Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Stellanello tace, le carte parlano. Storia infinita di una ‘favola’ lunga 56 anni

Il sindaco di Stellanello, Laura Bestoso, aveva promesso a trucioli.it, nel luglio scorso, che avrebbe affrontato la ultradecennale vicenda di Casa Laureri, immobile storico di frazione Bossaneto, proprietà privata, abbandonato al degrado per un contenzioso con il Comune. O meglio con alcuni sindaci e tra i più tenaci avversari  l’ex primo cittadino e ora consigliere di opposizione Giovanni Conti. Il successore (Bestoso) aveva ammesso che la pratica era di fatto dimenticata e l’avrebbe affidata ad un’esperta, il consigliere avvocato Simona Aicardi. Quando abbiamo telefonato – come da accordi- il sindaco era impegnata in Regione. “Richiami domattina…”. Non ha più risposto al giornalista. In ossequio alla buona educazione?  Un silenzio da far paura? C’è chi lo ispira e lo protegge?

CRONISTORIA DEL CONTENZIOSO LAURERI/COMUNE DI STELLANELLO

 

ECCO A SOMMI CAPI I FATTI SALIENTI DAL 1957 AL 2013…..

Il Sindaco Armato chiede in regalo ad Ettore Laureri una striscia di terreno del suo orto per allargare la strada comunale. Assentendo, Laureri avanza alcune richieste di garanzia. La strada viene allargata, ma non tutte la condizioni sono rispettate. All’immediato reclamo del donatore, il Comune risponde che la strada è passata dalla giurisdizione comunale a quella provinciale e dovrà essere l’Amministrazione Provinciale di Savona ad  ottemperare alle istanze. Inizia di fatto lo “scaricabarile” tra Provincia e Comune,

Ettore Laureri muore nel 1965 senza aver ottenuto nulla. Gli subentra il figlio Silvio, geologo, che prosegue nella rivendicazione fino al 1970, anno in cui si trasferisce in Svizzera.

Silvio Laureri riprende la pratica alla fine degli anni ’90 e finalmente – nel 2005 – con la mediazione del Difensore Civico e dell’assessore alle Infrastrutture provinciali Pierluigi Pesce ottiene dal sindaco Conti una dichiarazione scritta con l’impegno di eseguire la mappatura catastale dell’area annessa alla sede stradale e la regolarizzazione ufficiale del trapasso di proprietà.

Fatta redigere dallo studio del geometra Velizzone la mappatura, il Comune rifiuta – nonostante i solleciti – di affidare all’Ufficio Notarile del Consolato generale d’Italia in Lugano la pratica di trapasso, registrazione e minaccia – tramite lo Studio Lagale  Mauro Vallerga di Genova – di procedere ad una immissione in possesso d’autorità. Dopo 56 anni la pratica resta tuttora pendente. Lentocrazia da primato ligure e forse nazionale. Non si hanno, infatti, notizie di casi analoghi, tra un privato ed un ente pubblico. Eppure, a Stellanello, a palazzo civico tutto sembra procedere come se nulla fosse. Il decoro di un paese che ha potenzialità di attrattiva turistica e commerciale non dovrebbe sfruttare  anche il decoro -attrazione di un immobile che navigando su internet trova ammiratori nel Nord Europa, anche oltre. E’ una questione di civiltà e se volte di giustizia nel terzo secolo dopo Cristo.

Anni ’70-’80

Il transito, a velocità non moderata da opportune limitazioni attraverso l’abitato di Bossaneto, degli autocarri pesanti adibiti al trasporto di ghiaia per i cantieri autostradali provoca cedimenti del terreno di fondazione del Palazzo Laureri e conseguenti lesioni delle volte retrostanti la facciata. Ai reclami di Silvio Laureri il Comune oppone il diniego di promuovere presso la Provincia di Savona un limite di velocità nell’attraversamento dell’abitato. Il tecnico della Provincia – Geom. Troisi – minaccia, a sua volta, d’intimare la demolizione dello stabile perché pericolante.

Le lesioni progressive sono realtà e vengono monitorate: nessuna responsabilità grava su Comune e Provincia ?

