Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Alassio estate da 145 eventi, esordio tet- a -tet Fracchia – Olivieri. Ecco il parco della follia chiuso di domenica e agli studenti

Un’estate strepitosa per Alassio. Dal 1° luglio al  15 settembre in calendario 145 eventi (manifestazioni). Più che sulla qualità pare contino i numeri da esibire, con due ‘eccellenze’ : Miss Muretto e Paolo Limiti, fedele negli anni. E poi il carnevale estivo, divertimenti pensati per grandi e piccini. Mentre l’ufficio stampa ha già sfornata, dall’8 aprile, 85 comunicati. Meglio di così! L’Alassio che brilla con 12 mila € il mq. (annuncio di Tg 3 Rai Liguria) riservati ai ricchi  piemontesi e lombardi risparmiati dalla crisi. Potranno gioire e scoprire l’altro volto festaiolo della ‘signora’ del turismo che ‘ non bisogna più denigrare’, ha ammonito con piglio Patrizia Nattero (delega arredo urbano e verde pubblico). Intanto ‘radio fratellanza’ annuncia, per il Comune, due prossimi arrivi: Giulia Colangelo, avvocato, dal 2012 dirigente e segretario generale della Provincia del presidente Vaccarezza e l’arch. Enrico Pastorino, dal 2001 dirigente Viabilità a Palazzo Nervi.  Sostituiranno due partenze di peso: Anna Sacco Botto e Demetrio Valdiserra.

Non è un detective che scruta il nemico, Gianpaolo Fracchia il volto noto della politica alassina, dalla processione del Venerdì Santo a Savona, camallo, ai festeggiamenti di Albenga nella schiera degli sconfitti

Cronaca (parziale) del consiglio comunale. Alassio con 82 richieste per l’assegnazione di un alloggio ‘calmierato’, ma ce n’è uno solo a disposizione di proprietà pubblica ‘Arte’ e l’iter per il richiedente con maggiori titoli (un singol o una coppia, esclusi i diversamente abili) si concluderà in autunno. Di fronte ai quesiti del consigliere Angelo Galtieri (“In campagna elettorale su questo tema avete creato molte aspettative….”), il vice sindaco Monica Zioni assicura:  “Ad Alassio nessuno è costretto a dormire sotto il ponte,  abbiamo dato corso in questi mesi a numerosi interventi di sostegno ad inquilini in difficoltà, al pagamento di affitti arretrati…”. Alassio felix, insomma, grazie alla giunta Canepa.

Il consiglio comunale, riunito alle 9 del mattino, può essere raccontato in tanti modi. C’era un’interpellanza su Villa Fiske. Scena muta dell’interpellante Piera Olivieri a proposito dell’appalto manutenzione alla cooperativa sociale di  Loano, La Luce (vedi…) del presidente Gian Emanuele Fracchia, ora dimissionario e di due vigili urbani di Albenga, ente dove lavora l’aspirante sindaco di Alassio. Prima delle discussione c’è stato un cordiale e solare incontro tra Olivieri e l’eminenza grigia Gian Paolo Fracchia, in tenuta balneare, tra i personaggi più discussi e popolari della città.  Da vice segretario regionale Udc a scajolano- vaccarezziano da meritare un posto nella Fondazione Carisa del presidente avvocato Roberto Romani ed il privilegio di ‘camallo’ di casse  sacre alla processione del Venerdi Santo a Savona. Per la ‘fratellanza alassina‘ sarebbe l’anello di collegamento Vaccarezza – Canepa, l’uomo in grado di mettere in riga assessori e consiglieri di maggioranza, con alcuni fedelissimi: vedi Lucia Leone, Patrizia Nattero,  Cesare Signoris. A Fracchia non mancano capacità, esperienza, fiuto. Vedi ultima cena nel ristorante del porto, ospite d’onore l’Angiolone di Loano.  E l’unico a far ombra  a Gianpaolo può essere il grande ingauno Gianfranco Sasso.

