Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Celle Ligure e il blog ‘Futuro Oggi’, sì la controinformazione, male la babele socialista

La divisione dei ruoli tra chi fa o aspira a far politica e chi pratica informazione libera da ideologie, al servizio dei lettori, senza condizionamenti grandi o piccoli.  Tutti pensano di avere le qualità di amministratori pubblici (onestà  e buona fede le diamo per scontate),  di essere in grado di ‘praticare’ giornalismo, smascherare la malapianta dell’intreccio affari-casta.  Celle Ligure si scuote con ‘Futuro Oggi’. Voce libera di controinformazione? Nel panorama provinciale e ligure non esiste un altro veicolo editoriale non condizionabile? In grado e forse con maggiore efficacia e diffusione, di dare un taglio giornalistico a temi magari scottanti e socialmente prioritari? A ognuno il suo mestiere, professione. Il lettore dovrebbe sapere se quando legge  scrive un giornalista o un aspirante sindaco, assessore, consigliere comunale.  In tale caso dovrebbe firmarsi, inserendo curriculum e dichiarazione dei redditi. Il giornalista ha il dovere di dividere le notizie dalle opinioni. Altrimenti siamo tutti giornalisti, medici, allenatori di calcio, architetti, urbanisti, geologi, sociologi, politologi, economisti…Facendo un regalo alla ‘gramigna’ infestante.

 

CÄU E SANTU MÆ BAMBIN
FA CH’U CIÊUVE CIAN CIANIN

Ê obbligo dell’Amministrazione comunale predisporre il Piano di Protezione Civile, da rivedere ogni tre anni, nel quale vengono indicati i punti del territorio comunale dove vi sono pericoli, soprattutto di allagamento. Ha particolare importanza, a questo proposito, il Piano di Bacino che delimita le zone rosse, di fascia “A”, dove è più probabile, secondo calcoli idrologici, che arrivi l’acqua che esonda dai corsi d’acqua. Il Piano di Protezione Civile in vigore a Celle è stato fatto nel 2009 e non è ancora stato rivisto.
Accanto alla Stazione ferroviaria, nelle cartine del Piano, è ancora indicato il preesistente terrapieno, sostenuto dal vecchio muro, alto parecchi metri. Ai suoi piedi vi era l’aiuola, tolta molti anni fa per far posto ai parcheggi di Largo Giolitti, inseriti fra i pini.
Nella prima metà di largo Giolitti la fascia rossa avrebbe termine contro l’aiuola, cioè quest’ultima, non più esistente, avrebbe fermato l’acqua di piena; lo si può dedurre dall’esame della carta di inondabilità ed in quella del rischio idraulico della Provincia.
Muro e terrapieno, però, sono stati demoliti nell’operazione “Rilevato” e addirittura si èscavato tre metri sotto. Se ci fosse stata un’alluvione in quel momento, il grande fosso si sarebbe riempito. Ê implicito, pertanto, che quell’area sia diventata rossa, di fascia A, dove, per legge, è assolutamente vietato costruire.
Nelle cartografie di Piano, il fronte dell’onda di piena del torrente Ghiare, proveniente dal sottopasso ferroviario di via Colla, si ferma a metà di largo Giolitti che è leggermente in salita verso la stazione; l’altitudine della strada,  in quel punto, è di 4 metri (piano di bacino) sul livello del mare; evidentemente questa è anche la quota dell’onda; lungo il suo percorso, essa incontra le due discese ai box, che hanno inizio a quote 3,67 m. e 3,90 m. Senza alcun dubbio l’acqua scenderebbe dalle discese ed allagherebbe il piano seminterrato e quello interrato. Quest’ultimo si riempirebbe rapidissimamente perché vi entrerebbe acqua sia dal suo ingresso che dal piano seminterrato soprastante.
La legge impone che eventuali ingressi ai piani interrati nelle fasce inondabili siano posti50 cm sopra il livello di piena. Quelli in discussione non sono sopra: sono sotto!
