Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Loano, RFI dismette la stazione dal 2017, resta la biglietteria. Allarme passaggi a livello. L’occasione persa di Pietra Ligure

Loano resta un riferimento storico alla ‘divertente’ favola dei binari a monte tra Andora e Finale Ligure. E’ a Palazzo Doria che il 17 novembre 1969 ci fu l’annuncio ufficiale di un ministro della Repubblica, Remo Gasperi. Ad una condizione: la collaborazione fattiva di tutti gli enti interessati, a partire dai Comuni. Come è andata a finire? tra si, no, ni.  E delle 26 personalità politiche presenti (sindaci, presidenti di enti, parlamentari) sono ancora in vita tre. Come se nulla fosse accaduto proprio Loano si accinge a dare addio ad un altro tassello del depotenziamento della linea ‘spacciato’ per innovazione tecnologica. Eppure c’è chi gioisce alla notizia che le FS regalano in provincia di Savona 14 stazioni dismesse. 

A Loano resterà solo la biglietteria di Trenitalia. La data della chiusura della stazione, per fine 2017, è stata comunicata ufficialmente dal dirigente responsabile, ing. Vincenzo Macello, durante un incontro con le parti sindacali, già qualche mese fa. Tutti zitti ? Una parte del sindacato Cgil si era adoperata per convocare un tavolo permanente dei sindaci da Finale Ligure a Ventimiglia. Obiettivo fare un fronte comune contro il depotenziamento. E’ seguita una prima riunione, la seconda campa cavallo ! Albenga ha il ruolo di capofila.  Su questo tentativo di creare coesione alla giusta causa, è stato redatto un verbale. Pure questo ufficiale. Da esso emerge che il Comune di Loano era assente, non si era fatto neppure rappresentare. Una dimenticanza ? Una sottovalutazione, o più probabilmente mancanza di considerazione al tema. Loano si sente forte, politicamente rappresentato dal partito unico di Angelo Vaccarezza che ha già vinto la guerra del ‘tracciato’ in galleria. Una folla festante, di elettori loanesi, festeggiò l’avvenimento alla stregua delle idi di marzo. Ovvero di quei gruppi e movimenti che invece chiedevano e invocano il raddoppio in sede, anzi sotterraneo. Costerà qualcosa di più, ma c’è in ballo la risorsa strategica del turismo, del pendolarismo. Una proposta (raddoppio in sede, sotterraneo) avanzata anni fa da Assoutenti. I binari tra Loano e Albenga rimanevano al loro posto, sono già due e servono alla prima piana agricola della Liguria di  scongiurare l’avanzamento del mare verso la fascia costiera.

Nella discussione- confronto del ‘tavolo permanente’ / antidepotenziamento – da non confondere con le mire dei gruppi oltranzisti che si oppongono sempre a qualcosa – è stato coinvolto anche il sindacato Or.s.a. (quello meno politicizzato)  che, a detta di alcuni presenti, ha puntato soprattutto sulle problematiche relative alla sicurezza che le ‘innovazioni tecnologiche’ non garantirebbero a sufficienza. C’è a questo proprosito un documento che non pare lasci spazio a molti dubbi. Fino ad oggi topo secret per gli autorevoli organi di informazione locale (leggi….).

A Loano e comprensorio è calato la collaudata cortina del silenzio. Non è certo una congiura, solo un metodo che predilige la riservatezza. Per la serie: è meglio che il cittadino non sappia, ci pensiamo noi a tutelare i suoi interessi. Sarà per queste ragioni che a Loano governano sempre le stesse famiglie, o perlomeno un giro ristretto, favoriti dalla solida incapacità dell’alternanza democratica. Farsi i fatti propri, ovvero i propri interessi paga, a quanto pare, in termini economici e di potere effettivo, a cominciare dal boccincino edilizio – urbanistico, aree edificabili grazie alle varianti e in futuro al Puc, sempre da varare dopo le elezioni (?), chiuso nel cassetto e riservato agli occhi discreti, nonostante gli impegni, carta canta, in campagna elettorale. Nessuna motivazione, finora, sul perché del rinvio sponsorizzato dalle solite eminenze grigie. Finché dura ! Nessuno vede o sente, ad iniziare dalle istituzioni della Repubblica alla Guardia di Finanza.

Ancora silenzio per un incontro tra associazioni di consumatori ed il neo assessore ai Trasporti della Regione Liguria, il sanremese doc Giovanni Berrino. Molto attivo e impegnatissimo per via delle deleghe  ai trasporti,  ai rapporti con le organizzazioni sindacali, alla promozione turistica, al marketing territoriale, al personale e alla tutela dei consumatori.  Altro che farsi in quattro. Deve correre fino a Monesi e rassicurare che dopo 40 anni di inerzia e abbandono, l’ex locomotiva delle Alpi Marittime poteva fidarsi delle sue rassicurazioni, ovvero coinvolgere la Regione Piemonte e quindi la provincia di Cuneo per via di alcune aree sciistiche che cadono nel suo territorio e devono assolutamente fare sinergia, anzichè essere di ostacolo. Si tratta è opportuno chiarirlo di terreni di proprietà privata, due fratelli, soli ed anziani.

