Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Pornassio scopre gli ‘attori’ indigeni. 23 sul palco, tra applausi, risate e folla in platea

A Pornassio IL PAESE DEI CAMPANELLI, con La Compagnia Instabile Tutti Esauriti, è stato un successo e di esempio che va oltre i confini comunali. Una serata indimenticabile e che ha segnato davvero una pietra miliare. L’entroterra, osannato periodicamente, di fatto fanalino nella montagna depressa da decenni. Che dovrebbe accontentarsi delle briciole. Dove è più facile trovare il turista straniero che investe in un vecchio immobile, piuttosto del risveglio di un’attività ricettiva capace di fare locomotiva turistica e ricaduta economica molti mesi all’anno. Creando occasioni di lavoro indispensabili come l’acqua di una sorgente. Pornassio, dopo domenica 23 agosto, è ‘titolata’ a esportare anche nella Riviera festaiola, dei fuochi d’artificio, delle ‘notti bianche’ della massa, il ‘suo’ genuino teatro; alla scoperta dei talenti, ingegno, sano umorismo, spettacolo risorsa del volontariato. Coinvolti la terza età, giovani e donne, pensionati e laureati, artigiani e casalinghe, studenti e impiegati. In scena persino la nonna, figlio, nipote. Un patrimonio culturale ‘nostrano’ da incentivare, incoraggiare, premiare.

Una scena sul palco di Pornassio dell’operetta Il Paese dei Campanelli (foto Nello Scarato)
In platea il sindaco Fossati, don Enrico, l’ex sindaco  Raffaele Guglierame e assessore

L’attesa è stata grande . La preparazione dello spettacolo intensa, faticosa e su tutto, forse, un po’ di paura del palcoscenico e un giusto riserbo sull’esito delle prove sempre più incalzanti, ci aveva lasciati nella curiosità. Ma il tempo scorreva veloce e il fatidico giorno è arrivato il 23 Agosto, alle ore 21, 10 in punto. La prima sorpresa è stata prima di tutto il gran pubblico. Persone giunte dai paesi vicini e oltre (da Loano, da Imperia, ad esempio ) e sopratutto i paesani, grandi e piccini quasi al completo, hanno riempito il piazzale coperto da una ampia tensostruttura che ogni anno accoglie i partecipanti alla Festa dell’uva e del vino. La scenografia sul palco é stata accattivante. Tre frontali di case coloratissime e un grande orologio centrale che avrà parte importante nella storia. Una presentazione breve e colta dello scrittore- poeta Maurizio Donte e poi iniziato lo spettacolo. La storia è nota e i costumi ricordano benissimo l’Olanda dove è ambientata e i marinai che sbarcano e invadono il piccolo paese con i campanelli a guardia della virtù coniugale, sono splendidi nelle loro divise bianche. I dialoghi iniziano e le battute si alternano incalzanti . Incomincia lo stupore. La recitazione è fluida, limpida , senza esitazioni e i movimenti sul palco si susseguono privi di intoppi. Gli innesti dei brani cantati , la musica e il coro danno la giusta consistenza all’Operetta. Non si dovrebbe fare perché la bravura è stata generale, ma perdonerete se facciamo una notazione che ci ha colpito particolarmente. Le tre coppie protagoniste della storia hanno decisamente brillato nel canto e nella recitazione, regalando momenti da applausi spontanei. Mara Maglio e Alessandro Gasloni, Martina Gasloni e Stefano Rovida, Maria Montes e Roberto Dani. Bravissimi Maurizio Ferri e Sara Mazzone . Una menzione particolare va al personaggio di La Gaf interpretato da Piero Basso, la cui simpatia e abilità comica era conosciuta nel paese dal tempo in cui interpretava e leggeva le sentenze di Carnevale, spettacolo che purtroppo si è perso. Piero Basso, con questo personaggio che gli calza a perfezione, ha raggiunto livelli decisamente notevoli. L’Operetta è stata liberamente adattata dalle sapienti mani della Direttrice Paola Rovella alla quale va il merito di esserne stata l’anima e di averla portata al successo con tanta serietà e determinazione, certo con la collaborazione di tutti e sopratutto del marito dott. Piero Rovida, titolare dell Farmacia di Pornassio e musicista noto, canto e tastiere, del complesso Sottosuono. Crediamo che questo nostro entusiasmo non sia eccessivo nel celebrare quanto è avvenuto a Pornassio perchè i paesi della Valle Arroscia , considerata a torto o a ragione la cenerentola della provincia di Imperia, stanno dando prova di voler dimostrare di esserci e di meritare l’attenzione di chi regge i suoi destini. Al nostro umile plauso si unisce l’augurio di un futuro che riscatti un passato di trascuratezza di cui tutti siamo forse, seppure in misura diversa, corresponsabili.  E responsabili di non essere stati sempre uniti, rinunciando ognuno al tifo di campanile. Il sindaco Emilio Fossati, vita da artigiano idraulico alle spalle, ha di recente ricordato un primato indiscusso del paese nella valle. Pornassio ha il più alto numero di volontari in valle. Aggiungiamo almeno altre ‘eccellenze’ senza far torto a nessun altro, che ci distinguono: il successo, grazie alla dedizione e alla professionalità, alla serietà, di aziende come il ‘ristorante – albergo  Lorenzina‘ della famiglia Pasquinelli, da decenni unico della Valle Arroscia a comparire nella prestigiosa e planetaria Guida Michelin; i fratelli Guglierame (Ormeasco e produzione limitata di extravergine di altissima qualità), i fratelli Porro impegnati nella produzione artigianale, gastronomia del territorio (tipica di montagna). Infine l’importante attività dell’acqua minerale Santa Vittoria dei fratelli Ballestra e la Cooperativa Il Faggio.

