Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Prescrizioni a sinistra / Caro ministro Orlando, politici e faccendieri spezzini implicati nella discarica Pitelli

Dove eravamo rimasti ? Qualche domanda al neo ministro della Giustizia, Andrea Orlando.

CASO VENDOLA

il 13 giugno 2013 su questo blog : “Il 20 marzo 2013 sulle possibili prescrizioni al compagno Vendola, scrivevo che, annullata la sentenza di assoluzione per le note vicende, il processo per la procura di Bari era da rifare. Sono passati alcuni mesi, siamo vicini alle ferie estive dei magistrati e di processo non se ne parla”.

Siamo a marzo 2014 – è passato un anno !!! – e del nuovo processo neanche l’ombra.

A quando la prescrizione ?

CASO PENATI

Corriere della Sera del 26/maggio

“Penati non si presenta in aula neanche su richiesta del tribunale. Il suo avvocato fugge dai cronisti: «Se vuole ricorrere contro la prescrizione chiedetelo a lui”.

In questi giorni a la Cassazione ha confermato la prescrizione per i reati di corruzione per gli appalti Falck e Marelli a Sesto San Giovanni. L’intervenuta modifica legislativa della legge anti corruzione aveva accorciato i termini di prescrizione per il reato di concussione e il tribunale in mancanza di un atto formale di rinuncia da parte dell’imputato, aveva dichiarato l’estinzione del reato per prescrizione.

Gli “ermellini” hanno così confermato quanto deciso dal tribunale di Monza.

Invece per i 179 milioni di sovrapprezzo sulle autostrade sono trascorsi molti anni e siamo ancora in primo grado per cui il reato è vicinissimo alla prescrizione e così dicasi per finanziamento illecito a FARE METROPOLIS. Passano i mesi e passano gli anni e tutto tace .

A quando la nuova prescrizione ?

CASO BASSOLINO

Per il disastro ambientale in Campania sui rifiuti perpetrato in modo osceno da 20 anni ed oltre con danni incalcolabili alla salute ed anche alla agricoltura, per il compagno Bassolino & compagni tutto prescritto.

Sui danni ambientali per quello napoletano della ” terra dei due fuochi ” l’Italia ha scoperto dopo 20 anni, grazie ad un pentito, che ci sono tonnellate di rifiuti tossici. Ora parlano di bonifiche ed i clan che hanno guadagnato distruggendo ora vogliono guadagnare risanando o fingendo di risanare.

Riprendendo il discorso ed a proposito di danni ambientali un servizio di RAI 3 Liguria recentemente ha tirato fuori la questione della discarica di Pitelli i cui danni sono perfettamente paragonabili a quelli campani sopra visti. Il cronista concludeva che i responsabili sono la mafia, ovviamente la massoneria ed i “politici” ( ma quali !!!! ).

La discarica era stata avviata per «soli inerti», si sono sempre giustificati gli amministratori, ma resta singolare il nulla osta della Soprintendenza ai Beni Ambientali rilasciato il 17 luglio del 1977 e condizionato «al rispetto della vegetazione esistente negli spazi liberi, alla conservazione e all’incremento della piantumazione con essenze caratteristiche prevalenti nella località». Curiosamente immediata anche la concessione edilizia del Comune della Spezia, sindaco il comunista Aldo Giacché, del 18 novembre 1977. E firmata dallo stesso sindaco, il primo dicembre 1978, l’autorizzazione a interrare rifiuti industriali. Il 3 luglio del 1978 arriva il parere negativo dell’ufficiale sanitario ? Ignorato. Il 10 settembre 1981 il Laboratorio provinciale di igiene e profilassi rileva il superamento nelle acque dei valori consentiti di alluminio, cadmio, ferro, piombo, cloruri? Ignorato. Poi via così, fino al 27 dicembre 1993, quando a disastro sotto gli occhi del mondo la Soprintendenza riuscirà a concedere un ulteriore ampliamento della discarica.

Quindici anni dopo il sequestro della discarica a La Spezia, il giudice ha recentemente assolto gli undici imputati rimasti nel fascicolo dopo che la prescrizione aveva cancellato il nome degli altri 71 indagati. Cinquanta udienze, cento faldoni di perizie. Il pm aveva chiesto complessivamente 42 anni di carcere. Davvero una storia italiana, quella di Pitelli. Al principale responsabile, l’imprenditore spezzino Orazio Duvia, i magistrati avevano sequestrato un’agenda con tutti i nomi dei corrotti: politici, funzionari, periti, persino un ambientalista militante che faceva da quinta colonna nello schieramento avverso. Un sospetto che si rafforzò quando si scoprì che alcuni ufficiali di polizia giudiziaria svolgevano un secondo lavoro pomeridiano negli uffici di Orazio Duvia, il padrone di Pitelli.

