Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Loano/Passeggiata levante progetto da 100 mila €. 2-Parcheggio nuovo Conad opera contestata. 3-Causa Vaccarezza/Fondazione Stella: è l’epilogo


Loano, sì della giunta alla passeggiata di levante (collegamento con Pietra Ligure): lavori per 100 mila € e progetto affidato all’ing.Eleonora Bertolotto. Altra notizia: la minoranza contesta il parcheggio pubblico del nuovo Conad. Presentata interpellanza, ma sindaco e assessore non rispondono al Secolo XIX.  Seconda interpellanza: l’area per cani di via Matteotti. Il sindaco: “Presto una nuova area”. E Cittadinanza onoraria per Aldo Marostica ex deportato. Infine conclusa la causa civile tra Angelo Vaccarezza e Fondazione Simone Stella per la proprietà di un terrazzo fronte mare di corso Roma.

FINALMENTE PASSEGGIATA A MARE UNICA CON PIETRA LIGURE

Il sindaco Lettieri sulla sua pagina Facebook: “Siamo in dirittura d’arrivo per realizzare l’opera che consentirà di unire la passeggiata di Loano con quella di Pietra Ligure. Ecco alcune foto dello studio di fattibilità proposto dall’assessore ai Lavori pubblici Vittorio Burastero  e approvato dalla giunta comunale”

.

LA GIUNTA COMUNALE PREMESSO:
che la precedente Amministrazione Comunale, a seguito della conclusione dei lavori della
passeggiata
del Comune di Pietra Ligure, ha espresso l’intenzione di procedere ai lavori di
completamento
della passeggiata di levante con la realizzazione del collegamento pedonale
tra
il Comune di Loano e Pietra Ligure;
che, tale opera, ritenuta strategica nell’ambito della gestione dei flussi pedonali tra i due
comuni
limitrofi e per il rilancio turistico del bacino provinciale, è stata prevista a bilancio per
l’anno
2021 quale opera d’importo inferiore ai 100.000,00 Euro;
che con Determinazione Dirigenziale Area 3 n. 937 del 29/10/2021 è stato disposto, ai sensi
dell’art.
36 del D.Lgs. 50/2016, l’affidamento diretto del servizio di progettazione delle opere
di
completamento della passeggiata a mare di levante con il collegamento tra i comuni di
Loano
e Pietra Ligure all’ing. Eleonora Bertolotto con studio a Loano (SV)….

Pietra Ligure la nuova passeggiata a mare ai confini con Loano
La pedonale sul lungomare di Pietra ligure finisce sulla spiaggia pietrese ai confini con Loano

Il molo che costeggia il confine con la spiaggia di Marina di Loano resta terra di nessuno abbandonata alle sterpaglie e a ‘spaccio e droga’.