Per capirci meglio: immaginate di trovarvi in un corridoio che a metà ha la porta di ingresso che dà sulle scale, aperta. Nel corridoio entrano 40 cm. d’acqua; questa va sino al fondo ma lungo il cammino incontra la porta aperta verso le scale; forse che non scende impetuosamente giù da esse? Ci vorrebbe Mosè per impedirlo!
Vi sembra difficile capirlo?
Eppure i consiglieri di maggioranza e del PDL, a quanto sembra, non l’hanno capito!!!!
O, almeno, si sono comportati come se non l’avessero capito.
Futuro Oggi, infatti, ha  presentato una mozione che conteneva queste considerazioni ed i gruppi di Maggioranza e del PDL l’hanno respinta. Niente li ha smossi: né la pericolosità dei piani interrati né i vincoli all’edificazione posti dalla legge. Questa, infatti, anche senza considerare in fascia A il terrapieno sbancato, prescrive che non sono consentiti gli interventi che richiedano sbancamenti e riporti o che modifichino negativamente la configurazione morfologica esistente nell’ambito dei bacini elencati.
Identica fine ha fatto una successiva interpellanza.
Dalla parte di ponente del Rilevato scorre il rio S.Brigida; anche la sua onda di piena avrebbe raggiunto gli ingressi ai piani interrati, ma è stato fatto un dosso alto 80 cm. trasversalmente alla strada, allo scopo di contenere l’acqua. Così, si è imposto a tutti i cittadini un vincolo disagevole per poter consentire ad un privato di costruire più facilmente. Vincolo perché adesso il Comune, probabilmente, non potrà più togliere il dosso se non accollandosi la responsabilità di eventuali allagamenti.

Mozione ed interpellanza sono servite a niente! I consiglieri di maggioranza non hanno ritenuto di dover rivedere l’autorizzazione del piano interrato rilasciata in zona ad alto rischio idraulico, né hanno ritenuto di dover immediatamente eliminare il pericolo e prendere misure di Protezione Civile. Futuro Oggi, responsabilmente, ha insistito scrivendo a tutti i consiglieri e allegando piantine esplicative che non avrebbero dovuto lasciare dubbi. Tutta questa attività, purtroppo, è risultata inutile: i consiglieri sono stati irremovibili!
Aver alzato le spalle dopo aver capito sarebbe indice di coscienze parecchio incrostate, tenuto conto dei danni e dei lutti che si susseguono; non aver capito sarebbe segno diirrimediabile inadeguatezza.
Di tutto ciò si è fatto segnalazione al Prefetto ed alla Magistratura: non se ne è saputo più niente.
Perché, quando sopraggiunge la disgrazia, e accade sempre più sovente, tutta Italia si mette a gridare, tutti vogliono i nomi dei responsabili, tutti si indignano?
Futuro Oggi, in revisione del Piano di Protezione Civile, da fare presto perché siamo già in grande ritardo, non avrebbe partecipato ad un altro falso: in quella Carta doveva sparire il vecchio terrapieno per fare posto all’edificazione realizzata, con le due discese ai piani sottostrada. Di conseguenza tutta l’area doveva essere indicata come “altamente pericolosa”, i proprietari dovevano essere informati e dovevano essere prese le idonee misure per contenere il rischio.
Nella carta del pericolo del Piano di Bacino la zona è indicata come “R4” di rischio idraulico molto elevato.
Il Piano di Protezione Civile è finalmente stato rivisto ed aggiornato da un tecnico incaricato dall’Amministrazione. Sentita la Provincia, si è dovuto correggere la precedente cartografia, inserendo il grande complesso di box fra le aree soggette ad elevato rischio di allagamento. I tecnici provinciali, infatti, non hanno avuto dubbi sull’esistenza del grave pericolo, confermando totalmente quanto sostenuto da Futuro Oggi.
