Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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La ferrovia a monte Andora – Finale, chimera infinita. E il ministro Scajola: promessa mantenuta anche da Berlusconi

La rassegna stampa è un riscontro implacabile, basta utilizzarla ma non è pratica diffusa. In troppi perderebbero pure quel pizzico di credibilità. In tanti hanno annunciato: la ferrovia a monte, col raddoppio tra Finale ed Andora, sarà inaugurata non oltre il 2015. C’è chi si spingeva oltre. “Il ministro Scajola, promessa mantenuta – titolava la Stampa del 6 luglio 2005 .  Un impegno preso dal governo Berlusconi e da me personalmente”. E l’ex presidente della Regione, Sandro Biasotti: “Questa notizia smentisce tutti coloro che non vogliono riconoscere i meriti…“. Insomma chi erano i gufi ? Come non ricordare un antesignano dei gufi, galantuomo e liberale, coerente e scrupoloso, Antonio Rodano, compianto, consigliere comunale di Loano che nel 1973 ricordava che “Il sindaco di Loano è presidente del Comitato permanente dei sindaci nominato nell’assemblea del 27 luglio 1969…per i binari a monte”. 

L’articolo del compianto Augusto Rembado dava notizia a tutta pagina che col parere favorevole del Pre Cipe. “Il governo Berlusconi ha stanziato 1540 milioni, ed i lavori termineranno nella tratta Andora – Finale, con raddoppio, in meno di 6 anni”. L’allora ministro delle Attività Produttive,  Claudio Scjaola dichirava all’autorevole quotidiano – ma la stessa notizia era riportata da molti mass media liguri – : ” Questa è una promessa mantenuta.  Un impegno preso dal governo Berlusconi e da me personalmente. La deliberazione di queste ore ci porterà al definitivo finanziamento nel prossimo Cipe, prima della pausa estiva, e alla successiva apertura dei cantieri”.  25 chilometri di gallerie, la più lunga Alassio est di 4,8 km. e 3, 8 km di viadotti.  L’opera sarà completata in 5 anni e 9 mesi, ha indicato lo stesso Scajola.

L’ultima doccia fredda ufficiale. La pagina del Secolo XIX del 28 novembre 2014: Andora – Finale sul binario morto. Doccia fredda sull’infinito raddoppio Andora – Finale Ligure. Elia Ad delle Ferrovie dello Stato:  Non si può procedere per lotti. Il ministro Lupi (ora ex, ndr) replica ” E’ il governo a decidere”.  E il governo Renzi, con due ministri liguri,  cinque parlamentari savonesi, tra cui il potente albenganese, avvocato Franzo Vazio, continua ad ignorare  la ‘ferrovia story’. Semmai torna in auge il Ponte sullo stretto di Messina, fa più audience politicamente. La conferma di una riviera savonese dimenticata, remissiva, debole, senza più rappresentanti in Parlamento che si facciano non solo sentire.  Quantomeno c’è un diritto dovuto ai tempi d’attesa. Come abbiamo riportato nel numero scorso di trucioli.it, manca tuttavia una seria intesa tra le amministrazioni locali. Binari a monte significa un duro colpo all’agricoltura- risorsa di Albenga e un colpo micidiale al turismo. Si perde la logistica delle storiche stazioni in centro città. Ne sanno qualcosa le cittadine rivierasche che hanno rinunciato alla stazione: Noli, Borgio Verezzi, Borghetto S. Spirito, Laigueglia. Poi toccherà forse ad Alassio; ad Albenga sarà molto decentrata, in frazione Bastia. Loano l’avrà a 3 chilometri dal centro città, a Pietra Ligure una semplice ‘fermata’. Tutto questo in anni in cui torna prepotentemente d’attualità l’ingolfamento da traffico urbano e la necessità di tornare ad incentivare la ferrovia come accade del resto in tutti i paesi più industrializzati del pianeta. Spostando le stazioni lungo la fascia costiera di fatto si disincentiva l’uso del treno, si penalizza chi lo usa. Ha ancora una senso, stando così le cose, insistere per un raddoppio in sede, ma sotterraneo ? Un’occasione ormai irrealizzabile ? Chi avrà il coraggio e soprattutto la forza di pensare alle future generazioni, ai secoli a venire ?

IL PROSSIMO NUMERO LA RASSEGNA STAMPA DEGLI ULTIMI 40 ANNI CON I PRINCIPALI PROTAGONISTI DEL MONDO POLITICO E DELLA SOCIETA’ CIVILE

 

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