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Loano, terrazzo sul mare.Angelo Vaccarezza impugna la sentenza Fondazione Stella

La vicenda del terrazzo conteso, fronte mare, nel centro storico, tra Angelo Vaccarezza, già sindaco di Loano e la Fondazione Simone Stella- Leone Grossi. Il presidente ed il consiglio di amministrazione (il parroco è membro di diritto) sono nominati dal Comune, o meglio dal primo cittadino in carica. In caso di scioglimento dell’ente i beni passano alla proprietà comunale. Ci sono novità dopo la sentenza che nel giugno scorso aveva dato torto alle pretese di Vaccarezza, condannandolo anche alle spese di giudizio. L’avvocato di fiducia, Claudio Mastrogiorgio, ha annunciato appello e pare l’abbia confermato lo stesso Vaccarezza in un incontro ristretto con il presidente della Fondazione, Riccardo Ferrari. Trucioli, a giugno, aveva scritto: Leggi il precedente articolo di trucioli.it / Leggi anche l’articolo dei retroscena del 25 giugno 2015.

Nei giorni scorsi si erano accavallate voci, peraltro di difficile verifica, che ci sarebbero stati contatti tra il legale di Angelo Vaccarezza neo capogruppo di Forza Italia in Regione, alter ego del presidente Giovanni Toti per la provincia di Savona, e quello della Fondazione Leone Grossi che gestisce l’asilo, la scuola materna e rappresenta uno tra i lasciti più tangibili della storia cittadina. Il motivo del contenzioso trucioli.it l’aveva riportato – senza rivali che prediligono il silenzio tombale – nel giugno scorso, rendendo noto che il tribunale di Savona aveva accolto le tesi della Fondazione a proposito della proprietà contestata (tra l’erede Angelo Vaccarezza e il Cda della Fondazione )  per un terrazzo di 28 mq circa. Il cittadino Vaccarezza sostiene che si tratta di una proprietà esclusiva che gli deriva dai lasciti famigliari. La Fondazione, sulla base degli atti notarili e del lascito di fratello e sorella (Briasco) loanesi, che il terrazzo è in comproprietà al 50 %. Ci sono stati, come abbiamo riportato in precedenza, due pareri legali pro veritate (Stefano Carrara e Mario Rembado). Oltre al responso del CTU nominato dal tribunale civile.

Il legale della Fondazione, Alessandro Aschero di Borghetto S. Spirito, con studio ad Albenga,  avrebbe comunicato (condizionale d’obbligo) che dopo aver parlato col collega della controparte, Mastrogiorgio, era in attesa del versamento delle spese legali liquidate dal giudice Princiotta con sentenza; oltre all’autorizzazione all’accesso all’immobile di Vaccarezza al fine di consentire al geometra Edoardo Ciribì di Pietra Ligure di procedere all’identificazione catastale del terrazzo e alla conseguente trascrizione  della sentenza.  Non abbiamo conferme, ma Aschero avrebbe aggiunto che il collega ha comunicato l’intenzione di Vaccarezza di corrispondere l’importo dovuto in due rate mensili. E ancora, lo stesso geometra Ciribì chiariva che si poteva procedere alla trascrizione della sentenza, previo gli adempimenti catastali, senza accedere all’appartamento di proprietà di Vaccarezza.  Qualora la controparte fosse rimasta  inadempiente era necessario procedere in sede esecutiva.

L’avvocato Mastogiorgio interpellato da trucioli.it non ha avuto difficoltà ad annunciare che stava preparando il ricorso in appello a Genova in quanto, con il suo assistito, aveva convenuto che la sentenza di Savona  non era condivisibile nè in fatto, nè in diritto, non aveva tenuto conto di tutta la documentazione esistente, dunque fiducia che il verdetto sarebbe stato riformato a favore di Vaccarezza. Il legale ha, inoltre, smentito che all’inquilino dell’alloggio affittato dalla Fondazione fosse stato impedito e precluso l’accesso al terrazzo. “Una causa subita dal mio assistito che chiede soltanto gli sia riconosciuto quanto da atti ufficiali ha ricevuto in eredità dai famigliari. Non esiste alcun conflitto di interessi di un pubblico amministratore, la Fondazione è un istituto di diritto privato, francamente non credo neppure sussistano ragioni di opportunità”. Rimarca il legale.

Nelle ultime 24 ore, infine, un’indiscrezione che se confermata ha aspetti sorprendenti. Vaccarezza incontrando per un utile chiarimento il presidente della Fondazione Stella, Riccardo Ferrari, avrebbe lamentato che il tribunale di Savona ha avuto nei suoi confronti un atteggiamento poco equidistante e di nutrire fiducia nel giudizio di appello a Genova. Insomma un bene della Fondazione messo in dubbio dall’ex sindaco, l’uomo forte e più votato dagli elettori loanesi. Probabilmente col suo buon fiuto ritiene che la comunità sia dalla sua parte anche nel casus belli con la Fondazione e di chi in tutti questi anni ha profuso beneficenza (in particolare la famiglia Rocca, industriali italo – argentini di antiche origini loanesi), i presidenti che si sono susseguiti, a partire dal compianto dr. Felice Bosisio.  Se la tesi di Angelo Vaccarezza è fondata magari bisognerà anche porgere pubbliche scuse. Il terrazzo sul mare non è una Cinquecento.

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