Trucioli

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Savona, ecco il progetto sottopasso di piazza Leon Pancaldo con consigli di Paolo Badano

Sottopasso piazza Leon Pancaldo, connessione via Paleocapa-porto. E’ già stata avanzata una proposta di realizzare un sottopasso all’altezza della Camera di Commercio, ma tale soluzione, data la configurazione dell’area, impone due rampe di accesso ad entrambi i terminali. Inoltre non è sul tracciato di maggior gradimento delle persone, infatti il maggior flusso di persone è quello che dalla fermata dell’autobus di via Gramsci e dal ponte mobile sul porto vuole raggiungere il centro città, ovvero via Paleocapa.

 

Bozza 13 febbraio 2014

Tale percorso oggi utilizza un percorso a raso, con attraversamento della via Aurelia (via Gramsci) tramite percorso su strisce pedonali. La frequenza elevata delle interruzioni del traffico veicolare provoca code su una arteria cruciale per il traffico savonese, di conseguenza sarebbe opportuno intervenire con un sottopasso stradale.

Pertanto l’ubicazione del sottopasso più naturale è quella che segue il flusso di persone: questo documento presenta una possibile opzione che ha anche il vantaggio di sfruttare il dislivello della strada rispetto alla banchina portuale, dislivello che fa sì che la rampa verso mare sia molto contenuta in dimensioni.

Riferimento alla normativa su dimensionamento e pendenza di una rampa pedonale

Riferimenti normativi per la realizzazione di rampe pedonali accessibili:

Decreto Ministeriale – Ministero dei Lavori Pubblici 14 giugno 1989, n. 236.

Alcuni punti: art. 4 – Criteri di progettazione per l’accessibilità

4.1.10 Scale

1) la larghezza delle rampe e dei pianerottoli deve permettere il passaggio contemporaneo di due persone ed il passaggio orizzontale di una barella con una inclinazione massima del 15% lungo l’asse longitudinale;

4.1.11 Rampe La pendenza di una rampa va definita in rapporto alla capacità di una persona su sedia a ruote di superarla e di percorrerla senza affaticamento anche in relazione alla lunghezza della stessa. Si devono interporre ripiani orizzontali di riposo per rampe particolarmente lunghe. Valgono in generale per le rampe accorgimenti analoghi a quelli definiti per le scale.

(Per le specifiche vedi 8.1.10 e 8.1.11).

Art. 8 – Specifiche funzionali e dimensionali

8.1.11 Rampe

Non viene considerato accessibile il superamento di un dislivello superiore a 3,20 m ottenuto esclusivamente mediante rampe inclinate poste in successione.

La larghezza minima di una rampa deve essere:

– di 0,90 m. per consentire il transito di una persona su sedia a ruote;

– di 1,50 m per consentire l’incrocio di due persone.

Ogni 10 m di lunghezza ed in presenza di interruzioni mediante porte, la rampa deve prevedere un ripiano orizzontale di dimensioni minime pari a 1,50 x 1,50 m, ovvero 1,40 x 1,70 m in senso trasversale e 1,70 m in senso longitudinale al verso di marcia, oltre l’ingombro di apertura di eventuali porte.

Qualora al lato della rampa sia presente un parapetto non piano, la rampa deve avere un cordolo di almeno 10 cm di 2014 03 17 – Paolo Forzano – sottopasso pedonale piazza Leon Pancaldo Savona Pagina 4 di 32 altezza.

La pendenza delle rampe non deve superare l’8%. Sono ammesse pendenze superiori, nei casi di adeguamento, rapportate allo sviluppo lineare effettivo della rampa.

In tal caso il rapporto tra la pendenza e la lunghezza deve essere comunque di valore inferiore rispetto a quelli individuati dalla linea di interpolazione del seguente grafico.

Secondo la tabella con lunghezza di rampa di 5 metri si può raggiungere una pendenza di rampa del 10,5 %, mentre con rampe da 6 metri si possono raggiungere pendenze del 6%.

