Trucioli

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Chi era Maria Giacinta Drago?

La scorsa settimana ho scritto un breve articolo sull’associazione Toponomastica Femminile in cui, tra le altre cose, ho accennato alla figura di Maria Drago e al suo costante impegno a fianco del figlio: Giuseppe Mazzini.

di Danilo Bruno

Dato che qualcuno mi ha chiesto notizie su di lei, vorrei dare qualche riferimento più compiuto sulla sua figura.
Maria Drago (1774-1852) nacque a san Francesco di Albaro, oggi città di Genova, proveniente da una agiata famiglia di mercanti e si sposò con il medico Giacomo Mazzini, chiavarese, nel 1794.
Giuseppe nacque il 22 giugno 1805 ed ella colse  nel figlio una visione e una capacità maggiore della media tanto che col tempo lo indirizzò verso Padre Descalzi, noto giansenista,allo scopo di contribuire alla sua crescita culturale e spirituale. La scelta fu estremamente importante ma soprattutto ella affiancò il figlio,riconoscendo un proprio limite di istruzione e una forte volontà di studiare ulteriormente per la propria crescita culturale.
Mazzini fu arrestato nel 1832 e incarcerato a Savona, dove ideò la Giovine Italia e nel 1833 decise di optare per l’esilio . Questa scelta fu determinante per i rapporti madre-figlio poiché da quel momento Maria Drago sostenne sempre suo figlio sia economicamente che nelle idee di costruire una nuova Italia, partendo da un cosciente movimento rivoluzionario, che partisse dal basso e fosse originato direttamente dalle coscienze individuali di coloro che assumevano la propria responsabilità verso l’Italia e verso la collettività.
Maria Drago contribuì con le lettere, le letture, il sostegno economico e l’informazione continua ad aiutare il proprio figlio ma,se si leggono i documenti, emerge chiaramente un rapporto di reciproco arricchimento fatto di notizie,scambi di idee e consigli sulle letture da affrontare e pareri su quelle già effettuate.
Si deve infatti pensare che Maria Drago dal 1833 al 1852 (anno della sua morte) vide saltuariamente il figlio e solo in occasioni particolari (a Milano durante le Cinque Giornate, in fugaci e segrete apparizioni a Genova) ma fu sempre oggetto di particolari attenzioni di tutto il movimento mazziniano poiché assunse sempre il carattere di una sorta di punto fermo e di concreto sostegno dei progetti mazzinani tanto che il 12 agosto 1852 “l’accompagnamento del suo cadavere è stata una imponente dimostrazione politica, l’hanno seguito gente di tutti i colori, i regi eccettuati.Le associazioni operaie erano moltissime,infine si contavano un tre mila persone di seguito e numero considerevole di spettatori” (tratto da una lettera di Carlo Pisacane a Cattaneo).
Nelle lettere soprattutto Maria Drago ,nonostante i continui proclami di ignoranza e di modestia,fu una donna di grande carattere e di dirittura morale,che si schierò per i diritti delle donne e contro la pena di morte oltre a non sopportare il clericalismo e la pochezza culturale dell’ambiente aristocratico genovese. Ella divenne quindi un continuo punto di riferimento,di stimolo e di confronto per Giuseppe Mazzini tanto che , a mio parere, può essere quasi paragonata con l’idea della Terza Roma,repubblicana e di lavoratori e lavoratrici,che doveva essere realizzata dopo quella degli Imperatori e dei Papi.
La Terza Roma infatti veniva a costituire ,oltre ad un obiettivo finale, come la madre di Mazzini, una continua fonte di stimolo, di confronto e di utile elemento per la crescita educativa e culturale del popolo italiano come per Mazzini divenne sua madre: Maria Drago.
Danilo Bruno
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