capre (vedi trucioli.it…..) c’è chi si dice incredulo e vorrebbe sapere chi emette queste disposizioni. Fa notare inoltre che si ignorano le tradizioni locali, in particolare quella della “sciorta”, che consisteva nell’affidare ad un pastore la custodia delle capre durante il giorno, per poi andarle a riprenderle a tarda sera. “E poi, come giustamente dice Lomanto, non appartengono alla stessa famiglia i daini, i camosci ed i caprioli? In Italia si sono accorti che i cinghiali sono pericolosi soltanto quando sono comparsi nelle cittadine, mentre da anni devastano i campi e gli orti. In questo modo i pochi contadini resilienti sono costretti ad abbandonare i campi. Ma forse è questo che si vuole ?”

A proposito di capre nel volume La Grande Podesteria (Storia civile e religiosa di un antico borgo, Triora) di Sandro Oddo, si legge a pagina 315 della ‘Tassa sulle capre’. “Nel corso del suo mandato il commissario regio  con deliberazione del 22 aprile 1892, ratificata dal Consiglio comunale il 26 settembre, stabiliì di applicare la tassa  sul bestiame caprino in base alla tariffa eccedente  il limite fissato dal regolamento della provincia. Il re Umberto I, con proprio decreto del 4 dicembre 1892, concesse la facoltà al Comune di Triora di applicare le seguenti tariffe: capre casalinghe lire 1,50 per capo,  capre in mandrie lire 0,50 per capo”.
LA STORIA DELLE NAVETTE E DINTORNI

NEL LIBRO ‘TERRE CONTESE’ DI SANDRO ODDO

(di cui pubblichiamo uno stralcio

Se il problema dell’alpeggio venne risolto, così non fu per il bosco di Collardente-Sanson. Questo, di circa 651 ettari, in base alla decisione del 9 ottobre 1953  era rimasto indiviso fra il comune francese di La Brigue, che ne possedeva la metà, ed i comuni italiani di Triora e del nuovo comune di Briga Alta, che disponevano dell’altra metà. Ciò creò non pochi problemi, impedendone l’immediata utilizzazione da parte del comune di Triora, proprietario dei terreni, che avrebbe voluto avvalersi di questa risorsa per recuperare parte delle notevoli spese sostenute in seguito all’entrata in vigore del Trattato di Pace.

Per ovviare a tali inconvenienti nel 1955 il comune di La Brigue, riprendendo un’idea della commissione esperti civili, propose, tramite l’Ambasciata di Francia a Roma, il cambio della quota del 50%, spettante ai comuni italiani, contro la proprietà fondiaria delle Navette, di circa 950 ettari, appartenente al comune di Tenda. Nella lettera inviata dal sindaco di La Brigue, Aimable Gastaud, al collega di Triora il 31 gennaio 1955 si sottolineava l’importanza e la convenienza per il comune di Triora di possedere un territorio facile da separare con Briga Alta, ricco di legname, pascoli ed in più con diritti di pesca e caccia che da soli rendevano la bella cifra di 200.000 franchi annui. I Realdesi avrebbero potuto continuare a raccogliere legna per il fabbisogno familiare nel bosco di Collardente e Sanson.

Per esaminare la proposta il 9 maggio 1955 si tenne una riunione ad Ormea, nel corso della quale i Realdesi espressero il loro parere contrario, in quanto, prescindendo da qualsiasi valutazione di carattere economico, il bosco delle Navette era di difficile vigilanza e non concedeva loro la possibilità di un immediato e diretto sfruttamento. Il sindaco di Triora, cav. Luigi Lantrua, pur concordando con le argomentazioni dei Realdesi, fece presente che tutti gli inconvenienti sul perdurare del condominio in tale zona avrebbero potuto essere eliminati unificando tali proprietà in mano italiana, offrendo ai Francesi un adeguato indennizzo per la perdita del loro diritto ai boschi di Sanson e Collardente.

