Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Celle Ligure, storia di scempio ambientale. Una testimonianza che deve scuotere le coscienze. Il ‘sasso’ nello stagno di Maria Teresa Reineri


Celle è anche fonte di rincrescimento: non posso non lamentare giornalmente lo scempio che è stato fatto al paese da chi ne doveva avere più cura. E che continua….” Maria Teresa Reineri ha insegnato al Dipartimento di Informatica  dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare dell’Università di Torino, dove si era laureata e diplomata al Liceo classico Camillo Cavour. Vive nel capoluogo piemontese, dall’infanzia la sua seconda dimora è sempre stata Celle Ligure.

Celle ligure era il 1952 con Maria Teresa Reineri
La prof.ssa Reineri con Rosemary Calciati

La prof.ssa Reineri fa parte del Centro Studi Piemontesi – Ca dë Studi Piemontèis (CSP), associazione senza fini di lucro. Ha scritto n el 2010″L’Archiatra di Casa Savoia …” edito da Centro Studi Piemontesi. E autrice di ‘Anna Maria D’Orlenas regina di Sardegna duchessa di Savoia. Porta la sua firma la traduzione, introduzione, ricerche e note con Cristina Corlando, del libro di Faustina Roero di Cortanze. A vent’anni ero bella. Diario di una Dama di corte 17 ottobre 1817 – 16 ottobre 1871.

Trucioli.it con il prof. Gian Luigi Bruzzone ha pubblicato  il 14 ottobre 2021 un’intervista a tutto campo all’illustre personaggio cellese d’adozione (vedi…..).

Celle Ligure 1943 Maria Teresa Reineri

Mio padre fece costruire nel 1936 la casa in cui ancora abito (“la villetta bianca in cima alla collina / ridente al sole in faccia alla marina / è la dimora estiva dei Reineri …”) in previsione della seconda nascita in famiglia, la mia, 20 marzo 1937. Da allora trascorsi in questo paese le vacanze estive, e non solo. Quando iniziarono i grandi bombardamenti inglesi nel novembre 1942, abbandonammo Torino e ci rifugiammo qui. Il cibo scarseggiava, ma i miei riuscirono quasi sempre a sfamarci. Le colazioni a base di patate bollite, condite con il sale per i grandi, con un po’di zucchero per noi bambini, però erano frequenti.”

Celle Ligure 1970

La Celle della mia infanzia e della mia giovinezza. Le estati degli anni Cinquanta furono magiche. Tantissimi gli amici: Franco Reviglio della Veneria (futuro ministro e presidente dell’ENI) mi portava in motorino a ballare al mitico “Cabiria” sulle fasce digradanti sul mare dei Piani d’Invrea, Umberto Allemandi (abitava in casa nostra), ideatore del “giro di Francia” a biglie su pista di sabbia che costruivamo ogni pomeriggio imitando per quanto possibile l’andamento della tappa vera, e molti altri che sarebbero diventati uomini di cultura o imprenditori di successo (come Carlo [1934 – …] e Franco Debenedetti [1933 – …]). Purtroppo osservavamo con preoccupazione scomparire a ritmo frenetico i grandi orti dei “Piani”, sostituiti da case esteticamente grossolane e, dopo il pianoro, anche la prima collina fu invasa dai condomini che di suggestivo avevano il nome soltanto: “Villaggio degli olivi“!…Negli anni dell’Università il “mondo” ci attraeva, a Celle si andava solo per un breve saluto, ogni volta ricevendo, ahimè, una nuova coltellata: l’ultima villetta aveva lasciato il posto ad un nuovo condominio, i negozi dei “besagnin” erano inghiottiti inesorabilmente dalle catene dei supermercati e, poi, dai venditori magrebini. Ritornai, con continuità, assieme a mio marito all’inizio degli anni Settanta per allevarci nostro figlio, cui lasciai tutta la libertà di cui avevo goduto. Mi commuove sentirlo oggi rimpiangere “il tennis che esisteva dietro casa” o “il cinema in mezzo agli olivi”: mi dà gioia questo legame e spero che continui nel tempo…..

Al mare di Celle Ligure 1972

La Celle odierna. Le giornate settembrine ancora oggi mi riconciliano con Celle, anche se sono velate da una ricorrente malinconia; passata la sfuriata vacanziera furono sempre occasione per rivedere le antiche amicizie, cellasche e non, che la folla dell’estate mascherava. Compagne e compagni delle elementari (Rita e Costantino Bruzzone, Irene Grondona, Maria Teresa Arecco, Vittorio, Ettore, Aldo Bruzzone …) che non sono più.

La cultura del Ponente ligure?  Noto con piacere l’intensa attività di ricerca della Società Ligure di Storia Patria di cui sono costantemente informata: vorrei leggere tutto, ma quanto è poco il tempo a mia disposizione! Amo la Liguria “scarsa lingua di terra che orla il mare”. Sbarbaro: mi commuovo ad ogni suo verso. La terra che l’ha generato ha cultura e sensibilità. Penso ai racconti di Gaetanodel Ghiare, alla pittura magistrale di Raffaele Arecco, all’arte fantasiosa di Eliseo Salino… Una sensibilità tuttavia difficile da percepire nel vissuto quotidiano. Ahimè, le cerchie familiari difficilmente si aprono ad accogliere il “foresto”.
Il ritorno dagli Usa 1969


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