Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Loano, Enita e Oscar ora riposano insieme. Lettera: Mario Panozzo ci mancherà

Tre settimane, tre lutti  hanno colpito Loano. Meritano di essere ricordati: Mario Panozzo, i coniugi Oscar e Enita Colombo. Specchi di virtù, lavoro, onestà, capaci di far scoprire o riscoprire i valori in un’era avara e povera di etica (pubblica). Loanesi che hanno vissuto, lontano dai riflettori, la dignità messa in pratica, trasmessa a figli, figlie, nipoti, alla società civile. Mario ha avuto pochi ‘uguali’ in Riviera, bisognerebbe risalire alla prima generazione dei Perelli albergatori, gli orti per produrre frutta e verdura destinata ai clienti, le galline, i conigli. Simboli rari di cultura turistica d’altri tempi. E la sorte di Oscar (vedi lo scorso numero) che nel giro di pochi giorni è stata raggiunto dalla moglie Enita, un duro colpo per i figli Ornella e Marco, i nipoti; abitano a Riva Ligure.

RICEVIAMO

Complimenti all’autore del pezzo sulla figura di MARIO PANOZZO, un autentico gentiluomo! Frequento i suoi bagni da più di trent’anni (tanto è il mio soggiorno estivo ed anche invernale a Loano e nella vicina Borghetto, dove i miei avevano ed hanno tuttora un piccolo appartamento); ho pranzato nel suo hotel; ho apprezzato la sua signorilità e la sua professionalità. Qui nella mia città molti lo hanno conosciuto, sia per frequentazioni estive o per la comune passione verso lo sci ed anche la caccia. Ci mancherà! Ho voluto, con mia moglie, rendergli omaggio, il giorno delle esequie, perché mi sembrava doveroso e non solo per una mero atto di circostanza! Riprodurrò il Vostro pezzo sulla mia pagina di FACEBOOK! Gianni Neberti (Saluzzo)

Addio Signor MARIO!

Loano, via Aurelia, il 17 dicembre 2009, quando c’era ancora un’edicola, Mario Panozzo sorridente parla con Franca Roveraro Cappelluto, presidente provinciale dell’Unione Albergatori

 

IL MANIFESTO FUNEBRE DI ENITA CESIO VEDOVA COLOMBO (OSCAR)

LOANO, NELLA CARTOGRAFIA DELLE BACHECHE FISSE STRADALI  HANNO DIMENTICATO IL LUNGOMARE DELL’ILLUSTRE CONCITTADINO GARRASSINI GARBARINO

 

Tenente Giuseppe Garrassini Garbarino

Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria

Nato a Loano l’8 gennaio 1885 da una famiglia di antiche tradizioni: suo padre, l’ing. Francesco, fu Sindaco della città e sua madre, Fanny De Amicis, era cugina dell’autore del “Cuore” e di monsignor Giacomo De Amicis, vescovo ausiliario di Genova. Il ragazzo crebbe al cospetto del nostro mare che lo attirava misterioso ed affascinante e sotto un cielo immenso smisuratamente limpido ed azzurro; dopo il liceo, risponde all’appello del mare, frequenta l’Accademia Navale di Livorno e il 10 dicembre 1905 ottiene la nomina a guardiamarina; sette giorni dopo presta giuramento imbarcato sulla “Benedetto Brin”. Imbarca poi sulla nave “Vesuvio” e compie un lungo ciclo di navigazione oltre gli oceani, verso l’oriente. Promosso Sottotenente di Vascello il 24 maggio 1908, il giovane ufficiale si sente chiamato a una grande missione, si sente maestro ed educatore e nello stesso tempo è sempre pronto ad imparare umilmente dal mare la grande lezione che deve temprarlo per la vita. Ma oltre al mare c’era il cielo, altro elemento preponderante; appassionato del volo, fu tra i primi 31 italiani a conseguire il brevetto di pilota nel 1910, a 25 anni. Sin da giovane rese preziosi servizi alla nascente aviazione italiana (aggregata in un primo tempo alla Marina Militare) istruendo nuovi piloti. Dapprima su dirigibili, poi come capo squadriglia di aerei, dimostrò notevoli qualità di organizzatore, partecipando come ufficiale alle campagne di Cina del 1907 (medaglia di bronzo) e di Libia del 1912, dove inizia i suoi voli di guerra guadagnandosi la medaglia di bronzo e quella d’Argento al Valor Militare.

