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Savona, il candidato: L’inganno delle mini centrali nucleari. Cosa accadrebbe a Vado Ligure…

Clamorosa proposta del Nucleare di 4° generazione, ad un evento di Italia Viva. Un nuovo preoccupante 1°settembre. Per la prima volta al mondo, un Ministro dell’Ambiente, ( ormai nuclearista !? ), “aggredisce” gli Ambientalisti, “invade e nuclearizza” il campo  dell’Ecologia e di fatto “dichiara guerra” all’umanità.

di Giovanni Maina*

Lo ha fatto aprendo all’utilizzo degli Small Modular Reactors di 4° generazione.

Roberto Cingolani (Milano, 23 dicembre 1961) è un fisico, accademico e politico italiano, dal 13 febbraio 2021 ministro della transizione ecologica nel governo Draghi.

Tuttavia, per non scadere a livello degli insulti di Roberto Cingolani, ritengo sia doveroso rimanere sul terreno della razionalità, iniziando a chiedere scusa alle migliaia di vittime e  disabili causate dai disastri nucleari di guerra e di pace.

Ricordando subito dopo, che il mondo sta assistendo impotente al doppio disastro radioattivo in corso  che durerà ancora per migliaia di anni, di Chernobyl e Fukuschima, dovuto alla fusione del nocciolo di due centrali nucleari di fissione, allora proposte e imposte come assolutamente sicure.

Rilevando poi che le prevedibili migliaia di mini centrali che si stanno “sperimentando”, utilizzano come le precedenti, la tecnologia energetica più pericolosa mai inventata e che mentre aumentano le probabilità di incidente, di fatto sono globalmente  altrettanto impattanti,  sebbene in modo più distribuito.

D’altra parte, producono sempre le medesime scorie radioattive che nessuna tecnologia riesce a trattare e che inquineranno il pianeta per millenni.

Inoltre è risaputo che questo tipo centrali, inquinano anche in condizioni normali di funzionamento, in quanto devono spurgare nell’ambiente, l’acqua radioattiva di raffreddamento dell’uranio, per non arrestare il ciclo produttivo.

Ma anche la sicurezza di questi “piccoli reattori” dipende da un flusso di acqua, sebbene più grande, che però in caso di incidente, purtroppo statisticamente certo, sarà proprio l’agente di contaminazione delle acque di fiume o di mare in cui verrà riversato in modo continuo.

La storia di 70 anni delle centrali nucleari di fissione, dice che gli incidentii, da quelli piccoli (migliaia) fino ai disastrosi (2), sono avvenuti anche negli impianti considerati totalmente sicuri.

Ricordo che questo processo di relativa sicurezza, è proprio quello che si sta utilizzando dal 2011 a Fukuschima,  per impedire l’esplosione della centrale a causa dell’eccesso di calore prodotto dal nocciolo fuso sottostante, ma che contaminerà l’oceano Pacifico e gli altri mari, lungo i millenni di durata dell’operazione di raffreddamento attivata.

Dunque la situazione prospettata è molto preoccupante in quanto la potente lobby del nucleare, sopita per alcuni anni dalle catastrofi del 1986 a Chernobyl e del 2011 a Fukuschima, che hanno reso l’opinione pubblica consapevole e contraria al rischio nucleare, riemerge per l’ennesima volta e apre un fronte di attacco un po’ surrettizio proponendo falsamente una “nuova” tecnologia  “sicura e mitigata nell’impatto”, con la struttura modulare di “piccoli” reattori da 50 MW, che contiene tutti gli impianti concentrati in tubi di 5 m di diametro, alti 23 m, nei quali avviene tutto il processo di fissione.

Per meglio capire, proviamo ad immaginare cosa succederebbe a Vado se la conversione energetica avvenisse dal metano al nucleare. Si installerebbero 16 di questi Small Modular Reactors, per una potenza complessiva di 800Mw come l’attuale. Ci sarebbero le problematiche di rischio enunciate, aggravate dalla collocazione in un sito praticamente urbano e con il continuo inquinamento dell’acqua di mare, durante il giornaliero funzionamento della centrale.

Purtroppo si tratta di uno scenario realistico.

Tanto probabile in quanto il Ministro lo sostiene con molta convinzione, tanto da attaccare gli ambientalisti che da sempre preferiscono la transizione ecologica, basata sulle energie sostenibili e rinnovabili, solari, eoliche e idroelettriche con l’ausilio del vettore Idrogeno verde, ricavato dall’elettrolisi dell’acqua di mare con queste fonti.

CONCLUSIONI – Per valutare obiettivamente questa riconversione nucleare, è opportuno ricordare che:

. Il Kw nucleare è più costoso di quello prodotto sia con energie solari (fotovoltaiche e termiche a concentrazione tipo Rubbia), sia con quella eolica, senza dimenticare quella idroelettrica.

Affermazione confermata se si considerano i costi di tutta la filiera del modello:

.. Il costo di costruzione delle centrali è notevolissimo, e a fine vita dopo pochi decenni (40-50 anni)

il costo per la loro demolizione obbligata, è triplicato.

.. Il costo del combustibile nucleare, non rinnovabile, è elevatissimo e il suo smaltimento dopo l’uso di circa 2 anni, è ancora maggiore data la necessità di reperire un sito di  stoccaggio perenne, tanto raro quanto inaccettato dalla popolazione.

Ma anche la filiera della rigenerazione del materiale radioattivo, comporta investimenti elevatissimi.

Senza contare infine, che l’industria bellica delle bombe atomiche tattiche, sarebbe enormemente favorita e la proliferazione del rischio sarebbe enormemente facilitata.

… I costi di manutenzione delle centrali sono enormi data la difficoltà di esecuzione in ambiente radioattivo, con frequenti e non brevi fermi della produzione.

…. I costi ambientali in caso di incidenti sono disastrosi e insostenibili e mentre il ripristino ambientale è impossibile, risulta pesantissimo anche il prezzo pagato dalle popolazioni in termini di morti, disabili, sfollamenti.

Viceversa tutte le altre tecnologie proposte nella riconversione “verde” dalla UE sono sostanzialmente prive di queste conseguenze insostenibili, socialmente, economicamente, ecologicamente.

Umanamente poi, il dramma nucleare è visibile e incarnato simbolicamente, nel corpo e nelle vicende della  Campionessa Paralimpica Oksana Masters. Una Atleta tanto ammirevole quanto commovente, multi-medagliata, “più forte di Chernobyl” nata a 400 kilometri dalla centrale, il 19 giugno1989, senza gambe, senza un bicipite, con un solo rene e senza altri organi interni, causa radiazioni di 3 anni prima.

Eppure, è assolutamente certo che con le centrali solari, eoliche e con l’Idrogeno verde, nessun essere umano dovrà mai più vivere una esistenza da disabile causa radiazioni, in cambio di una manciata di Kw elettrici radioattivi, imposti dagli interessi dei potenti e sostenuti da sedicenti ambientalisti, più o meno inconsapevoli.

Pertanto, molto serenamente consiglierei al Ministro Cingolani, che in pochi mesi è passato dalla transizione energetica verde, a quella ben più oscura del mini nucleare di fissione, di ritornare sui suoi passi, che prevedevano anche il nucleare, ma esclusivamente quello di fusione e solo in prospettiva , dopo la sperimentazione che tra qualche decennio condurrà ad una centrale nucleare teoricamente sicura a Cadarache.

Giovanni Maina*

(Lista civica Patto per Savona)

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G.Maina

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