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Liguria e Basso Piemonte

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Lettere-Savona, Alfa Costruzioni Edili Srl: rinuncia al concordato fallimentare. 2/Genova, i radicali: carcere Marassi da 1 anno senza direttore

Scrive un lettore….: “Avete spesso trattato la situazione di Alfa Costruzioni srl, con sede a Mondovì, capitanata dai Barbano, perchè ora che è in concordato preventivo non avete più dato conto dell’epilogo e del fatto che continua ad operare ?” Un’utile segnalazione. Abbiamo verificato e accertato l’avvenuta rinuncia alla domanda di concordato che fa tornare la società nello stato precedente, ossia pienamente operativa. Leggi anche la visita dei radicali al carcere di Marassi, sovraffollato e da un anno senza direttore.

Immobile a Savona realizzato da Alfa costruzioni che vede al suo vertice Fabrizio Barbano e Alberto Benassi. Tra le opere in corso  e in fase di ultimazione il sito indica ristrutturazione del Castello Borelli di Borghetto S. Spirito e l’ex ospedale San Paolo

Una buona notizia per il mondo dell’imprenditoria edile  Savonese. Con la conferma della visura camerale storica. La società la stessa ha depositato rinuncia alla domanda di concordato preventivo già in data 16-1-2021. Si legge sul sito internet: “La società Alfa Costruzioni Edili s.r.l.  (aderente a Ance Confindustria ndt) è stata fondata nel 1981 a seguito della ventennale esperienza di Luigi Barbano e si è affermata rapidamente nell’ambito delle costruzioni edili residenziali, commerciali ed industriali. La sede sociale si trova a Mondovì in via Pietro Delvecchio, dispone di una unità operativa in Savona Corso Ricci 67r, nella quale viene svolta una parte dell’attività amministrativa e buona parte dell’attività tecnica e gestionale”.

Attiva in lavori stradali, costruzioni,ristrutturazioni e restauro, impianti, manutenzione ed immobiliare.