Nel corso della prima guerra mondiale condusse più volte bombardieri su obiettivi militari nemici; fu il comandante della squadriglia aerea nella quale Gabriele D’Annunzio volò come osservatore: parteciparono insieme ad un memorabile volo su Trieste nell’agosto 1916 e furono legati da profonda amicizia.

L’11 febbraio 1917, nel corso di uno scontro con aerei austriaci nel cielo di Parenzo, in volo di rientro da Pola, Garrassini-Garbarino veniva colpito e ucciso da un colpo di mitraglia nemica. I funerali si svolsero il 14 febbraio, a Venezia; la città tributò solenni onoranze al suo difensore: autorità, compagni d’arme, amici, popolo.

 

Loano, dalla bacheca fissa del lungomare non è più riportato il Lungomare Garrassini Garbarino. A chi dire grazie ?

Il  prezioso volume ‘Loano Storia- Monumenti – Itinerari – Turismo,  dello studioso Antonio Arecco (editrice F.lli Stalla Albenga), stampato nel dicembre 1983, costo a copia 12 mila lire, in cinque pagine ricostruisce anche la ‘toponomastica’. Narra che il 17 nov. 1865 si delibera ‘la numerazione delle case e la nuova denominazione delle vie, contrade e piazze della città’. Alcune cambiano il nome originario.  Il 30 giugno 1923 la passeggiata a mare prende il nome  che mantiene tuttora di  Giuseppe Garrassini  Garbarino (1885- 1917).

Cosa succede nel frattempo ? Negli ultimi decenni il 95 per cento del depliant stradali, diffusi dal Comune e dall’ufficio turismo, prima locale, poi provinciale, il cognome viene ‘accorciato’ di una ‘r’, Garassini anzichè Garrassini, al punto che  noi stessi nelle consultazioni, anche via internet, siamo incorsi in errore; stesso discorso per  citazioni di testi scolastici. Non sarà certo una r a mutare la storia di un cittadino eroe, illustre e benemerito della comunità. Il ‘degrado’ ha ora portato ad omettere dalle cartine – stradario ufficiale del Comune affisso in città e che abbiamo ripreso nei giorni scorsi, persino il nome del lungomare.  E’ vero che inell’amministrazione prevalgono i giovani e possono  non ricordare. Anzi, riceviamo dal mondo di facebook, molto attivo pure a Loano, con  un paio di capipopolo, il rimprovero di essere un blog che anzichè occuparsi dei giovani, scrive di morti, di personaggi, di loanesi, di cose passate che interessano solo, testuale “ad un cazzone che nella vita non hai mai capito nulla e continua a scrivere boiate, lui e gli amici che lo seguono….per fortuna – continuano altri post – che a Loano ci sono  GB Ceppollina, Lettieri, Vaccarezza e altri….non si può continuare a scrivere di morti e sepolti, anzichè  delle feste, delle manifestazioni canore e sportive, richiamano migliaia di persone, danno lavoro, commercio a centinaia di famiglie, i turisti portano Loano sul palmo della mano mentre i soliti sono solo capaci  di denigrare, criticare….per fortuna che leggono due gatti….anzi sono rimasti due gatti e si credono i signori di Loano patentati a dare lezioni di bon ton….”. Omettiamo, per rispetto dei lettori, parolacce varie sulla falsariga dei Beppe Grillo, dei Matteo Salvini ed altri maestri dell’urlo nelle piazze, nei salotti tv. Per pietà non hanno aggiunto ‘vi asfalteremo’!

 

 

 

 

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