LOANO GIORNATA DELLA MEMORIA: CITTADINANZA ONORARIA A ALDO MAROSTICA

Comunicato stampa – Giornata della Memoria, conferita ad Aldo Marostica la cittadinanza onoraria di Loano
Loano. Questa mattina, in occasione della Giornata della Memoria, il sindaco di Loano Luca Lettieri ha consegnato l’attestato di cittadinanza onoraria ai familiari di Aldo Marostica, ex deportato nei campi di sterminio nazisti recentemente scomparso. La cerimonia si è tenuta nella Sala del Mosaico di Palazzo Doria, alla presenza della moglie di Marostica, Gina, delle figlie Laura e Marzia, del genero Andrea, del presidente della sezione Aned di Savona-Imperia Simone Falco, del segretario Enrico Baggioli e dei consiglieri comunali Luana Isella e Emanuele Campisi e dell’ex primo cittadino loanese Luigi Pignocca.
Aldo Marostica – ricorda il sindaco Luca Lettieri – ha sempre partecipato in prima persona agli eventi promossi dall’Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti e negli anni ha accompagnato
centinaia di studenti e tantissimi amministratori comunali di Loano nei viaggi nei campi di concentramento di Dachau, Gusen e Mauthausen. Marostica è stato prima una vittima e poi un testimone preziosissimo dell’odio razziale e ideologico che ha portato alla creazione di queste terrificanti realtà: ha raccontato le condizioni di vita e le umiliazioni subite dagli internati e, soprattutto, ha contribuito in maniera determinante a fare in modo che quella pagina così cupa della nostra storia non fosse mai dimenticata. Anzi, ha fatto proprio della trasmissione della memoria la sua missione di vita. Per questo,
come amministrazione abbiamo voluto rendere omaggio a questo nostro concittadino loanese che, con impegno e forza morale, è riuscito a far conoscere questo dramma a tante generazioni di italiani”. Nato il 3 novembre 1925 a Castagnaro, in provincia di Verona, di professione meccanico, subito dopo l’8 settembre 1943 Aldo Marostica iniziò la sua attività di partigiano distribuendo agli operai della Falk di
Sesto San Giovanni il materiale propagandistico che insieme ad altri riusciva a reperire e consegnare ai partigiani nella zona di Lecco e della Val d’Ossola con il suo sidecar. Nel 1944 aderì allo sciopero promosso dai comitati antifascisti del “triangolo industriale” che si erano organizzati dopo l’8 settembre 1943, il giorno dell’armistizio e della fuga dalla capitale del re Vittorio Emanuele III, del primo ministro Badoglio,
del governo e dei comandanti militari. Tale partecipazione costò a lui e ad altri operai l’arresto da parte
degli uomini della Rsi. Venne dapprima portato al commissariato e poi al carcere di San Fedele, vicino al
duomo di Milano; dopo qualche giorno venne trasferito a San Vittore, poi a Bergamo nella caserma del
78^ Fanteria, in via Colleoni.
Dopo qualche giorno allestirono un treno di carri bestiame con destinazione Mauthausen, il campo di sterminio dove i nazisti rinchiudevano i prigionieri politici. Il treno con 440 persone (400 uomini e 40 donne che saranno trasferite in seguito a Ravensburk) partì il 5 aprile 1944 e arrivò alla stazione di Mauthausen il giorno di Pasqua del 1944, l’8 aprile. Tutto il gruppo venne trasferito nel campo grande: uomini e donne furono spogliati di tutti i loro averi e ad Aldo fu data una targhetta con il suo numero di matricola 61685. Successivamente venne trasferito nel sottocampo di Gusen I e Gusen II dove venne fatto lavorare insieme ad altri deportati in condizioni terribili.
Uomo coraggioso ma soprattutto molto preparato professionalmente, si salvò grazie alle sue conoscenze tecniche. Come meccanico lavorò per le SS riparando e trasformando i mezzi di trasporto in un periodo della guerra in cui cominciavano a scarseggiare i pezzi di ricambio. Molti compagni arrestati con lui purtroppo sono morti per le fatiche e i maltrattamenti. Dopo la Liberazione avvenuta il 5 maggio 1945, Marostica venne rimpatriato il 22 giugno e ritornò a casa il 27 giugno. Per oltre mezzo secolo ha testimoniato alle nuove generazioni l’orrore dei campi nazisti, ha accompagnato ogni anno gli studenti delle province di Savona e Imperia in visita ai campi nazisti durante il “Viaggio della Memoria” ricordando i compagni che dall’inferno dei lager non fecero più ritorno.
Marostica è stato vice presidente di Aned Savona e Imperia durante la presidenza di Maria Bolla. A ottobre scorso era stato nominato presidente onorario e membro del Comitato d’Onore di Aned nazionale. Il 27 gennaio 2017 gli era stata conferita la Medaglia d’Onore dalla Presidenza della Repubblica. Nel 2019 il consiglio comunale di Loano aveva concesso all’unanimità a lui e alla senatrice Liliana Segre la cittadinanza onoraria. Si è spento il 9 dicembre scorso, all’età di 96 anni.

