Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Savona: Per un’educazione alla legalità
La corruzione è un furto di democrazia
Il libro di Barcella, docente e giornalista

“La cultura della legalità deve cominciare a scuola”. Non è un giudizio inedito, ma è riproposto da Piercamillo Davigo (consigliere di Cassazione e già membro del pool mani pulite di Milano) nella prefazione del libro, fresco di stampa e di libreria,’Cittadinanza e Costituzione – Per un’educazione alle legalità’. Autore Gianfranco Barcella, 64 anni,  vive a Savona, docente di materie letterari, da giornalista già direttore editoriale di periodici. 405 pagine per una nuova solidarietà fatta di coerenti messaggi educativi. La sfida per i giovani è quella di confrontarsi nel segno della legalità con realtà diverse tra loro.

Nel testo, tra i profili dei testimoni di legalità, anche giornalisti meritevoli, impegnati, con il coraggio della verità. Il vero educatore è capace di mettersi sempre in ascolto e trasmettere i valori fondamentali che nutrono di bene la nostra società. Gli allievi che sosteranno la nuova maturità sono chiamati a relazionare su un tema riguardante la Costituzione e la Legalità. E chi sono “i testimoni della legalità di ieri e di oggi” ? Il prof. Barcella  ha già pubblicato, tra l’altro, una monografia  su Pietro Giuria (Sabatelli editore), Invito alla lettura di Milena Milani, Le vie dei savonesi illustri, Le vie degli albisolesi illustri, Santa Maria Giuseppa Rossello Testimone di Misericordia. Una raccolta in versi ‘In riva al mare’, Quaderno di bordo, L’Isola del condannato.

Nella prefazione dell’ultimo libro un riferimento al cancro italiano della corruzione, un argomento trattato ed  approfondito  in Cittadinanza e Costituzione, come emerge del resto nel sottotitolo.  Barcella cita Papa Francesco che con un’immagine  efficace  definisce la corruzione “ qualcosa che ci entra dentro. E’ come lo zucchero: è dolce, ci piace, è facile….E poi facciamo una brutta fine !….”

E ancora un riferimento all’insegnamento di Educazione  Civica per “poter esaminare criticamente la realtà’ come ricordava spesso  l’ex presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi. E l’ex Procuratore della Repubblica di Torino, Giacarlo Caselli: “Nel nostro paese  la corruzione ha un’ampiezza, una diffusione ed una sistematicità pari a quella di 20 anni fa”. Per il presidente della Repubblica, Sergio Matterella “occorre estirpare  la corruzione per dare un futuro ai giovani”.  Barcella indica inoltre ” gli sprechi di Stato come le spese incongrue per lavori pubblici, le onerosissime consulenze”. Tanti tumori  che dilaniano le traballanti istituzioni del nostro Paese. Da qui l’importanza di aiutare a creare un loro senso critico, capace di trasmettere i valori fondamentali che nutrono quotidianamente di bene i giovani la società.

Gianfranco Barcella docente di materie letterarie e giornalista

Il libro cita, tra i tante ‘buone notizie che non mancano e sono di grande incoraggiamento, i duemila studenti  che hanno seguito  la prima edizione di ‘Sulla strada giusta’, organizzato dalla Polizia Municipale di Alassio in collaborazione con altre forze  operanti  sul territorio, con il patrocinio del Comune e della Regione Liguria. Un’iniziativa che ha coinvolto anche  la scuola media di Albenga  e la ‘materna’ di Garlenda. Si sono alternati inoltre Il Corpo Forestale dello Stato (ora confluti nell’Arma dei carabinieri), La Capitaneria di Porto, la Guardia di Finanza, le Unità cinofile.

Diventa necessario un nuovo stile di vita, impostando nuove relazioni umane. C’è chi sostiene che una società migliore sia possibile, come pure sconfiggere la corruzione. Uno spazio è dedicato  al ‘costo delle tangenti’, alla ‘Sanità e corruzione’ che, in Italia, vale 23 miliardi. Altri approfondimenti la ‘corruzione in appalti pubblici’, corruzione e concussione,  corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, perfino corruzione in atti giudiziari. C’è un altro primato per l’Italia: solo lo 0,6% dei detenuti è condannato  per reati finanziari.  Perchè il malcostume persistente ci rilega agli ultimi posti in Europa.