Nonostante le insistenze del comune di La Brigue, che sottolineava come la commissione di conciliazione non avesse avuto l’intenzione di cedere un bosco, ma assicurare una rendita ai comuni italiani, la proposta tramontò definitivamente nel 1958, quando il sindaco di Triora comunicava alla Prefettura di Imperia che, da un riesame della pratica, il cambio proposto non poteva essere accettato in quanto lesivo degli interessi della popolazione di Realdo.[1]

A nulla servì neppure una riunione svoltasi il 27 settembre 1959 nella sede municipale di Bordighera, promossa dal onorevole prof. Raul Zaccari, sindaco di questa località e dal dott. Giuseppe Dispensa, viceconsole d’Italia a Mentone. In questa occasione il sindaco di La Brigue propose nuovamente di eliminare la promiscuità dei beni, fonte di possibili discordie. In particolare si disse disposto ad acquistare in territorio italiano una o più proprietà boschive di valore equivalente alla parte di bosco spettante ai comuni di Triora e Briga Alta in territorio francese; in difetto di tali proprietà, si dichiarò disponibile a concordare un reddito annuo da versarsi dal proprio Comune a quelli di Triora e Briga Alta. A tale proposta il sindaco di Triora, pur impegnandosi ad esaminarla con la popolazione realdese, affermò che, ove non fosse stato possibile raggiungere un accordo in tal senso, si sarebbe potuto dividere la proprietà in due distinti lotti boschivi di valore equivalente. In questo caso, pur rimanendo immutata la proprietà terriera, uno dei lotti sarebbe stato di proprietà assoluta di La Brigue, mentre l’altro sarebbe spettato agli altri due Comuni.[2] Fu questa seconda possibilità ad avere qualche probabilità di essere accolta.

Per valutare le proprietà era però necessario l’intervento congiunto di periti forestali italiani e francesi, per cui il Ministero degli Affari Esteri, con telespresso del 7 ottobre 1963, scrisse al Ministero Agricoltura e Foreste ed al Ministero dell’Interno affinché concordassero la nomina dei periti incaricati della divisione del bosco in vari lotti, dopo di che si sarebbe invitato, per vie diplomatiche, il governo francese a nominare i propri esperti.[3]

Nonostante l’impegno dei sindaci interessati, che si riunirono in varie occasioni e in diverse località per definire la questione, non si riuscì, a livello ministeriale, a trovare un accordo. Neppure una lettera del 18 aprile 1967, indirizzata dal geom. Gian Romolo Bignami, dirigente dell’Azienda Autonoma Studi e Assistenza alla Montagna di Cuneo, ai vari Ministeri riuscì a smuovere le acque.[4]

Erano da allora trascorsi ben tredici anni, quando il consiglio comunale di Briga Alta, con deliberazione numero 47 del 26 giugno 1980, decise di addivenire ad una transazione con l’Opera Pia Spinelli-Lanteri, per provvedere alla liquidazione degli usi civici di pascolo, erratico e territico ancora esistenti sul territorio comunale in favore degli abitanti della frazione Piaggia. Il giorno successivo, davanti al commissario per il riordinamento degli usi civili di Torino, fu raggiunto un accordo tra i rappresentanti del comune di Briga Alta, di La Brigue e dell’Opera Pia Spinelli-Lanteri. Tale accordo consisteva nella cessione, da parte del comune di Briga Alta, della sua quota dei diritti del bosco di Collardente-Sanson in territorio francese in cambio della possibilità di riscatto dei terreni gravati da usi civici; in compenso per tale rinuncia l’Opera Pia Spinelli Lanteri concedeva al comune di Briga Alta una porzione di territorio di circa 15 ettari adibito a pascolo. Il comune di La Brigue, con l’acquisizione di tale quota, giunse a disporre del 75% del bosco di Sanson-Collardente. Di fatto veniva modificata la decisione n. 163 del 9 ottobre 1953, recepita con D.P.R. 1513 del 22 dicembre 1954.

Per ottenere anche la quota parte del comune di Triora ed eliminare ogni contrasto, il sindaco di La Brigue, Jean-Pierre Bronda, si dichiarò nel 1983 disponibile ad acquisire tale diritto in cambio di circa 190 ettari di pascolo nella zona di Loze. Tale proposta venne respinta dal consiglio comunale di Triora il 2 dicembre 1983, intendendo prima richiedere il parere dei Realdesi.[5]