Assolti Orazio Duvia, titolare della Contenitori Trasporti, Eros Polotti, ex presidente dello Spezia Calcio, Giancarlo Motta, rappresentante della società che ha gestito la discarica, ed altri funzionari.

Nell’inchiesta, partita dalla procura di Asti , il sostituto procuratore, Luciano Tarditi, aveva parlato di rottura del “muro d’omertà“, del silenzio e del condizionamento . Orazio Duvia, titolare della discarica, è il trait d’ union tra la malavita e gli ambienti politici liguri ? E’ lui a gestire la contabilità “nera” del sito, con tangenti e “favori” di vario tipo a funzionari pubblici per la stipula di contratti di smaltimento di rifiuti. Ci volle la tenacia di Luciano Tarditi (nella foto) per scoperchiare il vaso di Pandora di Pitelli. « I colleghi di La Spezia mi dissero che data la gravità del problema – raccontò Tarditi davanti alla commissione rifiuti presieduta da Massimo Scalia sarebbe stato opportuno che se ne occupasse una procura di fuori ».

Ora la città di La Spezia rimarrà ancora una volta di fronte ad un dubbio, che si trascina da decenni: come è stato possibile veder crescere la più grande discarica di rifiuti industriali nel mezzo di una zona che era stata dichiarata a tutela paesaggistica ? Mah !!!

In questa città non è parso neanche strano che il Comune abbia deliberato di affidare la bonifica di un sito inquinato alla stessa società colpevole dell’inquinamento, sulla base di un appalto (stipulato senza procedura d’evidenza pubblica), lautamente pagato. Indagini dei PM ? Nessuna !

E’ utile ricordare che Orazio Duvia, dopo il sequestro dell’agenda, aveva confessato, quando venne arrestato nel 1996, di aver sistematicamente corrotto «funzionari istruttori, dipendenti di enti pubblici, partiti, politici con ruoli decisionali», come si legge nel rinvio a giudizio. Una accusa, quella di corruzione, confermata dal ritrovamento di un vero e proprio brogliaccio delle tangenti, un libro a partita doppia dei soldi versati per anni. Ma il reato di corruzione è ( guarda caso ! ) finito in prescrizione. Niente processo !!!!

ci risiamo con le prescrizioni a sinistra !

Morale della storia: non c’è un colpevole, non è stato commesso nessun reato, questo hanno detto i giudici, dopo una camera di consiglio di poche ore, terminata con la sentenza di assoluzione per tutti gli imputati perché il fatto non sussiste !

Ma quando si parla di politici con ruoli decisionali coinvolti, come ha denunciato Duvia, non è difficile ipotizzare che egli si riferisse ai vertici della amministrazione comunale, di quella provinciale e di quella regionale che erano tutte guidate dal PCI-PDS. Nessun nome è venuto fuori ! Ma che strano !

Nonostante tutto il rispetto che ho della Magistratura mi sovviene un “sospetto ” ovvero che a La Spezia ci sia stata una qualche “distrazione” da parte dei magistrati. Mi pare la stessa distrazione che si è verificata a Sesto San Giovanni, a Napoli. Credo che il “sospetto“, visto quello che è successo, sia del tutto giustificato. Le ho chiamate eufemisticamente distrazioni perché è difficile capire le cause che hanno portato alle prescrizioni del reato di corruzione su uno scandalo così evidente e devastante per l’ ecosistema spezzino. Ma come è stato possibile ?

Abbiamo visto in questi anni in altre parti d’Italia che in base alle dichiarazioni – meno circostanziate di quelle Duvia e senza dovuti riscontri – fatte da “pentiti mafiosi” i PM hanno arrestato, senza indugio, dei politici importanti.

Dunque Duvia non è stato ritenuto credibile perché non è un mafioso ? Oppure gli esponenti PCI- PDS citati dal Duvia erano al di fuori di ogni sospetto?

E le dichiarazioni del PM Tarditi di Asti erano campate in aria ? Il “vaso di Pandora” è stato scoperchiato, ma è rimasto senza colpevoli . Che vergogna !!

Lo spezzino Andrea Orlando (nella foto) si è mosso recentemente sullo scandalo della discarica Pitelli come ministro dell’ Ambiente del governo Letta e ora mi auguro che come neo ministro della Giustizia faccia luce anche sulla “questione giudiziaria” della sua città e ci spieghi come sia stato possibile che uno dei più grandi scandali d’Italia sia finito a “tarallucci e vino!” prima con totale prescrizione dei reati di corruzione e poi con totale assoluzione degli imputati .

Ci faccia capire, signor Ministro, perché altrimenti in Liguria non potremo dire di appartenere ad una società civile.

Credo, signor Ministro, che non servano leggi speciali anticorruzione quando in alcuni Tribunali non si riesce, come si è visto, neanche ad applicare le norme oggi in vigore perché i reati, seppur gravi, cadono “inspiegabilmente” in prescrizione !

                        Luciano Locci


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L. Locci

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