Ancora una volta si è dimostrato che le tesi di Futuro Oggi sono frutto di corrette interpretazioni delle leggi e sono indirizzate al primario obiettivo del benessere dei cittadini. Che dire, invece, degli atteggiamenti della maggioranza? Si viene continuamente accusati di opposizione preconcetta ed ottusa. I fatti, al contrario, dicono che vada messo sotto accusa, durissima, il comportamento dei consiglieri, che in questo caso, non si sa proprio come definire: superficiali, irresponsabili, incompetenti, stanchi, demotivati, o cosa?
Al momento attuale già gran parte della Liguria è stata colpita da gravi eventi alluvionali e di dissesto idrogeologico, con frane disseminate lungo tutto l’arco regionale. Allagamenti che hanno causato vittime e prodotto danni ingentissimi, soprattutto alle attività produttive; frane che hanno interessato case, strade, aziende, ferrovie e che hanno un costo sociale molto elevato. Ritenere che Celle possa disinteressarsi di tutto ciò perché mai ne verrà colpita è da persone ignoranti. Allo stesso modo, ritenere che, anche se colpito, il nostro paese sia al sicuro da danni e non preoccuparsene, è da  ignoranti. È invece da irresponsabili avere coscienza del rischio e non studiarlo a fondo, prendendo i possibili provvedimenti. È ugualmente condannabile il mancato coinvolgimento della popolazione, con processi di informazione e di educazione.
Come sta agendo la nostra Amministrazione?
Più volte cittadini consapevoli, residenti nelle frazioni, soprattutto ai Ferrari ed a Sanda, con ammirevole senso civico, hanno fatto presente lo stato di abbandono e di manomissione del vecchio reticolo di solchi e canali di raccolta e drenaggio delle acque piovane; hanno denunciato la disastrosa opera delle strade scavate nei fianchi collinari, che convogliano tutte le acque e le riversano disordinatamente nei versanti, in corrispondenza delle curve e magari in aree edificate.
Buona parte del territorio del nostro comune è ad elevato rischio idrogeologico. Nelle aree già coltivate e terrazzate lo strato superficiale di terra non è saldamente ancorato alla roccia sottostante e viene trattenuto dai muri a secco che sostengono le “fasce” o dal radicamento erbaceo di quest’ultime. Se la pioggia non è troppo intensa o prolungata ed i canali di scolo sono mantenuti in efficienza, il buon drenaggio fa sì che i cedimenti siano contenuti; ma se la pioggia ha l’intensità degli eventi calamitosi, i canali non sono ben distribuiti ed eventuali strade scaricano enormi masse d’acqua su fronti limitati, le fasce non tengono e sulle case piombano migliaia di tonnellate di fango.
Le cartografie dei Piani di Bacino indicano il preoccupante stato di dissesto di tutti i versanti, molti dei quali sono classificati a rischio elevato, nonché le zone a rischio inondazione.
Il pericolo è molto grande.
Per non essere irresponsabili, i consiglieri di maggioranza, ma anche gli altri per quanto possibile, hanno il dovere di studiare bene tutta la documentazione disponibile; hanno il dovere di farsi promotori di studi particolareggiati di ogni singola zona del territorio comunale, di fare sopralluoghi, di ascoltare i cittadini che hanno memoria storica dello stato dei luoghi.
Lo hanno fatto i nostri consiglieri di maggioranza?
Qualcuno di loro, in consiglio comunale, ha forse proposto di sospendere l’esecuzione della funicolare, che può aspettare tempi migliori, per dirottare i fondi alla messa in sicurezza del territorio? NEMMENO PER SOGNO!!! Si sarebbe potuto almeno discuterne. Auguriamoci pure di no, ma se dovesse disgraziatamente succedere qualcosa?
Eccovi l’efficienza dei nostri meravigliosi consiglieri:
Nella cartografia delle aree a rischio di allagamento, nel bacino del torrente Lavadore, è indicato che, in caso di alluvione, le acque del rio fuoriuscite dall’alveo si riversino oltre il ponte di via Risso, salgano fino all’incrocio con via Lanza e proseguendo a destra, in via Risso, salgano, salgano, salgano per tutta la strada, fin sopra la galleria della ferrovia, a 25 metri di altitudine. A quel punto tutto il borgo di Celle sarebbe sott’acqua: non spunterebbe nemmeno il campanile del convento!
