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Borgio Verezzi il ceffone di A Campanassa

L’architetto Luciano Campagnolo sarà stato un ottimo dirigente (preparato) al Comune di Savona, con qualche piccolo strascico. E’ poi salito alla ribalta della cronaca ai tempi dell’esplosione dell’affaire complesso residenziale (accusa di lottizzazione abusiva in attesa di sentenza di primo grado) denominato T 1 – Andrea Nucera, a Ceriale. E’ stato chiamato al gran consulto da Blau Borgio Srl del Gruppo Orsero per la costruzione di ‘villette’ nell’area compresa tra l’ingresso alle grotte ed il Centro storico. Sull’ultimo numero di A Campanassa un sonoro ceffone ai ‘sordi e ai cechi’ che avevano rispedito al mittente le osservazioni della Consulta Culturale Savonese, quelle del Fai e della associazione locale Agorà.

 

Non è il problema di cantare vittoria e brindare alla sconfitta di una giunta comunale, di una maggioranza, comunque eletti (dalla maggioranza) dei cittadini.  La vicenda progettuale che porta un nome glorioso dell’imprenditoria savonese ( Orsero) comunque la si osservi è stata gestita maluccio, politicamente, imprenditorialmente, socialmente, urbanisticamente. Lo scriviamo con 47 anni di testimonianza sul territorio dove si è preso a calci prima l’ìndustria, con il leit motiv che non poteva convivere con il turismo, un ambiente pregiato e baciato dalla natura. Poi morta l’industria si è tifato perchè fosse l’edilizia a rilanciare l’economia, i posti di lavoro, la ripresa, i consumi. Più o meno la stessa terapia si ripete, augurandoci con risultati diversi, con l’insediamento alla presidenza della Regione del ‘figlioccio’ di Berlusconi imprenditore televisivo di successo e soprattutto ‘mago’ delle costruzioni, delle urbanizzazioni.

Borgio Verezzi dove negli anni si era combattuta, con toni assai più accesi, la guerra e la guerriglia ad un dei rarissimi sindaci anticemento della Riviera, il rag. Enrico Rembado, che non era un massimalista comunista o fascista, dunque estremista: un democristiano appartenente tutto sommato alla borghesia. Allora ebbe contro uno dei poteri oscuri e dominanti, rappresentato da logge massoniche, in parte deviate, che accoglievano persone perbene (?) e una buona feccia che trovava rifugio e protezione per affari più o meno loschi, compreso il ‘campo edilizio’. Dove si guadagnava più che giocare al casinò.

Era difficile spiegare, se non lasciando parlare le carte, perchè a Borgio Verezzi la tifoseria sia cambiata.  La crisi del turismo e del commercio che ha colpito duro poteva essere risolta con la risurrezione immobiliare ? Perchè le aree che in Italia e nel pianeta sono rimaste oasi risparmiate dai cementificatori buoni o cattivi che siano, hanno continuato ad attrarre turisti dai quattro continenti,  investimenti di qualità, posti di lavoro ? La risorsa ambientale è una sorgente. Pensiamo a cosa sarebbe  l’antica Verezzi se avesse subito il trattamento che qualche illuminato prevedeva. Basta sfogliare gli annali di cronaca per scoprire quanta fatica è costata. Eppure Verezzi  è considerata una piccola perla, dove il valore immobiliare non pare sia crollato o intaccato, dove semmai uno dei peccati che contraddistingue molte aree della nostra terra è l’abbandono della campagna fertile, di quei terreni dove per secoli hanno sudato e trovato sostegno generazione dopo generazione.

Nessuno è così sciocco da credere che tutto il male è da una parte e tutto il bene dall’altra. In un’altra società, più evoluta, sensibile, diciamo pure acculturata da certi valori, il caso variante Sua – Blau Borgio Srl  avrebbe indotto a riflettere, a fare un gesto nobile. Le dimissioni. Era un’ammissione di colpa ? No, l’attestazione di un fallimento sì. Chi ha creduto nel progetto, l’ha sostenuto, ha cercato appoggi fino a prova contraria anche legittimi, dovrebbe prendere atto del risultato finale. Nulla di materiale, semmai di etica politica e di pubblica amministrazione. Si erano già sacrificati troppo, persino con testardaggine, a difendere ciò che anche la Consulta Culturale di Savona aveva considerato improponibile, con il Fai e prima ancora l’associazione Agorà  L’articolo di A Campanassa ripercorre le fasi finali.

Chi ha interesse e vuole essere informato legga anche altri interessanti articoli del bimestrale. Il giornalista scrittore Silvano Godani ripercorre, ad esempio, la storia di ” Scalettu “. Luogo dell’anima di pescuei furnaxin – titola il pezzo.  Una pagina, da ammirare, le foto della Via Crucis  del Santuario di N. S. di Misericordia. Un percorso è stato sbarrato, l’altro è impraticabile.  L’area venduta ?  Tutto accade nella più favolosa indifferenza di chi avrebbe il dovere civile e morale di provvedere. Hanno ragione quanti sostengono che i ‘cittadini attivi’ dovrebbero fare come  in qualche altra parte del mondo dove la negligenza viene ‘ridicolizzata’ con manifestazioni sotto la casa o le case dei negligenti, in modo che tutti lo sappiamo, anche chi non legge. E siano messi alla berlina. Si abbia il coraggio pure di biasimarli quando camminano nelle strade. “Asfatiamoli ‘ col dissenso democratico direbbe il presidente Matteo Renzi.

Leggi tutto il numero di A Campanassa [n3 2015]

 

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