Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Loano, quando volavano i pipistrelli

Sono trascorsi 18 anni. La Gazzetta di Loano  pubblicava una succinta testimonianza – riflessione a firma di Angelo Amerio. La riproponiamo per i giovani e non dimenticare ‘come eravamo’. Sappiamo che a Loano ci criticano perchè con il passato non si campa, meglio le cose di oggi, altrimenti trucioli continuerà ad essere letto da 4 loanesi. Avranno ragione pure loro ad indicarci il modello di giornalismo vincente (Ivg.it), ma non rincorrendo il mercato pubblicitario, nè le notiziole, i copia incolla ping pong dei politici nostrani di turno, continuiamo solitari a perseverare. C’è chi ci scrive per ricordare quale eredità lasciamo alle future generazioni. Chi stimola ad essere attivi e non semplici spettatori.Tanto fumo e poco arrosto
(Gazzetta di Loano 15 aprile 2001)
Siamo ormai in prossimità della primavera. Coloro che, quando si faceva sera, diventavano i padroni incontrastati del cielo, sono adesso sempre più pochi. Mi riferisco ai pipistrelli, i “ratta cuggia” come li chiamavamo a Loano o i “ratti pennughi” come dicono a Genova.
Nelle sere primaverili questi utilissimi divoratori di insetti scorrazzavano qua e là. Della loro scomparsa nessuno può attribuire, questa volta, colpa ai cacciatori. Questi non possono essere ritenuti responsabili nemmeno della scomparsa delle rane, dei rospi, dei ricci ed anche delle bisce, animali che vivevano un po’ dappertutto nelle nostre campagne e con i quali, noi ragazzi di un tempo, ci eravamo abituati a convivere.
Sono stati i prodotti chimici distribuiti nei campi a provocare questo fenomeno, come pure l’inquinamento e l’avanzata del cemento.
I cacciatori, ormai ridotti di numero, non possono fare granché. Li chiamano “bruciaseppi”: fanno tanto rumore con i loro colpi ma ottengono ben poco.
Come dire, tanto fumo e poco arrosto.
Angelo Amerio

LA PETIZIONE POPOLARE diretta a Sergio Costa, Giuseppe Conte, Antonio Tajani, Donald Tusk, Jean-Claude Juncker
Caro Luciano, siamo studenti, figli, genitori, nonni… e da mesi scendiamo in piazza in molte città italiane ed europe, perché siamo tutti preoccupati per i cambiamenti climatici causati dall’uomo. Il tempo sta per scadere: secondo gli scienziati, se i governi non limiteranno le emissioni inquinanti nei prossimi 11 anni, lasceremo in eredità alle nuove generazioni un mondo pieno di catastrofi naturali e gravi carestie.
Il vero potere appartiene alle persone: uniamoci ora e facciamoci sentire! Abbiamo bisogno della speranza, certamente. Ma più ancora della speranza, ci serve l’azione. Quando inizieremo ad agire, troveremo ovunque motivi per sperare. Quindi, invece di affidarci alla speranza, dedichiamoci all’azione”.

 

 

 

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