Per tornare all’argomento ferrovia sarebbe utile rendere di pubblico dominio ciò che è stato detto nel corso dell’incontro. Non è un segreto di stato o di società per azioni.

Parliamo ancora di Loano, un tempo non lontano era la terza o la quarta città della Liguria per incassi ferroviari, basti pensare al movimento del turismo invernale. E Loano era stata la prima a beneficiarne, al pari con Bordighera. Difficile dimenticare che Gianangelo Panizza, compianto, precursore dei centri commerciali in Riviera, già titolare dell’allora Hotel Continental e di uno stabilimento balneare, tra gli azionisti di peso (per un periodo) alla fabbrica di cioccolato Novi Ligure, puntualmente esortava e sollecitava il cronista a pubblicare le foto del lungomare loanese superaffollato della terza età, villeggianti invernali. Tutti gli alberghi e pensioni aperti, molte seconde case occupate, marea umana nel centro storico anche durante i giorni feriali, esercizi pubblici esauriti all’ora del thè.

Oggi a Loano sono rimasti attivi due soli binari, è sotto gli occhi di tutti. Il dirigente del movimento ( un tempo capostazione) oltre ad occuparsi della manovra dei segnali e di alcuni passaggi a livello (in parte sono già automatizzati) fa gli annunci a Loano, Borghetto e, quando è chiusa Pietra Ligure per carenza di personale, anche in quella località. Quali sono le novità che portano alla chiusura della stazione, biglietteria esclusa ?  Il nuovo sistema tecnologico prevederebbe l’annunciatore automatico e l’unico dirigente di movimento superstite dovrebbe operare ad Albenga, gestendo il tratto di linea che va da Andora a Loano.  Razionalizzazione di costi e personale. Altri parlano di farlo arrivare alle porte di Finale Ligure, lasciando a Pietra Ligure un solo binario e pochissimi treni con fermata. Anche a Pietra Ligure prevale la pace silenziosa, da resa e impotenza. E pensare, a proposito di Pietra, che si fosse realizzato un sottopassaggio al servizio della stazione, si sarebbero certamente salvati per gli anni a venire il secondo o il terzo binario con alta probabilità di far fermare, in futuro, tutti i treni regionali.  Invece potrebbe accadere il bis di Borgio Verezzi e cioè che, con un binario unico, i treni devono liberare la tratta il prima possibile e quindi si evita di farli fermare.

A Loano, nel 1997, gli anni gloriosi del sindaco – giudice di ciclismo professionista, Francesco Cenere, i cittadini stupidamente disinformati si dichiararono contrari alla realizzazione di alcuni sottopassaggi lungo la ferrovia. Quali sono stati i benefici ? I passaggi a livello sono 7 e da decenni si discute inutilmente (come lavare la testa all’asino) dei disagi provocati alla viabilità, all’economia, alla ‘borsa’ dei cittadini come perdite di tempo e di lavoro. Basta rileggere le cronache di quel periodo ‘elettorale’ per capire che  nulla sapevano del progetto preliminare di Linea Ferroviaria, con spostamento a monte con raddoppio, del tratto Andora Finale Ligure, redatto dall’ingegner Alberto Rogano e dal collega Antonio Ricciardi.  Era il maggio del 1981.  La relazione allegata è di 63 pagine, molto chiara ed eloquente.  Sarebbe stato logico dire di no, qualora si avessero elementi per ipotizzare con un alta probabilità che il raddoppio a monte era davvero dietro l’angolo. Già in questo Bel Paese, del Buon Governo, con una certa classe di Greganti, affaristi delle politica, delle cooperative sociali ora vere, ora finte, rosse e bianche, con una buona proliferazione in terra loanese e dintorni. Alla faccia dell’imprenditoria privata meritocratica. Quella che con le proprie forze e capacità sa rischiare, fare profitti, creare posti di lavoro per i giovani di oggi e domani. dare un futuro ai propri cari. Quella che non vive sui poltronifici delle raccomandazioni, ma bada al sodo, ai risultati. Ha per nemici i tangentifici e le lubrificazioni burocratiche.

Da ultimo torniamo alla visita del ministro a Loano, 17 novembre 1969.  Della lista delle autorità presenti sono in vita l’allora sindaco, Mario Rembado, avvocato, il collega Stefano Carrara (ex parlamentare) e Gilberto Costanza (ex consigliere comunale). Il tempo è volato ? Può darsi, solo la ferrovia è rimasta salda al suo posto, con i passaggi a livello a strangolare un’intera città sempre più assediata e caotica dal traffico e che può vantare anche tre vigili in servizio, per turno diurno, sull’intero territorio.

L. Cor. 

SUL PROSSIMO NUMERO DI TRUCIOLI LE TAPPE DEL SOGNO FERROVIA A MONTE RACCONTATE DALLA RASSEGNA STAMPA. TENETEVI FORTE ! 

 

 

 

 

L.Corrado

L.Corrado

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