Il sindaco di La Brigue ritornò alla carica l’anno successivo, nel corso di una riunione nel comune francese il 20 ottobre. In quel frangente venne ribadita la precedente richiesta, offrendo in alternativa la possibilità di cedere soltanto la quota parte di soprassuolo boschivo. Il sindaco di Triora, Luigi Capponi, sollevò allora la questione dell’imposta fondiaria che sarebbe rimasta comunque a carico del proprio comune, senza disporre del bosco, facendo anche presente che, secondo il suo punto di vista, con la cessione della quota di Briga Alta era stato modificato senza alcuna autorizzazione l’equilibrio della sentenza arbitrale del 1953. Ribadì infine la necessità di acquisire il parere degli abitanti della frazione Realdo. Questi, unitamente ad alcuni oriundi o figli di proprietari già residenti nella zona, si riunirono in assemblea il 16 agosto 1987, giungendo alla determinazione che la zona dovesse rimanere di proprietà della frazione Realdo e che, come tale, dovesse essere amministrata dal comune di Triora. Forte di tale parere, il consiglio comunale triorese respinse il 6 ottobre la proposta, rappresentando al governo italiano la necessità che i diritti della frazione Realdo e del comune di Triora fossero tutelati nei confronti di La Brigue, che fossero rispettate le decisioni arbitrali adottate dai due governi in applicazione del Trattato di Pace e che fossero sottoposti ad esame e, se del caso, invalidati i contratti stipulati tra il comune di Briga Alta e l’Opera Pia Spinelli-Lanteri.[6]  A nulla valse questa decisa presa di posizione del comune di Triora né una successiva proposta di acquisto della proprietà del suolo e dei diritti sui boschi, per la somma complessiva di 2.250.000 franchi, equivalenti a circa 495 milioni di lire, risultante dalle stime del Servizio del Demanio e dall’Ufficio Nazionale delle Foreste francesi.[7]

La questione era destinata a rimanere insoluta. Il taglio dei boschi nella zona indivisa, iniziato nell’anno 1960, continuò ad essere effettuato dal comune di La Brigue, non senza contrasti, spesso sfociati in deliberazioni comunali, lettere, denunce e petizioni. Basti citare la deliberazione adottata il 2 ottobre 1995 dal consiglio comunale di Triora, presieduto dal realdese prof. Antonio Lanteri, profondo conoscitore della zona. Il tale occasione venne stabilito che la prosecuzione delle vendite di tagli di boschi eventualmente programmati dall’Office National des Forets su terreni di proprietà del comune di Triora fosse autorizzata soltanto a seguito della presentazione della documentazione comprovante le relative entrate ed uscite dal 1982 al 1994 ed all’approvazione della stessa. La percentuale da utilizzare per procedere al riparto degli utili provenienti dal taglio avrebbe dovuto essere dedotta dai principi seguiti nell’applicazione del Trattato di Pace, sulla base cioè del numero degli abitanti residenti all’epoca nella frazione Realdo e nel comune di Triora.[8]

Era necessario, secondo il Consiglio comunale di Triora, fare chiarezza anche sulla cessione della quota del comune di Briga Alta, nonché sulla questione dell’imposta fondiaria sui terreni della zona, pagata esclusivamente dal comune di Triora. Si suggeriva infine di istituire un’apposita commissione.[9]

[1] A.C.T. 1549, XI, 1, 2. Cambio bosco Sanson – Collardente con Navette.

[2] A.C.T. 1549, XI, 1,10. Bosco indiviso Sanson – Collardente.

[3] A.C.T. 1549, XI, 1,10. Bosco indiviso Sanson – Collardente

[4] A.C.T. 484, V, 1, 3.

[5] Deliberazione del consiglio comunale n. 75 del 2 dicembre 1983, ad oggetto: “Bosco di Sanson. Richiesta di La Brigue”

[6] Deliberazione del Consiglio comunale n. 84 del 6 ottobre 1984, ad oggetto: “Comune di La Brigue. Acquisto bosco di Sanson-Collardente.

[7] A.C.T.1549, XI, 1, 11. La proposta risulta da una lettera del prefetto delle Alpi Marittime, Yvon Ollivier, diretta il 13 marzo 1990 al prefetto di Imperia, Giuseppe Piccolo.

[8] In realtà tale questione era stata rappresentata anche dalle precedenti amministrazioni. Secondo calcoli approssimativi, le percentuali esatte avrebbero dovuto essere modificate nel seguente modo: il 26-27% a Realdo, il 23-24% a Briga Alta. Il comune di La Brigue fece presente che la percentuale determinata in base alla popolazione si riferiva soltanto alla ripartizione dei fondi di cassa e, se del caso, dei crediti e debiti del comune di Briga Marittima.

[9] Deliberazione del Consiglio comunale n. 49 del 2 ottobre 1995, ad oggetto. “Vendita di taglio di boschi indivisi in zona di proprietà del comune di Triora”.

Dal 25 giugno al 7 agosto, con le risorse del progetto Alcotra Mito 5 “Esperienze Outdoor”. Sciacarée, l’Outdoor è in festa nel Parco Naturale Regionale delle Alpi Liguri. Sette località, sette week-end, quattordici date, un centinaio di eventi.

