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Intervista a Gigliotti / Elezioni 2016, Savona ha superato tutti i record di candidati. Farsi eleggere con la politica per un posto di lavoro

Maria Elena Crespi, giornalista free lance,  intervista Gianni Gigliotti, socialista, direttore di ‘Azione Riformista’, scrittore.

Gianni Gigliotti, nel suo negozio della vecchia Savona, poeta e scrittore

D – Lei è un socialista storico, non fosse altro per l’età e comunque uno degli ultimi della vecchia guardia.

R – Ho resistito, e resisto non avendo nulla di cui vergognarmi al contrario di chi ha buttato, dopo ‘tangentopoli’, alle ortiche gli ideali del socialismo universale, cambiando casacca per gretto opportunismo.

D – Non le sembra anacronistico, oggi, parlare ancora di socialismo visto il micro partito che lo rappresenta in Italia?

R – Il PSI, quello attuale, rappresenta esclusivamente la casta intrigante di un potere più apparente che reale ma non bisogna dimenticare che siamo stati artefici, unitamente ai Radicali, loro più di noi, di una stagione straordinaria che ha visto concretizzarsi il voto ai diciottenni, la rivalsa dei diritti dei cittadini, l’aborto, il divorzio, il riconoscimento dei gay.

D – Come mai, secondo Lei, questi partiti pur rappresentativi delle istanze maggiormente sensibili del Paese, hanno in gran parte perso consensi fino a quasi estinguersi?.

R – Anche i punti fermi si spostano, lo fanno anche i partiti, peggio ancora mutano come la pelle delle bisce, oggi il Partito Comunista Italiano si ritrova democristiano, e non certo ‘a sua insaputa’, grazie a interessi funzionali alla gestione del consenso

D – Quindi socialisti in estinzione?

R – Le rispondo con il discorso di Catelina, oggi pare giunto il momento di ‘incitare i cittadini alla ribellione contro uno Stato alla mercè di una classe dirigente corrotta dedita alle ruberie e allo sperpero‘.

D – E di questi socialisti savonesi cosa ne pensa?

R – Brava gente ma piccoli caporali convinti di essere dei generali, con la mania di manipolare la narrazione politica a loro uso e consumo a secondo delle convenienze giornaliere, vedremo in queste elezioni comunali savonesi quali saranno i risultati e quali le estreme unzioni.

D – Lei, oltre ad essere con i suoi scritti un ‘fustigatore cortese’ è considerato un anticipatore di fatti che poi puntualmente si rivelano.

R – Non sono io ad essere intuitivo, sono gli altri che per non assumersi responsabilità, per non inimicarsi i potenti di turno, fanno come le tre scimmiette ‘non vedono, non sentono, non parlano’ senza rendersi conto che così comportandosi si tagliano da soli la testa infilandola nel sacco dei rifiuti, d’altra parte è pur vero, tristemente, che necessita stare attenti a non travalicare i diritti di critica per non rischiare il mai dimenticato olio di ricino.

D – Quindi è colpa dell’attuale classe politica se il nostro Paese come si suol dire ‘è allo sfascio’, menzionato nelle classifiche come uno dei più corrotti al mondo?

R – Non solo della classe politica attuale, è un retaggio che ci portiamo da tempo, un fardello pesante e doloroso, una classe politica autoreferenziale, litigiosa oltre decoro con una perniciosa longevità che non lascia respiro alle nuove generazioni.

D – Cambiamo argomento, secondo Lei questa nostra Italia, ovvero il mondo intero, come evolverà in un prossimo futuro?

R – Le tecnologie per quanto avanzate non potranno sopportare all’infinito una economia che già palesa vistosi segni di decadenza, è finita un’epoca, anzi una era, già nel 1938 l’economista americano Alvin Hansen aveva pronosticato una ‘Secular Stagnation‘, necessiterà con una certa urgenza inventarsi un altro futuro possibile, cambiare pelle e palle, avviarsi con il capo coperto di cenere verso una austerità scorticante.

D – Quindi poche speranze per un mondo migliore?

R – Parlando di economia credo che abbiamo poco da sperare in positivo, posso sbagliarmi visto che ragiono con la testa e non con la calcolatrice, a meno di qualche evento straordinario, esagerando, la scoperta di una pastiglia miracolosa a sopperire ogni necessità esistenziale, o lo sbarco degli alieni sulla terra, oppure tutti i risparmi del mondo espropriati e rimessi in circolo a ‘tappare i vuoti a perdere’, insomma come diceva Mao ‘grande è la confusione sotto il cielo’.

D – Quindi le nuove generazioni, i nostri figli e nipoti, a rischio di tutto e di più?

R – Sono intuitivo ma non tanto come il mago Otelma, certo che per trovare un posto di lavoro altro non è rimasto che agganciarsi alla politica, farsi eleggere almeno come consigliere in qualche Comune, come media italiana c’è un candidato ogni trecento cittadini, a Savona per queste imminenti elezioni comunali si è superato ogni record.

D – Si è perso il senso della vita?

R – Oggi un ragazzo su tre si droga indifferente alle conseguenze dell’ads, si scambiano gli aghi tra i compagni, c’è una sorta di fatalismo, la natura che abbiamo forzatamente avvelenata rivendica i suoi morti.

D – Lo sporco delle coscienze?

R – Le coscienze oggi sono inascoltate, un impiccio metaforico, anche le pulci starnutiscono ma non le sentiamo.

D – E di questa Europa, cosa ne pensa?

R – Tutto il bene e il male possibile, è come una bella donna invecchiata precocemente incapace di ritrovare il fascino iniziale, c’è necessità di un abile restauratore.

D – Nulla di nuovo quindi, oggi come ieri?

R – Ho il timore, e come me molti italiani, che qualcosa di brutto stia covando come uccello rapace, qualcosa di silente al momento inesplicabile, spero di sbagliarmi ma un venticello inquieto ogni tanto soffia.

D – Lei con ‘Azione Riformista’ ha cercato un verso nuovo, una cultura della politica nobile e partecipata, con quali risultati?

R – Il coraggio della continuità, il conforto e l’incentivo a perseverare da parte di migliaia di cittadini, il disconoscere o sottacere la cultura della politica ha come risultato l’impoverimento della società oltre che di noi stessi, nel contempo cerchiamo di arginare il potere nella sua forma peggiore, siamo consci di essere una barchetta in mezzo al mare, di contare solo su noi stessi con le mani nude, senza apparati dietro la schiena.

D – Una ultima domanda, al referendum Costituzionale come voterà?

R– Voterò un nò convito, non condivido quanto dichiarato dal nostro ex Presidente Napolitano ‘che chi vota nò è un vecchio’ e neppure condivido la Ministra Boschi quando afferma che ‘chi voterà nò voterà come i fascisti di Casapaund‘ una affermazione provocatoria e irricevibile.

Maria Elena Crespi

 

 

 

 

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