E i nostri dodici (consiglieri che ben consigliano) non si sono accorti di niente?
Di 24 occhi nemmeno uno era abbastanza aperto da rilevare che il colore di quella via aveva un significato quanto meno sorprendente?
Eppure, come hanno detto per il PUC, loro guardano e riguardano!! …. Poi alzano la mano.

IL SOLE A MEZZANOTTE
Il 12 gennaio 2011 l’Amministrazione ha aggiudicato l’appalto pubblico per l’esecuzione di tre impianti fotovoltaici. La loro progettazione definitiva ed esecutiva era stata affidata il 21.1.2010 tramite bando pubblico al quale l’Amministrazione aveva invitato cinque professionisti, due di Savona, uno di Calice Ligure, uno di Cairo Montenotte ed un altro, XXXX, di Perugia. Cosa ci facesse quest’ultimo non è dato saperlo; l’incarico, infatti, prevedeva anche la direzione lavori che obbliga il professionista a controllare e relazionare giornalmente il procedere delle lavorazioni. Chi pensate che abbia vinto? Avete indovinato! Nell’atto di affidamento è scritto che si è accertata l’esperienza e la capacità professionale del progettista XXXX, la quale risulta significativa al fine dell’affidamento dell’incarico, e l’incarico gli è stato assegnato.
Sospettando un altro pasticcio, Futuro Oggi ha allora cercato di raccogliere informazioni su tale professionista ed ha anche chiesto all’Ufficio la documentazione relativa alla pratica; ecco cosa ha scoperto:
XXXX, non essendo ingegnere ma geologo, ha ottenuto in Inghilterra il titolo di chartered engineer e l’ha fatto riconoscere in Italia; con tale titolo egli ha richiesto l’iscrizione all’albo degli ingegneri di Perugia. Il Consiglio dell’Ordine degli Ingegneri, però, gliela ha negata ed ha impugnato il decreto di riconoscimento. Il Tribunale Amministrativo Regionale dell’Umbria ha dato ragione all’Ordine ed ha respinto il ricorso di XXXX; egli aveva presentato il suo titolo di geologo all’Engineering Council inglese, corredato dalla dichiarazione di una società italiana che certificava la sua esperienza nella progettazione ingegneristica e  l’Engineering Council aveva dato l’assenso al riconoscimento del titolo italiano. La società che aveva certificato la sua esperienza aveva come amministratore unico lo stesso XXXX; cioè, lui aveva certificato per se stesso. Il TAR, comunque, ha motivato la sua decisione che dava torto al professionista rilevando che non è ammissibile portare all’estero il proprio titolo di studio che in Italia non dà diritto all’iscrizione, non aggiungerci alcun altro studio ma solo dichiarazioni, farselo riconoscere e ritornare in Italia ad iscriversi all’albo come chi gli studi li ha fatti. XXXX, allora, ha presentato appello al Consiglio di Stato, ma questo ha confermato la sentenza del TAR. Nel frattempo, il26.10.2006, XXXX ha conseguito la laurea in Ingegneria per l’Ambiente ed il Territorio, all’età di quasi 50 anni.
Dunque, XXXX ha potuto firmare i progetti solo dal 2006; al momento del bando cellese (10.12.2009) poteva avere solo poco più di tre anni di esperienza come responsabile di progettazioni; eppure proprio per questa ha vinto il bando: ma gli altri invitati quanta ne avevano, zero? Non si potevano invitare ingegneri un po’ più esperti?
Va beh!  XXXX ha ottenuto l’incarico per un compenso di € 82.774 oltre gli oneri previdenziali ed IVA. Ma i nostri giovani quanto devono lavorare per ottenere una cifra simile?! Dopo tutto, si trattava di acquistare un gran numero di pannelli, per la maggior parte della spesa, con le relative apparecchiature, dalle caratteristiche costruttive e di installazione indicate e suggerite dal produttore; la progettazione era essenzialmente rivolta alla loro sistemazione. Inoltre, questa era la progettazione definitiva/esecutiva, perché quella preliminare era già stata fatta da altro professionista ed a questi pagata. Si ha l’impressione (solo l’impressione, neh!) che si potrebbero risparmiare notevoli quantità di denaro.