RADICALI IN VISITA AL CARCERE DI MARASSI DA UN ANNO SENZA DIRETTORE
COMUNICATO STAMPA- Una delegazione del PARTITO RADICALE (composta da Angelo Chiavarini, Stefano Petrella e Fabio Ferrari) mercoledì 29-12 ha visitato la Casa Circondariale di MARASSI.
Siamo tornati a Marassi a distanza di circa 3 mesi perchè nell’ultima occasione non ci era stato consentito di svolgere una visita delle sezioni degna di tale nome, cosa che non ci era accaduta in nessuno degli altri istituti visitati recentemente (tutti quelli della Liguria) e mai prima a Marassi, dove eravamo sempre stati accolti con la massima gentilezza e disponibilità .
Anche stavolta abbiamo incontrato problemi: la Direttrice e la Comandante non ci hanno ricevuto, i dati generali dell’istituto non ci sono stati forniti, ci è stata negata copia del preziario e la visita si sarebbe conclusa entro breve se fosse stato per loro. Non è andata in questo modo per la nostra ostinazione nel continuarla, la cortesia del personale e la generosità dell’Ispettore Cardinale che si è trattenuto per diverse ore oltre il fine turno per permetterci di continuarla .  Non lo ha fatto soltanto per noi, ma per rispetto del suo ruolo e attenzione sincera verso problemi e situazioni che conosce bene .
Siamo così rimasti fino alle 17,30 visitando la seconda, la terza e la sesta sezione .
Davvero molti i problemi riscontrati: il principale resta il sovraffollamento con un carico di circa 680 detenuti sui 450 posti di capienza regolamentare, ma il più sentito è la mancanza di lavoro interno, ancora più evidente dopo il crollo del soffitto del panificio Italforno che garantiva gli unici 6 posti di lavoro per datore esterno .
Chiusa da anni la falegnameria, non andato a buon fine un esperimento di call center, limitato all’apprendistato il laboratorio di telai per biciclette, in stato di abbandono il vecchio “giardino del direttore” di cui si occupavano negli ultimi anni due detenuti in art. 21 (il progetto “Case rosse fiorite”), ed è ora a rischio di ridimensionamento anche un’altra eccellenza dell’Istituto, il laboratorio di serigrafia nella sezione AS, che ha perso forza lavoro (da 8 a 4 detenuti) e diversi ordini a causa della decisione di limitare il numero di ore di accesso ai locali e di escludere l’utilizzo dei tirocinanti .
Un punto dolente (e fonte da anni di giustificate richieste di cambiamento) resta il limitato regime di apertura, con l’apertura da mattina a sera soltanto nella terza sezione (la custodia attenuata comprendente l’ICAT), mentre la sorveglianza dinamica col regime di minimo 8 ore di apertura delle celle nel resto dell’istituto non è mai stata applicata, se non al ribasso con 5-6 ore di apertura reale e un paio d’ore nelle salette di socialità (chiusi dall’esterno) .
Un altro sono le restrizioni ai colloqui applicate dall’estate a questa parte che avevano provocato rumorose proteste con la battitura notturna, le più severe negli istituti liguri (solo 3 al mese in presenza, 1 adulto e 1 minore con esclusione dei bambini fino a 6 anni) e alle videochiamate (3 al mese non scomponibili in più chiamate brevi) e telefonate (soltanto 6 al mese, 4 in AS), previste in numero minimo al contrario di quanto praticato altrove e di quanto auspicato dalle direttive del DAP; se le prime trovano qualche ragione d’essere nella allarmante situazione esterna (3 i detenuti positivi isolati e 7 agenti positivi), le seconde sembrano soltanto una irragionevole vessazione .
Tra le eccellenze che meriterebbero di essere valorizzate non c’è solo il Teatro dell’Arca, ma anche il Polo Universitario, un detenuto straniero che abbiamo incontrato e ha compiuto l’intero ciclo di studi a Marassi si sta laureando in Storia (con una tesi sulla famiglia Durazzo), ma da 20 anni in carcere e ormai relativamente vicino al fine pena non ha ancora mai avuto un solo giorno di permesso e ha ben poche certezze su quanto lo aspetta fuori, nonostante abbia per anni tenuto un comportamento esemplare .
Tra le buone notizie il fatto che il Provveditorato di Liguria e Piemonte abbia recepito le raccomandazioni del Garante Nazionale e annullato l’appalto in corso di vitto e sopravvitto (alla stessa ditta) che da un anno era causa di proteste tra i detenuti di Marassi  per la scarsa qualità del vitto (soltanto 2,30 euro al giorno a persona la cifra prevista) e i costi gonfiati dei generi a vendita .
Tali proteste (rimaste senza ascolto da parte della Direttrice) avevano sortito segnalazioni al Magistrato di Sorveglianza e denunce che si sono dimostrate tutt’altro che infondate e hanno concorso all’attuale determinazione; vitto e sopravvitto saranno oggetto a breve di due diversi bandi e sarà evitato l’interesse a fornire pasti di scarsa qualità per aumentare i profitti delle vendite, ma resta da chiarire se sarà esclusa o meno la clausola del massimo ribasso, cosa che permetterebbe di elevare effettivamente la cifra pro capite ai previsti 6 euro .
Moltissimi hanno chiesto notizie di RITA BERNARDINI e del suo sciopero della fame (interrotto ieri al 25° giorno), delle proposte sulla Liberazione anticipata ordinaria e speciale di Roberto Giachetti e di quelle contenute nel documento della commissione promossa dal Ministro Cartabia, dimostrando quante aspettative vi ripongano .
Ebbene proprio ieri queste sono state rese note e tra sconti pena, più ampio accesso alle misure alternative e modifiche all’ordinamento penitenziario vanno proprio nella direzione di riportare nella legalità e nel rispetto di quanto previsto dall’art.27 della Costituzione le carceri del nostro paese come da tempo chiediamo .
In conclusione il vero problema di Marassi è quello di essere da oltre un anno privo di un Direttore dopo la promozione della Dottoressa Milano a Provveditore del Triveneto, di essere rimasto privo anche di un Comandante fino alla scorsa estate ed affidato ad una gestione provvisoria per un periodo irragionevolmente lungo .
Fondamentale è che il DAP provveda finalmente alla nomina di un nuovo Direttore e che la scelta cada su una figura di adeguato profilo, attenta alle esigenze del trattamento e capace di dialogo e di confronto con detenuti e detenenti, qualità che sembrano essere venute meno in troppe occasioni in questi ultimi mesi .
Per il Partito Radicale: Stefano Petrella,  Angelo Chiavarini
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