Piera Olivieri tra gli artefici, con l’aiuto del Pd, della autosconfitta e della vittoria delle truppe vaccarezziane alle comunali.  Senza dimenticare il valido aiuto di Galtieri.  Troppi galli e galline da pollaio ? Le elezioni hanno dipinto un quadro perfetto di Alassio 2013-14. Tornando all’ultima riunione del parlamentino, Piera Olivieri è stata protagonista, si suol dire, nel bene e nel male. Iniziamo dal bene. L’interpellanza n.15  (Leggi….),  chiedeva lumi sul Parco Urbano  di Villa Fiske e la valutazione dell’interesse pubblico realizzato con una serie di atti adottati dalla giunta Canepa. Per chi ha memoria storica è una delle tante pratiche profuse di quella miope e mala-amministrazione che affligge Alassio dai tempi post governo Dino Grollero, e una parentesi breve con l’ex indaco Mela.

La città più ‘opulenta’  (?) della provincia afflitta da corruzione ambientale ( trasversale) diffusa, tra il morbillo di frange massoniche, studi professionali, cooperative, affaristi vari,  familismo.  Qui un nullafacente può essere designato alla presidenza di un ente, di una partecipata, intascare decine di migliaia di euro. Lo specchio peggiore del Bel Paese, se si pensa che a fronte di tanta ricchezza e fatturato, la ‘perla’ della Riviera è ancora priva di deputatore, di una rete idrica degna di questo nome (in archivio abbiamo 77 articoli di ‘Alassio rubinetti asciutti’), l’impianto di smaltimento rifiuti beneficia della discarica privata di Vado Ligure. Ad ascoltare chi si alterna al comando, il leitmotiv può essere sintetizzato: “Abbiamo trovato un’eredità pesante…le casse del Comune…ci stiamo impegnando….”.  Insomma la colpa è sempre degli altri, dei predecessori. E’  un cliché ricorrente, non li fa neppure arrossire, mai un’autocritica, un’ammissione di incapacità, di nichilismo. Se il Comune di Alassio fosse amministrato da un inglese, un tedesco, uno svizzero non avrebbero esitato a far le valige senza indugi e proporre un governo di facce nuove, non compromesse col passato. Il rinnovamento alla Renzi può attendere, non c’è fretta.

LA STORIA DI VILLA FISKE – Il capitolo  Villa Fiske  story è uno dei buchi neri  per chi ha seguito nei decenni ‘il letamaio e la fogna maleodorante di Alassio. Non ci interessano i risvolti giudiziari.  Il Comune di Alassio, non molti anni fa, si è ritrovato con tutti i telefoni interni sotto controllo per mesi. Una specialità tutta alassina – anche sul fronte dei risultati elettorali – è  quella di favorire uno sviluppo palazzinaro senza ritegno. Ora con l’architetto, l’ingegnere, il geometra o lo studio legale amico, ora muovendo pedine a catena, facendo leva sul profitto a cascata. Qui si sussurra che con la politica ed il Comune (e dintorni) più di uno si è arricchito. Non da oggi circolano nomi e cognomi. E non sono rapinatori, né mafiosi.

Nella sua efficace esposizione Piera Olivieri, tra i testimoni del declino etico, morale ed amministrativo della sua città, ha svolto un interessante excursus su Villa Fiske.  Ripercorrendo una documentata cronistoria di quando, aggiungiamo noi, l’Alassino era ancora organo di informazione indipendente: il 15 aprile 2003 un articolo di Antonio Carossino. L’acquisto di quel vasto terreno da parte di John Safford Fiske, la realizzazione della casa padronale e la trasformazione di una zona impervia in un esteso parco di ogni sorta  di piante, tra rare essenze fatte giungere da lontani paesi.. Con i superstiti olivi, crebbero sconosciute  piante di Yuca, Dracena,  Cocco flexus, Magnolia fuscata, Acacia dealbata.   Con un esemplare di Araucaria, il nome deriva dagli Araucani (Araucanos), tribù indigena del Cile, la regione originaria dell’A. araucana.  Inoltre palme di tutte le specie e molte qualità di rose. Fiori stagionali di ogni specie e colore erano coltivati nel sottostante vivaio dove si trovava un chalet, abitazione del vivaista.