Regione Liguria ha presentato la prima edizione di Sciacarée, il Festival dell’Outdoor nel Parco Naturale Regionale delle Alpi Liguri. Cosio d’Arroscia, Montegrosso Pian di Latte, Mendatica, Rezzo, Pigna, Rocchetta Nervina, Triora, sono le sette località del Parco delle Alpi Liguri che dal 25 giugno al 7 agosto ospiteranno Sciacarée, iniziativa promossa con le risorse del progetto Alcotra Mito 5 “Esperienze Outdoor”.

Sette località, sette week-end, quattordici date, un centinaio di eventi, buona parte dei quali gratuiti, che si concluderanno con il Trekking delle Alpi Liguri: Sciacarée ha l’ambizione di diventare un efficace strumento promozionale per le località e per le attività del Parco Naturale Regionale Alpi Liguri, un’occasione straordinaria per scoprire la bellezza dei borghi e per vivere le esperienze outdoor.

Sciacarée è il nome in brigasco della Catena del Saccarello, le più alte montagne della Liguria, che comprende tra gli altri Bertrand, Missun, Saccarello, Frontè, Garlenda, Marta, Pietravecchia, Grai, Toraggio, Monte Monega, Ceppo, Toraggio, Bignone, e le valli Roia, Argentina e Arroscia. Dall’alta valle del Tanaro sino al mar Ligure, spartiacque tra Liguria, Piemonte e Francia, punto di confine e di unione, oggi teatro di una grande collaborazione transregionale e transnazionale per la valorizzazione delle località e delle attività outdoor. Sciacarée è quindi un nome strettamente identitario, che tocca direttamente – geograficamente e linguisticamente – non solo ogni località del Parco, ma, più in generale, tutte le località che insistono nell’area, attraversando il cuore della tradizione storico-culturale locale.

Il programma di Sciacarée si svilupperà secondo il calendario seguente:

  • 25-26 giugno Cosio d’Arroscia
  • 2-3 luglio Montegrosso Pian di Latte
  • 9-10 luglio Rezzo
  • 16-17 luglio Mendatica
  • 23-24 luglio Pigna
  • 30-31 luglio Rocchetta Nervina
  • 6-7 agosto Triora
  • 5-6-7 agosto Trekking delle Alpi Liguri.

Per ogni località, per ogni week-end – con la collaborazione delle Amministrazioni comunali, delle Pro Loco, dell’Ente Parco, dei privati – Sciacarée è un calendario di eventi: trekking, biking, e-biking, canyoning, arrampicate in falesia, ma anche semplici passeggiate nei borghi e attività gastronomiche, iniziazioni alle attività sportive, momenti di rilassamento, musica, attività per bambini e famiglie, per consentire a chiunque di venire nelle località del Parco a provare le esperienze outdoor. Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di esperienze che vengono ripetute continuativamente durante l’anno, programmate o su richiesta, che l’escursionista, la famiglia, il turista, può organizzare a proprio piacimento.

Numerosi gli eventi da non perdere assolutamente: l’escursione ai prati di Piancavallo, l’evento culturale sensoriale gastronomico spirituale “I sapori di una situazione” (Cosio), l’escursione a Monte Mònega con la fioritura dei rododendri autoctoni e selvatici, il piccolo concerto del violinista ucraino Volodymyr Baran, le visite guidate agli affreschi di Guido da Ranzo e di Giovanni Battista Canavesio, l’escursione all’alpeggio con pranzo in malga attraverso il Bosco di Rezzo, l’escursione Camosci al tramonto, la Civiltà delle malghe nel Bosco delle Navette, l’e-bike tour da Canavesio a Canavesio con tappa a Notre Dame des Fontaînes (a La Brigue, in Francia), la tagliagione della lavanda spontanea e alambiccata, il canyoning al Rio Barbaira, il trekking all’albero con un solo occhio, la scuola di arrampicata in falesia, l’appuntamento con la cucina brigasca, per finire con il Trekking delle Alpi Liguri.

Cosio d’Arroscia, Montegrosso Pian di Latte, Mendatica, Rezzo, Pigna, Rocchetta Nervina, Triora, sono paesini incredibili, con alle spalle una storia millenaria di cui ancora oggi si conservano le tracce. La natura è bellissima, incontaminata. Luoghi che rigenerano, ambienti, atmosfere, profumi e sapori che non si trovano nella realtà di tutti i giorni. Un viaggio nel tempo, inteso anche come viaggio interiore. Gli animali selvatici trovano qui il loro habitat naturale.Il tutto è facilmente raggiungibile dalla costa, le località del Parco Naturale Regionale Alpi Liguri sono veramente a due passi dal mare.