La messa in esercizio d’una rete di distribuzione privata d’acqua potabile, sempre in frazione Bossaneto, senza la contestuale costruzione della rete fognaria provoca altre copiose, pericolose infiltrazioni nello scantinato del Palazzo. Silvio Laureri avvia e mantiene attiva la rivendicazione di lavori idonei, ma in Comune persiste il rifiuto. La contesa si risolve dopo 13 anni quando un reclamo di Silvio Laureri e del maestro Mario Castellana provoca un intervento diretto dell’Ufficiale Sanitario della Provincia ed il conseguente provvedimento coattivo di costruzione della rete fognaria. Il sindaco Divizia si ritiene gravemente offeso dal comportamento di Silvio Laureri.

 Anni 1982-’84

In seguito ad accordi di massima col fratello Carlo, Silvio Laureri decide di riattare il subalterno di proprietà comune nel mappale 173, classificato a Catasto come “stabile rurale senza superficie e senza reddito“. Nel 1982 presenta il progetto di cambiamento di destinazione e ristrutturazione firmato dal Geom. Pietro Panaino. Il Municipio di Stellanello – sindaco Rossi – impiega due anni per deliberare sulla licenza di costruzione e presenta un conto di 640.000 Lire per oneri urbanistici in base alla legge Nicolazzi. Silvio Laureri paga, però non può dare corso ai lavori a causa dell’asserito voltafaccia del fratello; prima della scadenza del termine di prescrizione della licenza, Silvio Laureri ne chiede l’annullamento con restituzione dell’imposta od, in subordine, la proroga. Il tecnico comunale Geom Ratto oppone un fermo diniego. La somma va a bilancio del Comune in entrata per l’anno 1985.

Anni 1997-2000

 

Casa Laureri, immobile storico di Stellanello in frazione Bossaneto

Per ottemperare all’obbligo di legge di trasferire a catasto urbano il fabbricato rurale di loro proprietà indivisa – mappale 173 “Case vecchie”- i fratelli Laureri incaricano il Geom. Pietro Panaino di espletare le pratiche catastali. Il tecnico esegue il mandato concludendo che il subalterno del mappale 173 è parte costituente essenziale dell’unità abitativa in coerenza al secondo piano del mappale 172 – Palazzo – e che non può esserne disgiunto per attuare l’auspicata spartizione tra i fratelli poiché ospita i locali di servizio – cucina e gabinetto – pena il declassamento dell’appartamento nel Palazzo a “magazzino” (sic). E’ la stranezza d’una unità abitativa costituita da due subalterni di mappali distinti e soprattutto diversi per tipologia edilizia e classificazione catastale, rispettivamente “Fabbricato popolare” classe III il 172 Palazzo e classe IV il 173 ‘Case vecchie‘. Inoltre nel 1982 con la concessione della licenza edilizia per cambiamento di destinazione il Comune aveva confermato essere (il subalterno del 173) unità abitativa autonoma. Il tecnico incaricato era sempre il medesimo Geom. Panaino.

La pretesa impossibilità di eseguire il frazionamento dell’unità abitativa rendeva problematica la spartizione dell’appartamento ereditato indiviso dai fratelli Silvio e CarloI fratelli si adattano, a quel punto, a seguire la procedura qualificata dal tecnico come unica attuabile, e cioè: presentare al Comune l’istanza congiunta di concessione edilizia per frazionamento e ristrutturazione per ricavare due appartamenti a mappali distinti. Il progetto, firmato dal Geom. Panaino, viene approvato rapidamente, ma il tecnico ne dà notizia ai proprietari con oltre tre mesi di ritardo, per telefono e con una premessa singolare: “Il Comune è stato cattivo…“. Gli oneri urbanistici ammontano a 14.750.000 Lire.

I fratelli Laureri, sorpresi dalla mazzata, reagiscono chiedendo di trattare con il sindaco Cavallo che sostiene: “Voi avete scelto questa soluzione, noi applichiamo la tariffa“, ma si dice disposto a riesaminare la questione. I fratelli Laureri revocano il mandato al Geom. Panaino ed incaricano l’Arch. Bianco di seguire la revisione della pratica. Dopo pochi mesi il Tecnico Comunale Geom.. Ratto ribadisce il preteso importo (15 milioni), di conseguenza si decide di seguire un’altra via.