Lettieri: “Quattro cittadini italiani. Oggi hanno prestato il giuramento per ottenere la cittadinanza quattro residenti loanesi. I coniugi Ilir e Manushaqe Metani, Burbuke Kryemadh e Luchito Zenteno Borja hanno ricevuto un’edizione della Costituzione Italiana. Ai “nuovi” cittadini italiani il comune di Loano ha deciso di donare un’edizione della nostra costituzione con un’interessante introduzione dove è spiegato il contesto storico in cui nasce la nostra Carta Costituzionale”.

Il sindaco Lettieri con Homyoun Mohammed
Lettieri: Oggi è un giorno importante per un nostro concittadino. Homyoun Mohammed ha giurato di “essere fedele alla Repubblica e di osservare la Costituzione e le leggi dello Stato” ed è, quindi, cittadino italiano. A Mohamed le felicitazioni
dell’amministrazione comunale per aver concluso il percorso di ottenimento della cittadinanza italiana. Un percorso intrapreso anche dai suoi figli che avranno modo di leggere la Costituzione Italiana che gli abbiamo donato.

INTERPELLANZA: AREA PER CANI, 21 MILA € ‘SPRECATI’

E’ QUELLA TRA VIA MATTEOTTI E VIALE AZZURRI D’ITALIA. UN FAZZOLETTO DI TERRA BATTUTA

Le statistiche confermano ciò che è evidente a tutti facendo una passeggiata: i cani fanno sempre più parte delle nostre famiglie, e conseguentemente della nostra società. Amatissimi da chi li possiede, in alcune situazioni la loro presenza non viene “apprezzata” da tutti. Se l’educazione, il senso civico ed il senso di responsabilità dei proprietari sono fondamentali affinché i loro cani non siano visti come un problema, sicuramente anche le Amministrazioni devono porre sempre più attenzione al tema, con iniziative atte ad agevolare la serena convivenza.

“È un argomento molto ampio, senza dimenticare che ad una cittadina turistica capace di accogliere chi viaggia con i propri animali con servizi dedicati si apre sicuramente un vasto mercato. Ma partiamo dalle basi” – esordisce Luana Isella, Capogruppo di “Nuova Grande Loano” – “Oggi abbiamo depositato un’interpellanza relativa all’area cani di Loano, totalmente sbagliata, inutile e per di più gravemente trascurata. La sua realizzazione costò 21.000€, soldi dei contribuenti praticamente buttati via in un’opera senza senso.”

Un’area cani ha delle funzioni fondamentali. Permette ai cani di interagire con i propri simili, sviluppando e mantenendo il proprio linguaggio e le proprie tipicità. È il luogo dove i cani possono correre liberi dal guinzaglio, giocare, fare i cani, in totale sicurezza e in un ambiente pensato ed organizzato per il loro benessere. Ne beneficiano sia a livello fisico che psicologico, con importanti vantaggi a livello comportamentale oltre che per la loro salute.

“Inaugurata nel luglio del 2018, quella di Loano non può neanche essere definita un’area cani. Ha dimensioni piccolissime, tali che neanche un cane di taglia piccola riuscirebbe a sfruttare per correre.” – interviene Francesca Munerol, consigliere di Nuova Grande Loano- “ Ritagliata in un contesto già di per sé sconfortante, privo di significato, inutilizzato se non per attività poco legali come lo spiazzo tra via Matteotti e Viale Azzurri d’Italia, quella che il Comune propone come area cani è, in realtà, un fazzoletto di terra battuta, sporco, degradato, non controllato e soprattutto non funzionale allo scopo. Perdipiu’ con un maestoso ulivo mortificato in tanta angustia, quando è risaputo che uliveti e vigneti sono zone d’elezione per i pappataci, portatori di leishmania, pericolosissima malattia per i cani.”

“Noi di “Nuova Grande Loano “avremmo ben altra visione di un’area cani.” – prosegue la capogruppo Isella- “Ci piacerebbe uno spazio grande, attrezzato, adeguatamente ombreggiato, con panchine per le persone, ben illuminato quando fa buio, sicuro. Un posto che possa diventare anche punto di aggregazione, dove si possano tenere incontri a tema con addestratori, manifestazioni ed eventi sul mondo “cane”. Un posto in cui, anche con la collaborazione di associazioni cinofile, umani e cani possano godere momenti di gioco, relax ed interazione. Un luogo quando è vissuto, amato viene anche più rispettato e difeso.”

