Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Noli squallida realtà: ‘forte con i deboli e debole con i forti’

Un brutto racconto di vita vissuta a Noli che non deve essere dimenticato, anzi…. vedremo cosa potrà succedere…tanto da valutarne le conseguenze e capire se viene convalidato il detto popolare: “forte con i deboli, debole con i forti”, oppure “amici degli amici…” ed anche “il pesce puzza sempre dalla testa” e così via.

Siamo nell’Aprile 2012 quando a Noli si riscontra un eclatante intervento da parte del funzionario della Sovrintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici Liguria, Arch. A. Canziani accompagnato dal N.T.A. (Nucleo Tutela Ambientale) composto da due graduati del Comando Carabinieri di Genova e l’ulteriore appoggio dei Carabinieri di Noli nella persona del maresciallo Milano. Trattasi di un vero e proprio blitz seguito in tutto e per tutto dal responsabile dell’Ufficio Urbanistica di Noli Arch. R. Riba.

Non intendo proporre la cronaca minuto per minuto dei fatti, ma arrivare al nocciolo duro di una squallida realtà: registrare i fatti e le conseguenze. Da Google,chi legge su www.liguriavincoli.it (vedi) risultano per Noli tutti i vincoli monumentali, tra cui: a) 07/00209860 – ” CASA” (Via Terrizzani 1 – ex Albergo Roma) b) 07/00111488 – “CASTELLO MONTE URSINO”. Trucioli Savonesi del 28 marzo 2012 – Noli: danni al territorio e ai beni architettonici (vedi) intuirà l’esistenza di un occhio bendato.

All’interno della “CASA” (disabitata) pare si stiano eseguendo lavori non autorizzati, abusivi; sul resto di Via Terrizzani (civ. 3 e 5) si stanno eseguendo lavori di rifacimento facciate, così come in Via Buccelli, Piazza della Cattedrale e forse altre. Autorizzati dal Comune, non risultano conformi alle direttive procedurali sul patrimonio edilizio esistente in ambiti territoriali assoggettati a particolare tutela paesaggistica, ragion per cui il 15 Maggio 2012 ( prot. 6032 del 01/06/2012) vengono scritte le “regole” da parte del funzionario Arch. Canziani per … “conservare con particolare cura elementi architettonici e materiali storici che sono parte integrante delle qualità tipologiche e architettoniche poste alla base della dichiarazione di interesse”.

La direttiva prosegue indicando come obbligatorio l’autorizzazione paesaggistica per tutto quanto fa parte integrante dell’organismo edilizio ubicato in zona vincolata….. (a maggior ragione per Castello e Casa in quanto considerati monumenti) oltre che da una documentazione fotografica esaustiva … qualora l’oggetto di intervento ricada nella zona tutelata…affinchè possa essere esercitato da parte delle Autorità procedenti e competenti in materia paesaggistica un controllo sulla tipologia di intervento richiesto.

A seguito di questa direttiva e del blitz,i diversi committenti privati precedentemente autorizzati alla SCIA per i lavori di rifacimento facciata, a posteriori venivano segnalati all’Autorità Giudiziaria (con tanto di Avvocato e processo penale), oltre che multa amministrativa per lavori eseguiti senza autorizzazione paesaggistica; un atto dovuto.

Nel frattempo il Prof. M.L.Paggi, con la sua lodevolissima iniziativa, quella di”mettere il naso” nel progetto pubblico/privato del Castello/Casasse, facente parte del Piano Particolareggiato del Centro Storico, con l’ausilio di amici collaboratori riuniti in una affollata assemblea pubblica, documenta lo sdegno per questa proposta indecente di intervento passato per “restauro”. L’interesse di tutti i partecipanti manifestato nei confronti di questa vicenda, sprona ancor più la ricerca della verità, si forma un comitato che pone precise domande inviate a chi di dovere il 15/09/2014 (vedi). Interessante, da leggere e non sottovalutare la nota scritta sul No 14 di Trucioli.it dell’11/12/2014(vedi) da parte dell’Arch. G. Maina, già Presidente Regionale oltre che Consigliere Nazionale di “Italia Nostra” dal titolo: “Salviamo il castello di Noli”.