Anni 2001-2003

I fratelli Laureri si affidano al Geom. Fabrizio Inguscio di trovare per il rebus catastale una soluzione meno onerosa: egli asserisce di poter eseguire un “frazionamento con fusione” che semplifica la procedura ed azzera gli oneri urbanistici: per evitare di aumentare il numero delle unità abitative e dover creare i servizi per quella che ne verrebbe privata dal frazionamento. Si fonde quest’ultima con il sottostante appartamento del mappale 172. Il Geom. Inguscio attua l’operazione catastale e l’Arch. Bianco elabora il progetto di manutenzione straordinaria per il consolidamento strutturale del Palazzo, il rifacimento della copertura e dell’intero manto d’intonaco dello stabile poiché tali interventi apparivano indifferibili a causa del degrado e senz’altro da anteporre ai lavori nell’interno.

 

L’ex sindaco e ora consigliere di opposizione Giovanni Conti

Il progetto, prontamente allestito e presentato al Comune, viene bocciato dal tecnico comunale Geom. Ratto con la motivazione che i lavori previsti si configurano come ristrutturazione. I fratelli Laureri chiedono ed ottengono la revisione della pratica. Anche il nuovo tecnico comunale Ing. Savastano risponde ‘niet’ causando ulteriori pastoie burocratiche. I fratelli Laureri confidavano fiduciosi nell’autorità del Geom. Panaino, che neppure l’Arch. Bianco giudicava insussistente. Il contrasto s’inasprì, il sindaco Conti firmo alcune delibere ‘provocatorie’, tipo fissare un sopralluogo pretestuoso in pieno inverno negandosi poi all’appuntamento perché già s’era premurato di sporgere contro i fratelli Laureri denuncia penale per abuso edilizio (sic!).

Anni 2004-2010

Nel corso dell’anno 2003 Silvio Laureri aveva avviato presso la Soprintendenza ai Beni culturali di Genova la pratica del riconoscimento d’interesse culturale, storico, ambientale per il compendio del Palazzo (mappali 171-174). Il procedimento si rivelò difficile e lungo, concludendosi, tuttavia, favorevolmente nel 2010 con l’inclusione del Palazzo nel Registro Regionale dei Beni culturali.

La denuncia penale del Comune  comportò per i fratelli Laureri l’onere d’affiancare un penalista all’avvocato civilista che già si occupava della questione, di presenziare ad un sopralluogo giudiziario esperito da un sottufficiale del Corpo Forestale e di sospendere ogni pratica in attesa della decisione della Procura della Repubblica di Savona. Il magistrato inquirente, nel 2008, dispose l’archiviazione “perché il fatto non sussiste”.

Anni 2010-2013

Nello svolgimento dei fatti precorsi s’erano manifestate ferme divergenze di propositi tra i fratelli Laureri. Carlo optava per la condotta remissiva dicendosi disposto a pagare tutti oneri urbanistici pretesi, Silvio rifiutava e proponeva una transazione di buon senso. Non era in ballo una speculazione immobiliare. Anzi. Gli avvocati  pare abbiano brillato senza arrivare al nodo della questione e l’architetto, seconda una tesi di parte, avrebbe finito per farsi in disparte. Nauseato dalla bega. L’unico che mantenne un’attitudine coerente, anche se insostenibile – come la giudicarono altri – fu il Geom. Inguscio certo della liceità del “frazionamento con fusione”.

Carlo Laureri aveva revocato il mandato all’arch. Bianco tentando di recuperare il favore del Comune e sostituirlo con l’arch.Gaggino, originaria di Stellanello, quindi non “foresta”. Il Comune, rappresentato dal sindaco Conti, aveva sempre ostentato un atteggiamento inflessibile  con delibere  e l’esplicito rifiuto del confronto negoziale. Poteva intraprendere la scelta del ‘cittadino al di sopra delle parti’ e del ‘buon padre di famiglia’? Ha preferito indossare l’abito del torero? Avanti col braccio di ferro.

