Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Albenga, il prof. Rapa: 3 suicidi in pochi giorni. ‘Matteo cosa ti è successo’. Un ragazzo d’oro. Centinaia di commenti social. Il dr. Giusto: Noi medici vittime di burocrazia e di incompetenti

Il prof. Gino Rapa di Albenga, docente in pensione, laureato in Lettere antiche all’Università degli Studi di Genova sulla sua pagina facebook: Ad Albenga tre suicidi in pochi giorni, tre giovani vite spezzate. I segni della fragilità umana, dell’inquietudine interiore non sono facili da percepire, neppure da chi è vicino e potrebbe portare aiuto. Non sempre l’apparente serenità equivale a benessere spirituale. Una preghiera e tanta tristezza.

Il dr. Matteo Grollero

Rapa: “A volte sono proprio le persone che appaiono estroverse, disponibili al sorriso, ottimiste, attente verso gli altri le più fragili. Rocce friabili, si sfaldano lentamente tra familiari, amici e conoscenti distratti fino a un punto di non ritorno. La vita è un tormento.Dura.Durissima. A ogni età”.

Il sindaco dr. Riccardo Tomatis: Ciao Matteo. Quante volte abbiamo pedalato insieme parlando del nostro lavoro e dei nostri progetti, quante volte ci siamo trovati insieme nelle emergenze.  Tante persone vivono ancora grazie a te. Eri per me un carissimo amico, ti voglio bene. Se ne vanno sempre i migliori.

Rosaria Porporpora- Caro Prof…ho avuto modo di confrontarmi con uno di loro giusto venerdì e…le assicuro che mai e poi mai e lo risottolineo MAI avrei pensato a un tale epilogo. Nulla che facesse trasparire una tale sofferenza interiore da arrivare a un gesto tale. Mi fermo qui. Perchè non ho molto più da dire. Solo tanta tristezza e dolore.

Rosa Bellantoni-…Mi sono chiesta come sia possibile che non si vedano … avvertano…i segnali di tanto malessere… abbiamo proprio perso la capacità di essere empatici…o almeno attenti…che tristezza . Che riposino in pace …quella pace che è loro mancata in vita… condoglianze alle famiglie.

Tullio Anfosso – Matteo è stato mio alunno per 5 anni a Ranzo…. Poi U Megu in bicicletta…. Un ragazzo d’oro…. Cosa ti è successo Matteo?

Monica Valdiserra – Molto spesso chi arriva a mettere in atto un gesto così terribile si nasconde molto bene dietro una apparente tranquillità, tanto che neanche la famiglia riesce a capirlo. Parlo purtroppo per esperienza personale e garantisco che ci siamo scervellati tutti per cercare di capire e perdonare… e perdonarci, ma non è facile. Mi dispiace per questi ragazzi, soprattutto per Matteo che conoscevo da molti anni. Un abbraccio alle famiglie.

Un brutto risveglio stamattina con la triste notizia del gesto di Matteo. La nostra comunità è troppo scossa questa settimana, con tre vite spezzate.
Raiko Radiuk – Un brutto risveglio stamattina con la triste notizia del gesto di Matteo. La nostra comunità è troppo scossa questa settimana, con tre vite spezzate. Non so cosa possa averli portarti, ma so che è crudele. Sembra che sia fatto senza un motivo… perché, forse, non esiste nessuna buona ragione per morire… Ma, a volte, sembra anche cosí difficile trovarne una per vivere.
Rapa risponde- Purtroppo per chi lo fa un motivo c’è sempre e non ti lascia via d’uscita.  Riposino in pace.

Franca Cenci di Ranzo – Le 5 persone, che conosco, e si sono suicidate ultimamente, palesemente non avevano/hanno, chi resta,… problemi economici o di lavoro, PROBLEMI PERSONALI E VOGLIA DI VIVERE… nulla, sembrava tutto ok 👌 ah giustifico, il tutto, pensando che, quando hai quel obiettivo fai in modo che sia il tuo obiettivo… 😪😢 povero chi resta….

