Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Valle Bormida Ligure, io ricoverato vi racconto. 2/Contributi per restauro chiesa di Cairo M.


Sulle sponde della Bormida, sale dall’acqua che corre veloce, un “grosso topone” che avanza lentamente e che scompare dopo una decina di metri sulla sponda. Il topone in oggetto è una nutria, e l’infermiera interpellata chiarisce che sono presenti sul territorio da una decina di anni.

di Alesben B.

La osservo da una finestra che costeggia la strada prospicente il fiume, proprio a ridosso di un cartello che recita: “punto di prima accoglienza” scritto sotto una croce rossa che indica l’ubicazione dell’ospedale.

L’anno costruito li perché è vicino, sull’altra sponda, al cimitero. Scorre, a metà, la strada che porta a Cortemilia e nelle vigne piemontesi o in quelle “botteghe” dove viene smerciato il bue grasso.

Ospedale meglio diremo convalescenziario, sono stato mandato li dopo le dimissioni dal reparto del Prof. Tassara [4°P], per fare fisioterapia e rieducazione motoria in seguito a circa trenta giorni di letto e da quest’ultimo rispedito a casa con la promessa che la fisioterapia si sarebbe protratta nell’abitazione.

Quale abitazione ? Ma per fare fisioterapia a casa occorrono: le cartelle cliniche e la richiesta scritta da parte del nosocomio, o del medico di base. L “ospedale” che possiede una palestra di primo piano, centro migliore in Italia, è purtroppo chiusa per emergenza Covid.

Come è uso in Italia vige, anche qui, il proverbio “chi fa da sé, fa per tre”; chissà, forse il prossimo anno arriverà una telefonata dal centro fisioterapico che ti informa che i fisioterapisti sono a tua disposizione. Ora non ti resta che andare su e giù con il walker tra una stanza e l’altra e vedere se riesci a salire o scendere le scale. Premesso che:

Tutto il reparto retto dal Prof. Tassara con i dott.ri: Nathan Artom, Luca Paris, la Dott.ssa dei Giovi…. tutto il personale infermieristico ed aiuti sono da lodare per le cure e l’assistenza  che dedicano ai pazienti, giorno e notte 24 ore su 24, ed il  “convalescenziario” di Cairo, quello che la Sanità regionale continua a chiamarlo “Ospedale”, quello privo di Pronto Soccorso, quello che i “Codici Rossi”, se non muoiono prima, devono essere trasportati in Elisoccorso a Pietra Ligure e sperare…. nell’aiuto del cielo di arrivare in tempo; quello che dal punto di vista medico è come il San Paolo con personale medico ed infermieristico di primo ordine,

Ecco come vengono scandite le giornate di ricovero.

Il mattino dedicato alle terapie. Il pomeriggio dedicato a far scorrere il tempo; niente radio, tantomeno televisione, niente giornali e niente di niente; fortunato sei se trovi il vicino di letto ciarliero.

La nota dolente la si riscontra su quello che è di supporto alla “medicina” sono ovvero i pasti. Nota dolente in quanto ognuno fa quello che gli pare, non esiste un protocollo uguale per tutti a seconda della patologia.

Viene servito il lauto pranzo: pasta in bianco, pasta rossa, orecchiette, salvo la pasta rossa con un po’ di pomodoro che viene chiamato ragù, ermeticamente chiuso da una pellicola trasparente che chi lo distribuisce, solitamente la toglie; olio manco l’ombra e se sei diabetico manco il sale. Forse le cucine che preparano le dosi non sanno che esiste anche il sale iodato che fa bene sia per i diabetici che per gli altri, pecca pure lui della nota dolente dei pasti sia quello delle 12 e pure quello delle 18, per non tralasciare la colazione del mattino, che non ha orario ed il più delle volte s’intreccia con l’inizio delle terapie.

Non si è mai capito perché la “cena” venga servita alle 18 che poi diventano le 19. In entrambi gli orari i piatti giungono  semi freddi e con quello che rimaneva; minestrina o semolino. Eravamo in due in una cameretta, se il primo “prendeva” la minestrina, il secondo passava direttamente al secondo piatto non essendoci più la minestrina, ma solo il semolino; e a chi il semolino va indigesto c’erano solo le erbette o spinaci, pressanti e non conditi, senza sale ovvio; formaggio spalmabile o no; budino o fruttino.

A caso per primo ci poteva essere minestra di verdura o potage;  o riso in bianco o pasta e fagioli; per secondo fette di arrosto o fusi di pollo e purè. A secondo la squadra di turno c’è chi non andava tanto per il sottile, diabetico o non diabetico, oggi c’erano le fette di arrosto con il purè, il giorno dopo ti obbligavano le erbette al posto del purè; c’è chi ti somministrava il budino e chi no. L’unico liquido uguale per tutti era l’acqua, non gasata,  anche se portava allo scompenso cardiaco nel caso che ne bevessi più del consentito.

Alesben B.

Dai Soci di Coop Liguria, un contributo

di 3.000 euro per il restauro della chiesa di Cairo

e 9.800 € dall’Associazione Radio Canalicum San Lorenzo

COMUNICATO STAMPA -Le donazioni sono state raccolte con l’iniziativa “Un buono per una tegola”.e poi integrate dalla Cooperativa, con l’obiettivo di restituire l’edificio alla comunità. Sabato 23 aprile, alle ore 16,30, presso il punto vendita di Cairo Montenotte, la Sezione Soci Coop Liguria consegnerà al parroco Don Mirco Crivellari un contributo di 3.000 euro, da utilizzare per il restauro della chiesa di San Lorenzo, il cui tetto è stato distrutto da un devastante incendio nell’agosto del 2020.

La cifra è stata raccolta attraverso l’iniziativa “Un buono per una tegola”, promossa da Coop Liguria, che ha invitato i propri Soci a finanziare il restauro acquistando appositi buoni alle casse.Pur nelle difficoltà della pandemia, all’iniziativa hanno aderito 1.014 tra Soci, clienti e dipendenti. La Cooperativa ha poi integrato le loro donazioni fino a raggiungere la cifra di 3.000 euro, che permetterà di donare simbolicamente un migliaio di tegole.

La chiesa di San Lorenzo sorge nel cuore del paese e da centinaia di anni ospita le celebrazioni che scandiscono i momenti più importanti della vita dei Cairesi: con questa iniziativa, Coop Liguria ha voluto contribuire a restaurarla, per restituirla al più presto alla comunità. All’incontro parteciperanno il Sindaco di Cairo, Paolo Lambertini, il Presidente della Sezione Soci Coop Liguria di Cairo Montenotte, Giuliano Bertone e il Consigliere di Amministrazione Coop Alberto Alessi.

DONAZIONE – In merito alla donazione per il tetto della parrocchia di San Lorenzo in Cairo Montenotte, il c.d.a  di cui faccio parte, d’accordo con i soci di cui faccio parte dell’ Associazione Radio Canalicum San Lorenzo, lo scorso anno, per lo stesso fine, abbiamo donato 9.800 euro. Aldina Oddone


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