Sciacarée sarà promosso sui social, sul web, con una campagna di comunicazione transfrontaliera Italia Francia, coinvolgendo e appassionando un bacino molto ampio e variegato.

“Il Festival dell’Outdoor nel Parco delle Alpi Liguri, realizzato con Agenzia in Liguria, – spiega il vice presidente e assessore regionale all’Agricoltura, Sviluppo dell’Entroterra, Parchi e Marketing Territoriale Alessandro Piana – crea un’offerta integrata, che comprende le eccellenze enogastronomiche e la storia dei nostri borghi, valorizzando in modo attivo e identitario il patrimonio ambientale e culturale che ci connota. La stessa intitolazione, che richiama proprio il munte Sciacarée (Saccarello, ndr), restituisce la percezione diretta del racconto del territorio secondo la voce di chi lo vive e l’immagine di una delle vette più sfidanti ed alte, attraverso uno scenario di alta montagna, dai larici al ginepro nano, con una panoramica mozzafiato. Con la prima edizione di Sciacarée, Festival Outdoor, si favoriscono in pieno l’interoperabilità, una progettazione strutturata e una governance partecipativa del territorio. Tramite le attività active si ristabilisce infatti quel legame uomo-natura che fa apprezzare la straordinaria biodiversità della Liguria: rassegne come questa hanno un grande valore per lo sviluppo sostenibile della ricettività, in un contesto che da alcuni mesi si fregia del titolo di territorio certificato per il turismo sostenibile (CETS) e, al contempo, tutelano la natura garantendo equilibrio e consapevolezza”.

“Con il progetto MITO – dichiara l’Assessore al Turismo di Regione Liguria, Gianni Berrino – siamo riusciti a rilanciare il turismo outdoor in un’area strategica come il Parco delle Alpi Liguri, crocevia di itinerari di grandissimo interesse tra la Liguria e la Francia. Questo rilancio favorirà anche le imprese ricettive del territorio a conferma di una riaffermata e forte sinergia tra i Comuni e gli operatori per un turismo sempre più sostenibile e rivolto a chi va alla ricerca dell’autenticità dei paesaggi e delle eccellenze enogastronomiche. Auspico che il Festival dell’Outdoor, organizzato da Agenzia in Liguria come attuatore di Regione, possa ulteriormente contribuire all’aumento dei flussi turistici nella splendida cornice del Parco delle Alpi Liguri e dei suoi borghi”.

Sciacarée, il 1^ Festival Outdoor nel Parco Naturale Regionale delle Alpi Liguri – dichiara il Presidente del Parco Naturale Regionale Alessandro Alessandri, è una sfida e al contempo un’occasione: è la prima volta che si presenta un calendario condiviso degli eventi dei sette comuni su tematiche dell’outdoor e sulle esperienze all’aria aperta – sia per esperti che per chi si avvicina allo sport. Questa importante iniziativa, realizzata in collaborazione con la Regione Liguria, l’Agenzia regionale per la promozione turistica ”InLiguria” rientra nella più ampia strategia dell’Ente Parco ‘Un’alta terra di frontiera vista mare’, strategia condivisa con gli operatori, gli enti e le associazioni che hanno permesso al Parco di ottenere l’attribuzione internazionale della Carta Europea del Turismo Sostenibile con un forte impegno sulla mobilità e sul turismo sostenibile”.

Sciacarée, il Festival dell’Outdoor nel Parco delle Alpi Liguri è organizzato a cura dell’Agenzia Regionale per la promozione turistica “In Liguria”, in coordinamento con il Parco Regionale delle Alpi Liguri e con il patrocinio dei sette comuni del Parco; rientra nel Piano Integrato Tematico Modelli Integrati per il Turismo Outdoor (PITEM M.I.T.O.) del Programma europeo di cooperazione transfrontaliera tra Francia e Italia Interreg Alcotra di cui Regione Liguria è Partner che coinvolge 10 partners italiani e francesi (Regione Piemonte, Regione autonoma Valle d’Aosta, Regione Liguria, Visit Piemonte-DMO, Région Paca, Auvergne Rhône Alpes Tourisme, Département des Alpes de Haute – Provence, Département de Savoie, Département des Hautes – Alpes, Département des Alpes – Maritimes) che vogliono creare un mercato turistico internazionale per l’outdoor nello spazio ALCOTRA (Interreg IT-FR).

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