Il 23 Dicembre 2014 l’Arch.A.Canziani risponde (vedi a fondo pagina). Intanto non si riscontra alcun intervento eclatante paragonabile al blitz del 2012 che aveva coinvolto il monumento “LA CASA” assieme ai proprietari e progettisti dei muri intonacati nel centro storico di Noli, con le conseguenze giudiziarie, per cui viene da chiedersi se le diverse riunioni o incontri tecnici a cui fa cenno, sono forse serviti per NON coinvolgere penalmente chi, nella brutta vicenda del Castello errori ha commesso o peggio? L’Arch.Canziani minimizza, arriva a giustificare gli interventi non conformi alle precise prescrizioni; anzi, il comitato viene apostrofato come colui che “pecca di gravi carenze d’informazione”. Un progetto di “RESTAURO” a firma dell’Arch. Marco Ricchebono (anni 1988/89 amministrazione Gambetta), approvato dalla Sovrintendenza di allora, in parte realizzato con fondi regionali in occasione delle “Colombiane 1992″, viene accantonato per non “mummificarlo?. Come è successo per il nostro “ponte” sul torrente “intonacato”. Oppure (pensare furbo… non è peccato) per far entrare il ben noto “cavallo di Troia” attraverso lo “squarcio” appositamente aperto su un bene pubblico, pagato con denaro pubblico e dar via libera all’unico accesso funzionale (da convenzionare…in futuro) al privato “albergo diffuso”? Nessuno può escludere un futuro controllo della Corte dei Conti…!

Il 29 Dicembre si svolge un’ultima assemblea pubblica con il Sindaco Niccoli presente, minoranza assente; la”facoltà di non rispondere” già sperimentata nel passato dall’ex Sindaco Repetto non passa inosservata. La serata è magnificamente descritta il 30/12 il blog NiNin così titolata:“Il delirante restauro del Castello di Noli”(vedi).

Ben lungi dal giudicare (non è compito mio) continuo, come sempre, a porre delle domande, le cui risposte dovrebbero coinvolgere non solo l’opinione pubblica ma le autorità preposte alla ricerca della verità per chiarire se per questi due casi descritti vi sia stata disparità di trattamento nella valutazione dello stesso reato contro la tutela paesaggistica, con le sue regole le disposizioni ed i risvolti penali sopra ricordati. Riscontrare quindi se vi siano state omissioni in atti d’ufficio. Non credo che la legge preveda una difformità di trattamento se il committente è un privato cittadino oppure, come nel caso del Castello, il Comune e tutti coloro che nell’opera sono coinvolti: tecnici, progettisti, direttore lavori, dei procedimenti, ditta esecutrice, responsabili politici/amministrativi, addetti al controllo sulla tipologia come previsto dalla normativa. E cosa dire del Sovrintendente che non ha visto, non ha ritenuto di portare con sè il N.T.A. di Genova a seguito di segnalazione, come avvenuto per Via Terrizzani?

L’Arch. Canziani non può infatti dimenticare che la mail del 22/11/2010 al Comune di Noli, nell’autorizzare con le “precise prescrizioni” l’esecuzione dell’opera, precisava ancora… “Per eventuali variazioni al progetto autorizzato, deve essere richiesta ulteriore preventiva autorizzazione, onde non ricorrere nelle sanzioni amministrative e penali previste rispettivamente nella Parte Quarta, Titolo I, Capo I del Codice e nella Parte Quarta, Titolo II, CapoI del Codice”.

strong>CHI HA SBAGLIATO, PAGHI I DANNI

In quella stessa sera, il Sindaco ha annunciato una possima delibera di Giunta con oggetto un “atto di indirizzo al responsabile area tecnica LL.PP. all’introduzione di varianti tecnico estetiche migliorative e rifunzionalizzazione area del maschio”.Tale indirizzo proviene dalle riunioni/incontri tecnici più sopra menzionate nella risposta del Sovrintendente al Comitato il 23/12/2014. Il Sindaco cortesemente mi ha portato a conoscenza della bozza che riassumo brevemente: … dopo aver richiamato tutte le delibere precedenti interessanti progetti e finanziamenti…, richiamato decreti e determinazioni, oltre la gara + affidamento…, il deliberato così prosegue:

RICHIAMATA “la nota datata 23 u.s. a firma del funzionario di zona Arch. Canziani in merito all’esito delle verifiche ed approfondimenti tecnici ad oggi effettuati dalle quali emerge la chiara necessità di apportare alcuni interventi correttivi in corso d’opera rispetto a quanto già realizzato durante i lavori che risultano in corso di completamento;

CONSIDERATO che anche l’amministrazione comunale, subentrata a seguito delle recenti consultazioni elettorali del 25 maggio u,s. e quindi a lavori già in corso, trova condivisione nella necessità di apportare alcune modifiche migliorative consistenti principalmente nella:

A)- rifunzionalizzazione area circostante il maschio con inerbimento previa realizzazione idoneo impianto di irrigazione – migliorativo rispetto al semplice ghiaino

B)- accurata rimozione per successivo riutilizzo – in area da individuarsi – del materiale a base cementizia “listotech” fatto salvo il percorso pedonale esterno di accesso ai disabili

C)- rimozione per successivo riutilizzo – in area da individuarsi – delle ringhiere in acciaio corten

D)- rimozione per successivo riutilizzo – presso il cimitero della Frazione Tosse e/o altra area da individuarsi e/o corpo “servizi igienici” realizzato in acciaio “corten”

E)- rimozione totem all’ingresso del percorso pedonale su Via Ugo La Malfa

F)- rimozione ciottolato lapideo bianco per successivo riutilizzo – in area da individuarsi – sostituito da cespugli a macchia mediterranea (lavanda, mirto, rosmarino ecc.) ;

Rilevata la necessità di procedere celermente ad una modifica in corso d’opera dei lavori/forniture di cui sopra nonchè al completamento delle opere di restauro

em>DELIBERA di disporre una modifica in corso d’opera dei lavori/forniture di cui sopra in conformità alle indicazioni e precisazioni della Sovrintendenza ai beni Paesaggistici della Regione Liguria……di demandare ogni successivo atto al perfezionamento della presente deliberazione al Responsabile Area Tecnica LL.PP.”...

Da semplice cittadino, quale primo firmatario della”segnalazione“alla Sovrintendenza ritengo doveroso esprimere un commento a questa iniziativa intrapresa dal Sindaco. Prendere atto che “emerge la chiara necessità di apporre interventi correttivi…” è di fatto confortevole; ben vengano tutti gli interventi previsti. Quello che non mi trova assolutamente d’accordo è il fatto che non si specifica a carico DI CHI, i costi per tutte le opere menzionate, verranno addebitati. Non ritengo corretto che materiali ormai acquistati ed impiegati in maniera impropria (DA CHI?), che devono essere rimossi, e quindi da considerarsi a tutti gli effetti di seconda mano, debbano venire acquisiti come nuovi e riutilizzati. Una delibera dove non si legge che l’indirizzo sarà a costo zero per il Comune. Scherzosamente la sera del 29/12 domandavo l’indirizzo della nuova ubicazione del totem, se sotto casa Niccoli o casa Repetto; seriamente oggi dico che, anche per questo errore, non deve essere certo la comunità nolese ad accollarsene il costo. Chi ha sbagliato paghi, risarcisca tutti i danni, si prenda pure i cocci. Il dovere di un Sindaco, a mio avviso, è quello di essere attento e controllare sopratutto la correttezza nell’utilizzo dei soldi dei suoi amministrati; non favorire, come in questo caso, la ricerca della solita “scappatoia” all’italiana, eludere di fatto le responsabiltà soggettive accertate degli interessati.

strong>Fuori sacco

1- sabato 3 gennaio il Dott. Danilo Tissoni, cittadino nolese DOC, ha presentato la sua tesi di laurea sulla “Legislazione di Noli – normativa cittadina e marittima tra medioevo ed età moderna“. Complimenti, felicitazioni, buona fortuna! Danilo è un “indigeno” che contribuisce a non fare dimenticare la millenaria esistenza della nostra comunità, senza stravolgimenti. Grazie.

2- Il 14 Dicembre 2009 la Procura della Repubblica di Savona interveniva sui fatti di Via Belvedere. Neanche con l’inizio del sesto anno si hanno notizie certe dal Palazzo di Giustizia circa la previsione di un processo penale e di uno civile, auspicati a suo tempo entrambi nella sentenza emessa dal GUP Fiorenza Giorgi. Commenti?

Carlo Gambetta


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C.Gambetta

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