Andiamo avanti. Il progettista XXXX è stato indagato dalla Guardia di Finanza di Perugia per l’ipotesi di reato di truffa in concorso per essersi appropriato, con altri, della somma di 154mila euro erogati dal Ministero per l’Istruzione come contributo per la ricerca scientifica. Accusa dalla quale è stato prosciolto. Successivamente è stato indagato dalla Guardia di Finanza di Trieste, accusato con altri di aver ottenuto contributi per centinaia di migliaia di euro dalla Regione con lo scopo di effettuare dei progetti di ricerca che sarebbero risultati inesistenti. XXXX, inoltre, è stato accusato dal pubblico ministero di aver emesso una lunghissima serie di fatture per presunte operazioni inesistenti. Futuro Oggi non si erge a giudice e non accusa nessuno; però non si è mica obbligati ad invitare professionisti sconosciuti, provenienti da distante! Ma a ben pensarci, se sono sconosciuti come è nato l’invito? Mah!!! Futuro Oggi deve mangiare ancora tanto pane per poter capire certe cose!
Come è andata a finire?
Il 10 agosto è stato firmato il contratto di appalto con la ditta che aveva vinto la gara; il 26 ottobre il professionista non aveva ancora consegnato il progetto esecutivo completo!!! L’ingegnere comunale responsabile del procedimento, constatata questa deficienza ed altre innumerevoli irregolarità a carico del progettista/direttore lavori, gli ha revocato l’incarico, accusandolo, fra l’altro, di non conoscere le leggi ed i doveri del suo mestiere. Fra le critiche più gravi va registrata quella di non aver tenuto conto dell’obbligo di compilare quotidianamente il Giornale dei Lavori annotando tutto il lavoro fatto, essendosi presentato sul cantiere una sola volta (da Perugia non poteva certo vedere cosa facevano) e di non sapere che tale Giornale va tenuto in cantiere e non a casa sua.
Meno male che ha vinto perché aveva grande esperienza!!!
I consiglieri di Futuro Oggi sono andati a vedere questi pannelli e con grande stupore hanno constatato che una parte di essi è stata posta su due tetti, sulle falde a NORD! Le falde hanno inclinazione superiore a 30 gradi; in inverno il sole è 28 gradi sopra l’orizzonte. Cioè il sole non lo vedono nemmeno di sguincio. I consiglieri hanno allora presentato una interpellanza in consiglio, per le ragioni scritte sopra e per questi pannelli: è stato risposto che un po’ funzionano anche loro perché lo ha detto l’ingegnere. He he he.
Si trascrive un breve passo della risposta: “… ritengo che […] ben abbia fatto l’ufficio […] ad affidare l’incarico per la progettazione e la gestione delle varie fasi dell’opera ad un professionista esperto in materia. […] faccio rilevare che è stato l’ing. (del Comune, ndr) […] ad avere dubbi sulla validità professionale di XXXX”.
Un po’ di contraddizioni!
È stato anche risposto che i pannelli sono stati posti nella falda a nord poiché se la loro installazione coincide con l’eliminazione dell’amianto, che era presente, si ha diritto ad una maggiore tariffa incentivante. Perché, se si fossero messi solo nelle altre tre falde la tariffa maggiorata non sarebbe stata applicata? Si ha il diritto di dubitarne.
Infine, citando l’indagine di Trieste, Futuro Oggi ha fatto presente che XXXX è stato indagato insieme con un’impresa che ha già lavorato per il Comune di Celle.
Nessun consigliere ha chiesto di quale impresa si trattasse. 
Futuro Oggi ritiene che ciò sia più grave e sconvolgente di tutto il resto.

Sabato 1° marzo, alle ore 17, nella sala consiliare, incontro con la cittadinanza. 
Proposte in vista di un progetto.

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