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Intervista/ Celle, Carla Camoirano, Itinerario culturale per la matematica. Ha ideato anche CELLELAB. Il papà cofondatore di Stomec con Tortarolo e Olmo. E i 36 artisti…

Per la prof. Carla Camoirano, già docente di matematica al Liceo classico Gabriello Chiabrera di Savona, la Matematica ha rappresentato – per dir così – un faro nella sua esistenza, la passione dominante. Nel 2003 ha fondato CELLELAB e grazie a lei il comune di Celle ospita una galleria di ceramiche dedicate od ispirate alla disciplina matematica. In queste settimane organizza con entusiasmo un ulteriore ambizioso disegno.

di Gian Luigi Bruzzone

La prof.ssa Carla Camoirano con il marito Renzo e i figli

Ci vuol parlare della sua famiglia?

La famiglia paterna giunse da Calice Ligure a Celle dov’era sfollata, e vi si fermò. I nonni paterni erano peraltro genovesi, mentre la mia nonna materna era lombarda e nobile. Mio papà Ezio (1917-76), pilota dell’Aeronautica militare, in pensione negli anni Cinquanta, sposa Angioletta Rossi (1922-2010), diplomata in pianoforte, ma che si dedica alla famiglia. Siamo due sorelle: Carla e Simona di tre anni più giovane; essa consegue l’abilitazione all’insegnamento in disegno e in storia, ma non esercita.

In particolare di suo padre Enzo. E la STOMEC ?

Una volta giubilato mio padre Ezio, negli anni Sessanta, fondava la STOMEC, insieme con Salvatore Tortarolo e Michelino Olmo, donde l’acronimo. L’azienda produceva lucidatrici, macchine per i gelati, trasformatori, e nei primi anni anche stabilizzatori elettrici per le televisioni. Mio padre aveva la privativa della MIVAR (radio e televisioni assai rinomate, allora) ed era appassionato di pesca, presidente della sezione della pesca sportiva dello Sporting club di Celle.

Il suo corso di studi ? Forse da qualche insegnante ha appreso una lezione di vita…

Dopo aver frequentato il Liceo Scientifico “Orazio Grassi” di Savona, m’iscrissi alla facoltà di matematica dell’Università genovese. Il gusto per questa fondamentale disciplina mi fu trasmesso dal prof. Piero Ivaldi del Liceo.

Com’è sbocciata la passione per la matematica ? Capisco, il mondo è scritto in caratteri matematici  E quale filone della disciplina è da lei prediletto ? Ovvero le interessano tutti, indistintamente…

Mi interessano in particolare la storia della matematica ed i suoi collegamenti con le diverse discipline.

Nella sua professione docente ha notato un mutamento negli allievi nel corso degli anni?

Eccentrica istantantanea della prof.ssa Carla Camoirano

Nel corso degli anni ho in verità notato un netto mutamento negli allievi: prima curiosi e desiderosi d’apprendere, poi più propensi alla “pappa fatta”. Direi che i ragazzi di oggi non intendono faticare, si accontentano di soluzioni semplicistiche: non tutti, va da sé, ma la maggior parte.

Un consiglio agli studenti ?

Appendere in camera un poster di Eistein con la famosa citazione: «Dont not warry about your difficults in Mathematic I com assure your mine are still greater». Del resto, sulla prima pagina del loro quaderno facevo vergare questo pensiero di Morris Kline: «La matematica è la suprema conquista intellettuale dell’uomo. La musica allieta e calma l’animo, la pittura delizia la vista, la poesia suscita emozioni, la filosofia appaga la mente, l’ingegneria migliora la vita dell’uomo, la matematica offre tutti questi valori».

Un libro consigliato?

Il teorema del pappagallo di Denis Guedy.

Soddisfazioni scolastiche…

Le soddisfazioni incontrate nel mondo della scuola non sono poche, e però mi ritengo fortunata. Rammento solo un episodio che al ricordo ancora mi commuove. Allorchè si seppe la possibilità di un mio trasferimento al Liceo scientifico “Grassi”, dove si dedicava un’intera settimana alla cultura scientifica, i ragazzi del Liceo classico mi scrissero una lettera aperta per scongiurare tale passaggio ed essa fu pubblicata anche sulla “Stampa” del 9 febbraio 2003: «Cara Prof., resti con noi al Chiabrera». Come si vede, non è vero che al Classico la matematica rappresenti la proverbiale pecora nera. E del resto grandi matematici del passato furono allievi del Classico.