CAST  E RUOLI DELLA COMPAGNIA INSTABILE TUTTI ESAURITI DI PORNASSIO

In questi tempi ci bombardano di notizie tristi e drammatiche, senza tregua. Ci tengono col fiato sospeso. Una serata col riso sulle labbra e nel cuore, come quella di Pornassio, é decisamente taumaturgica. Una serata capace di suscitare interesse e attrarre cittadini di ogni estrazione sociale, assai più dei nuovi inquilini al governo della Regione Liguria e della Provincia che promettono il loro impegno senza “far prevalere l’ideologia, attuando la semplificazione, dando piena autonomia ai comuni, ai cittadini che hanno votato i loro sindaci”. Ripropongono, come i loro predecessori,  che l'”entroterra è il vero polmone dell’economia della Liguria”. Sommessamente, l’avevamo dimenticato. Grazie per averlo ricordato. La volpe perde il pelo,  non il vizio. Ad ascoltarli erano in 23, compresi sindaci, assessori, consiglieri comunali del comprensorio p0rnassino.

Da ultimo, torniamo alla serata teatrale, alle buone opere dei volontari, degli sponsor. Il Comune ha messo a disposizione la sala prove e contribuito per le scenografie. La Pro Loco ha fornito palco, tensostruttura, pagato manifesti e Siae. Gli sponsor hanno cooperato con riprese video, fornito fiori sul palco. La compagnia di attori e interpreti ha speso, a sua volta, 200 € per copioni, partiture, fotocopie. Le sarte (Raffaella Ramondo, in particolare), gli attrezzisti e tutti i tecnici hanno lavorato gratis. Le stoffe per gli abiti ed il sipario provengono perlopiù da scampoli; un vestito è stato ricavato da una vecchia tenda. Verrebbe da dire che, a Pornassio, operano costumiste da premio Oscar. La preparazione dello spettacolo è iniziata a febbraio, inizialmente con una prova settimanale, intensificando l’impegno man mano che si avvicinava la data. L’ultima settimana ha impegnato 5- 6 ore  consecutive dalle 20,30 alle 24.  Facendo un bilancio approssimativo gli attori hanno lavorato almeno 300 ore ciascuno, più le prove separate per i cantanti e scenografi.  Piero Rovida, farmacista e la moglie Paola Rovella, musicista e direttore d’orchestra,  un’altra trentina di ore per l’adattamento  di copione e musiche. A Piero un’ottantina di ore sono state necessarie per la preparazione delle basi musicali. Una cinquantina di ore sono servite ai falegnami ( Paolo Ramò),  elettricisti, scenografi. Forse la protagonista eroina – motore dell’iniziativa può essere individuata in Paola; è stata lei a proporre lo spettacolo tra scetticismo abbastanza diffuso, riuscendo a coinvolgere tanti altri, che non si sono risparmiati in impegno, entusiasmo, slancio e qualche momento di trepidazione. Fino all’abbraccio finale, all’emozione di sentirsi al centro dell’attenzione, protagonisti veri per una sera. Messaggeri della riscossa ? Ci hanno fatto ammirare un paese che crede in se stesso, ha obiettivi precisi da conquistare per ridare slancio e fiducia alle future generazioni.

Nello Scarato

( Ha collaborato Piero Rovida )

Maurizio Ferri (Hans), analista di laboratorio all’ARPAL, appassionato di musica, e di nuovo Martina Gasloni. Suo padre Alessandro, esperienza in compagnie dialettali, artigiano, era il borgomastro Attanasio, marito della bisbetica Pomerania (Mara Maglio)
Piero Basso (LaGaffe), pensionato, esperienze in compagnie teatrali amatoriali, appassionato di canto; Mara Maglio, pensionata con trascorsi di canto. E’ stata per molti anni ospite ad ImperiaTv
Da sn: Martina Gasloni (Nela), 15 anni, studentessa e pallanuotista, bravissima e determinata, alla prima esperienza teatrale; Maria Montes, Margherita Caviglia (Un’Inglesina), che ha realizzato insieme a Raffaella Ramondo i bellissimi costumi, Sara Mazzone (Ethel), diplomata in canto lirico al Conservatorio di Genova e preziosa consulente canora, due coriste (la prima è la nonna di Martina: erano in scena nonna, figlio e nipote) e la seconda inglesina.
Piero Basso-LaGaffe con Maria Montes (BonBon), casalinga mamma di due ragazze, esperienze di canto con corali di musica sacra

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N. Scarato

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