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Cairo Montenotte nel 1921 nonno Giovanni artista, turista (e mancata spia) in Russia

Nel 1920 la ballerina Isadora Duncan viene invitata dal governo sovietico ad aprire una scuola a Mosca, la cui direzione Isadora affida all’allieva Irma, compone nuove danze legate all’idea della rivoluzione russa, la Duncan, l’anno dopo sposerà il poeta Esenin: fu il suo primo matrimonio.

Il nonno Giovanni era entrato in affari con Churchill per via del Catasto di Londra e questi cerca di convincerlo a recarsi in Russia per relazionare sulla situazione di quel paese dove aveva vinto la Rivoluzione e il bolscevismo. Winston Churchill, segretario di Stato per la Guerra e l’Aria in Inghilterra, in questo periodo cercava in tutti i modi, anche contro il parere negativo di molti esponenti del Partito liberale, di convincere il proprio governo a operare un intervento militare per stroncare la Rivoluzione Russa e il bolscevismo, in questa ottica aveva pensato di mandare in missione segreta i due giovani amici: la ballerina e il giornalista.

Infatti nonno, come giornalista teatrale, avrebbe dovuto accompagnare la ballerina Isadora Duncan a Mosca dove lei aveva fondato con grande entusiasmo una scuola di ballo su invito dello stesso Lenin. Non fu difficile convincere, a parole, la Duncan ad accettare di collaborare segretamente con il governo inglese, invece il nonno non ne volle sapere: dopo la sua partecipazione forzata alla guerra era diventato pacifista e artista rivoluzionario.

Alla fine il nonno dichiarò che sarebbe andato in Russia la primavera seguente, come giornalista e artista interessato alla cultura rivoluzionaria di quel paese e non aveva nessuna intenzione di fare la spia; avrebbe svolto il suo lavoro di giornalista inviando corrispondenze sul teatro russo ai quotidiani con cui collaborava.

Churchill, da buon politico, alla fine fu d’accordo con il nonno Giovanni, in cuor suo convinto che ne avrebbe comunque ricavato notizie di suo interesse, promise consistenti somme di denaro per finanziare i due “inviati”.

La Duncan inizialmente parve essere d’accordo con il patto di spionaggio, soprattutto dal denaro che le veniva offerto, in quanto il suo teatro a Mosca non aveva visto nessuno degli aiuti promessi dal governo russo, ma poi una volta giunta nella capitale l’anno dopo, parve dimenticarsi della promessa fatta a Churchill e non se ne curò più.

Tornato in Italia, il nonno fece visita al notaio Hervè Montpellier e insieme pianificarono i prossimi passi da fare. Nei primi mesi del 1921 scrisse al Consolato Britannico, che si trovava a Genova, per confermare la sua intenzione di recarsi come “inviato segreto” in Russia e per ritirare i rubli che Churchill gli aveva promesso.

Nella primavera, Gio D. Bless (nonno Giovanni) e Isadora Duncan si danno appuntamento a Berlino, dove il nonno si reca alla sede del giornale con cui era in corrispondenza, poi partono assieme per Mosca dove l’impresario russo della ballerina ha organizzato un incontro con il poeta della rivoluzione Vladimir Majakovsky e gli altri artisti russi d’avanguardia.

 Bruno Chiarlone Debenedetti

 

 

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