Nel 2010 l’arch. Diego Di Tomaso, per conto di Silvio Laureri, ottenne d’incontrarsi con il Tecnico Comunale per definire i punti d’un auspicato accordo, tutto inutile da parte del rappresentante del Comune.

Nel 2011 Silvio Laureri ha scritto al neoeletto Consiglio Comunale (maggioranza e minoranza) chiedendo che venisse messo all’ordine del giorno e discusso il problema del Palazzo, vittima del vistoso degrado: a tutt’oggi nessuna risposta.

Il resto è cronaca che ha permesso di imbatterci, del tutto casualmente, nelle ‘piaghe’ che da troppi anni affliggono Stellanello.E’ sbucato, tra l’altro, uno dei tanti presunti ‘bubboni’. Il ‘caso’  della costruzione (ed il suo iter)  della società Fincod Srl, con sede legale a Voghera, proprietà suddivisa  tra la Debra Sa Societe Anonyme, di Kirchberg Vol Des Bons Malades 231 (Lussemburgo) che detiene quote nominali di 43 mila 300 euro e stessa cifra la proprietà di Bruno Grandi, 60 anni, residente a Milano. Dai documenti della Camera di Commercio di Savona risulta che il 30 maggio 1997 la Fincod – senza dipendenti – abbia aperto la sede operativa in via Morelli 2 a Tovo San Giacomo in un anonimo box-garage di un condominio. L’ufficio tributi del Comune di Tovo sostiene di essere nella materiale impossibilità di risalire alla Fincod qualora l’immobile risulti di proprietà di un altro soggetto.

 

Il sindaco di Stellanello Laura Bestoso

Per una coincidenza Tovo San Giacomo è stato scelto a dimora coniugale del sindaco di Stellanello, già dello staff di segreteria in Regione del consigliere Pdl, architetto Marco Melgrati, ex battagliero sindaco di Alassio.Invano abbiamo cercato di metterci in contatto, lasciando pure messaggi sulla segreteria telefonica del pubblico ufficiale (nell’esercizio delle sue funzioni) Laura Bestoso. Ogni cittadino, ogni professionista ha un onore ed un dovere da difendere. Il nostro è quello di dare notizie, approfondirle se necessario. Ci hanno impedito di fare i giornalisti.Altri (non il sindaco) hanno tentato di intimorirci, ostacolarci. Non c’entra il codice penale, un problema di trasparenza e di etica pubblica, di diritto all’informazione previsto dai nostri padri Costituenti.Continueremo ad approfondire ed attendere una risposta. A quanto pare i consiglieri comunali sono impegnati a trattare argomenti più ‘seri’. Proponiamo una medaglia.

L. C.    

QUANDO GIOVANNI CONTI VINSE LE ELEZIONI A STELLANELLO 

STELLANELLO Le preferenze dei ventitre candidati. Laura Bestoso prima degli eletti per “Cultura ambiente e territorio”. Per la minoranza primato a Risso Conti batte Durante 63 a 37

29/05/2006 – 17.35

Giovanni Conti è stato riconfermato sindaco. La sua lista “Cultura ambiente e territorio” ha raccolto 332 voti (63%). Ferma a 195 segnalazioni (37%) la formazione “Impegno civico” di Andreino Felice Durante. Sono state rese note anche le preferenze dei candidati consiglieri alle elezioni comunali. Per “Cultura ambiente e territorio” Anselmo Armato 15, Silvia Bertone 6, Antonio Cesana 6, Marco Giordano 19, Barbara Marchiano 16, Laura Bestoso 33, Ornella Riviera 26, Gianmario Danio 19, Ugo Mela 19, Giuliano Novaro 7, Paolo Mela 9, Giovanni Poggio 22. Per “Impegno civico” Clotilde Abbate 3, Danilo Bestoso 3, Giuliano Bestoso 17, Luca Anfosso 13, Claudio Angelo Montanaro 17, Luciano Ghigliazza 17, Silvana Cattazzo 8, Gianni Luigi Risso 20, Simone Gaggino 15, Mauro Bico 4, Maurizio Cardone 5.

 

di Angelo Fresia

 

 

 

 

 


L.Corrado

L.Corrado

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