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Liguria e Basso Piemonte

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Savona€conomica annunciava: Raddoppio Finale-Andora garantito l’impegno della Regione. La ricorrenza del ventennio: tutti sani e salvi

Ai politici di professione o meno quasi mai va a genio il giornalismo d’inchiesta che dove è ‘scomodo’ la democrazia muore o langue. Il dovere di dare conto del passato e del presente. Non esiste una verità assoluta, ma almeno lo sforzo di far emergere ciò che è facile dimenticare. Trucioli.it, sgradito e magari osteggiato, non ha la forza di rivoltare come un calzino (propaganda abusata) il ‘fortino’ del potere di turno. Chi c’era prima e chi resiste oggi. E allora rileggere una ‘fonte ufficiale’ della Camera Commercio con la sua Savona€conomica (10 mila copie inviate alle attività commerciali) può ancora insegnare qualcosa.

Era l’agosto 2001, 20 anni fa, un mensile ricco di notizie, con l’allora presidente dell’ente camerale  Giancarlo Grasso e la segretaria generale dr.ssa Anna Rosa Gambino. Tra i titoli  anche quello che dava conto che si era concluso  il corso di formazione della Camera di Commercio “Il business è più ‘rosa‘. ‘Donna Impresa‘ ha seguito 17 progetti.

E un’intera pagina come l’argomenta meritava, visto che il tema binari a monte risale, almeno nel suo momento clou, alla visita a Loano dell’allora ministro dei Trasporti, Remo Gasperi, Dc, novembre 1968 (era nei desiderata dell’allora leader dei ‘pontieri’  Paolo Emilio Taviani). E il titolo del Secolo XIX : Gasperi, prima mettetevi d’accordo per un tracciato condiviso…e Roma provvederà al finanziamento.

Dal mensile della Camera di Commercio si leggeva nell’agosto 2001: “Tutti  d’accordo, sindaci, rappresentanti di categoria, Regione: il raddoppio almeno nella tratta  Finale – Andora è improrogabile…. C’era un accordo di programma firmato nel 1998 e un incontro promosso dall’allora assessore regionale Vittorio Adolfo, imperiese doc, con sindaci e rappresentanti delle FS metteva in luce  pesanti dissensi.  Il sindaco di Loano, Angelo Vaccarezza (poi presidente della Provincia, ora uomo forte di Cambiamo con Toti, e capogruppo di maggioranza): “Siamo strenui difensori dei binari a monte, ma pretendiamo un lavoro da 3° millennio. ….Nel territorio di Loano ci sarebbe da demolire  tra 20 e 30 case e il progetto del ’98 prevedeva un’altezza  di 2 metri sopra il torrente Nimbalto che già lasciava dubbi al Comune, ora si parla  di 7 – 8 metri, una vera diga alle spalle di Loano. Noi insieme al Comune di Borghetto S. Spirito  stiamo per affidare  ad una società norvegese uno studio di fattibilità per un progetto di interramento  della ferrovia….”.

E Albenga ? Il sindaco imprenditore Mauro Zunino. “A prescindere dai costi l’interramento sarebbe la soluzione migliore per la nostra Riviera.  L’importante è procedere speditamente  e cantierizzare. …” E Melgrati sindaco di Alassio: ” Quando abbiamo firmato l’accordo di programma le Ferrovie sono cadute dalle nuvole scoprendo che alla quota sotterranea da loro indicata della stazione di Alassio  vi sono due ritormbinati.  Penso comunque che il tracciato di massima non sia più da ritoccare e l’idea dell’interramento da accantonare per via dei costi. Essenziali, comunque, le variazioni indicate dai sindaci delle varie località”.

Enrico Mantellassi  presidente degli albergatori alassini: “Sono dieci anni che si parla di raddoppio (in realtà non era molto aggiornato quanto alla tempistica). Siamo l’unico paese  tra Gibilterra e Reggio Calabria con una ferrovia a binario unico.”  Anche Francesco Canepa (papa di Enzo già sindaco di Alassio) presidente locale Confcommercio: “Basta rinvii….Abbiamo una riviera  tra le pù belle zone d’Italia e questo ci garantisce il turismo, ma se le infrastrutture sono vecchie e inadeguate come possiamo essere competitivi ?“. E Pino Maiellano presidente  FIEPET parlava di ultima possibilità e ultimo atto di fiducia. “Sono 11 anni che faccio attività sindacale e dai politici promesse mai mantenute…”. Mentre Martino Bolla (ora compianto) presidente provinciale di Coldiretti si diceva preoccupato per il tracciato previsto dall’accordo di programma…..Provocherebbe non solo danni ecologici, ma anche socio economici con l’eliminazione di numerose aziende  attive sul previsto tracciato.  Chiediamo un progetto di minor impatto possibile per la piana d’Albenga, procedure di rimborso rapide e a prezzo di mercato e l’attenta valutazione  dell’ipotesi del raddoppio interrato.

Da escludere, riportava l’articolo della giornalista Silvia Campese (oggi firma di punta della redazione savonese del Secolo XIX),  “un nuovo tracciato alternativo e sotterraneo.  La Regione non vuole notevoli variazioni al programma di massima. I comuni hanno però ottenuto  un nuovo importante appuntamento al 23 luglio…passare  finalmente ai fatti nel rispetto  dell’ambiente e dei cittadini”.

IL SECOLO XIX 9 OTTOBRE 2021

 

 

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