Gian Luigi Sarzano- Tristezza infinita… ma hai ragione Gino… occorre anche farsi qualche domanda.
Anna Rita Taboni – Troppa infelicità dietro tanti sorrisi….ahimé solo per non essere giudicati per le proprie fragilità.
Maria Vaccaro- A volte si sorride solo con la bocca ma gli occhi raccontano tanto…. Bisognerebbe andare oltre alle apparenze ma non sempre abbiamo questa capacità
Neva Vagnetti – Oltre l immenso dolore, in chi resta ci sarà sempre l angoscia di non aver capito e di non aver fatto abbastanza. Un abbraccio alle famiglie.
Antonella Panero – Si tanta tristezza e secondo me tanta, tanta solitudine..nonostante abbiamo intorno tante persone, tanti amici reali o virtuali..alla fine siamo soli ad affrontare i problemi più intimi e gravi ..
Ramiandrisoa Sandra – A volte il nostro egoismo non ci fa vedere che le persone intorno a noi stano soffrendo in silenzio. Poi arriva un segnale inaspettato che ti fa capire che devi fare una scelte per salvarle. La capacità di percepire questi segnali in tempo è fondamentale. Un abbraccio alle famiglie.
Daniela Vaccaro – La fretta , la frenesia, la scusa della privacy, non lasciano spazio alle , a volte, sane conversazioni che ci permettono di avere degli indizi da queste persone così sofferenti. E, comunque, capita anche che non vogliano farsi aiutare. È così complicato …ti dicono: ” tutto ok” per non farti pesare il loro disagio, o per vergogna . Come in quella canzone di Riccardo Fogli, ” parli una lingua che per gli altri è sbagliata, anche restando a cento metri da casa”…
Rita Di Marino-  Solo tanta solitudine e disperazione al punto di considerare il suicidio come fine di una sofferenza che è diventata insopportabile. Vedi la morte come unica soluzione di tutti i tuoi problemi. Stiamo attraversando un periodo complicato e qst non aiuta. Troppi disagi interiori non manifestati.
Antonella Beltrame- Io non mi sento di condannare chi non ha visto. Non conosco il caso e quindi non so nello specifico. So, però, che a volte non è facile vedere, perché la fragilità viene nascosta accuratamente. Proprio da chi è fragile. E che magari fragile non sembra. A familiari e amici restano, purtroppo, la disperazione, il tormento, il senso di colpa.
Gino Rapa risponde – Sì è così. I familiari sono loro stessi vittime.Non volevo assolutamente incolpare nessuno.Viviamo una vita troppo frenetica. Avremmo tanto bisogno di fermarci un po’, aiutare e essere aiutati. Parlare.Non sentirci soli. Personalmente l’unico bene che “invidio” a chi la possiede è la serenità. La rincorro da anni.
Robaldo Emilio- Non tutti hanno la fortuna di sopportare le delusioni…Specialmente i giovani,mettiamoci nei loro panni… che futuro hanno? Problemi di lavoro, nn riescono neanche a farsi una famiglia con gli stipendi che ci sono (sempre che ci sia) se aggiungi delusioni sentimentali è dura.
Miriam Regali- La vergogna di chiedere aiuto!e le persone vicine che non capisco no!. Soli e disperati in un mondo brutto.
Lory Castellari – Si Gino, la serenità è il bene più grande che abbiamo. L’unica cosa che nonostante tutte le difficoltà ti fa meravigliare ogni giorno davanti ad un tramonto e sperare di poterlo vedere anche “domani”!
Giovanni Ciolina  da Il Secolo XIX – Sempre in prima linea sull’automedica Sierra 2 di Albenga, sorridente, preparato, una gran passione per l’arrampicata e la bicicletta. E soprattutto aveva una moglie splendida e due adorati figlioletti. Non è servito a nulla. L’altra notte, Matteo Grollero, 39 anni, ha smontato dal turno in centrale operativa, poi cosa sia successo nella sua testa nessuno lo saprà mai. Agli stessi colleghi che gli avevano dato il cambio qualche ora prima è toccato il compito di ritrovarlo nel vigneto di famiglia, a Ranzo, in Valle Arroscia dove abitava. Ormai senza vita. E la notizia ha ben presto fatto il giro della vallata dell’entroterra imperiese dove la famiglia è conosciutissima. Il padre, ormai in pensione, è stato a lungo il medico condotto di Ranzo.
Ma non solo. Parole di vicinanza alla famiglia sono arrivate dai vertici dell’Asl 2 per cui lavorava, ma anche dal presidente dell’ordine dei medici Luca Corti. «Bravissimo medico e bravissima persona – spiega quasi sottovoce il primario del pronto soccorso di Pietra Ligure e di Albenga – Quando poteva veniva in pronto a scambiare idee e i pazienti che portava in pronto erano già stati stabilizzati al meglio».Un lutto che ha sconvolto tutta la famiglia del pronto intervento provinciale. Oltre che medico faceva parte del Soccorso Alpino e recentemente aveva svolto il corso per l’elisoccorso. «Una tristezza – si lascia andare Danilo Cimolato, responsabile di Savona Emergenza – Avevamo progettato i turni del prossimo mese ed ora non c’è più. Inspiegabile».
Era soprannominato “Meghu” o “Meghettu” da alcuni suoi collaboratori che ieri mattina hanno voluto lasciare un pensiero in ricordo di un collega serio, preparato e soprattutto dalla grande umanità. «L’ho visto ieri in bicicletta – racconta Andrea Bronda – Mi sembrava sereno. Invece chissà dentro cosa aveva. Non ci posso credere».

RENATO GIUSTO (MEDICO DI FAMIGLIA E IMPEGNO DI LUNGO CORSO IN POLITICA): TROPPI BUROCRATICHI CREATI DA AMMINISTRATORI INCOMPETENMTI

DAL BLOG ‘UOMINI LIBERI’ – Dopo 50 anni di professione, in cui ne ho viste di tutti i colori, purtroppo devo

Il dr. Renato Giusto, popolare personaggio, consigliere comunale, già presidente del Consiglio comunale di Savona, ex presidente dell’Ordine dei medici della provincia di Savona

affermare che la situazione in cui si trovano ora i medici ad operare è gradualmente negli anni peggiorata particolarmente: sia per i problemi burocratici creati da amministratori incompetenti in campo sanitario nazionale e periferico , e per le condizioni createsi a seguito della pandemia da Covid gestita malissimo, sia organizzativamente che informativamente, creando confusione e caos e disorientamento della popolazione. I medici e tutti gli operatori sanitari si sono trovati ad affrontare senza chiare direttive situazioni estremamente stressanti, rischiando la propria incolumità e dei propri familiari. Le conclusioni di ciò hanno portato a gravissime situazioni: è mancato un ottimo Medico probabilmente molto impegnato nel proprio lavoro del 118 estremamente difficile e stressante. A Lui e alla Famiglia il mio pensiero più profondo e rispettoso che mi esce dal cuore. (Renato Giusto)

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