“Purtroppo non guidiamo noi il comune di Loano “ – conclude la consigliera Munerol – “Ma con questa interpellanza chiediamo al sindaco Lettieri di chiarire a tutti quali siano le reali intenzioni del Comune. Se esista realmente la progettazione di un’area cani nuova, funzionale, attrattiva, dove e quando verrà realizzata., oppure se sono intenzionati a modificare quella esistente, a renderla una vera area cani e non un “contentino”. Vogliamo risposte precise, concrete, verificabili.” Il sindaco interpellato dal Secolo XIX replica e annuncia: «È in corso di progettazione una nuova area cani che verrà realizzata, a scomputo degli oneri di urbanizzazione, in via Alba. L’esigenza di dotare la città di un’area cani più ampia era già emersa durante l’ultima campagna elettorale. Risponderemo, in tal modo, alle esigenze dei cittadini e dei turisti che posseggono un animale a quattro zampe. Abbiamo inoltre intenzione di cedere la gestione dell’area, tramite il sistema “Adotta il tuo spazio”, ad un’associazione che ne faccia richiesta e se ne occupi».

I PARCHEGGI NUOVO ‘CONAD’ SONO ILLEGALI ? 

IL SECOLO XIX NON OTTIENE RISPOSTE DA SINDACO E ASSESSORE

Sono ammissibili (o illegittimi) i parcheggi in zona di inondabilità di tipo A dei Piani di Bacino, a servizio del nuovo supermercato Conad nelle Vignasse ? La risposta  arriverà, si presume, ad un’interpellanza da discutere nel prossimo consiglio comunale. “Siamo preoccupati dell’incolumità pubblica dei cittadini tanto più che i parcheggi sono stati messi in convenzione e quindi sono pubblici“. Tra i firmatari un tecnico geologo, Luana Isella, aspetto non proprio secondario nel valutare una ‘materia che può scottare’,  anche solo valutando gli interessi commerciali in gioco ed il precedente che si va a creare. Tra rischio pubblico e interessi privati in materia edilizia.

TERRAZZO SUL MARE ANGELO VACCAREZZAE FONDAZIONE SIMONE STELLA

CAUSA CONCLUSA MA CHI PROCEDE ALLA DIVISIONE ?

La vicenda della controversia legale tra il proprietario dell’immobile Angelo Vaccarezza (già sindaco e fino alle scorse elezioni regionali l’esponente più votato nella città dei Doria) e la Fondazione Simone Stella/Leone Grossi a sua volta proprietaria di un altro alloggio nello stesso edificio che si affaccia su Corso Roma, è stata narrata solo da Trucioli.it. Ed aveva assunto aspetti piuttosto curiosi. L’ultimo articolo del 30 gennaio 2020 (Loano causa persa per Vaccarezza. Lite per un terrazzo con la Fondazione Stella……).

La sentenza, con il buon senso, non è stata appellata da Vaccarezza in Cassazione ed è dunque diventata definitiva. E’ stata trascritta sui registri immobiliari. Accertata dunque la comproprietà del terrazzo di cui Vaccarezza vantava la proprietà unica, impedendo di fatto all’inquilino della Fondazione di beneficiarne. Superati anche i problemi di accesso per consentire i rilievi catastali al geom. Ciribì di Pietra Ligure. Vaccarezza, quale soccombente, ha altresì provveduto a saldare le spese di causa, primo e secondo grado, riconosciute alla Fondazione che aveva avviato l’azione legale con l’ex presidente cav. Stefano Ferrari. E dopo ripetuti tentativi di transazione bonaria (avvocati Alessadro Aschero e Claudio Mastrogiornio). Ora il terrazzo può essere diviso in due parti uguali oppure resta ad uso comune.

 


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