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Telecamere di sorveglianza a Borghetto ? Nascoste dall’albero

Il nome via Madonna degli Angeli non tragga in inganno. La fede e la devozione non c’entrano. E’ un problema comune anche nelle nostre cittadine turistiche. Borghetto S. Spirito per anni citata come ‘capitale della malavita in Riviera’. I tempi sono cambiati per chi lo ricorda – i giovani sono esentati – ma la recrudescenza della micro criminalità, nel simbolo della gruviera palazzinara all’inverosimile, si fa sentire. La giunta comunale di centro sinistra, con laurea in ‘mediocrità crescente’, ha fatto ricorso agli impianti di videosorveglianza – sicurezza pubblica. Un risultato c’è: da una mese e mezzo tre telecamere della ‘Madonna’ sono ‘protette’ o rese inutili dai rami di un nespolo rigoglioso. Ora è probabile che qualcuno si precipiti.  

Le tre telecamere montane in via Madonna degli Angeli a Borghetto S. Spirito e rese inutilizzabili dai rami di un nespolo

Tutto qui ? tanto rumore per nulla. Tutto sommato perchè seminare pessimismo sul governo cittadino ? Neanche per sogno. Per restare in tema, a 20 metri dalle telecamere c’è un lampione distrutto da 4 anni e quando piove si è vivamente consigliati di non toccarlo. Chi lo dice ? Non c’è molto da aggiungere. Chi può sfoggiare capelli bianchi ricorda, con senso di nostalgia, i tempi in cui i sindaci giravano a piedi, conoscevano ogni angolo e spesso precedevano le segnalazioni e le lamentele dei cittadini. Oggi, non solo abbiamo uffici comunali elefantiaci, con laureati, diplomati, dirigenti, sottodirigenti e non è colpa loro se hanno raggiunto posizioni, incarichi, responsabilità. E’ bene chiarirlo, non è una questione di Borghetto S. Spirito, ma dell’italietta ridotta quasi a fanalino dell’Europa unita. Gli eletti del resto sono lo specchio fedele della maggioranza degli elettori, seppure con una crescente diserzione dalla urne.

Oggi, anzi già da ieri, ci sono città dove i sindaci non verrebbero neppure chiamati ad amministrare l’ultima azienda privata del paese. E’ vero, sono eletti dal popolo, non hanno puntato il revolver, ma chi tiene loro il sacco ha identiche responsabilità morali e diciamo pure politiche, se questa è politica. E’ possibile, per un sindaco noto tra l’altro, per girare in bicicletta (salutare), magari contromano (?) o sui marciapiedi (?), non rendersi conto che un’impianto di telecamere di videosicurezza, nuovo di zecca, da un mese e mezzo sia “impedito” dai rami di un’albero ? Pare inutile ricorrere allo scarica barile, a chi tocca il controllo ? Il sindaco deve occuparsi innanzitutto dei grandi progetti, di programmazione del territorio, di spendere bene le risorse e tasse dei cittadini. Con la diligenza, l’abc, di non dilatare almeno i tempi di intervento dell’ordinaria amministrazione ?  Tutto negativo? no. Pagella insufficiente, eccome ! E’ triste trarre conseguenze. Non c’è soltanto la dignità, esiste l’onestà intellettuale. La storiella delle telecamere nascoste non è un’opinione. A meno che la colpa sia sempre degli altri, di qualcun altro. L’italietta, appunto. Non quella che ci hanno lasciato o tramandato i nostri avi, le nostre radici di valori, almeno così documenta la storia vera.

Un lampione fuori uso da quattro anni, quando piove è pericoloso toccarlo. La Madonna degli Angeli  non ti protegge

 

 

 

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