Nel caso di sottopassaggi pedonali l’altezza libera non deve essere inferiore a m. 2,50

Dimensionamento e pendenza della rampa pedonale piazza Leon Pancaldo. Uno dei vincoli da considerare è il livello pedonale del sottopasso di via Gramsci: se consideriamo lo spessore del tetto del sottopasso di 0,50 metri significa che è necessario, dovendo avere una altezza utile nel sottopasso di 2,50 metri, raggiungere un livello di -3,00 metri rispetto al livello della strada ovvero il punto di partenza.

Questa quota potrebbe essere modificata aumentando il livello stradale ad esempio di 0,50 metri, quota facilmente

raggiungibile in quanto l’angolo tra piazza Leon Pancaldo e via Gramsci è più basso della piazza, e questo leggero innalzamento permetterebbe di dover scendere di 2,5 metri invece che di 3,0 metri, con un beneficio sulla pendenza delle rampe.

Consideriamo una pendenza max dell’ 8%, ed uno sviluppo max. per rampa (in proiezione orizzontale) di 10 metri. E ricordiamo che rampe più lunghe vanno spezzate con un pianerottolo di riposo largo quanto la rampa stessa, profondo almeno quanto la larghezza netta della rampa e comunque non meno profondo di 1,50 metri.

Scendere di 3 metri all’8% significa avere una rampa netta di 37,5 metri, cui vanno aggiunti 3 pianerottoli di riposo, che per una rampa larga 2 metri (larghezza che consente anche l’incrocio di due persone su sedia a rotelle) sono di 2 metri di lunghezza ciascuno.

Pertanto la lunghezza totale necessaria è di 45,5 metri.

Lunghezza notevole, che impone una partenza da via Paleocapa, via che è ad un livello di circa un metro in più rispetto all’area dell’attraversamento, e pertanto impone una rampa ancora più lunga.

Una tale soluzione è impraticabile anche perché “dividerebbe” fisicamente la parte destra della via da quella di sinistra.

Tale dislivello potrebbe anche essere superato da una scala: utilizzando scalini da 17 cm di alzata per 30 di profondità,occorrono 18 scalini, ovvero due rampe da 9 scalini ciascuna, con dimensioni 2 metri di larghezza e 2,40 metri di lunghezza per rampa più un pianerottolo di riposo di 2 * 2 metri intermedio ed un’altro pianerottolo in fondo, per una lunghezza totale di 8,8 metri.

Ma una soluzione a scalini appare datata e poco appetibile.

Meglio una proposta con rampa, che se anche un po’ più pendente dell’8% sia comunque appetibile anche per mamme con passeggino, per disabili e per persone con bagaglio: in discesa sicuramente, in salita persone un po’ più energiche non dovrebbero avere problemi, ma in ogni caso è bene inserire anche un elevatore con pareti trasparenti in modo da non creare problemi né di claustrofobia né di sicurezza.

   Sottopasso Leon Pancaldo – la proposta

   

   

L’area su cui è proposto il sottopasso è un’area utilizzata per il parcheggio di poche moto, fuori da traiettorie auto.

   

Nell’ipotesi che via Paleocapa dovesse avere un flusso d’auto in uscita, il sottopasso non disturberebbe questa ipotesi in quanto è contenuto in uno spazio limitato al di fuori del marciapiedi e comunque all’interno dell’area di parcheggio.

Paolo Badano, savonese esperto di problemi di mobilità disabili. Impresario edile ha avuto un incidente che lo costringe in carrozzina. Ha voluto migliorare la sua “mobilità” inventando Genny, che poi lo ha trasformato in industriale: oggi ha un mestiere in più, inventa e produce dispositivi innovativi per la mobilità dei disabili.

Per questo gira mezzo mondo: ho chiesto a lui un parere.

Paolo Forzano

Paolo Badano suggerisce un piccolo elevatore:

Paolo Badano a Verona sull’elevatore che conduce ai bagni pubblici a pagamento in
piazza Bra: una installazione piccola ma “quanto basta” a trasportare velocemente
un disabile ed il suo accompagnatore.

 

Ecco la realizzazione:

 

   

 

Percorso porto – via Paleocapa

   

   

   

   

 

Percorso via Paleocapa – porto

   

   

 

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P. Forzano

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