Un’interessante ricostruzione è dedicata nel XIII capitolo “Come nasce la cultura della legalità” e cos’è la legalità. Come si promuove e si pratica. Le disuguaglianze  ed il fenomeno mafioso. Non esiste legalità senza cultura dei diritti ma anche e soprattutto dei doveri. Nel XIV capitolo ” La prevenzione come antidoto alla criminalità, una malattia mortale per la società”. C’è l’etica delle istituzioni e senso dello Stato. Diritto al lavoro e diritto del lavoro, altro capitolo di grande attualità e di estremo disagio sociale per le conseguenze che provoca.

Il giudice di Cassazione Piercamillo Davigo (del pool di Mani Pulite a Milano)

Nella parte seconda del libro,  Barcella passa in ‘rassegna’ i testimoni della legalità di ieri e di oggi. Ci sono i magistrati Paolo Borsellino, Antonio  Caponnetto,  Gherardo Colombo,  Francesco Coco,  Piercamillo Davigo, Giancarlo Caselli, Nino Di Matteo,  Giovanni D’Urso, , Giovanni falcone, Raffaele Cantone,  Alberto Giacomelli,  Nicola Gratteri, Raffaele Guarinello,  Rosario Angelo Levatino, Giangiacomo Ciccio Montaldo, Vittorio Occorsio,  Antonino Saetta, Roberto Scarpinato, Pietro Scaglione,  Cesare Terranova. Antonio Di Pietro (magistrato e politico). Emanuele Basile (carabiniere), Giorgio Ambrosoli  (avvocato), Carlo Casalegno , Mauro De Mauro, Giuseppe Fava, Peppino Impastato (giornalisti),  don Luigi Ciotti,  don Peppino Diana, don Pino Puglisi: Antonio Cassarà e Roberto Mancini ( Polizia di Stato), Carlo Alberto dalla Chiesa, il giurista Carlo Esposito. Lea Garofalo testimone di giustizia e vittima della ‘Ndrangheta, Boris Giuliano ( capo della squadra mobile di Palermo), il fratello medico è stato sindaco di Laigueglia. E ancora: Pio La Torre (politico e sindacalista), Pier Santi Mattarella (politico ed amministratore pubblico), Carlo Palermo (magistrato e avvocato), Placido Eiazzotto (sindacalista e politico), Guido Rossa (operaio e sindacalista genovese), Roberto Saviano ( giornalista e scrittore, saggista), Giancarlo Siani (giornalista),  Angelo Vassallo (politico ed amministratore). A tutti, Gianfranco Barcella dedica una dettagliata relazione sul loro operato, con aspetti noti e meno noti.

Tra i citati Michele Del Gaudio. Si ricorda che  nel 1980 da giudice istruttore del tribunale di Savona “segue le indagini sui tumori causati dall’Acna di Cengio”. Tra l’altro tornato in ballo proprio nei giorni scorsi e trucioli.it nel precedente numero ha pubblicato un corposo dossier e documentazione ad opera di T&M (vedi….).

Del Gaudio nel 1983, con il collega capo Francantonio Granero “istruisce  il cosiddetto Processo Teardo che anticipa la stagione di Mani Pulite”.  Del Gaudio coofondatore con il collega Mario Almerighi  del Movimento per la Giustizia.  Diventa membro della  commissione Difesa e di quella sulle stragi. Poi discepolo di Caponnetto, Giuseppe Dossetti, don Luigi Ciotti,  Raffaele Nogato. Del Gaudio visita le scuole  di tutta la penisola per “diffondere i valori costituzionali e quelli della legalità“. L’appendice del libro parla di ‘bullismo e cyberbullismo’ e della ‘buona scuola che educa alla legalità’. Un progetto per la legalità in ogni scuola.

L’ultimo capitolo a trattato “Chi vive nell’illegalità”. Dalla delinquenza minorile, ai fattori psicologici, ai fattori acquisiti, ai reati a sfondo sessuale, il disturbo di personalità antisociale, le prospettive sulla delinquenza minorile. Un ampio vademecum che insegna, testimonia, informa.

LA PREFAZIONE

 

 

 

 

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