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Inedito/ Sulfurei saluti da Savona. Naufragio di Nuovo Francesco (1902). E la Poggi-Astengo. E Museo Villa Cambiaso: Giorgio Falletti e 12 artisti

Nel corso della sua ricognizione dei velieri locali tra Ottocento e Novecento, Piero Pastorino continua a ricostruire vicende poco esplorate di storia marittima. Il protagonista dell’articolo inedito allegato (Sulfurei saluti da Savona) è un brigantino goletta/scuna – Nuovo (San) Francesco – naufragato nel 1902, ben conosciuto anche per una terrificante cartolina, spesso riprodotta nelle pubblicazioni locali.

di Piero Pastorino

Sulfurei saluti da Savona. “Navigando” nella raccolta di immagini digitali della collezione che Mariano Bosco ha condiviso con la Società Savonese di Storia Patria, mi sono imbattuto in una immagine che, naturalmente, ha subito acceso la mia attenzione per le cose di mare. Eccola:

La fotografia, diventata addirittura una cartolina postale, raffigura un brigantino goletta la didascalia
menziona Nuovo S. Francesco naufragato su una scogliera con lo sfondo di quello che direi essere
il profilo della nostra costa.
Si notano intorno al nostro brigantino goletta (albero di trinchetto a vele quadre e albero di mezzana a randa) alcune barche che stanno evidentemente cercando di salvare il salvabile e di scaricarlo su una “piatta” in attesa.
Si tratta senza dubbio di un tentativo di allibo del bastimento, in maniera che il veliero, alleggerito di
una parte sostanziale del carico, possa tornare in qualche modo a galleggiare.

La data di spedizione della cartolina è il 5 settembre del 1903.
Verrebbe da pensare che la dedica “Tante cose gentili”, inviando la foto di un naufragio, possa forse
suonare un filino ironica; chissà, magari un riferimento a qualche amore naufragato tra nostri nonni…

Cercando sui Registri Navali dell’epoca ed altre fonti, credo di essere giunto a capire di quale
bastimento si trattasse e delle circostanze in cui è avvenuto l’investimento della scogliera.

Dal 1896 il porto di Savona venne classificato, in base alla movimentazione delle merci, nella 1° categoria della 2° classe.
Questa classificazione richiedeva di movimentare oltre le 250.000 tonnellate di carico. Furono finanziati molti lavori di ampliamento del porto e, tra gli altri interventi, si procedette all’allungamento della scogliera del molo frangiflutti, anche se con i soliti tempi biblici. Durante questi lavori il genio marittimo omise di cambiare la posizione dei fanali di entrata in porto, verde a dritta e rosso a sinistra per le navi entranti.
Questi fanali hanno settori di visibilità ad hoc, in altre parole si possono vedere solo se la rotta e la posizione dell’imbarcazione soddisfano certe condizioni di sicurezza; questa mancanza di adeguamento dell’angolo di visibilità (soprattutto del fanale verde) a mano a mano che l’estensione del frangiflutti procedeva, portò ad una serie di incidenti.

Il più noto è quello relativo alla fotografia e si riferisce al brigantino goletta Nuovo Francesco C. (non Nuovo S. Francesco, come indicato nella didascalia).
Era un “nostro” bastimento, nel senso che era stato varato a Savona, dalla spiaggia del Prolungamento, nel marzo 1890 dal famoso cantiere di Emanuele (detto Manuello) Calamaro per
l’armatore F. Cassini & C. di Porto Maurizio.
Aveva una stazza di 140 tonnellate, era lungo 29 metri e largo 7,20.
Al comando del capitano R. Benedetti navigò per questo armatore, con la matricola 654 di Porto
Maurizio, dal varo al 1895.

Dopodiché venne venduto al capitano viareggino Giuseppe Martinelli fu C., che lo immatricolò nel Compartimento marittimo di Livorno al numero 1521 e, secondo i dettami di una buona scaramanzia marinaresca, non ne cambiò il nome.
Il capitano R. Benedetti continuò a comandarlo per due anni, fino al 1897, quando passò al comando
di Adolfo (Rodolfo) Martinelli, uno dei figli dell’armatore.
Come si vedrà in seguito, questo tipo di bastimento era familiarmente chiamato, in dialetto ligure, scuna (“italianizzandolo” in sconner); in Versilia veniva chiamato Scunere.
Chiaramente erano entrambi derivazioni dall’inglese schooner, che però indicava più propriamente la goletta.

Era molto usato sui traffici di cabotaggio, specie in Mediterraneo.
Ed ora, posati i Registri di Classificazione, lasciamo parlare il quotidiano savonese Il Cittadino in data 4 aprile 1902.

Quelle vicende drammatiche sono anche l’occasione per ricordare una importante industria, la Poggi & Astengo attiva dal 1890 al 1964, che ebbe la sua sede nel porto di Savona, la cui attività era indirizzata allo zolfo siciliano e al suo utilizzo nei vigneti.

 SAVONA – “Il mio tempo”: dedicato al percorso di vita dell’artista poliedrico Giorgio Faletti.

 

Museo Villa Cambiaso – 

Evento fortemente voluto dalla presidente dell’Associazione Culturale Museo Artepozzo, Angela Maioli Parodi e dalla moglie di Giorgio, Roberta Bellesini Faletti, Madrina dell’evento, già in programma da un anno, finalmente alla sua prima edizione di un percorso itinerante che vedrà altri due appuntamenti.

Verranno esposti alcuni dipinti realizzati da Giorgio, materiali significativi del suo percorso artistico, costumi, riconoscimenti, libri. Saranno anche presentate delle videoproiezioni del film dedicato a lui, realizzato lo scorso anno. Vi sarà un intervento di Voci nell’Ombra, associazione dedicata ai Doppiatori, che vede nella presidente Tiziana Voarino, una relatrice di rilievo nel percorso artistico di Giorgio Faletti. Nel grande salone adiacente, saranno presentate opere di artisti contemporanei associati. 

Inaugurazione domenica 19 Settembre, ore 17.00. La mostra sarà visitabile gratuitamente dal 20/9 al 03/10.

L’evento sarà presentato dalla Giornalista Scrittrice Bruna Magi, che vede un coordinatore, Lorenzo Bersini, la moglie Roberta Bellesini Faletti, Tiziana Voarino, il fotografo ufficiale Nino Carè e la performer Laura Tarabocchia, ed alcune figure Istituzionali.

Artisti contemporanei associati presenti: Luciano Cantoni pittore, Lorenzo Bersini pittore, Claudia Tüzüm pittrice, Osvaldo Mascarello pittore, Nadia della Longa pittrice, Marco Creatini pittore, Mirco Colombo fotografo, Massimo Previtera sculture, Lanfranca Finotti pittrice, Laura Tarabocchia pittrice-performer, Nino Carè fotografo

 

 

 

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