Alla totale assenza d’acqua sorgiva Fiske provvide con grandi vasche in muratura.  Un vero orto botanico di grande pregio che con la sua crescita divenne una delle attrattive di Alassio, indicato dalle stesse  guide turistiche. Cosa è rimasto ? Piera Olivieri, nipote del mitico funzionario comunale e pubblicista Nello Aicardi, non ha dubbi : “Villa Fiske ? Una delle tante speculazioni alassine, l’ultimo colpo  agli interessi della comunità l’ha dato questa giunta dove sono presenti e li guardo in faccia, uno per uno, esponenti di passate amministrazioni che hanno accompagnato al disastro “. A queste parole nessuno tra i presenti  ha fiatato, ha avuto la dignità di chiedere almeno la parola per ‘gravi motivi personali’. Evidentemente o sono timidi oppure da una parte entra dall’altra esce.

Un gioiello divorato dalla cupidigia ? La famiglia inglese si estinse nel 1907, trasferendo la proprietà a parenti austriaci. Il bene fu confiscato dallo Stato nel 1915 (motivi bellici),  ceduto al Comune di Alassio.  Qui si svolgevano, tra le altre cose, feste danzanti e giochi per bambini.  Quindi venduto, escluso il vivaio, alla Diocesi di Cantù che lo trasformò in sede di soggiorno per adolescenti ed adulti della diocesi lombarda, con il nome di Villa San Giuseppe. Segui un ripensamento degli amministratori comunali dell’epoca, acquistarono un lotto di quel terreno per la nuova sede delle Elementari dell’Istituto Professionale alberghiero.

Nel 2003 la stessa diocesi, attraverso  i padri Oblati di Rho  misero in vendita la proprietà dando al Comune di Alassio la possibilità di esercitare il diritto di prelazione.  Un parco di 15 mila mq., con edifici  di 11 mila mc. . Grazie  ad una variante al PRG del 1996 era indicata come zona di riqualificazione turistica- ricettiva.

LA MAGGIORANZA E LA GRANDE TORTA –  Il 7 marzo 2003, ci sono le cronache a descriverlo,  l’allora maggioranza decise di rinunciare a tale diritto. “In quei banchi – ha incalzato la Olivieri ai colleghi ammutoliti –  sedevano molti consiglieri che oggi fanno parte dell’attuale maggioranza e come se non bastasse accettò di modificare la destinazione urbanistica da ricettiva turistica a residenziale, vale a dire seconde case e a scomputo degli oneri di urbanizzazione si accettò di diventare (il Comune) proprietario dell’intero parco che, a detta degli stessi amministratori di allora,  sarebbe diventato una seconda Villa Hanbury, con possibilità di studio da parte dell’Università. Inoltre – ha proseguito Olivieri  la convenzione stipulata prevedeva un contributo di 150 mila euro per il mantenimento del parco stesso per 5 anni.

I motivi di queste scelte vengono ribaditi il 30 settembre 2010 nella risposta ad un’interrogazione del consigliere Testa; i consiglieri di maggioranza sono sempre quelli, fanno parte della maggioranza attuale; tre sono promossi assessori:  Zioni, Rocca e Vinai. Bellissima figura ! Sarebbe  interessante andarsi a leggere cosa scrivevano i giornali locali e le dichiarazioni di esponenti politici.   Chi si mosse per sponsorizzare dietro le quinte l’operazione. Quali gli studi legali in campo. In Procura arrivò qualche esposto, indagini e rapporto, archiviati. Villa Fliske,  il solito boccone immobiliare ?  Avrebbe seguito analoga sorte Villa Pergola senza l’intervento diretto e deciso di Antonio Ricci.  Altre 75 ville, soprattutto nella prima collina, sono state divorate, trasformate, con la moltiplicazione  del carico abitativo: seconde case a peso d’oro ed un pugno di affaristi che, salvo pochi casi, l’hanno fatta franca anche col fisco. Il metodo è noto. Costituisci una società ad hoc, dai i lavori ad un’altra società ad hoc, subappalti,  a lavori ultimati ed alloggi venduti si scioglie tutto. Al massimo restano contenziosi civili per la gioia dell’affollato mondo forense savonese. Non solo, nella casse pubbliche affluiscono montagne di soldi da oneri di urbanizzazione. Una mangiatoia che distribuisce prebende, consulenze, progettazioni, ed ovviamente lavori pubblici da esibire, inaugurazioni in pompa magna.

