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Marina di Alassio, finalmente un presidente con curriculum doc. Ha vinto la città

E’ il regalo più bello che la municipalizzata Marina di Alassio potesse ricevere dal sindaco Canepa e dalla giunta di centro destra alle prese con un’immagine ed un gradimento in caduta libera. Nella ‘società di gestione del porto’ l’eredità di Sergio Gaibissio, tra le eccellenze delle personalità pubbliche alassine, è passata  al comandante Giancarlo Cerutti. Genovese, abita ad Alassio con la famiglia. Alle spalle un percorso di vita a 5 stelle: Accademia militare, ufficiale sulle navi mercantile, tra gli artefici della società pilota porto di Genova, a 20 anni dalla rischiosa operazione di salvataggio sulla Haven, andata in fiamme con carico infiammabile. La scelta ha scongiurato la conquista della Marina di Alassio ad opera di alcuni personaggi da bazar che avrebbero aspirato alla presidenza, è quanto ha scritto l’ex consigliere comunale Fabio Lucchini.  Forse gli stessi che hanno ‘sistemato i propri figli nelle società presiedute ?

Il neo presidente ha 76 anni, è in pensione, abita nel ‘budello’. Due o tre settimane fa quando  nulla lasciava presagire la svolta,  Giancarlo Cerutti è stato intervistato dal giornalista Alassio, Daniele La Corte, per la sua rubrica settimanale L’irriverente, in onda tutti i mercoledì, dopo le 21,30, sull’emittente Imperia Tv. Tra l’altro, la trasmissione di La Corte ha già ospitato personaggi di primo piano del mondo della cultura, dell’industria, delle istituzioni, del volontariato, degli immigrati, delle gerarchie ecclesiastiche, con un stile giornalistico chiaro, coinvolgente, rispettoso, ma anche grinta nelle spaziare delle domande, a volte scomode.

L’ospite Cerutti aveva parlato della sua vita, della sua esperienza, i ricordi, i momenti più difficili e drammatici vissuti in mare, nulla lasciava presagire un qualche collegamento con la Marina di Alassio. Poi i giorni della sorpresa, tutti spiazzati. Ad eccezione di Fabio Lucchini che dopo essersi dichiarato disponibile a costo zero, non ha avuto difficoltà ad ammettere la sua inesperienza e da qui la scelta di non presentare curriculum al Comune.  Si sono invece proposti Gianpaolo Fracchia che vanta passati incarichi ricoperti; Franco Spinelli, Massimo Buggelli, Massimo Parodi ed il geometra Ernesto Schivo longevo (in quanto a carica) presidente della locale associazione bagni marini, la categoria più unita e con il più  dinamico seguito di iscritti. Per Corrado Careglio Bonelli nomina nel pool di consiglieri.

LEGGI L’ARTICOLO CHE ERA APPARSO SUL SECOLO XIX. così salvai i naufraghi della Haven (10 aprile 2006).

 

LETTERA DI FABIO LUCCHINI, GIA’ CONSIGLIERE COMUNALE: Rilevo nell’articolo pubblicato  sull’edizione savonese del prestigioso quotidiano ligure Il Secolo XIX che il  giornalista Luca Rebagliati, tutto preso dalla vis giornalistica di pubblicare la notizia della nomina del nuovo presidente della Marina di Alassio nella persona del comandante Giancarlo Cerutti, ha esordito con un macro errore: il sottoscritto non ha partecipato alla selezione per l’incarico di presidente con una candidatura, come si può facilmente evincere dai documenti ufficiali disponibili sull’Albo Pretorio comunale.

Le motivazioni sono duplici: sebbene alcuni mesi fa è stata manifestata la volontà politica di propormi per tale ruolo, non ho accettato sia per motivi di ordine politico non volendo, ripeto, entrare nel libro dei “ ringraziamenti ” dell’attuale presidente della Provincia di Savona in liquidazione, Angelo Vaccarezza, per il quale provo profonda stima ma assai differenti modalità d’approccio della politica e al modus operandi nella medesima; sia perché non ho mai ritenuto di avere le qualità esperienziali necessarie per ricoprire tale incarico, se non come dissi, affiancato da una persona di grande esperienza nello specifico quale era il compianto Sergio Gaibisso e per il simbolico gettone di presenza come percepito dai semplici consiglieri comunali.

Riguardo alla mia provocatoria candidatura di circa tre settimane fa, era mia intenzione esprimere il concetto che, specie ora, visti i tempi di crisi profonda in cui versa il paese, sarebbe opportuno voler entrare nella “ terza repubblica “ iniziando a pensare a ricoprire un incarico di questo tipo nella propria città con spirito di puro servizio, accontentandosi dell’onore e della fiducia riposte per averlo ricevuto; lasciando da parte ogni significativa remunerazione economica che, se si eccettua il sindaco e la giunta comunale, coinvolti a tempo pieno nell’amministrazione della città, potrebbe risultare utile al sostentamento di altri capitoli di spesa della macchina comunale.

Così mi auguro che il neo presidente della Marina, giacché in virtù dell’età immagino trovi sostegno in un buon trattamento pensionistico maturato dopo una lunga ed eccellente carriera professionale, possa entrare nell’ordine di idee di rinunciare a tale compenso previsto dall’Amministrazione, affinché questa risorsa economica possa essere indirizzata verso in utilizzo del denaro pubblico con carattere di maggiore priorità. Per il consigliere Careglio, che mi risulterebbe essere stato già assicuratore della Società comunale Sca, gestore dell’Acquedotto municipale, credo, essendo anch’egli un valente professionista nel ramo assicurativo, possa pensare di devolvere il suo eventuale compenso in tal guisa, contribuendo anch’egli a rompere una tradizione che ha visto ad Alassio personaggi presidenti di società assumere i propri figli nelle stesse società da loro presiedute, o fare, in qualche caso, “ carne di porco “ del denaro pubblico, con gestioni quantomeno azzardate.

In  ultimo invito il sindaco Canepa, persona non avulsa dal contesto attuale per una lunga esperienza imprenditoriale matura nella storica azienda di famiglia e non solo, ad entrare definitivamente nell’ottica di svoltare e prendere le distanze da un brutto e eticamente indegno modo di fare politica in uso sino ad oggi, ovvero quello della lottizzazione delle cariche pubbliche così da poter attribuire prebende e lauti compensi a personaggi spesso difficilmente aggettivabili, che delle risorse pubbliche hanno fatto, almeno in passato, il proprio bazar dei sogni.

Fabio Lucchini                        

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