Che cosa la innervosisce?

Quando l’ignoranza per la matematica è considerata quasi positiva, ad un certo livello sociale.

Nel 2003 ha ideato e costituito CELLELAB.  Se non le dispiace, ci ragguaglia su che cosa si proponeva.

L’associazione aveva lo scopo di divulgare la cultura scientifica, in particolare quella matematica, essere esempio di connessione coi diversi saperi, lottare contro la diffidenza per una disciplina ritenuta ostica, entrare in contatto con più ampio pubblico, e fra le altre iniziative minori – forse dovrei dire meno appariscenti – rammento la galleria «Artisti per la matematica». Ebbi l’appoggio convinto della preside Teresa Ferrando e del vice-preside Carlo Ciceri. Quanto al nome, mi ispirai al FERMILAB di Chicago (fondato da Enrico Fermi, per lo studio della fisica) e debbo riconoscere che mi ha portato fortuna.

Come ha coinvolto lo stuolo di artisti nel suo progetto?

Celle Ligure: Itineario culturale artisti per la matematica

Forse parrà strano od insolito, ma non fu troppo difficile coinvolgere ben trentadue artisti, in prevalenza ceramisti, ad offrire le loro creazioni, ispirate a teoremi, e comunque a temi di matematica. Le opere, grazie al contributo finanziario della Fondazione De Mari e della Fondazione benefica Francesco Spotorno, nonché alla disponibilità dell’amministrazione municipale (in un primo tempo alquanto titubante) furono collocate in una suggestiva galleria della dismessa strada ferrata, dopo i Piani, verso Varazze, inaugurata nel settembre dell’anno 2011. Farà piacere ricordare i nomi degli artisti: Angela Arecco, Giovanni Bernat, Gabry Cominale, Alba Maria Dabove, Gianni Daccomi, Giuseppa Distefano, Ettore Gambaretto, Lince Jorge Hernandez, M. Cristina Lottero, Laura Macchia, Giovanni Massolo, Letizia Nicolini, Patrizia Parravicini, Donatella Pecoraro, Gianni Picazzo, Simonetta Porazzo, Vincenzo Randazzo, Caterina Ricci, Lorenza Roncallo, Lorenza Rossi, Federica Traverso, Elisa Traverso Lacchini, Vittorio Zitti.

Fra Celle e Chiusa di Pesio…

La prof.ssa Carla Camoirano in Valle Pesio

La valle di Pesio – patria di mio marito Renzo – è per me la mia seconda casa, dove trascorro settimane riposanti e salutari, anche per il differente ma complementare paesaggio rivierasco, abituale per me. Vi ho trovato colleghi ed amici – e basti menzionare il prof. Donato Berges di Cuneo – coi quali continuo a diffondere la matematica.

Per me la famiglia è …

Per me la famiglia è sicurezza, sostegno nei diversi momenti dell’esistenza, non sempre positivi, è gioia, amore, affetto, abbracci… In famiglia si trascorrono non di rado giorni speciali.

Che cos’è la felicità?

È un insieme di sensazioni fisiche e intellettive che procurano benessere e gioia.

Ieri…

Moglie, mamma, insegnante.

Oggi …

Nonna felice a tempo pieno.

Sul far della sera…

Continuo a pensare alla divulgazione della matematica! La adopero quotidianamente, sebbene in forma semplificata, facendo meno uso di …incognite. 

Grazie, cara Prof. Carla, per aver accolto le mie domande. Le auguro quanto Lei ed i Suoi cari desiderano di bello, e successo per le sue iniziative.

Gian Luigi Bruzzone

Celle Ligure: i coniugi Carla e Renzo Verdesio con  Carolina e Raffaele Arecco e Angela Ruffino (scrittrice della Val Bormida)

DALL’ARCHIVIO DI TRUCIOLI.IT ARTICOLO ‘EPOPEA DI GEPIN OLMO’

A FIRMA DI NANNI DE MARCO

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