Poco importa se ogni tanto, tra gli acquirenti danarosi  in quel di Alassio, spunta qualche famiglia che ha nomi coinvolti in scandali nazionali. Qui nessuno ne parla, tutto tace. La rete ti protegge. Piera Olivieri cita l’assessore Salvo (memorabili le sue gesta!) che impegna “l’amministrazione comunale a mantenere il parco, di estrema bellezza ed importanza,  in perfetto ordine e sfruttato a fini turistici e sul finale legislatura, in pompa magna,  anche l’inaugurazione ufficiale con un ulteriore ‘omaggio’ ai privati che hanno acquistato gli alloggi”.  L’11 novembre 2013 si stabilisce ‘l’astronomica’ somma di 20 mila euro l’anno quale contributo al Comune per la manutenzione ordinaria e straordinaria. Il 16 gennaio 2014 ed il 18 aprile 2014, il tandem Canepa – Zioni (il primo imprenditore di successo, la seconda longeva ‘bonne vivante‘ della politica alassina al potere)  con il voto del ‘giovane’ e volto nuovo Pietro Rocca, Simone Rossi, Angelo Vinai danno vita ad una nuova bozza per la manutenzione del giardino- parco.  L’articolo 5 è eloquente delle capacità manageriali dello staff politico-tecnico. Si stabilisce che l’utilizzo del locale caffetteria debba tassativamente rispettare l’orario tra le 9 – 19,30. E solo in caso eccezionale di manifestazioni serali, chiusura non oltre le 23. Il cancelletto di accesso laterale deve restare chiuso e dotato di serratura.

Un parco, soprattutto nella stagione estiva e turistica, quando è più usufruibile ai cittadini, alle famiglie ? Cosa hanno escogitato i geni pagati per un’oculata amministrazione e scelti dalla maggioranza silenziosa degli elettori  alassini ? Orari tassativi di apertura da lunedi a sabato: 9 – 19,30 (ora legale) 9 – 17,30 (ora solare). Far rispettare il divieto di accesso agli animali.  Il Comune si impegna a fornire di corrente elettrica l’intero parco.  Si è chiesta Piera Olivieri:  sia sul fronte economico, sia l’interesse pubblico di residenti e turisti, sono tutelati ? E i cancelli di fatto preclusi agli studenti, visto che vengono aperti solo dopo l’ingresso a scuola?  “Io sono dell’avviso che siano stati tutelati esageratamente gli interessi dei condomini”.

RISPONDE IL CONSIGLIERE  PATRIZIA NATTERO

La famiglia Nattero ha gestito negli anni 80 il ‘Gran Place’, il locale dei caffè concerto estivi, con un’orchestra  dialettale alassina, vittima del declassamento e della moria della qualità; oggi i Nattero hanno un negozio per oggetti nuziali e da cerimonia.  Patrizia ha l’esperienza di amministratrice di condomini e ha voluto fare una  premessa. Ha chiesto perchè  tanto accanimento contro “il verde pubblico…contro il buon nome di Alassio….noi abbiamo trovato il deserto sotto i pini….nelle aiuole….invece su alcuni blog compaiono foto che disprezzano la città…il suo turismo…la paragonano ad Andora….”. Peccato che Patrizia Nattero (nella foto a ds) segua solo i blog di altissimo profilo, ad altissima diffusione, con giornalisti professionisti di grido e nemici dei marchettari. Se avesse letto, negli anni, magari per sbaglio, trucioli savonesi e da due anni trucioli.it avrebbe visto documentati, anno per anno, lo stato del verde pubblico – non in periferia – ma nel centro di Alassio, ad iniziare dal lungomare. E senza che mai qualcuno si degnasse di rispondere.  Lei continui a non leggere….

Alla nuova convenzione per il parco di Villa Fiske ha risposto solo il consigliere delegato Nattero ‘dopo aver ‘ascoltato’ le istanze dei cittadini’. Ad esempio. Il cancelletto antistudenti ha una motivazione precisa: troppi atti di vandalismo, di distruzione, persino danneggiamenti, con forzatura del cancello e fuoco all’interno del parco con rischi gravi.  La cooperativa sociale La Luce , ricorda,  ha preso servizio da poco tempo e  bisogna dare loro la possibilità di completare il lavoro affidato. Ha dato ragione alla Olivieri in merito alla chiusura domenicale (da rivedere?, come pure gli orari serali nella stagione estiva. E per i lavori di manutenzione? “Ci siamo affidati alla cooperativa…, il Comune non ce l’avrebbe fatta…”.

Le sorelle Olivieri di Alassio, una segretaria in uno studio legale, l’altra capogruppo consiliare e funzionaria del Comune di Albenga

Replica di Pietra Olivieri:….mi dichiaro molto insoddisfatta sulle condizioni del nostra verde pubblico….prendiamo l’esempio da Loano….. (la Olivieri seguendo i blog seri non ha visto i reportage su alcune strade ed aiuole di Loano, anche recenti.. in spregio perfino ai Caduti, ndr)”. Ha insistito sulla nota dolente e scandalosa degli oneri di urbanizzazione….sulla convenzione ad uso e consumo  dei privati “ai quali manteniamo il parco a 20 mila euro, con le chiusure ed orari…una follia…prevale solo l’interesse privato…guardo in faccia quei consiglieri che facevano parte della precedente amministrazione e sono qui seduti….“. Come dire che facce di bronzo, almeno rispondete ! Stanno zitti, incassano.

Piera Olivieri ha evitato di affrontare il tema delle determine del Comune  del mese agosto 2013,  maggio  e giugno 2014,  con le quali si affida in forma diretta, baipassando legittimamente le gare, alla cooperativa La Luce, la manutenzione del parco di villa Fiske e di lungomare Ciccione. Tra i soci fondatori e presente fino all’ultima visura camerale, Gian Emanuele Fracchia (presidente), operatore balneare, due vigili urbani di Albenga.  Si considerano dei benefattori. Hanno assunto 9 dipendenti  (anche ex Fruttital della facoltosa famiglia Orsero) e svolgono, a loro dire, un importante ‘ruolo sociale’. Forse è per questo che Piera Olivieri, vista a colloquio con Gianpaolo Fracchia, proprio durante la seduta consiliare dalla quale si è assentata, nella sua sensibilità politica ed umanistica ha evitato di mettere ‘il dito sulla piaga”? Largo ai vigili urbani nelle cooperative sociali, Alassio è stato il primo Comune a spalancare loro le porte. Porta fortuna ? Anche a Ventimiglia l’amministrazione comunale Scullino era molto sensibile alle cooperative sociali. Ad Alassio gestiscono, con la Jobel nata nel 2005, l’Ultima spiaggia, con annesso bar. Lo scorso anno è stato un successone di clienti, soprattutto grazie alle serate culinarie, musica e svago. Sono associati alla cooperativa imperiese Il Cammino, ispirata quando era sacerdote dal neo vescovo di Ventimiglia, don Tonino Suetta, loanese;  era anche  amministratore ed economo della diocesi di Albenga – Imperia.

Alassio che aveva rifiutato la proposta di gestione  delle spiagge comunali da parte del Consorzio dei Bagni Marini (80 aderenti su 103 concessioni demaniali). “Non ci interessa guadagnare – aveva spiegato a trucioli.it, il presidente Ernesto Schivo – ; avrebbero gestito con un sistema innovativo, tipo i parcometri, evitando il passaggio di denaro clienti – bagnini. Il Comune, a sua volta, avrebbe potuto incassare di più… Come è andata a finire lo sappiamo. Alassio non si tradisce, complimenti.

L. Cor. 

 

 

 

L.Corrado

L.Corrado

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